Lingua   

The Drum (Ode XIII)

John Scott of Amwell
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti



[1782]
Versi del giardiniere e poeta inglese, di credo quacchero, John Scott, conosciuto come Scott of Amwell (1731-1783)
Nella sua raccolta “Poetical Works”, pubblicata un anno prima della morte



Una poesia celeberrima che spesso viene inserita come prologo nelle raccolte di poesie di guerra.
E’ stata messa in musica da molti compositori: Benjamin Frankel nel 1959, Ned Rorem nel 2001 (nell’immediatezza degli attentati dell’11 settembre), William F. Funk nel 2004 e Robert Rival nel 2007.

Poetry and Song

La trovo anche – ma forse solo in lettura musicale - nel IX° volume nella poderosa raccolta di poesia e musica folk inglese intitolata “Poetry and Song” (14 LP), pubblicata nel 1967.
I hate that drum’s discordant sound,
Parading round, and round, and round:
To thoughtless youth it pleasure yields,
And lures from cities and from fields,
To sell their liberty for charms
Of tawdry lace, and glittering arms;
And when Ambition’s voice commands,
To march, and fight, and fall, in foreign lands.

I hate that drum’s discordant sound,
Parading round, and round, and round:
To me it talks of ravag’d plains,
And burning towns, and ruin’d swains,
And mangled limbs, and dying groans,
And widow’s tears, and orphans moans;
And all that misery’s hand bestows,
To fill the catalogue of human woes.

inviata da Bernart Bartleby - 30/11/2017 - 08:24




Lingua: Italiano

Versione italiana dell'Anonimo Toscano del XXI Secolo
30 novembre 2017 09:21
IL TAMBURO (ODE XIII)

Detesto 'l suono scordato del tamburo
che sfila tutt'attorno e attorno ancora:
piacere dà a' giovanotti scervellati,
li adesca dalle campagne alle città
a vender per le malìe d'uno sgargiante
gallone, o d'arma fulgida, la loro libertà;
e, quando comanda voce d'Ambizione,
a marciar, battersi e cadere in terre altrui.

Detesto 'l suono scordato del tamburo,
che sfila tutt'attorno e attorno ancora:
mi parla di pianure devastate,
d'arse città, di giovan villici ruinati,
di membra mutilate, di rantoli di morte,
di làgrime di vedove, e d'orfani dei lai;
per tutto quest'agire miserando
s'empie la lista delle sventure umane.

30/11/2017 - 09:23




Lingua: Francese

Version française – LE TAMBOUR (ODE XIII) – Marco Valdo M.I. – 2017
à partir de la version italienne de l’Anonimo Toscano del XXI Secolo (l’A.T. du XXIe siècle)
d’une chanson anglaise – The Drum (Ode XIII) – Scott of Amwell – 1782

Poème du jardinier et poète anglais, de confession quaker, John Scott, connu sous le nom de Scott of Amwell (1731-1783)

Drummer


Poème célèbre qui est souvent proposé comme prologue dans les anthologies de poèmes de guerre. Il a été mis en musique par de nombreux compositeurs : Benjamin Frankel en 1959, Ned Rorem en 2001 (à la suite des attentats du 11 Septembre), William F. Funk en 2004 et Robert Rival en 2007.
LE TAMBOUR (ODE XIII)

Je hais le bruit du tambour et ce son
Qui parade en rond, rond, rond
Pour le plaisir de jeunes abrutis
Et les attire des villes et des campagnes
Pour vendre leur liberté pour les charmes
De dentelles minables et de bras jolis.
Et quand la voix de l’Ambition a commandé :
Marcher, combattre, et tomber, en pays étrangers.

Je hais le bruit du tambour et ce son
Qui parade en rond, rond, rond.
À moi, il parle de champs ravagés,
De villes en feu et de galants massacrés,
De membres mutilés, de râles de mourants,
De larmes de veuves et de pleurs d’enfants
Et toute cette misère écrit de sa main
Le catalogue des malheurs humains.

inviata da Marco Valdo M.I. - 30/11/2017 - 22:46


Bella traduzione, da Anonimo Toscano del XVIII° Secolo però...

Certo che tu con le lingue riesci a viaggiare nel tempo, non hai bisogno nemmeno della cabina telefonica del Doctor Who o della DeLorean DMC-12 di "Ritorno al Futuro"...

Ciao!

B.B. - 30/11/2017 - 09:45


Ma tu sai, caro BB, che io sono un Anonimo che a volte si spinge ben oltre indietro nel tempo; già da pischello ero abituato a leggere speditamente d'antiche e misteriose gesta in islandese antico o in altri idiomi consimilari, gap var ginnunga....

Ad ogni modo, a proposito della DeLorean DMC-12, effettivamente non ho avuto bisogno della famosa pellicola di Zemeckis. Poco tempo fa, in quel di Firenze in piazza Massimo D'Azeglio, e precisamente accanto a una cabina telefonica (prosaicamente della Telecom Italia, lo ammetto, ma dovrò far presente a quel mattacchione del Doctor Who di sbrigarsi perché le stanno togliendo tutte...), la DeLorean mi si è presentata direttamente davanti, e con targa italiana:

delolato


delodav


deloretro


Per aggiungere altri particolari atti a far capire che niente svòlgesi casualmente, ti dirò che il lungo e antico edificio che si vede nella strada a diritto nella prima foto è il mio vecchio liceo ov'ebbi a studiare e a far parecchio casino nella mia lontana adolescenza, mentre nella strada sbarrata per lavori a sinistra abita mio fratello (l'Anonimo Toscano del XIX secolo), esattamente dirimpetto alla Sinagoga de' Giudei. Quivi mi venne incontro, non so se dal futuro o dal passato, la DeLorean DMC-12.

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 30/11/2017 - 10:53



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