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Las carabelas de Colón

Chicho Sánchez Ferlosio
Lingua: Spagnolo

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Canción escrita por Agustín García Calvo sobre la idea y los dos primeros versos de Rafael Sánchez Ferlosio. Musicada y cantada por Chicho Sánchez Ferlosio, quien gracias a los inventos de la técnica sigue entre nosotros pese a su muerte hace unos meses.

Chicho Sánchez Ferlosio.
Chicho Sánchez Ferlosio.


Canzone composta da Agustín García Calvo basandosi su un'idea e sui due primi versi di Rafael Sánchez Ferlosio. Musicata e cantata da Chicho Sánchez Ferlosio, che grazie alle invenzioni della tecnica continua ad essere assieme a noi nonostante la sua recente scomparsa

De/da Los Textos Canallas


carabelas


Tutti voi ricorderete il famoso film con Roberto Benigni e Massimo Troisi, "Non ci resta che piangere". Un film a "controtempo", come questa canzone, amara e divertente al tempo stesso, di Chicho Sánchez Ferlosio, e dove "controtempo" sta per il marinaresco "controvento". Nel film, i due protagonisti si ritrovano appunto catapultati indietro nel tempo, nella Toscana del "Mille e quattro, quasi mille e cinquecento"; e tra le mille buffe avventure che passano, intendono fermare Cristoforo Colombo affinché non vada a "scoprire l'America", per evitare così al mondo di dover avere un giorno a che fare con un certo grande paese che oggi il mondo lo domina e lo dominerà per chissà quanto ancora. Di quel film, questa canzone sarebbe potuta essere un'ottima colonna sonora. Qui si cerca di fermare le caravelle di Colombo presentando loro la visione terrificante di quel che sarà, cioè la visione del presente; e, sicuramente, anche coloro che meno indulgono all'antiamericanismo dovranno fare uno sforzo per mettersi nei panni di chi, nel "Nuovo Mondo", ha avuto e continua a soffrire per mano de los Estados Unidos de América e del loro imperialismo economico, militare e politico. Magari è una canzone ingenua. E, poi, chi lo può dire come sarebbe andata anche se le caravelle di Colombo avessero fatto davvero rotta indietro, e se, invece dei conquistadores spagnoli e portoghesi e dei Padri Pellegrini, nelle Americhe fossero sbarcati gli italiani, o gli svedesi, i turchi o i ragusei. Prima o poi qualcuno ci sarebbe senz'altro arrivato, e non continueremo oltre in questo banale "what if". Sì, magari è una canzone ingenua, ma mi piace lo stesso. Specialmente verso la fine, quando si augura alle caravelle non solo di tornare indietro in porto, ma di risalire addirittura in montagna, sulla Sierra de la Gata dove erano stati abbattuti gli alberi per costruirle, e di tornare ad essere legno che nutra altri alberi, sulle alture che "hanno odore di vita" e che accolgono, nelle notti d'estate, i sospiri e i baci di chi si sta amando. [RV]
Carabelas de Colón,
Todavía estáis a tiempo:
Antes que el día os coja,
Virad en redondo presto,
Presto;

Tirad de escotas y velas,
pegadle al timón un vuelco,
y de cara a la mañana
desandad el derrotero,
atrás, a contratiempo.
Mirad que ya os lo aviso,
Mirad que os lo prevengo,
Que vais a dar con un mundo
Que se llama el Mundo Nuevo,
Nuevo,

Que va a hacer redondo el mundo,
Como manda Tolomeo
Para que girando siga
Desde lo mismo a lo mesmo.
Atrás, acontratiempo!
Por delante de la costa
Cuelga un muro de silencio:
Si lo rompéis, chocaréis
Con terremotos de hierro
Hierro,

Agua irisada de grasas
Y rompeolas de huesos;
De fruta de cabecitas
Veréis los árboles llenos,
Atrás, a contratiempo!
¿A orza, a orza, palomas!
Huíd a vela y a remo:
El mundo que vais a hacer,
Más os valiera no verlo,
Verlo:

Hay montes de cartón-piedra
Ríos calientes de sebo,
Arañas de veinte codos,
Sierpes que vomitan fuego.
Atrás, a contratiempo!
Llueve azufre y llueve tinta
Sobre selvas de cemento;
Chillan colgados en jaulas
Crías de monos sin pelo,
Pelo;

Los indios pata-de-goma
Vistiendo chapa de acero,
Por caminos de betún
Ruedan rápidos y serios.
Atrás, a contratiempo!
Por las calles trepidantes
Ruge el león del desierto;
Por bóvedas de luz blanca
Revuelan pájaros ciegos
Ciegos;

Hay un plátano gigante
En medio del cementerio,
Que echa por hojas papeles
Marcados de cifra y sello.
Atrás, a contratiempo!
Sobre pirámides rotas
Alzan altares de hielo,
Y adoran un dios de plomo
De dientes de oro negros,
Negros;

Con sacrificios humanos
Aplacan al Dios del Miedo
Corazoncitos azules
Sacan vivos de los pechos.
Atrás a contratiempo!
Trazan a tiros los barrios,
A escuadra parten los pueblos;
Se juntan para estar solos,
Se mueven para estar quietos,
Quietos;

Al avanzar a la muerte
Allí lo llaman progreso;
Por túneles y cañones
Sopla enloquecido el Tiempo.
Atrás, a contratiempo!
Por eso, carabelitas
Oíd, si podéis, consejo:
No hagáis historia; que sólo
Lo que está escrito está hecho,
Hecho

Con rumbo al sol que os nace,
Id el mapa recogiendo;
Por el Mar de los Sargazos
Tornad a Palos, el puerto,
Atrás, a contratiempo!
Monjitas arrepentidas,
Entrad en el astillero;
Os desguacen armadores,
Os coman salitre y muergos,
Muergos,

Dormid de velas caídas
Al son de los salineros
Y un día, de peregrinas,
Id a la sierra subiendo,
Atrás, a contratiempo
Volved en Sierra de Gata
A crecer pinos y abetos,
Criar hojas y resina
Y hacerles burla a los vientos,
Vientos,
Allí el aire huele a vida;
Se siente rodar el cielo;
Y en las noches de verano
Se oyen suspiros y besos.

inviata da Adriana e Riccardo - 9/1/2007 - 11:17



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
9 gennaio 2007
LE CARAVELLE DI COLOMBO

Caravelle di Colombo,
siete sempre in tempo:
prima che il giorno vi colga
fate barra indietro, presto,
presto;

Issate le scotte e le vele,
arrovesciate il timone
e sul fare del mattino
invertite la rotta,
e poi indietro controtempo.
Guardate che vi sto avvisando,
badate che vi sto avvertendo
che state andando a sbattere
contro un mondo chiamato
il Nuovo Mondo.

Che farà il mondo rotondo
come ordina Tolomeo,
perché, girando, continui
a tornare da dov'è partito.
Indietro controtempo!
Davanti alle coste
pende un muro di silenzio:
se lo rompete, urterete
con terremoti di ferro,
di ferro.

Acqua iridescente d'untumi
e frangiflutti di ossa;
vedrete alberi pieni
di teste a mo' di frutta.
Indietro controtempo!
All'orza, all'orza, colombieri!
Fuggite a vela e coi remi:
il mondo che state per fare
valeva meglio non vederlo,
non vederlo.

Ci son montagne di cartapesta,
fiumi di sego bollente,
ragni di venti cùbiti,
serpenti che vomitan fuoco.
Indietro controtempo!
Piovono zolfo e inchiostro
su giungle di cemento;
Strillano rinchiusi in gabbie
cuccioli di scimmie nude,
nude.

Gli indios Zampa-di-Gomma
vestiti in lamiera d'acciaio
per sentieri di bitume
girano rapidi e seri.
Indietro controtempo!
Per le strade brulicanti
ruggisce il leone del deserto;
per volte di bianca luce
svolazzano uccelli ciechi,
ciechi.

C'è un banano gigantesco
nel mezzo del cimitero
che, per foglie, ha carte
munite di timbro e sigillo.
Indietro a controtempo!
Erigono altari di ghiaccio
e adorano un dio di piombo
con denti d'oro neri,
neri.

Con sacrifici umani
placano il Dio della Paura,
dei cuoricini azzurri
strappano vivi dai petti.
Indietro controtempo!
Traccian quartieri a cannonate,
dividono i popoli con la riga;
si uniscono per stare soli,
si muovono per star tranquilli,
tranquilli.

Avanzar verso la morte
laggiù lo chiaman progresso;
per tunnel e per canyons
soffia impazzito il Tempo.
Indietro controtempo!
Perciò, care caravelle,
se potete, datemi retta:
Non fate la storia, ché solo
quel che sta scritto è fatto,
è fatto.

Rotta al sole nascente,
riavvoltolate la mappa;
e per il Mar dei Sargassi
tornate a Palos, in porto,
indietro controtempo!
Come monachelle pentite
rientrate in arsenale;
gli armatori vi metteranno in disarmo,
vi smangeranno il salnitro e i molluschi,
i molluschi.

Dormite con le vele abbassate
al suono dei salinatori
e un giorno, come pellegrine
salite su verso la montagna.
Indietro controtempo,
tornate alla Sierra de Gata
a crescere pini e abeti,
a nutrire foglie e resina
e a scherzare coi venti,
coi venti.
Là l'aria ha odore di vita;
si sente girare il cielo,
e nelle notti d'estate
si sentono sospiri e baci.

9/1/2007 - 23:55



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