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Fèm ren

Dupain


Lingua: Occitano (Marsigliese/Marseillais)


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[2000]
Testo / Paroles / Lyrics
Poesia di / Poème de / A poem by Felip Mabili (Felip Mabilly, Philippe Mabilly) [1895]
Musica : Samuel Karpiénia / Samuel De Agostini / Pierre Carles
Album: L'usina

Dupain, L'Usina, 2000
Dupain, L'Usina, 2000

Dai e dai, ci si accorge che i testi de L'usina alla fine sono penetrati nella Rete; con pazienza e ostinazione li si va a scovare. Così anche per Fèm ren, il cui testo è stato reperito in un primo momento da questa pagina (ancora una poesia del 1895 di Felip Mabili, si veda Uech oras) addirittura munita di una provvidenziale traduzione inglese. Ma il testo occitano presentava errori che sono stati corretti in base al più esatto Paraules en òc. Il testo, per quel che segue, si commenta da solo. [RV]
Fèm Ren, nos fan pausar l'usina

Despuei dètz jorns va de bolina
E dau cúp l'obrier de cantèu.
Quand trabalham ambè ma frema,
Nústra borsa es talament sema
Que se li vei totjorn l'estèu.
Mai uei, doble dieu, que secutgi.
Pas'n pie per s'escaufar lo fetgi,
Pas'n pie per se crompar d'arton.

Fèm Ren, nos fan pausar l'usina....

Aquò va durar cinc setmanas
Fumarem la pipa de cana
E viurem coma de santons.
De cinc setmanas, ges de paga.
E aquei auvari s'embraga
Just en ivèrn totei leis ans
Just quand lo sale temps poncheja
Lo mèstre ambè sa mina freja.

Fèm Ren, nos fan pausar l'usina...

Ais obriers van li levar lo pan
Nos ditz : "Mei cambaradas
Avèm fach una marrida annada
Fau que sarrem la mecanica.
A sei gròs socits la mestrisa
Dins l'usina o dins la remisa
Lo trabalh es amolonat,
Cu sap se vendrà la pratica...

Fèm Ren, nos fan pausar l'usina

inviata da Riccardo Venturi - 13/3/2018 - 11:11




Lingua: Inglese

Traduzione inglese, proveniente da questa pagina
English translation reproduced from this page
Traduction anglaise d'après cette page
NOTHING IS BEING DONE

Nothing is being done, they're making us close the factory.

For ten days things have being going wrong
And now the worker is in a bad way.
When my wife and I go to work,
Our purse is so empty,
You can always see the bottom.
But today, my god, what a drought.
Not a cent to warm up the liver
Not a cent to buy some bread

Nothing is being done, they're making us close the factory!

This is going to last five weeks
We'll smoke the cane pipe
And we'll live like statues
For five weeks, no pay.
And this catastrophe comes
Slap bang in winter every year
Just as the lousy weather arrives
The master with his icy demeanour.

Nothing is being done, they're making us close the factory!

They're taking the bread from the workers
They tell us: "My good co-workers
We've had a bad year
We have to stop the machines.
The management have problems
In the factory or in the warehouse
Work is amassed
Who knows if clients will come.

Nothing is being done, they're making us close the factory

inviata da Riccardo Venturi - 13/3/2018 - 11:18




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
13 marzo 2018, 12:24

Nota. Inutile specificare ulteriormente che la traduzione inglese è stata di grosso aiuto; ma nel tradurre in italiano non ho voluto limitarmi a “tradurre la traduzione” e ho cercato invece di seguire il testo originale nelle sue accezioni, corredandolo di qualche nota.
NULLA DA FARE

Nulla da fare, ci fanno chiudere la fabbrica

Da dieci giorni sta andando alla malora
E di colpo l'operaio è messo da parte. [1]
Quando io e mia moglie andiamo a lavorare
La nostra borsa è talmente vuota [2]
Che se ne vede sempre il fondo. [3]
Ma oggi, dio santo [4], c'è meno di niente. [5]
Neanche un soldo per riscaldarci il fegato,
Neanche un soldo per comprarci del pane. [6]

Nulla da fare, ci fanno chiudere la fabbrica

Questo durerà per cinque settimane,
Fumeremo la pipa di canna [7]
E vivremo come statuine del presepe. [8]
Per cinque settimane, niente paga.
E questa disgrazia incomincia [9]
Proprio in inverno tutti gli anni
Proprio quando inizia [10] il brutto tempo,
Il padrone con la sua faccia gelida. [11]

Nulla da fare, ci fanno chiudere la fabbrica

Agli operai stanno levando il pane,
Ci dice: [12] “Miei compagni,
Abbiamo avuto una cattiva annata,
Bisogna fermare le macchine.
La maestranza ha le sue grosse preoccupazioni
In fabbrica e in magazzino,
La merce lavorata si accumula,
Chissà se verrà la clientela."

Nulla da fare, ci fanno chiudere la fabbrica.
[1] Propriamente, de cantèu significa “di taglio” (si veda ad esempio qui. E' termine edile (fr. de chant, sur chant: la “pietra (o mattone) di taglio” di dimensioni inferiori a quella normale (o che viene, appunto, tagliata) per riempire uno spazio altrimenti vuoto. E' un idiomatismo che significa “mettere da parte” oppure, più semplicemente, “andare male”.

[2] Sem significa, alla lettera, “ridotto”.

[3] Estèu è, propriamente, sia lo “scoglio”, sia la “secca”, un basso fondale che si vede a occhio nudo. A Marsiglia è normale la grande presenza di termini marinareschi anche in senso figurato.

[4] Traduzione che intende rendere l'esclamazione originale, alla lettera “doppio Dio”. Doble si usa eufemisticamente anche in altre esclamazioni, tipo doble mila!.

[5] Alla lettera: “che siccità!” (secutgi).

[6] Nella Marsiglia di antichissima origine greca focese (Μασσαλία), sarebbe suggestivo immaginare che questo termine per “pane” derivi dal greco classico ἄρτος. Non sarà sicuramente così: di immigrati greci a Marsiglia ce ne sono stati e ce ne sono, ma avranno portato il loro termine popolare normale, ψωμί. A meno che non c'entri la katharevousa coi suoi αρτοπολεῖον (“panificio”) ecc., ma siamo forse nel campo della paretimologia.

[7] Come dire: “essere alla canna del gas”, se si è costretti a fumare una pipa fatta con le canne. Non è escluso affatto che si tratti di un idiomatismo in questo senso.

[8] Santon per la “statuina del presepe” è' termine specifico e tipico provenzale, passato anche nel francese regionale.

[9] Ancora termini di derivazione marinaresca e meccanica: auvari è propriamente l' “avaria” (ma l'accezione di “disgrazia, sventura” è comune); s'embragar (fr. s'embrayer) è propriamente “innestarsi” (di frizione, meccanismo ecc.).

[10] Propriamente, “punge” (poncheja).

[11] Anche l'inverno è qui assimilato a un padrone.

[12] Qui parla probabilmente un caporeparto o qualcosa del genere.

13/3/2018 - 12:24



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