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Viaggi di sabbia

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Lingua: Italiano


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Il brano ed il videoclip di "Viaggi di sabbia" sono dedicati a Noureddine Adnane morto il 19 febbraio 2011.
Noureddine dopo aver subìto nel tempo varie vessazioni ed essere stato perseguitato da una squadra di poliziotti della municipale, tra l'indifferenza delle persone si è dato fuoco in pieno centro a Palermo.

info su Noureddine su: Fortress Europe

Noureddine Adnane
Noureddine Adnane
Il mio nome è Nouredinne immigrato
non importa dove sono nato, il mio stato è rifugiato
cresciuto in fretta è prassi dalle mie parti
terra che rigetta sassi per vendicarsi
odio somministrato nelle vene
dosi di rancore contro chi mette catene
lacrime infinite come granelli di sabbia
resti di vite e brandelli di rabbia

scorre la vita occorre una via d'uscita
terra ridotta in ginocchio e ginocchia per terra che invocane pace
simili a mani congiunte di sangue unte
quanti i caduti quanti mai arrivati
quanti sono partiti e non sono tornati
quanta speranza muore prima di vedere un altro sole
che affoga sulla via di fuga
e non dipende da me
pregare o imprecare un dio che non c'è
decisi sul da farsi, costretti ad imbarcarsi
e così sia vado via
mi aspetta il mare blu come le divise della polizia
salta su, bisogna salpare
tornerò ma ora devo scappare...

Brucia, qui tutto brucia
veleno brucia, nelle mie vene brucia
qui tutto brucia, la terra brucia
sotto i miei piedi brucia
e in un istante...non brucia più

Eccomi qua, la situazione
130 persone ammassate su un gommone
lungo il tragitto me ne sto zitto e penso
peggio di com'era c'è la morte e freddo intenso
che penetra il mio corpo in ogni osso
sono solo un numerino dentro il mare mosso
che strada facendo diventa alta marea
chi prega a piedi nudi come dentro una moschea
tutte le mie cose dentro un sacchetto di plastica
le foto, le mutande e le scarpe da ginnastica
usurate a passo di destino,
in terra sconosciuta un sognatore clandestino
chi sgomita, chi vomita da giorni siamo messi male
la mia storia in 30 righe su un giornale
paradossale, l'accoglienza mi ha braccato
li chiamano cie e sono lager di stato
scappato ancora, ferito di striscio
non mi abbandona fino ad ora la puzza di piscio
qual'è la soglia più bassa del degrado
mentre me lo chiedo so che dove vado evado
perseguitato dai soliti bastardi
la solidarietà come sempre arriva tardi
una bancarella è tutto ciò che ho
se ne vale la pena adesso non lo so
e come vada va da se
vi lascio il ricordo di un nemico che non c'è
ascolto solo le mie viscere
saranno loro a decidere per me.


Io sono nato e questo è reato
viaggi di sabbia come viaggi a vuoto
dallo stesso fuoco dal quale scappavo
nello stesso fuoco ora mi spegnevo

inviata da adriana - 16/8/2013 - 18:59



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