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Che male c'è

Marina Rei
Lingua: Italiano


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Testo di Valerio Mastandrea e Riccardo Sinigallia
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Nell'album in 2 versioni, una con l'orchestra, arrangiata da Ennio Morricone

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Dedicata a Federico Aldrovandi
Federico Aldrovandi
Federico Aldrovandi


In un'intervista dicevi: "Non riesco a scrivere canzoni partendo da un tema o da un evento storico". In questo disco mi sembra che tu abbia superato questo limite con canzoni come "Che male c'è", che è dedicata a Federico Aldrovandi.
Sì infatti è cofirmata da Valerio Mastandrea. Ti racconto la storia. Quasi 10 anni fa lui mi ha portato una chiavetta USB e mi ha detto "Falla diventare una canzone". Ho letto queste due pagine di rabbia autentica, una cosa potentissima, ma allo stesso tempo sulla quale non sentivo l'autorizzazione per poter entrare. Troppo personale e drammatico. Ho chiuso e sono passati altri due anni. Poi in Grecia, dove vado sempre per lunghi periodi, in un momento particolare di grande solitudine, di notte, ho ritrovato la chiavetta e sono entrato in un universo: è uscita questa canzone, editando queste due pagine, aggiungendo delle cose mie, mettendole in metrica. E alla fine è venuta fuori una canzone che ha emozionato me per primo, talmente tanto che non avrei neanche voluto pubblicarla, mi sembrava un'invasione di campo. Poi l'ho fatta sentire a Marina Rei e lei subito l'ha fatta arrangiare da Ennio Morricone, in una versione che però secondo me non le rendeva giustizia. A un certo punto l'ho cantata a Ferrara in una ricorrenza dedicata a Federico, davanti a sua madre Patrizia che mi ha detto che era una delle cose più belle mai scritte su suo figlio. A quel punto ho sentito la voglia di farla entrare nel mio repertorio.
rock.it
Che male c'è
Sto parlando con me
Aspetto che si faccia giorno
Fuori e dentro la città

Troppo tardi per fermarsi
Troppo presto per andare
Resto sveglio e grido forte
La mia voglia di sentire

Che male c'è
Sto parlando con me
Maledico le occasioni
Per potermi rimettere al mondo

Non escono da sole
Parole importantissime
E non è colpa mia se
È tutto così difficile
Che male c'è
Sto parlando con me

Da una vita che
Non mi fa paura
Come fa paura a te
Che telefoni in centrale
Questo lo saprà mio padre
Questo lo saprà mia madre

Sto parlando con te
E adesso pensi di far male
Con il tuo obbedire
A un ordine sbagliato
Non c'è soluzione
A quello che è iniziato
E così mi ucciderai
Sì, lo farai
Perché non vuoi capire
Per quello che non sei
Mentre colpisci in cinque
Colpisci tutti quelli come me
Che incontrerai nella tua libertà

Troppo tardi per salvarmi
Troppo presto per morire
Ora che è quasi finita
Ora che non potrà mai più finire
Troppo tardi per salvarmi
Troppo presto per morire
Ora che è quasi finita

Non potrà mai più finire

inviata da Dq82 - 19/9/2018 - 23:34



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