Lingua   

Mi chiamo Forse

Fratelli Mancuso
Lingua: Italiano


Ti può interessare anche...

Disiu di tìa
(Fratelli Mancuso)
L’albiru
(Fratelli Mancuso)


Fratelli Mancuso


"C’è una canzone del nostro repertorio che ha per titolo “Mi chiamo Forse” e parla delle persone che attraversano il Canale di Sicilia, spingendosi verso le nostre coste per cercare di fuggire dalla guerra e dalla povertà. Qualche anno fa abbiamo ospitato una madre che aveva adottato un bimbo in Eritrea. Era una regista che era venuta a casa nostra perché voleva che le nostre musiche accompagnassero una sua opera teatrale. Ci raccontò questo fatto molto bello e significativo. Lei ha un figlio naturale e ha adottato un bambino eritreo. Insieme al marito era andata in Eritrea per portare a casa il bambino. Avevano preparato tutte le pratiche, il nome del bambino naturalmente era in lingua eritrea. Appena arrivati in aeroporto per fare il check-in gli dissero che era riportato solo il loro nome ma non c’era quello del bambino. Allora diede un’occhiata ai documenti e le fecero notare che c’era scritto solo: “Forse”. Il bambino si chiamava Forse. Un bambino che viene adottato e che per nome ha Forse, ha un destino segnato. Noi abbiamo composto questo brano per raccontare di tutti i profughi che scappano dall’Africa per raggiungere un futuro migliore sulle nostre coste."
Da Blogfoolk
Quando lo videro sopra un legno fradicio 
le mani in aria in quel momento critico 
gridare quella scheggia umida
gridare per salvare il suo unico bene
quella scheggia umida strapagata le maledizioni
che se non affonda è per carità di Santi
delle Anime Sante che dal Paradiso scendono
cercando puntigliosamente le lacrime
gli buttarono addosso una coperta acida
Intrisa, bagnata di sventura
Oh tunica che ha visto cento e cento carni tremule
asciugare occhi arsi sotto un sole cenere e masticando
con i suoi denti teneri le prime ore di un giorno sopportabile
fece un sonno che era tra le mani di un angelo con la testa poggiata su un cuscino di nuvole
la voce stanca, roca, nera, sputò un nome che sembrava un’ingiuria
sputò una spina maligna e perfida da dentro il cuore dove aveva fatto radice
mi chiamo Forse, Forse e ancora Forse
figlio di una settimana senza domenica
di una grammatica dove la regola è fare giorno
come una bestemmia

inviata da adriana - 28/10/2017 - 11:26



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org