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LIBeRI

Susanna Parigi
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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(Federico García Lorca)
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(Susanna Parigi)


2014
Apnea

Apnea

Testo di Sussanna Parigi liberamente tratto da García Lorca
Musica di Parigi/Zimei

lorcaCorreva l’anno 1931 e per precisione uno dei primi giorni del mese di settembre di quell’anno, non è ben chiaro se il 1°, il 2 o il 3 del mese, quando Federico García Lorca, una delle voci più grandi e libere della poesia del Novecento, non solo spagnola, tiene un discorso nel proprio paese natale, Fuente Vaqueros, discorso poi riversato nelle pagine dell’agile libricino “Libri, libri! Discorso al paese di Fuente Vaqueros“. L’occasione di questo discorso è data dall’apertura a Fuente Vaqueros di una biblioteca. Il discorso inizia con un “cappello introduttivo” nel quale Federico Garcia Lorcaammette di essere emozionato di poter tenere quel discorso proprio lì nel suo paese natale, paese al quale deve molto ed è molto affezionato, tanto da ammettere che, allorquando qualcuno gli chieda, per un’intervista o altro, il proprio luogo di nascita egli dica con orgoglio di essere nata a Fuente Vaqueros, così da poter far sì che il paese abbia la visibilità che merita.

Terminata questa introduzione Federico Garcia Lorca parte con il discorso vero e proprio, un discorso nel quale sottolinea l’importanza dei libri e della Cultura, sì, proprio la Cultura con la “C” maiuscola che merita, per saziare la fame profonda di sapere e di verità degli uomini. Continuando il discorso Federico Garcia Lorca guida i propri ascoltatori e oggi i propri lettori in un viaggio entusiasmante nella storia dei libri e della stampa, a partire dai modi di comunicare degli uomini delle caverne, via via fino ai giorni nostri, passando per i papiri degli Egizi, per le pergamene nate a Pergamo in Persia e così via. Garcia Lorca sottolinea l’importanza che i libri hanno avuto nella storia, essendo alla base dei principali movimenti di liberazione e rivoluzioni. Sottolinea infine l’importanza che la nascente biblioteca di Fuente Vaqueros possa godere, da parte dei cittadini più abbienti, di donazioni in denaro affinché l’offerta di volumi possa aumentare sempre più. Gli appelli di Federico Garcia Lorca non si esauriscono però a questo, indirizzato, come detto, ai cittadini più abbienti di Fuente Vaqueros. Federico Garcia Lorca auspica, infatti, che la biblioteca possa godere di un numero sempre crescente di lettori affinché tutti possano, grazie alla biblioteca, combattere l’ignoranza e liberarsi, innalzandosi non solo culturalmente ma anche e soprattutto personalmente. Chi tra noi, gente del secolo XXI ha mai riflettuto a fondo su quale e quanto valore abbiano le biblioteche?

Da Passione Lettura
Prima gli uomini segnarono le rocce...
poi i metalli, poi le lastre d’oro, le lamine di piombo, le lastre d’argilla, i papiri, le pergamene.
Poi vennero gli amanuensi.
In tutto questo tempo l’uomo ha difeso con il sangue la scrittura
perché il pensiero e la bellezza diventassero eterni...
perché il pensiero e la bellezza diventassero eterni...
perché il pensiero e la bellezza diventassero eterni...

Poi molti libri furono bruciati.
Ma questo odio è niente in confronto a quanto sono stati amati.
E alcuni uomini parlano, guardano, mangiano, corrono, ridono, urlano
ma sono morti.
Più morti dei sassi, più morti dei morti;
perché non hanno ansia di liberazione né capacità di appassionarsi...
perché non hanno ansia di liberazione né capacità di appassionarsi...
perché non hanno ansia di liberazione né capacità di appassionarsi...
Tutti gli uomini devono avere accesso al sapere.
Questa è giustizia.

A volte un popolo dorme come l’acqua di uno stagno in un giorno senza vento,
e allora alcuni libri possono scuotere le onde e risvegliare la vita.
Poiché ancora oggi l’ignoranza ha un terribile dominio,
e noi tutti sappiamo che dove c’è ignoranza
è molto facile confondere
il male con il bene e la verità con la menzogna...
il male con il bene e la verità con la menzogna
il male con il bene e la verità con la menzogna

L’uomo non lavora per il proprio tornaconto ma per coloro che verranno.
Questo è il senso ultimo di tutte le rivoluzioni
e in fondo il vero senso della vita.

inviata da dq82 - 23/3/2015 - 15:59




Lingua: Francese

Version française – LIBRES - LIVRES – Marco Valdo M.I. – 2015
Chanson italienne – LIBeRI – Susanna Parigi – 2014

Durant tout ce temps, l'homme a défendu avec son sang l'écriture  Afin que la pensée et la beauté soient éternelles…
Durant tout ce temps, l'homme a défendu avec son sang l'écriture Afin que la pensée et la beauté soient éternelles…
LIBRES - LIVRES

D'abord, les hommes nommèrent les roches…
Puis les métaux, puis les plaques d'or, les feuilles de plomb, les plaques d'argile,
Les papyrus, les parchemins. Puis vinrent les copistes.
Durant tout ce temps, l'homme a défendu avec son sang l'écriture
Afin que la pensée et la beauté soient éternelles…
Afin que la pensée et la beauté soient éternelles…
Afin que la pensée et la beauté soient éternelles…

Puis beaucoup de livres furent brûlés.
Mais cette haine n'est rien comparée à l'amour qui leur était porté
Et quelques hommes parlent, regardent,
Mangent, courent, rient, hurlent,
Mais ils sont morts.
Plus morts que des pierres, plus morts que les morts ;
Car ils n'ont pas faim de libération, ni la capacité de se passionner…
Car ils n'ont pas faim de libération ni la capacité de se passionner…
Car ils n'ont pas faim de libération ni la capacité de se passionner…
Tous les hommes doivent avoir accès au savoir. Voilà la justice.

Parfois un peuple dort comme un jour sans vent,
Dort l'eau d'un étang
Alors, certains livres peuvent éveiller les vagues
Et réveiller la vie.
Car encore aujourd'hui, l'ignorance est une terrible puissance,
Et tous nous savons que là où règne l'ignorance,
Il est très facile de confondre
Le mal avec le bien, la vérité avec le mensonge…
Le mal avec le bien, la vérité avec le mensonge…
Le mal avec le bien, la vérité avec le mensonge…
L'homme ne travaille pas pour lui-même, mais pour ceux qui viendront.
Tel est le sens dernier de toutes les révolutions
Et le vrai sens de la vie, au fond.

inviata da Marco Valdo M.I. - 24/3/2015 - 22:12




Lingua: Spagnolo

Medio Pan y un Libro.
Locución de Federico García Lorca al Pueblo de Fuente de Vaqueros (Granada). Septiembre 1931.
Discurso de Federico García Lorca al inaugurar la biblioteca de su pueblo. 

“Cuando alguien va al teatro, a un concierto o a una fiesta de cualquier índole que sea, si la fiesta es de su agrado, recuerda inmediatamente y lamenta que las personas que él quiere no se encuentren allí. ‘Lo que le gustaría esto a mi hermana, a mi padre’, piensa, y no goza ya del espectáculo sino a través de una leve melancolía. Ésta es la melancolía que yo siento, no por la gente de mi casa, que sería pequeño y ruin, sino por todas las criaturas que por falta de medios y por desgracia suya no gozan del supremo bien de la belleza que es vida y es bondad y es serenidad y es pasión.

Por eso no tengo nunca un libro, porque regalo cuantos compro, que son infinitos, y por eso estoy aquí honrado y contento de inaugurar esta biblioteca del pueblo, la primera seguramente en toda la provincia de Granada.

No sólo de pan vive el hombre. Yo, si tuviera hambre y estuviera desvalido en la calle no pediría un pan; sino que pediría medio pan y un libro. Y yo ataco desde aquí violentamente a los que solamente hablan de reivindicaciones económicas sin nombrar jamás las reivindicaciones culturales que es lo que los pueblos piden a gritos. Bien está que todos los hombres coman, pero que todos los hombres sepan. Que gocen todos los frutos del espíritu humano porque lo contrario es convertirlos en máquinas al servicio de Estado, es convertirlos en esclavos de una terrible organización social.

Yo tengo mucha más lástima de un hombre que quiere saber y no puede, que de un hambriento. Porque un hambriento puede calmar su hambre fácilmente con un pedazo de pan o con unas frutas, pero un hombre que tiene ansia de saber y no tiene medios, sufre una terrible agonía porque son libros, libros, muchos libros los que necesita y ¿dónde están esos libros?

¡Libros! ¡Libros! Hace aquí una palabra mágica que equivale a decir: ‘amor, amor’, y que debían los pueblos pedir como piden pan o como anhelan la lluvia para sus sementeras. Cuando el insigne escritor ruso Fedor Dostoyevsky, padre de la revolución rusa mucho más que Lenin, estaba prisionero en la Siberia, alejado del mundo, entre cuatro paredes y cercado por desoladas llanuras de nieve infinita; y pedía socorro en carta a su lejana familia, sólo decía: ‘¡Enviadme libros, libros, muchos libros para que mi alma no muera!’. Tenía frío y no pedía fuego, tenía terrible sed y no pedía agua: pedía libros, es decir, horizontes, es decir, escaleras para subir la cumbre del espíritu y del corazón. Porque la agonía física, biológica, natural, de un cuerpo por hambre, sed o frío, dura poco, muy poco, pero la agonía del alma insatisfecha dura toda la vida.

Ya ha dicho el gran Menéndez Pidal, uno de los sabios más verdaderos de Europa, que el lema de la República debe ser: ‘Cultura’. Cultura porque sólo a través de ella se pueden resolver los problemas en que hoy se debate el pueblo lleno de fe, pero falto de luz.

inviata da dq82 - 24/3/2015 - 10:10




Lingua: Italiano

Mezzo pane e un libro
Discorso di Federico García Lorca ai cittadini di Fuente Vaqueros (Granada) Settembre 1931

Trad. Nicolò Messina
Quando qualcuno va a teatro, a un concerto o a una festa di qualsiasi tipo, se la festa è di suo gradimento, ricorda immediatamente e si rammarica che le persone cui vuol bene, non si trovino lì in sua compagnia. “Quanto piacerebbe questo a mia sorella, quanto a mio padre”, pensa, e non si gode lo spettacolo se non velato di una lieve malinconia. Questa è la malinconia che io sento, non per i miei cari, che sarebbe piccineria spregevole, ma per tutte le creature che per mancanza di mezzi e per loro disgrazia non godono del sommo bene della bellezza che è vita ed è bontà ed è serenità ed è passione.

Per questo non ho mai un libro, perché regalo tutti quelli che compro, che sono innumerevoli, e per questo sono qui onorato e contento di inaugurare questa biblioteca cittadina, la prima sicuramente di tutta la provincia di Granada.

Non solo di pane vive l’uomo. Io, se avessi fame e fossi senza forze per la strada, non chiederei un pane; ma chiederei mezzo pane e un libro. Ed io attacco da qui violentemente quanti parlano soltanto di rivendicazioni economiche senza nominare mai le rivendicazioni culturali che è poi quel che richiedono gridando i cittadini. È un bene che tutti gli uomini mangino, ma pure che tutti gli uomini sappiano. Che godano di tutti i frutti dello spirito umano, perché il contrario è trasformarli in macchine al servizio dello Stato, è trasformarli in schiavi di una terribile organizzazione sociale.

Provo molta più pena per un uomo che vuol sapere e non può, che non per un affamato. Perché un affamato può calmare la sua fame facilmente con un pezzo di pane o della frutta, ma un uomo che è ansioso di sapere e non ne ha i mezzi, subisce una terribile agonia, perché è di libri, libri, tanti libri che ha bisogno e dove sono questi libri?

Libri! Libri! Ecco una parola magica che equivale a dire: “amore, amore”, e che la gente dovrebbe chiedere come chiede pane o come brama la pioggia per i propri seminati. Quando l’insigne scrittore russo Fëdor Dostoevskij, padre della rivoluzione russa molto più di Lenin, era prigioniero in Siberia, fuori del mondo, tra quattro mura e circondato da desolate pianure di neve senza fine; e chiedeva aiuto per lettera alla sua famiglia lontana, diceva soltanto: “Mandatemi libri, libri, tanti libri affinché la mia anima non muoia!”. Sentiva freddo e non chiedeva fuoco, aveva una sete terribile e non chiedeva acqua: chiedeva libri, cioè orizzonti, cioè scale per risalire le vette dello spirito e del cuore. Perché l’agonia fisica, biologica, naturale, di un corpo per fame, sete o freddo, dura poco, pochissimo, ma l’agonia dell’animo insoddisfatto dura tutta la vita.

Ha già detto il grande Menéndez Pidal, uno dei saggi più veri d’Europa, che la parola d’ordine della Repubblica deve essere: “Cultura”. Cultura perché soltanto per suo tramite si possono risolvere i problemi fra i quali si dibatte il popolo pieno di fede, ma privo di luce.

inviata da Donquijote82 - 24/3/2015 - 10:15


“Porque en el mundo no hay más que vida y muerte y existen millones de hombres que hablan, viven, miran, comen, pero están muertos. Más muertos que las piedras y más muertos que los verdaderos muertos que duermen su sueño bajo la tierra, porque tienen el alma muerta. Muerta como el molino que no muele, muerta porque no tiene amor, ni un germen de idea, ni una fe, ni un ansia de liberación, imprescindible en todos los hombres para poder llamarse así.
¡Libros, libros!... Libros de todas las tendencias y de todas las ideas… Que se enfrente el Cántico espiritual de San Juan de la Cruz con las obras de Tolstoj, que se miren frente a frente La ciudad de dios de San Augustín con Zaratustra de Nietzsche o El capital de Marx… Y ahora que la humanidad tiende a que desaparezcan las clases sociales, tal como estaban instituidas, precisa un espíritu de sacrificio y abnegación de todos los sectores para intensificar la cultura, única salvación de los pueblos” Federico García Lorca
(da: Andrés Sorel Yo García Lorca Txalaparta, 1997)

Maria Cristina Costantini - 25/3/2015 - 14:59



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