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Balladen om Rune Henry Johansson

Fria Proteatern


Lingua: Svedese


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[1975]
Scritta da / Skriven av / Written by / Écrite par / Laulun tekijä: Carsten Palmær
Album / Albumi: Fria Proteatern, Vietnam Kambodja befriade!

Fria Proteatern, ca. 1975
Fria Proteatern, ca. 1975
Carsten Palmær.
Carsten Palmær.




Il diciassette aprile 1975 i “Khmer Rossi” entrarono a Phnom Penh; il trenta aprile dello stesso anno gli ultimi americani scapparono via da Saigon, da allora ribattezzata “Città Ho-Chi-Minh”. Nella Svezia di quegli anni agivano De Förenade FNL-Grupperna (DFFG), un'organizzazione di solidarietà nata per sensibilizzare l'opinione pubblica svedese, raccogliere fondi, manifestare contro la guerra imperialista USA e sostenere le lotte di liberazione indocinesi. Attivi fin dall'escalation militare del '64/'65, i DFFG svedesi fecero, tra le altre cose, pubblicare dei dischi di canzoni di protesta scritte da vari autori e collettivi; celebre è quello del 1968, Befria Södern (“Liberare il Sud”). Nel 1975 è invece il “disco di esultanza” Vietnam Kambodja befriade! “Vietnam e Cambogia liberàti!”, contenente tre canzoni -tra le quali questa, che è senz'altro la più notevole.

Era stata scritta dal drammaturgo e poeta Carsten Palmær (nato a Stoccolma nel 1946) per il Fria Proteatern, che la aveva incisa. Il Fria Proteatern, nato come “NJA-gruppen”, era un libero collettivo teatrale attivo a Stoccolma a partire dal 1971; a sua volta, il primitivo NJA-gruppen era sorto da “The Mascots”, un gruppo musicale studentesco nato a metà degli anni '60. Il Fria Proteatern gestiva anche una comunità sociale e abitativa (che oggi chiameremmo tranquillamente un Centro Sociale Autogestito) a Lidingö, nella Klippvägen al numero 8.

L'edificante e esemplificativa Ballata di Rune Henry Johansson è intesa come storia di una presa di coscienza tardiva. Rune Henry Johansson è “uno qualsiasi”, un lavoratore di mezza età che, nel 1965, si ritrova, nel quartiere periferico di Rågsved, in mezzo a una manifestazione di protesta contro l'escalation militare in Vietnam. Da buon classico man in the street di una certa età, inveisce contro i dimostranti che sostengono il FNL (Front National de Libération, conosciuto internazionalmente con la sua sigla francese) del Vietnam: quei giovanotti (studenti fannulloni!) che ne sanno della guerra? E 'sto Effe Enne Elle che diavolo è? Poi se ne torna a casa, a Älvsjö (altro quartiere periferico della capitale svedese), dove al giornale radio sente le notizie sull'escalation USA in Vietnam.

Una sera, anni dopo, davanti alla TV, prima di andare a dormire, gli capita di vedere le famosissime immagini del capo della polizia di Saigon che spara in testa a un prigioniero Viet Cong e lo ammazza (il capo della polizia si chiamava Nguyễn Ngọc Loan e il prigioniero giustiziato in mezzo di strada Nguyễn Văn Lém; il fatto, avvenuto a Saigon il 1° febbraio 1968 durante l'Offensiva del Têt, fu ripreso da un cameraman della NBC e da un fotografo dell'Associated Press,Eddie Adams, immagini che hanno fatto la storia e che hanno contribuito al totale cambiamento dell'opinione pubblica americana nei confronti della guerra in Vietnam, e probabilmente anche all'intero '68 nel mondo. Per la semplice cronaca, il prigioniero Nguyễn Văn Lém era un attivista e ufficiale superiore del FNL che era stato arrestato dopo avere sgozzato un ufficiale sudvietnamita, sua moglie e sei dei suoi figli; in precedenza aveva fatto fucilare sommariamente 31 civili). Coi suoi acciacchi e tutto il resto, dopo aver visto quelle immagini Rune Henry Johansson non ce la fa a addormentarsi, ci rimugina sopra e decide però di continuare a farsi i fatti propri e a “spalare merda” su chi si impiccia.



Comincia però da lì la lenta “presa di coscienza” del nostro Rune, che un bel giorno si decide a infilare una corona nel bussolotto di una colletta dei DFFG; poco prima di andare in pensione manda letteralmente in culo degli attivisti di sinistra che gli chiedono di sostenere le loro liste. Però, quando il suo ingegnere capo approva il gesto, si volta dall'altra parte e se ne va. Una volta pensionato, avviene la conversione di Rune: comincia a sostenere le collette pro-Vietnam, a domandarsi che diavolo ci facciano gli USA nel Vietnam e, infine, addirittura a partecipare ai cortei.

Le monetine di Rune, si chiede l'autore nella canzone, a che cosa saranno servite? A comprare un libro per un bambino, un proiettile per la lotta, una ciotola di riso per un partigiano? Quarant'anni e rotti dopo, si potrebbe dire che potrebbero essere servite anche per finanziare l'autogenocida Pol Pot, chissà. Nel 1975, però, Rune Henry Johansson liberò Saigon, e allora tutto il mondo o quasi ne era felice. Terminava la sporca guerra americana, gli Yankees se ne andarono home, la loro cattiva coscienza avrebbe prodotto il periodo di contestazione e di rinnovamento più importante del XX secolo (nonché una serie impressionante di canzoni e di film), ed un'alba radiosa sembrava sorgere per i pòpoli in lotta contro l'imperialismo. Più di quarant'anni fa, appunto. [RV]
År -65 i Rågsved, i Stockholms ytterkant
Stod Rune Henry Johansson och svor åt en demonstrant :
“Du kan lugnt ta och skita i andra och lära dig sköta dig själv
Vad fan vet såna som ni om krig? Och vad fan är FNL?”

Han drog tummen ur skinnjackans bälte och tände en krokig Bill
Så satte han sig i sin PV och körde åt Älvsjö till
på radionyheterna läste dom ett Washingtontelegram
Att Johnson sänt tusen soldater för att rädda Sydvietnam.

Det värkte i höften som vanligt när han satt framför TVn en kväll
Och såg hur Saigons polischef sköt en fånge från FNL
Det var lite svårt att somna sen. Han fick tjata på sig själv :
“Sköt dig och skit i andra så går det dig bara väl.”

När dom kom med listor på jobbet och ville ha honom med bad
Johansson dom dra på helvete så att han fick käka ifred
Men när ingenjörn kom och nickade: Det var bra sagt,
Johansson så stirra han bara tillbaka och vände och gick därifrån

Och samma år som han gick i pension stoppade han en slant
I en skramlande insamlingsbössa som hölls av en demonstrant
Han tyckte att nått borde sägas så han harklade sig en gång
"Ja, vad fan har dom där att göra" sa Henry Johansson

Och ingen vet vart hans krona gick. Kanske ble det en bok åt ett barn
Kanske blev det en bit av en flagga, eller ris åt en partisan
Kanske blev det en kula i väggen i ett bombat hus i Hué
När värken kom om natten tänkte han ofta på det.

Droppen urholkar stenen. Det går långsamt, men det går
Att övertyga Johansson tog många långa år
Och varje slant som Johansson i bössan stoppat in
Blev en droppe i havet som dränkte en stormakts krigsmaskin.

När USA bombade vallarna och minerade Haiphong
Satt vreden som en klump i halsen på Henry Johansson
Och hade han träffat Nixon mellan fyra ögon nån kväll
Hade Nixon fått så mycket stryk att han inte känt igen sig själv.

När fredsavtalet skrevs under och många sa kriget var slut
La han sin krona i bössan varje lördag som förut
Av Rune Henry Johansson blev aldrig nån aktivist,
Men den som vaknar senast kan vara den som glömmer sist.

Idag är Vietnam befriat på folkets första maj
Och Johansson köpte en kvarting rent och drog på sin bästa kavaj
Han gick med oss andra i ledet. Rune Henry Johansson
Han är en människa som du och jag. Han var med och tog Saigon.

inviata da Riccardo Venturi - 10/1/2019 - 16:28




Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italiensk översättning / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 10-1-2018 16:30

BALLATA DI RUNE HENRY JOHANSSON

Nel '65 a Rågsved, alla periferia di Stoccolma
C'era Rune Henry Johansson e inveiva contro un dimostrante:
“Spali merda sugli altri, ma stai calmo e pensa ai fatti tuoi,
Che cazzo ne sanno quelli come te della guerra? E che è il FNL?”

Si sfilò il pollice dalla cintura del giaccone di pelle e si accese una Bill tutta storta, [1]
Poi s'infilò in macchina e se ne tornò a Älvsjö,
Al giornale radio leggevano un telegramma da Washington
Che Johnson aveva inviato migliaia di soldati a salvare il Vietnam del Sud.

Come al solito, gli faceva male l'anca quando una sera si mise davanti alla TV
E vide come il capo della polizia di Saigon aveva sparato a un prigioniero del FNL
E poi gli fu un po' difficile addormentarsi. Si rimproverò da solo :
“Pensa ai fatti tuoi, spala merda sugli altri e non potrà andarti che bene.”

Quando al lavoro arrivarono con le liste elettorali e lo volevano con loro,
Johansson gli disse di andare all'inferno e così poté farsi il suo spuntino in pace,
Ma quando arrivò l'ingegnere e gli accennò che aveva ben detto,
Johansson gli girò le spalle a occhi spalancati e poi se ne andò di lì.

E lo stesso anno che andò in pensione, infilò una moneta
In un bussolotto tintinnante tenuto da un dimostrante per una colletta
Pensava si dovesse dire qualcosa, e così una volta si schiarì la gola:
“Beh, ma che cazzo ci fanno là?”, disse Henry Johansson.

E nessuno seppe dove andò la sua corona. Forse diventò un libro per un bambino,
Forse un pezzo di bandiera, o riso per un partigiano,
Forse una pallottola nel muro di una casa bombardata a Hué,
Quando di notte gli arrivava il dolore, ci pensava spesso.

La goccia scava la pietra. Va lenta, però va,
Per convincere Johansson ci vollero lunghi anni
E ogni moneta che Johansson infilava nel bussolotto
Diventò una goccia nel mare che affogò la macchina da guerra di una grande potenza.

Quando gli usa bombardarono i pascoli e minarono Haiphong
Henry Johansson ebbe un groppo alla gola e s'incazzò di brutto
E se una sera avesse incontrato Nixon a quattr'occhi,
Nixon ne avrebbe prese tante da non riconoscersi più.

Quando fu firmato il trattato di pace e molti dissero che la guerra era finita,
Lui continuò a infilare la sua corona nel bussolotto ogni sabato, come prima.
Rune Henry Johansson non è mai diventato un attivista,
Ma chi si sveglia tardissimo forse è quello che scorda per ultimo.

Oggi il Vietnam è liberato il primo maggio del popolo,
Johansson si è comprato un quartino di vodka, si è messo la sua giacca migliore
Ed è venuto con noialtri in corteo. Rune Henry Johansson
E' una persona come te e come e me. Lui c'era e ha preso Saigon.
[1] Marca di sigarette svedesi dell'epoca.

10/1/2019 - 16:30




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Finsk översättning / Suomennos: Juha Rämö
BALLADI RUNE HENRY JOHANSSONISTA

Vuonna 65 Rågsvedissä Tukholman laitamilla
Rune Henry Johansson ripitti erästä mielenosoittajaa:
»Paskaako sinä muista välität, opettele vain huolehtimaan itsestäsi.
Mitä helvettiä te luulette tietävänne sodasta? Ja mikä helvetti on FNL?«

Hän veti peukalon nahkatakin vyöltä ja sytytti käppyräisen tupakan.
Sitten hän istui Volvoonsa ja lähti ajamaan Älvsjön suuntaan.
Radiouutisissa sähke Washingtonista kertoi,
että Johnson oli lähettänyt tuhat sotilasta pelastamaan Etelä-Vietnamia.

Lonkkaa särki tavalliseen tapaan, kun hän eräänä iltana istui TV:n ääressä
ja näki Saigonin poliisipäällikön ampuvan FNL-vangin kuoliaaksi.
Uni ei sen jälkeen ottanut tullakseen, ja hän hoki itsekseen:
»Paskat muista. Pidä vain huoli itsestäsi, niin sinulla menee hyvin.«

Kun töissä alkoi liikkua listoja ja Johanssonia pyydettiin mukaan,
hän käski heidän painua helvettiin ja antaa ihmisten syödä rauhassa.
Mutta kun insinööri tuli ja nyökytteli hyväksyvästi: »Hyvin sanottu,
Johansson«, hän vain tuijotti tätä, kääntyi ja poistui paikalta.

Ja samana vuonna, kun hän jäi eläkkeelle, hän pisti lantin
keräyslippaaseen, jota mielenosoittaja helisytti kädessään.
Hänestä tuntui, että jotain piti sanoa, ja rykäistyään
hän puuskahti: »Niin, mitä helvetin tekemistä niillä on siellä.«

Kukaan ei tiedä, minne hänen kruununsa meni. Ehkä se päätyi kirjaksi lapselle,
kankaanpalaksi lippuun, riisiannokseksi sissille
tai luodiksi pommitetun talon seinään Huéssa.
Näitä hän ajatteli usein, kun kolotukset alkoivat illalla.

Vesipisara halkaisee kiven. Se tapahtuu hitaasti, mutta se tapahtuu.
Kului monta pitkää vuotta saada Johansson vakuuttuneeksi.
Ja jokainen hänen keräyslippaaseen panemansa lantti
oli pisara meressä, joka hukutti alleen suurvallan sotakoneiston.

Ja kun USA pommitti laitumia ja miinoitti Haiphongin,
viha oli kuin pala Henry Johanssonin kurkussa.
Ja jos hän olisi jonain iltana tavannut Nixonin silmästä silmään,
tämä olisi saanut selkäänsä niin, ettei olisi tuntenut peilikuvaansa.

Ja kun rauhansopimus allekirjoitettiin ja moni uskoi sodan päättyneen,
Johansson pudotti kruunun keräyslippaaseen joka lauantai niin kuin ennenkin.
Hänestä ei koskaan tullut aktivistia,
mutta se, joka herää viimeisenä, saattaa myös unohtaa viimeisenä.

Tänä vappuna Vietnam on vapaa,
ja Johansson osti itselleen pikkupullon kirkasta, puki ylleen parhaan pikkutakkinsa
ja marssi meidän muiden rinnalla. Rune Henry Johansson
on ihminen niin kuin sinä ja minä. Hän oli mukana vapauttamassa Saigonia.

inviata da Juha Rämö - 18/1/2019 - 15:23



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