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الوداع

Mariem Hassan / مريم حسا ن
Lingua: Arabo (Ḥassāniyya)

Lista delle versioni e commenti


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Alwadae
[2015]
النص والموسيقى / Letras y musica / Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Mariem Hassan / مريم حسن

Campo profughi Saharawi di Tindouf - autore: Riccardo Gullotta
Campo profughi Saharawi di Tindouf - autore: Riccardo Gullotta


نشرت ” شبكة المقاومة ” العالمية شريطا غنائيا قصيرا للفنانة الصحراوية مريم الحسان تم تسجيله بتاريخ 06 اوت 2015 في مخيمات اللاجئين الصحراويين وحمل عنوان ” الوداع ” .

وتضمن الشريط كلمات مؤثرة للفنانة الصحراوية القديرة التي توجد في وضع صحي صعب إلى الشعب الصحراوي.

وتوصي الفنانة الصحراوية في هذا الشريط الشعب الصحراوي على الصمود والمحافظة على التراث ، وتعبر عن ثقتها الكبيرة في مواصلة الأجيال الصاعدة على للنضال وايصال صوت الشعب الصحراوي الى ابعد الحدود.

للإشارة اثار الشريط الذي سجل من داخل خيمتها بولاية السمارة إعجاب الكثير من رواد شبكات التواصل الاجتماعي الذين عبروا عن شديد التأثر متمنيين الشفاء العاجل للفنانة الصحراوية.

وأبرزت شبكة المقاومة التي تضم مئات المنخرطين عبر العالم الذين يدافعون عن السلام والحرية ان مريم الحسان كرست حياتها للنضال من حق الشعب الصحراوي في تقرير المصير. - sumoudsh.net

Il “Global Resistance Network” ha pubblicato un breve nastro dell'artista sahrawi Mariem Hassan, registrato il 6 agosto 2015 nei campi profughi sahrawi e intitolato Alwadae (“Addio, Il congedo”).

Il nastro includeva parole toccanti dell'abile artista per il popolo sahrawi, che si trovava in una situazione di salute molto difficile.

In questo video, l'artista raccomanda al popolo sahrawi di resistere e di preservare la propria eredità, ed esprime la sua grande fiducia affinché le generazioni emergenti continuino a lottare e portino la voce del popolo sahrawi fino ai limiti più lontani.

Il nastro, che è stato registrato all'interno della sua tenda nello stato di Smara, ha impressionato molti dei pionieri dei social network, che hanno espresso una grande emozione, augurando una pronta guarigione all'artista sahrawi.

La rete di resistenza, comprendente centinaia di persone in tutto il mondo che stanno difendendo la pace e la libertà, ha sottolineato che Mariem Hassan ha dedicato la sua vita alla lotta del diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi. [trad. CCG/AWS Staff]


Saharawi: un popolo dimenticato
La lingua parlata dai Saharawi è Ḥassāniyya / الحسانية : un dialetto arabo, della famiglia arabo-magrebina, con contaminazioni berbere ( ma distinto dal berbero che, pur essendo flessiva, non è lingua semitica), diffuso nel Sahara Occidentale, in Mauritania, in parte dell’Algeria sud-occidentale e in parte del Senegal.

Il Sahara Occidentale fu una colonia spagnola dal 1884 al 1975. Nel 1960 l’Onu riconobbe il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi. Nel 1973 si costituì il Fronte Polisario, movimento indipendentista per la liberazione dalle forze di occupazione, spagnole sino al 1975 e poi marocchine. Nel 1976 il Fronte Polisario proclamò la RADS, Repubblica Araba democratica dei Saharawi. A seguito dell’invasione marocchina circa 100.000 saharawi fuggirono verso l’Algeria lasciando tutto ciò che avevano, case, animali e cose. La guerriglia contro il Marocco cessò nel 1991 dietro l’impegno dell’Onu a celebrare un referendum sullo statuto del territorio.
Da allora è presente una missione di pace Onu, ma il referendum non si è mai tenuto per l’opposizione del Marocco. Il Marocco accampa la sovranità sul Sahara Occidentale prendendo a pretesto i periodi di stretta alleanza tra le tribù saharawi e la dinastia marocchina. L’Onu non ha avallato tale presupposto giuridico.

La situazione è in stallo. Oggi il Fronte Polisario controlla appena il 20% del territorio, la parte orientale. Per mantenere il controllo militare il Marocco ha costruito un muro di 2.700 km, costituito da pietre o terrapieni da 2 a 3 metri. Il muro insiste su un campo minato, pressoché ininterrotto, che ha il triste primato di essere il più lungo del mondo. Un autorevole reportage, le fléau des mines, dà come quantità di mine posate la cifra da 200.000 a 10 milioni, di 35 tipi diversi, fabbricate in Spagna, Italia, Russia, Israele. Un’altra fonte, Chad McCoull ” Journal of Conventional Weapons Destruction, The Journal of Mine Action, Morocco and Western Sahara” riporta che il Marocco acquistò mine per 6,5 milioni di dollari. Considerato il costo unitario di circa 10 $ per una mina anti-uomo, a fronte della somma indicata, si avrebbe una cifra prossima a 600.000 mine. Naturalmente la vera spesa complessiva la conoscono solo i vertici marocchini. Sono in corso campagne di sminamento, ma il costo è molto elevato ed il territorio molto vasto , circa 100.000 kmq.

L’Unione Africana ha riconosciuto la RASD, la Lega Araba no. Circa 80 paesi hanno rapporti diplomatici, ma una trentina li hanno congelati o interrotti. Il governo in esilio si trova a Tindouf, in Algeria.

Ai campi profughi hanno dato gli stessi nomi dei villaggi della loro terra: El Aaiun, Smara, Auserd, Bojador, Rabouni, Dakhla. Un popolo splendido nella sua coscienza e dignità.
[Riccardo Gullotta]

Mariem Hassan, La Voz del Sahara
Questa canzone fu l’ultimo messaggio di Mariem Hassan nell’agosto 2015. Segnata da un male incurabile volle tornare nel campo profughi di Smara dove aveva vissuto in esilio con migliaia di profughi saharawi dal 1975 per tanti anni. Una donna ed una resistente di grande spessore ancora prima che artista. Ci piace ricordarla con queste sue parole pronunciate tre anni prima:

Le nostre donne sono forti, sono pronte a lottare. Io sono come loro e ci riesco con le mie armi, la musica e le canzoni. Quello che faccio è per il mio popolo. Le persone passano, le canzoni restano e saranno ascoltate dalle nuove generazioni, rimanendo per sempre, di tutti.


Nota testuale. Dell'originale in arabo Ḥassāniyya è stato reperito soltanto il titolo, con il quale questa pagina viene registrata. I tentativi per reperire il testo sono stati per ora infruttuosi; chiunque lo avesse disponibile, o fosse in grado di trascriverlo all'ascolto, è pregato di intervenire su questa pagina. Le traduzioni in inglese e spagnolo (e quella italiana di Riccardo Gullotta) sono riportate separatamente e non più in sostituzione del testo originale. [CCG/AWS Staff]
[Testo originale per ora non disponibile
Original lyrics unavailable
Paroles originales non disponibles
Letra original no disponible]

inviata da Riccardo Gullotta - 6/1/2020 - 00:45




Lingua: Inglese

English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös



The “Global Resistance Network” published a short singing tape of the Sahrawi artist Mariam Al-Hassan, recorded on August 06, 2015 in the Sahrawi refugee camps and titled Alwadae (“Farewell”)

The tape included touching words the skilled artist, who is in a difficult health situation, addresses to the Sahrawi people.

In this video, the Sahrawi artist recommends the Sahrawi people to withstand and preserve all its heritage, and expresses her great confidence that the rising generations keep on struggling and bringing the voice of the Sahrawi people beyond the borders.

For reference, the tape, which was recorded from inside her tent in the state of Smara, impressed many of the pioneers of social networks, who expressed a great emotion, wishing a speedy recovery to the Sahrawi artist.

The resistance network, which includes hundreds of people around the world who are defending peace and freedom, highlighted that Maryam El Hassan devoted her life to the struggle of the Sahrawi people's right to self-determination.
FAREWELL

How hard to say goodbye!
It is painful,
but sometimes life drags you
in deep helplessness.
Art today has an easy game with a downhearted mind
and steals all my attention though my being opposes.
Sow art and catch up
with the harvest for the children
of a people who have planted honor, dignity
and hope for their descendants.

inviata da Riccardo Venturi - 6/1/2020 - 07:07




Lingua: Spagnolo

Traducción al español / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole / Espanjankielinen käännös



La “Red de Resistencia Global” publicó una breve cinta de canto de la artista saharaui Mariam Al-Hassan, grabada el 6 de agosto de 2015 en los campos de refugiados saharauis y titulada Alwadae (“Adios”, “Despedida”).

La cinta incluía palabras conmovedoras que la hábil artista saharaui, encontrándose en una situación de salud muy difícil, ha dirigido al pueblo saharaui.

En este video, la artista recomienda al pueblo saharaui que resista y conserve su patrimonio, y expresa su gran confianza en que las generaciones en ascenso sigan luchando y llevando la voz del pueblo saharaui a los límites más lejanos.

Como referencia, la cinta, que fue grabada desde el interior de su tienda en la gobernación de Smara, impresionó a muchos de los pioneros de las redes sociales, que expresaron su afecto y desearon una pronta recuperación para el artista saharaui.

La red de resistencia, que incluye a cientos de personas en todo el mundo que defienden la paz y la libertad, destacó que Maryam El Hassan dedicó su vida a la lucha por el derecho del pueblo saharaui a la autodeterminación.
DESPEDIDA

Qué difícil es la despedida
¡qué le vamos a hacer!
Es triste, pero la vida a veces te arrastra;
sumida en el desamparo.
El arte juguetea hoy con un espíritu aturdido
y roba toda mi atención, aunque mi ser se resista.
Sembrar arte y recoger la cosecha.
dejándola en manos de los hijos.
Este pueblo ha cultivado gloria,
dignidad y esperanza para sus descendientes.

inviata da Riccardo Gullotta - 6/1/2020 - 07:10




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Gullotta

Profughi Saharawi – Scuola elementare di Auserd (Tindouf) - autore: Riccardo Gullotta
Profughi Saharawi – Scuola elementare di Auserd (Tindouf) - autore: Riccardo Gullotta
ADDIO

Quanto è difficile l'addio,
Che possiamo farci !
È triste, ma la vita a volte ti trascina;
impantanata nell'impotenza.
L'arte gioca oggi con uno spirito attonito
e sottrae tutta la mia attenzione, anche se il mio essere si oppone.
Semina arte e raccoglie vendemmia.
lasciandola nelle mani dei bimbi.
Questo popolo ha coltivato gloria,
dignità e speranza per i suoi discendenti.

inviata da Riccardo Gullotta - 6/1/2020 - 00:48





Μετέφρασε στα ελληνικά / Traduzione greca / Greek translation / Traduction grecque / Kreikankielinen käännös:
Riccardo Venturi (Ρικάρντος Βεντούρης), 06-01-2020 07:46
ΑΝΤΙΟ

Πόσο δύσκολο να πω αντίο!
Είναι πολύ οδυνηρό,
αλλά μερικές φορές η ζωή σέρνει σε
σε βαθιά αδυναμία.
Η τέχνη σήμερα έχει εύκολο παιχνίδι με μία απελπισμένη ψυχή
και κλέβει όλη μου την προσοχή αν και δεν είμαι πρόθυμη.
Σποράστε την τέχνη και κατεβείτε
με τη συγκομιδή για τα παιδιά
ενός λαού που έχει φυτέψει τιμή, αξιοπρέπεια
και ελπίδα για τους απογόνους τους.

6/1/2020 - 07:46



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