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Seimila anni fa...

Trilussa
Lingua: Italiano (Romanesco)


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[1917]
Versi di Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa, in “Tutte le poesie”, Mondadori, 1951.
Originariamente contenuti nella raccolta “Le cose” del 1922

Le cose

Messi in musica da Giuseppe Micheli nel disco “Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)”
Interpretazione di Alba Bosi, Marcello Baldassarini e i solisti del gruppo Folkloristico Romano.

Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)
… Iddio fece un'inchiesta er primo giorno
pe' vede come staveno le cose:
— Che sia fatta la luce! — E j'arispose
l'eco der vôto che ciaveva intorno.
In fonno ar celo subbito spuntorno
le prime nuvolette luminose.
Che vidde allora? Vidde un guazzabbujo,
un intrujo, un pasticcio,
un fricandò (1) de celo, terra e mare,
tanto che disse a un Angiolo: — Me pare
che me so' messo in un gran brutto impiccio,
che me so' messo in un gran brutto affare! —
Ma poi cominciò subbito er lavoro:
spartì (2) la robba, accese er sole e fece
la luna nova co' le stelle d'oro,
e piante e pesci e bestie d'ogni spece.
J'usciva tutto quanto per prodiggio
come sorte la robba dar cappello
d'uno che fa li giochi de prestiggio.
Quer che pensava je veniva fatto.
Ideava un ucello? Ecco l'ucello.
Voleva un gatto; Gnao... Nasceva un gatto.
Ma appena se trattò de fa' er cristiano,
che je ce volle la materia prima,
annò a pijà la fanga d'un pantano.
Allora formò l'Omo,
je dette moje e, quello ch'e più peggio,
je combinò l'inghippo (3) de quer pomo.
(Pe' 'sto fatto er Serpente
che sapeva er maneggio
se prestò gentirmente.)
Quanno Iddio se n'accorse, immagginate
la scena che ce fu! Dice: — Ma come;
Doppo che te do un monno,
doppo che te do un nome,
me diventi nemmico
per una svojatura che nun dico (4)!
Per penitenza te guadagnerai
er pane cor sudore de la fronte
dove ogni ruga porterà l'impronte
der peccato ch'hai fatto, e morirai.
E a te, — disse a la moje —
giacché nun sei rimasta su la tua,
farai la serva all'omo e, per via sua (5),
partorirai li fiji co' le doje.
E, adesso, alé (6) ! sgrullateve (7) le foje
e annateve a fa' frigge tutt'e dua! —
Dato 'sto dispiacere, era destino
che ciavesse una brutta gravidanza:
Eva, defatti, partorì Caino,
doppo je nacque Abbele e er resto poi
lo sapete benissimo da voi.
Un giorno, in una brutta circostanza,
Caino ner passà da la foresta
trovò er fratello, je spaccò la testa,
e così cominciò la fratellanza.
(1) Un miscuglio.
(2) Divise.
(3) L'impiccio.
(4) Per un capriccio da nulla.
(5) Per causa sua.
(6) Via, andate; «allez».
(7) Scrollatevi di dosso.

inviata da Bernart Bartleby - 16/9/2017 - 21:19


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