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Ed ora io domando tempo al tempo, ed egli mi risponde: Non ne ho!

Banco Del Mutuo Soccorso
Lingua: Italiano

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[1972]
Vittorio Nocenzi - Francesco Di Giacomo
Album / Albumi: Darwin!

tempoaltempo


La canzone conclude l'album fondamentale del BMS, Darwin!, del 1972; album, come si può evincere dal titolo, interamente centrato sull'evoluzione umana. Si tratta con tutta probabilità della canzone con uno dei titoli più lunghi e straordinari dell'intera canzone italiana, e mi viene da dire che pure il titolo è una sorta di canzone a sé stante. Ultimo atto dell'evoluzione umana: il tempo (cardine, se non erro, della teoria della relatività; ma non sono un fisico e potrei aver detto una scemenza), cui si domanda il tempo che non ha (e, forse, non ha mai avuto, né vuole avere, né può avere, né può voler avere) è una ruota che schiaccia l'hometto sapiensetto, il quale si accorge che il suo presupposto scorrere non è scorso affatto, e che nulla è cambiato. In pratica: non c'è stata affatto un'evoluzione. O meglio: si possono essere evolute tante cose, interiori ed esteriori, ma il nòcciolo duro è sempre quello fin dalla preistoria. Bestiali fantocci attaccati a una ruota che gira e schiaccia. Spostando così la famosa "guerra" a un tempo (quello cui si domanda tempo, ed egli ci risponde: " 'E 'un celò!") calcolabile in centinaia di migliaia di anni. Tra le altre cose, naturalmente. Francesco Di Giacomo, coautore e cantante della canzone, aveva l'aspetto nuragico di un uomo delle caverne al di fuori del tempo, con il suo animo gentile e la sua voce non di questo mondo. Tutto convive in questo homo sapiens che non si evolve mai, per poi accorgersi di essere un fantoccio attaccato alla ruota del tempo. Il tutto con un'architettura musicale tra il rinascimentale e il luna park, un profluvio di clarinetti piccoli in mi bemolle, spinette, cigolii e paparazùm. [RV]

Ruota eterna, ruota pesante
Lenta nel tuo cigolio,
Stai schiacciando
Le mie ossa e la mia volontà.

Meccanismo fatto di croci,
Coi tuoi fantocci attaccati
Che pendono dai tuoi raggi
E girano coi tuoi ingranaggi,
Va...!

Va! La ruota va,
Un colpo non lo perde mai...

Cambia i volti e non cambia niente
Lo sperma vecchio dei padri,
Ho urlato forte la mia rabbia
Ma agonizzo anch'io,
Anch'io!

Ah, ruota gigante
Perché dunque mi fai pensare
Se nel tuo girare
La mente poi mi frenerai...

Va! La ruota va,
Un colpo non lo perde mai...!

Mai e va.

inviata da L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 5/12/2020 - 05:25



Lingua: Inglese

English version / Versione inglese / Version anglaise / Englanninkielinen versio:
Anonimo Toscano del XXI Secolo, 5-12-2020 06:14

Pripyat, Ukraine. Giant Wheel.
Pripyat, Ukraine. Giant Wheel.
And now I'm asking for more time to Time, and he replies to me: I have none!

Eternal Wheel, heavy Wheel
Slowly moving and squeaking,
You are smashing
My bones and my will.

With your cross-made works
And puppets tied to your spokes
Hanging from your gears
And all turning with you,
Go on!

Go, go! The Wheel goes on,
It never misses a turn!

The same old seed of ancestors
Changes faces, yet nothing changes.
I cried out loud all my wrath,
But I am at death's door, me too,
Me too!

You, giant Wheel, alas!
Why do you make me think
That, turn after turn,
You will repress my mind?

Go, go! The Wheel goes on,
It never misses a turn!

5/12/2020 - 06:15



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