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Δε μένει κανείς σ'αυτή την πόλη

Katerina Gogou / Κατερίνα Γώγου

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De ménei kanéis s'aftí tin póli
Poesia di Katerina Gogou [1978]
Dalla raccolta Τρία κλικ αριστερά
Musica e interpretazione di Vangelis Kondopoulos
Nell'album collettivo Πάνω κάτω η Πατησίων – Οι όψεις της μοναξιάς στην Κατερίνα Γώγου και 20 μελοποιημένα ποιήματα της (“Su e giù per Patision – Le visioni della solitudine in Katerina Gogou e 20 sue poesie musicate”) [2012]

Στίχοι: Κατερίνα Γώγου [1978]
από Τρία κλικ αριστερἀ
Μουσική και ερμηνεία:
Βαγγέλης Κοντόπουλος
στο άλμπουμ "Πάνω κάτω η Πατησίων – Οι όψεις της μοναξιάς στην Κατερίνα Γώγου και 20 μελοποιημένα ποιήματα της" [2012]



Ogniqualvolta ci si trova di fronte a un testo di Katerina Gogou, tutto si disassa. Va fuori da ogni schema e da ogni realtà predefinita, con l'unico collante del dolore immenso che pervade tutto. Questa poesia del 1978, ancora tratta dalla raccolta Τρία κλικ αριστερά, riflette senz'altro, come tante altre, la tragica vicenda di vita dell'autrice, attrice e poetessa, morta suicida a 43 anni; ma non bisogna lasciarsi trasportare troppo dall'atmosfera apocalittica che sembra pervaderla, specialmente all'inizio (all'inizio sembra veramente lo scenario di una città dopo uno tsunami). Questa poesia parla di qualcosa di ben definito: il quartiere degli Exarchia negli ultimi anni '70. Dopo la fine del suo “periodo d'oro” reale, quello della lotta sotto la dittatura dei Colonnelli, quello del popolo e dell'Anarchia, quello dove nemmeno la terribile polizia ateniese non osava quasi mettere piede, quello delle amicizie e della solidarietà. Quando Katerina Gogou scrive questa cosa, tutto sembra essere già finito: una città vuota, morta, con già in atto la trasformazione che ha fatto col tempo degli Exarchia, luogo di resistenza e di umanità, una sorta di “quartiere fighetto” alla moda, dove abita oramai una piccola borghesia in cerca di “luoghi alternativi” e dove vanno i turisti in cerca di un presupposto “brivido”; tant'è vero che è noto il fatto dell'ultimo “referendum”, quello finto di Tsipras, quando la popolazione degli Exarchia ha votato in maggioranza per il “sì”. Katerina Gogou non era una semplice cantrice di quei luoghi; ne era come l'anima profonda, un'anima di coscienza e di resistenza umana, sociale e politica. Nei suoi versi si riflette quindi sia la propria vicenda personale, sia quella dei luoghi che la avevano veduta e vissuta. L' “apocalisse” è la fine di un'epoca irripetibile e, come purtroppo avverrà, anche di una vita. Come praticamente tutte le poesie di Katerina Gogou, anche questa è diventata, seppur tardivamente, una canzone; è stata musicata e cantata, in modo nervoso e allucinato, da Vangelis Kondopoulos nell'album collettivo (interamente dedicato a Katerina Gogou) Πάνω κάτω η Πατησίων – Οι όψεις της μοναξιάς στην Κατερίνα Γώγου και 20 μελοποιημένα ποιήματα της (“Su e giù per Patision – Le visioni della solitudine in Katerina Gogou e 20 sue poesie musicate”), del 2012. [RV]
Δε μένει κανείς σ’ αυτή την πόλη!
Δε μένει κανείς;

Τι έγινε και φύγανε οι κάτοικοι της βιαστικά
και αφήσανε τις πόρτες ανοιχτές
τα φώτα αναμμένα...
Τυφλά μεγάλα πουλιά συγκρούονται
μ’ ανοιγμένα φτερά
βαθιά τρομαγμένα
Η θάλασσα μπαίνει στην πόλη
μεθοδικά βουλιάζει τη στεριά
ένα καράβι με όρνια λεπρά
πλέει απ’ τις πόρτες
ξανοίγεται αργά... αργά...
αργά...
Τα παιδικά μου χρόνια
άκαμπτα παιδιά ξυλιασμένα
τα ξεθάβει ένας κίτρινος σκύλος
συνέχεια τα γυρνάει σε μένα

ανεβαίνουν τα νερά
τα χέρια μου σταυρώνουνε μόνα τους
σαν πεθαμένα.
Δεν είναι κανείς εδώ;
Κανένας;
Κανένας

Έναν άσπρο με άμμο δρόμο κοιτάω εμπρός.
Πάλι η ομίχλινη βάρκα με τον πέτρινο φοίνικα
και το μαρμάρινο βαρκάρη

Ένα παιδί δεν έχει αυτός ο τόπος
ΒΖΖΖΖΟΥΝΒΒΒΖΖΖΟΥΝΝΝ
Ένα παιδί;
Έλα να παίξουμε αυτοκινήτο.Έλα παιδί!
Ένα πουλί; Τσιουτσιουτσιουτσί έλα!
Έλα πουλί...

Ποια ανθρώπινη ανάμνηση με κρατάει εδώ;
Γιώργο;...
Μυρτώ;...
Ποιου τρόμου το αδικαίωτο τεκμήριο με κρατάει εδώ;
Φίλοι μου; Αδέλφια μου; Σύντροφοι;
Γιώργο...
Μυρτώ...

Ποιανού πλανήτη το τέλος το αισχρό
μ’ άφησαν σαν σκιάχτρο να τρομάζω εδώ...
Για δεν περνάω απέναντι
που ο άνεμος λογχίζει τις φωτιές;

Μια στάλα σταλαγμίτης έμεινα.
Χωράω σ’ αυτό το άδειο μπουκάλι,
το πέταξαν ένα παλιό καλοκαίρι
οι φίλοι μου.

Χωράω εκεί μέσα να μπω.
Άλλοι μακρινοί καιροί
που θα ξαναγυρίσουν
το ύστατο αλληλεγγύης S.O.S.
να αποκρυπτογραφήσουν.

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμἠμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 1/12/2015 - 17:58



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
1° dicembre 2015

NON RIMANE NESSUNO IN QUESTA CITTA'

Non rimane nessuno in questa città!
Non rimane nessuno?

Che è successo ché i suoi abitanti se ne sono andati via di fretta
e hanno lasciato le porte aperte,
le luci accese...
Grossi uccelli ciechi si scontrano
con le ali spiegate
terrorizzati
Il mare entra dentro in città
sommerge la terraferma metodicamente
una nave di lebbrosi dementi
naviga fuori dalle porte
e si dispiega lentamente...piano...
lentamente...
Gli anni della mia infanzia
bambini inflessibili, induriti
dissepolti da un cane giallo
che di continuo me li riporta

salgono le acque
le mie mani si mettono in croce da sole
come morte.
Non c'è nessuno qui?
Nessuno?
Nessuno

Guardo davanti una strada bianca di sabbia
Di nuovo la fosca barca con la fenice di pietra
e il barcaiolo di marmo

In questo posto non c'è neanche un bambino
BZZZZUNBBBZZZUNNN
un bambino?
Vieni che giochiamo alle automobiline. Vieni bambino!
Vieni, uccellino? Cip cip cip cip cip, vieni!
Vieni, uccellino...

Quale ricordo umano mi trattiene qui?
Giorgos...
Myrtò...
Di quale terrore il segno mi trattiene qui,
cui non è stata resa giustizia?
Giorgos...
Myrtò...

Di quale pianeta la fine vergognosa
m'hanno lasciato come spauracchio perché qui io morissi di paura...
Perché non passo oltre,
dove il vento ferisce i fuochi a baionetta?

Sono rimasta come goccia da una stalagmite.
Dentro in questa bottiglia vuota,
l'hanno gettata via un'estate di tanto tempo fa
i miei amici.

E ci rimango dentro.
Altri tempi lontani
che ritorneranno,
l'ultimo SOS di solidarietà
da decifrare.

1/12/2015 - 18:51



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