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Sono rinchiuso, mamma

Riccardo Scocciante
Lingua: Italiano


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[22-03-2020]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat: Riccardo Scocciante
Musica / Music / Musique / Sävel: Sono un ribelle mamma, Skiantos 1987

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Anche Riccardo Scocciante sta in quarantena. La quale, come ci scrive, sta diventando altro che quarantena: cinquantena, sessantena, centena, millena. Era un po' di tempo che quel farabutto simpaticone non si faceva sentire, e un po' temevamo sì, per il Coronavirus. Nel senso: che il povero cosino con le capocchie rosse si fosse infettato con Riccardo Scocciante. Altro che mutazione: avremmo assistito a un suicidio di massa tra i Coronavirussini (il che, a pensarci bene, potrebbe non essere del tutto negativo). Invece, zàc, eccolo qua che ci scrive mandandoci una sua composizione “ad hoc” per il Canzoniere: [RV]

“Cari quarantenati, rinchiusi, autocertificati, bergamaschi, bergafemmine, eroi, presidenti del consiglio, sindaci, governatori, sbirri e quant'altri: questa canzone è per i vostri figli. Finalmente, grazie alla pandemia canaglia, ce l'avete fatta a rinchiuderli in casa, restituendo alla famiglia il suo ruolo naturale: quello di galera. Inutile che la meniate tanto coi giochini, coi “buoni libri” e con il dialogo: i vostri figli, specie se colti dalla pandemia in quel terrificante periodo che va sotto il nome di “adolescenza”, nel migliore dei casi non vi sopportano e nel peggiore vi odiano. E ne hanno tutti i motivi. Ora tocca stare tutti assieme nel caldo seno, e guai a uscire; dai terrazzi e dalle finestre, se nei primi giorni si poteva ancora sentire qualche tunci-tunci discotecaro, qualche canzonetta alla moda o roba del genere, ora non si sentono che l'inno nazionale, il Silenzio (fuori ordinanza sì, ma l'ordinanza è dei sindaci) e addirittura marce militari. Ho pensato quindi di dedicare a questi poveri ragazzi il rifacimento, o aggiornamento, di un noto motivetto degli Skiantos di qualche anno fa: la descrizione di quel che accade davvero nelle “famiglie” italiane, quelle vere, non quelle degli spottini “Io resto a casa”. Buona quarantena a tutti!” [Riccardo Scocciante]
Pronto, whatsàppami la mamma,
Sì lo so che è qui accanto nella stanza,
Sono le quattro del mattino,
Mi sta scassando pure sul telefonino

Sto bene, non m'infetto coi pelouches,
Faccio videosesso con la mia ragazza,
Mamma, ti prego, è solo un gioco,
Stai serena, vai dormire e russa poco

Giuro, non è per farti male,
Se ho sprangato a tre mandate la mia stanza,
Quaranta metri quadri, un trilocale,
E di stare qui in famiglia ne ho abbastanza

Sono rinchiuso, mamma,
Vai a letto, non entrarmi nella stanza
Sono rinchiuso, mamma,
Vai a letto e stammi a un metro di distanza

Ci vediamo, torna pure a letto
Domani esco per il pranzo ti prometto
Per favore preparami i pop-corn
Che mi servono quando sto su Youporn

Ricorda che detesto i fagiolini,
E anche il diàlogo fra i genitori e i figli
Tanto il babbo pensa al vino e ai cicchini,
Sto rinchiuso, e non cercare altri appigli

E va bene, forse divento hikikomori,
Può anche darsi, e mi stan crescendo i peli
Tu divertiti, ma se metti il naso fuori
Per favore, niente inno di Mameli

Sono rinchiuso, mamma,
Vai a letto, non entrarmi nella stanza
Sono rinchiuso, mamma,
Vai a letto e stammi a un metro di distanza

Sono rinchiuso, mamma
Sono rinchiuso, mamma
Sono rinchiuso, mamma

inviata da Riccardo Venturi - 22/3/2020 - 12:21



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