Lingua   

Me ritourn

Angelo Brofferio
Lingua: Italiano (Piemontese)

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

Napoleon
(Camerata corale La Grangia)
A la P’tite
(anonimo)
No, prigioniero no!
(Rita Pavone)


[Torino, 25 dicembre 1846]
Parole e musica di Angelo Brofferio
Nella raccolta “Nuove canzoni piemontesi”, pubblicata per la prima volta nel 1855 e poi in molte edizioni successive.
Interpretata da Gipo Farassino nell’album “Guarda che bianca lun-a. Gipo Canta Brofferio” pubblicato nel 1974.

Canzoni piemontesi
Guarda che bianca lun-a

Angelo Brofferio (1802-1866), originario di Asti, è stato poeta ed esponente politico della sinistra nel Parlamento subalpino. Fu anticonformista, antimonarchico e anticlericale e, fra i vari anti-, si oppose pure al coinvolgimento nelle guerra di Crimea.
Nel 1831 Brofferio fu arrestato e incarcerato per via della sua adesione alla carboneria e alla società segreta massonica dei Franchi Muratori. Quindici anni dopo venne nuovamente imprigionato per “sospetta cospirazione”. Erano gli anni in cui cominciava a sbocciare la Primavera dei Popoli, esplosa poi con fragore nel 1848.
Bondì, care muraje,
teile d’aragn, bondì,
veddve ch’i son tornaje?
Guardeme tourna sì.

J’eu sempre penssà a voui
o gloriosissim froui!

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Oh quante volte, oh quante
I v’eu parlave, o trav!
I v’eu sognave, o sante
criche, oh beate ciav!

Ah! i veddo ant un canton
me nom scrit con d’carbon.

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Na riga rascià mesa
I sciairo un po’ pi ‘n là
E smiilo nen ch’as lesa
Viva la libertà?...

As ved ch’j’era un gran dot,
- Evviva j’agnolot!

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Sul nas dla Polissia,
la musa del Piemont
l’è propi sì ch’a vnia
a caresseme ‘l front.

I sento ancor j’osei
besbiè me ritornei.

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Lo ricordeve ancoura?
(Combinassion fatal!)
A l’era Pasqua aloura
e adess a l’è Natal.

Nossgnor a meuir, a nass,
e am lassa mi ant’i strass?

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Per pi nen vnive a vedde,
povre muraje plà,
quanti a son fasse credde
ribenedì dai frà!

Ma mi, per pieuva e soul,
mi son stait sempre coul.

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Da dop ch’i v’eu chitave
(son quindes ani tost!)
a s’è piantassne d’fave,
a s’è scaodassne d’rost.

Ma lo ch’a l’à tnù bon
it ses mach ti, o person!

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Na manchlo d’maravìe:
d’congress, d’associassion,
d’ricover, d’lotarie,
d’medaje, d’medajon?...

Tuti famous decot,
ch’a spusso d’moufa d’crot.

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

Dle neuve teorie
ch’a illustro Doira e Po,
a l’è da couste grie
ch’as ved ben ‘l drapò.

Da sì coum a l’è bel
el soul d’Piassa Castel!

Bondì, bondì, bondì,
Guardeme tourna sì.

inviata da Bernart Bartleby - 19/10/2016 - 08:40


La canzone Mè ritorn viene scritta dal Brofferio un anno dopo la sua seconda incarcerazione, ed è datata 25 dicembre 1846: senza fare cenno alle reali motivazioni della sua detenzione è un inno dei perseguitati per motivi politici, per le loro idee libertarie. Brofferio fu un personaggio ottocentesco come si direbbe oggi "impegnato", molto attivo sia come giornalista, commediografo, avvocato, intellettuale d'opposizione e uomo politico, sebbene oggi venga ricordato quasi esclusivamente per le sue Canzoni piemontesi.
La sua seconda incarcerazione in età matura però fu causata dalla sua infatuazione per la giovane cantante Giuseppina Serena Zauner. Nella sua maturità Angelo Brofferio condusse due vite, una a Torino con la prima moglie e tre figli, e una nella villa La Verbanella a Minusio (Canton Ticino) con la "seconda" moglie e quattro figli naturali.
in Terre Cletiche Blog thumb

Mè ritorn | Terre Celtiche Blog

Mè ritorn è una canzone piemontese composta il 25 dicembre 1846 dal poeta Angelo Brofferio. Ritornato in carcere per la seconda volta, seppure per un

Cattia Salto - 11/1/2022 - 17:02



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org