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El Ghorba

Daniele Sepe
Lingue: Arabo, Svedese

Lista delle versioni e commenti


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[1996]
Album / Albumi: Trasmigrazioni - Voce di popoli migranti
Edizioni Il Manifesto
Testo arabo / Arabic lyrics / Paroles en arabe / Arabisk text / Arabiankieliset sanat: [?]
Testo svedese / Swedish lyrics / Paroles en suédois / Svensk text / Ruotsinkieliset sanat:
a) Karl Vennberg, Att leva, 1945
b) da / from / tirées de / från: Karin Boye, Vägen hem, 1924

trasmigrazzcrediti  el ghorba



Storie di culture senza frontiere, di vecchi e nuovi sfruttamenti. Suoni che intercettano le rotte migratorie di genti in movimento verso luoghi dove rifondare una nuova identità, propria e collettiva, autonoma e comune. Componimenti originali di musicisti professionisti e occasionali, di compagni di strada di varia nazionalità e provenienza: Albania, Algeria, Bosnia, Congo, Francia, Italia, Iran, Palestina, Romania, Senegal, Serbia, Spagna, Svezia, Tunisia, Turchia.

Stories of borderless cultures, of old and new forms of exploitation. Sounds intercepting the migration routes of moving people to places where they can reconstruct and share a new personal and collective identity. Original compositions by professional and non-professional musicians and by fellow travelers from different countries: Albania, Algeria, Bosnia, Congo, France, Italy, Iran, Palestine, Romania, Senegal, Serbia, Spain, Sweden, Tunisia, Turkey.

Historier om kulturer utan gränser, om gamla och nya former av exploatering. Ljud som råkar migrationsvägarna av människor i rörelse till platser där de kan bygga om och delta i en ny personlig och kollektiv identitet. Originella kompositioner av professionella och tillfälliga musiker från olika länder: Albanien, Algeriet, Bosnien, Kongo, Frankrike, Italien, Iran, Palestina, Rumänien, Senegal, Serbien, Spanien, Tunisien, Turkiet.
ينقيرلحلما للفربه يتيهسلها الضرر
هذه الغربي رهذهعل لحهللضا
خايسطلن ضها رفع عالما
نييلعي يلالسسانيث
طنخلطديييعح العنصري-

هتك كم للحرظراطمبته
لوطني-ع للسربم

العنصري- ساننث هذح ا نل لسسنلرع
فيمكن دهوك لعطينيكهاغطمك
من صلاد لملإر وإحلين وماكين
ضايعيين يا ناسسضايعين خسعي
الصيني . ٠
سالناحناعلىعنا للعشالع»عذاالزث
حادفسيهع في يط بلسان العيان
مسشثلمنيينيلي مريما

ونجاة لدحلوي لمييعا

فيحظيا وفيه وييمابنا طهتبتيهك
لدحنيبنخييي ولو ثأيم

لا مستقبل لالا امالا
لا ا دستظرا ر ولو سالم
سصتهئريك دنا -٠تريك
وبينا وراصلترع

Leva är att välja
och hur hänförande stort är inte valet
mellan betongmuren och dom
sönderfläkta naglarna
En väg som leder hem är den vägen
som är tung att vandra
där var vandrare minus att han är
att han är en fattig man

inviata da Flavio Poltronieri - 6/6/2014 - 13:01




Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal libretto dell'album
ESILIO

Lo chiamano Esilio
Questo è l'esilio, e queste le sue condizioni
Viviamo in esso e nei suoi tormenti

Dov'è l'umanità?
Si è confusa col razzismo
Dov'è la democrazia? Dov'è la libertà?

Da un paese all'altro, erranti e perduti, perdenti, perdenti e senza prospettive
Costretti a vivere in questo mondo, percorriamo i sentieri dell'impossibile

I nostri diritti e le nostre speranze sono persi, nessuna fratellanza, nessuna solidarietà
Nessun futuro e nessuna speranza, nessuna stabilità, nessuna sicurezza

Emigrati, ovunque emigrati
emigrati dalle nostre patrie ed erranti.

Emigrati, ovunque emigrati
emigrati dalle nostre Patrie ed erranti.

Vivere è scegliere
quanto è grande la scelta
tra un muro di cemento
e le unghie rotte?
C’è una strada che porta alla meta
pesante percorrerla
e qui ogni viandante
rivede la sua povertà.

6/6/2014 - 13:05




Lingua: Svedese

Vägen hem, La poesia di Karin Boye da cui sono tratti gli altri quattro versi del testo svedese
Vägen hem, Karin Boye's poem the other 4 verses of the Swedish lyrics of this song are drawn from
Vägen hem, Karin Boyes dikt de andra 4 verserna i den svenska texten av den här sången tas från
Vägen hem, le poème de Karin Boye d'où ont été tirés les autres 4 verses du texte suédois de cette chanson
Vägen hem, Karin Boyen runo, josta tämän kappaleen ruotsinkielisen tekstin 4 muuta jaetta otetaan




Vägen hem è una poesia di Karin Boye tratta dalla raccolta Gömda land (“Terra nascosta”) del 1924. E' anche una canzone: qui la ascoltiamo in una versione cantata da Marina Moritz e Margarita Magnèli (2014).

Vägen hem (1924) är en dikt av Karin Boye från diktsamlingen Gömda land. Det är en sång, också: här kan vi lyssna på en version sungen av Marina Moritz och Margarita Magnèli (2014).

Vägen hem (1924) is a poem by Karin Boye from the collection Gömda land (“Hidden Land”). It is a song, too: we can listen here a version sung by Marina Moritz and Margarita Magnèli (2014).

Vägen hem (1924) est un poème de Karin Boye tiré de la collection Gömda land (“Terre cachée”). C'est aussi une chanson: on peut l'écouter ici dans une version chantée par Marina Mortiz et Margarita Magnèli (2014)

Vägen hem (1924) on Karin Boyen runo kokoelmasta Gömda land (“Piilotettu maa”). Se on myös laulu: täällä voimme kuulla sen versiossa, jonka laulavat Marina Moritz ja Margarita Magnèli (2014)
Jag vet en väg som leder hem.
Den vägen är tung att gå.
Var vandrare där blir en fattig man
och liten och ful och grå.

Jag vet en väg som leder hem.
Den vägen är kal och ren.
Den är som att luta sin varma kind
mot obarmhärtig sten.

Men den som känt den stenen
mot kindens isade blod,
skall märka, hur mild dess hårdhet är,
hur trogen och fast och god.

Och han skall tacka stenen
och hålla det hårda kärt
och prisa det enda kämpaspel
som var sin seger värt.

inviata da Riccardo Venturi - 21/2/2019 - 05:51




Lingua: Italiano

Traduzione italiana della poesia / Italiensk översättning av dikten / Italian translation of the poem / Traduction italienne du poème / Runon italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 21-2-2019 06:50
IL CAMMINO VERSO CASA

Conosco un cammino che porta a casa.
Quel cammino è duro da fare.
Ogni viandante, là, diventa un pover'uomo
Piccolo, brutto, grigio.

Conosco un cammino che porta a casa.
Quel cammino è arido e spoglio.
È come appoggiare la propria guancia calda
A una pietra spietata.

Ma chi ha sentito quella pietra
Raggelargli il sangue della guancia,
Si accorgerà quanto dolce sia la sua durezza,
Quanto fedele, solida e buona.

E ringrazierà la pietra
E terrà cara la durezza
E loderà l'unica sfida
Che fu degna della sua vittoria.

21/2/2019 - 06:50


Da segnalare che il testo in caratteri latini non è in albanese, bensì in svedese. L'indicazione della lingua è stata quindi opportunamente corretta. Ci sono state segnalate, con preghiera però di non pubblicare l'intervento, anche alcune inesattezze nel testo arabo. Purtroppo non siamo in grado qui di intervenire.

Riccardo Venturi - 8/7/2015 - 16:17




Lingua: Italiano

A proposito della parte in svedese
A cura di Riccardo Venturi, 8 luglio 2015

La parte in lingua svedese di questa canzone ha, a mio parere, una traduzione nel libretto dell'album che, a seconda dei punti di vista, può essere considerata o molto "libera", oppure scorretta. Presenta poi un particolare problema il penultimo verso, där var vandrare minus att han har, dove quel minus ("meno", "a meno che") sembra del tutto incongruente con la traduzione proposta ("rivede la sua povertà"). La frase è incongruente anche dal punto di vista grammaticale. Una traduzione reale, a parte il punto segnalato, potrebbe comunque essere la seguente:
Vivere è scegliere
e quant'è incantevolmente grande non scegliere
tra il muro di cemento
e le unghie spezzate in due
Un cammino che porta a casa è un cammino
pesante da percorrere
dove ogni viandante [...] che è,
che è un pover'uomo.

inviata da Riccardo Venturi - 8/7/2015 - 16:31


Volevo solo aggiungere che la parte in svedese del brano si può dividere in due parti.

La prima parte (di 4 versi) è l’inizio di una poesia di Karl Vennberg (Att leva, 1945).

La seconda parte (di 4 versi) sembra un rifacimento dei primi versi di una poesia di Karin Boye (Vägen hem)

Alberto Franzon - 20/2/2019 - 15:41


Hai perfettamente ragione, Alberto, sia per la poesia di Vennberg, sia per quello che davvero sembra essere un rifacimento della poesia di Karin Boye. A questo punto, chiaramente, queste cose saranno indicate nelle note autoriali della pagina.
Mi chiedo chi abbia potuto rimaneggiare la poesia, anche se un sospetto ce l'ho: Auli Kokko, la famosa e storica cantante e collaboratrice di Daniele Sepe, è finlandese (anche se parla in napoletano verace), e non è di fuori che conosca lo svedese.
Grazie ancora per la segnalazione!

Riccardo Venturi - 21/2/2019 - 05:02



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