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2050

Zen Circus
Lingua: Italiano


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(2020)
Testo di Appino
Musica di Karim Qqru, Massimiliano “Ufo” Schiavelli & Appino

dal nuovo album "L’ultima casa accogliente"
L’ultima casa accogliente

«Questo è un pezzo ambientato nel futuro, scritto immaginandomi un mondo dopo una catastrofe. Ma non ci interessava fare una canzone sul fatto che gli esseri umani hanno mandato a puttane il mondo e su quanto siamo stronzi: gli Zen non hanno mai voluto insegnare agli altri come bisognerebbe vivere e come no, le nostre canzoni sono racconti. 2050 racconta, dunque, un ipotetico futuro in cui “il Paese festeggia il giorno in cui hanno proclamato gli stati uniti del mondo”, perché probabilmente solo dopo una tremenda catastrofe capiremo che quella è l’unica via per concepire la vita su questo pianeta. E però in quel futuro i grattacieli spenti e le città sommerse potrebbero emergere dal mare, perché se andiamo avanti così…

Non è un brano ecologista, è più una risposta a chi un giorno, dopo una crisi terribile, potrebbe chiederci come mai non abbiamo fatto nulla per evitarla. E la risposta, guardando all’umanità con l’empatia senza la quale non potremmo fare musica come facciamo, è che abbiamo fatto tutto e non abbiamo fatto niente, che abbiamo realizzato tante cose belle, ma anche cose brutte e non senza conseguenze».
Gli Zen Circus raccontano 'L'ultima casa accogliente' canzone per canzone
Hai la faccia di vento e un'età che non aiuta
Gli anni di tua madre quando ti ha partorita
Eri solo una bambina, qualche compleanno fa
Quando amavi tutti contro la loro volontà
La vita era lunga un giorno, moriva con il sonno
Sempre in bilico fra quello che ti accadeva intorno
E la guerra che hai dentro, una passeggiata
Fra la vita vissuta e quella raccontata

Ricordo bene, ricordo molto chiaramente
Quando gli incubi non potevano insegnare niente
Erano i giorni appena dopo la crisi globale
Le città sommerse e poco da mangiare
Molti morti dopo, il paese festeggia il giorno
In cui hanno proclamato gli stati uniti del mondo
I tuoi occhi brillano, ma cosa posso dirti?
Forse la verità, chе siamo nati per ferirci
O per еssere felici

Tu urli, io urlo
Come fanno i cani
L'adolescenza eterna degli esseri umani
Quante carezze ci vogliono per fare uno schiaffo
Quanto dolore ha trasformato il mio cuore in un sasso
Il vestito è stretto, le spalle da uomo
Parli come una bambina con un accento strano
La pancia cresce, ogni giorno io peggioro
È la moneta da pagare quando ami qualcuno
Ti voglio bene, lo dico molto raramente
Come è stato raro incontrarti fra la gente
Il profilo del cielo è tempestato di stelle
Il vento fra le enormi pale, il vento sulla pelle
I grattacieli spenti emergono dal mare
A ricordarci cosa abbiamo fatto e che possiamo fare
Quando lui ti chiederà che cosa ha fatto la gente
Digli: "Abbiamo fatto tutto, non abbiamo fatto niente

Scisso gli atomi di una conchiglia
Vinto la morte, perso la meraviglia
Strappato foreste come fili d'erba
Abbiamo dato un nome ad ogni stella
Fatto l'amore senza capirne nulla
Condannata la pace ad essere anche guerra
Cambiato il corso dell'acqua corrente
Abbiamo fatto tutto, abbiamo fatto niente

13/11/2020 - 09:58



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