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Lettera di Walter Ulanowsky

Dalila Muscarella
Lingua: Italiano

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Canzone tratta dall'ultima lettera che il partigiano triestino Walter Ulanowsky scrisse nelle carceri di Marassi di Genova alla fidanzata e alla madre, pochi giorni prima della sua fucilazione avvenuta al Passo del Turchino, il 19 maggio 1944.

Testo, musica ed interpretazione di Dalila Muscarella.

Walter Ulanowsky


Nato a Trieste il 6 luglio 1923, fucilato al Colle del Turchino (Genova) il 19 maggio 1944, studente.
Nel gennaio del 1944, interrotti gli studi alla Facoltà di economia e commercio dell'Università di Genova, Ulanowsky (che già aveva svolto nell'Ateneo attività antifascista), si aggregò alla Brigata Garibaldi "Liguria", che operava sull'Appennino ligure. Dopo breve tempo, al ragazzo fu affidato, col grado di capitano, l'incarico di ufficiale di stato maggiore. Col nome di battaglia di "Josef", lo assolse brillantemente sino a che, durante gli scontri sulle alture di Genova con imponenti forze nazifasciste, fu catturato alle Capanne di Marcarolo. Era il 10 aprile 1944. "Josef", portato nel carcere di Marassi, vi fu rinchiuso nella IV Sezione, a disposizione delle SS tedesche che lo seviziarono per alcune settimane. Il 16 maggio il giovane partigiano fu processato dal Tribunale tedesco che lo condannò a morte. Tre giorni dopo avvenne l'esecuzione nei pressi del Colle del Turchino, dove Ulanowsky cadde con altri sedici partigiani e quarantadue prigionieri politici uccisi per rappresaglia. Lo studente, prima di essere ucciso, era riuscito a scrivere un messaggio ai genitori e alla fidanzata. Le missive sono state poi pubblicate nel volume Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. A Padova, nel Tempio Museo dell'Internamento, è esposto un dipinto in bianco e nero del pittore Ciferri, che rappresenta il momento della fucilazione di Walter Ulanowsky.
anpi.it
Quando riceverai questa lettera,
io non potrò rivedere il tuo volto
che ho amato il tempo di una primavera,
così presto mi sei stato tolto.

Tu eri la vita, eri tutto per me
e anche se muoio sarai sempre mia.
Eterno è l'amore che sento per te,
occhi d'oro e di cielo, devo andar via.

Dimentica, ti prego, il nostro dolce amore,
gli occhi tuoi ridenti voglio vedere da lassù.
E della fredda morte non ho timore,
se piango è perché non ti rivedrò mai più.

Son stato scelto, prescelto per morire.
Chi ha tradito, ha deciso la mia sorte.
Guarderò negli occhi chi col suo fucile
mi conduce a vent’anni alla morte.

Madre, anche tu, non piangere:
tuo figlio è partigiano, il ricordo vivrà
in quelli che rimangono e nell’avvenire.
Domani io muoio per la libertà.

inviata da Dq82 - 24/10/2017 - 12:46


Lettere di Walter "Josef" Ulanowsky, da Momenti della vita partigiana

B.B. - 24/10/2017 - 13:45



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