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Καμιά φορά

Katerina Gogou / Κατερίνα Γώγου

Lista delle versioni e commenti


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Kamiá forá
[1981]
Στίχοι: Κατερίνα Γώγου
(Από τη συλλογἠ Τρία Κλικ Αριστερά, 1978)
Μουσική: Κυριάκος Σφέτσας
Άλμπουμ: Στο Δρόμο (Κυριάκος Σφέτσας - Κατερίνα Γώγου)

Testo: Katerina Gogou
(Dalla raccolta di poesie Τρία Κλικ Αριστερά, 1978)
Musica: Kyriakos Sfetsas
Album: Στο Δρόμο ("Sulla strada")

Άλλη μελοποίηση και ερμηνεία: Άρης Ζαρακάς
Altra messa in musica e interpretazione: Aris Zarakàs

kamiafora


Almeno a giudicare da una reazione diretta che ho visto ieri sera, questa cosa di Katerina Gogou deve riuscire ancora a fare sussultare. Ieri sera mi trovavo al CPA di Firenze, che da qualche tempo è frequentato da studenti greci antifascisti impegnati nell'opera di controinformazione e sensibilizzazione (con organizzazione di mostre, convegni, manifestazioni) contro Alba Dorata; parlando con una studentessa, Myrsini, le ho nominato Katerina Gogou e esattamente questa poesia. L'ho vista mettersi a recitarla quasi urlando e tenendomi un braccio sollevato. Myrsini ha 23 anni, quindi quando Katerina Gogou ha scritto Καμιά φορά non era ancora nata, e quando si è suicidata aveva tre anni. [RV]

Καμιά φορά ανοίγει η πόρτα σίγα σιγά και μπαίνεις.
Φοράς άσπρο κάτασπρο κουστούμι και λινά παπούτσια.
Σκύβεις βάζεις στοργικά στη χούφτα μου
72 φράγκα και φεύγεις.
Έχω μείνει στη θέση που μ’ άφησες
για να με ξαναβρεις.
Όμως πρέπει νά ‘χει περάσει πολύς καιρός
γιατί τα νύχια μου μακρύνανε
κι οι φίλοι (μου) με φοβούνται.

Κάθε μέρα μαγειρεύω πατάτες
έχω χάσει την φαντασία μου
κι όταν ακούω «Κατερίνα» τρομάζω.
Νομίζω πως πρέπει να καταδώσω κάποιον.

Έχω φυλάξει κάτι αποκόμματα με κάποιον
που λέγανε πως είσαι συ.
Ξέρω πως λένε ψέματα οι εφημερίδες,
γιατί γράψανε πως σου ρίξανε στα πόδια.
Ξέρω πως ποτέ δε σημαδεύουνε στα πόδια.
Στο μυαλό είναι ο Στόχος,
το νου σου ε;

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ - 5/3/2013 - 00:10




Lingua: Italiano

Versione italiana di Ottavia Mira




Con il "nickname" di "Otty160", Ottavia Mira, da poco presente anche su questo sito, ha pubblicato su YouTube un video di Καμιά φορά di Katerina Gogou accompagnato (sia come sottotitoli, sia nelle info) dalla sua traduzione italiana che qui riproduciamo. [CCG/AWS Staff]

IL BERSAGLIO È IL CERVELLO

Talora si apre la porta pian piano ed entri.
Indossi un vestito bianchissimo e scarpe di lino.
Ti chini, mi metti affettuosamente nel palmo della mano
72 quattrini e te ne vai.
Sono rimasta nel medesimo posto dove mi hai lasciata
affinché tu mi ritrovassi.
Ma dev'essere trascorso molto tempo,
perché le mie unghie si sono allungate
e i miei amici hanno paura di me.

Ogni giorno cucino patate,
non ho più fantasia
e ogni volta che mi sento chiamare "Caterina" mi spavento. Mi sembra che io debba denunciare qualcuno.

Ho conservato alcuni ritagli su una persona
che dicevano fossi tu. Lo so che i giornali mentono,
perché hanno scritto che ti hanno sparato alle gambe.
Lo so che non mirano mai alle gambe.
Il Bersaglio è il cervello.
Statti attento, eh?

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ - 5/3/2013 - 00:17




Lingua: Italiano

La versione italiana di Riccardo Venturi
(3 marzo 2013)

Prima di reperire il video e la traduzione di Ottavia Mira, avevo provveduto ad effettuare una traduzione per mio conto, inserita anche nel blog Ἐκβλόγγηθι Σεαυτόν Asocial Network. La riporto anche qui secondo il consolidato principio per cui "du' is meglio che uàn". [RV]

QUALCHE VOLTA

Qualche volta si apre la porta piano piano, ed entri.
Porti un vestito tutto bianco e scarpe di lino.
Ti chini e mi infili affettuosamente nel palmo della mano
settantadue dracme e te ne vai.
Ho aspettato dove mi hai lasciata
per ritrovarmi.
Però dev'essere passato parecchio tempo
perché mi si sono allungate le unghie
e i miei amici hanno paura di me.

Tutti i giorni mi cucino patate,
non ho più un briciolo di fantasia.
E quando sento chiamarmi, “Katerina”, mi spavento.
Bisogna, credo, che denunci qualcuno.

Ho conservato dei ritagli di giornale con sopra
qualcuno che, dicono, sei tu.
So che dicono bugie, i giornali,
perché hanno scritto che ti hanno sparato alle gambe.
Io so che non mirano mai alle gambe.
Il cervello è il Bersaglio,
fa' attenzione, eh?

5/3/2013 - 00:25



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