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Gildo dei Fantardi: Sulla nostra pelle

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Gildo dei Fantardi

Ho ritrovato tra le mie scartoffie due fogli dove ci sono scritte le parole di una canzone che ricordo cantavo qualche volta alle feste dell'unità e nei circoli Arci. Rileggiendola oggi mi è venuto in mente di inviarla a questo sito, anche se potrebbe suscitare qualche polemica.
Canzone composta tanti anni fa in un impeto di disperazione e di scoramento. Non ricordo l'anno, comunque è facile risalire al periodo che mi sembra a cavallo tra la fine anni '70 e i primi '80.
sicuramente il mese è quello di dicembre nel periodo dell'approvazione come consueto della finanziaria. E' paradossale scorrendo il testo, fare il paragone con la finanziaria di questi giorni: Allora avevamo governi multipartitici e ministri di tutte le varie fazioni, meno i rappresentanti della sinistra e della destra (escluso qualche socialista che era con i governanti) che all'opposizione contestavano duramente certi provvedimenti: Oggi abbiamo un governo di centro sinistra che praticamente attua provvedimenti impopolari scatenando le ire dei parlamentari del centro destra. Allora se facciamo una considerazione cosa dobbiamo pensare? La risposta per me è una sola! Per il popolo sarà sempre la stessa storia. Cambiano i governi e i loro rappresentanti ma per la popolazione non cambia niente. E noi dobbiamo combattere ogni giorno per la nostra sopravvivenza. Ecco, appunto, queste sono le nostre battaglie che dobbiamo combattere ogni giorno. La nostra infinita guerra che ci consuma e che ci rende sempre più incapaci di ribellarci, anche se la fine della canzone prelude al contrario.
Quanti decreti son stati emessi
in questi giorni al Parlamento
ogni Ministro dicendo la sua
crede di essere un grande portento

da tutti quelli che eran presenti
son stati messi in discussione
tanti severi provvedimenti
da riversarsi sulla popolazione

ma quei signori che stanno al Governo
si scordan presto di cose importanti
non possiam certo pagare in eterno
qui di quattrini non c'è n'è mica tanti

Il fatto saliente di questo momento
lo dico con misera rassegnazione
riguarda quel tragico provvedimento
dell'agognata autotassazione

certo che questa è una bella trovata
dover pagare come se non bastasse
anche la quota anticipata
sian maledette tutte queste tasse

provate a pensare per un momento
il cittadino intento a versare
il suo copioso emolumento
tutto in contanti e senza fiatare

ma tanto è inutile stare a pensare
e tanto meno c'è da protestare
si dice si parla ma lasciamo fare
quindi non resta ormai che pagare

e in questi giorni così abbiam veduto
gente affannata all'ufficio tasse
a rilasciare il prezzo dovuto
con tanto di multa per chi ritardasse

cari signori non fò romanzina
ma perché dobbiam sempre calare i calzoni?
Non bastan tasse sulla benzina
sulle alluvioni e l'estreme unzioni?

paghiamo ancora su ciò che mangiamo
e sui terremoti del Friuli e de Belice
sul suolo pubblico che calpestiamo
e poi sull'aria che respiriamo

cerchiamo un momento di ragionare
perchè tra poco sulle nostre teste
cadranno stangate a più non posso
assai più dannose della infima peste

mi dite voi come faremo
se a questo punto le tasche son vuote?
in qualche modo forse pagheremo........
ma con la pelle di chi percuote.

inviata da Luciano Filippi alias Gildo dei Fantardi - 22/11/2006 - 20:10



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