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Le blason

Georges Brassens
Lingua: Francese

Lista delle versioni e commenti


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(Georges Brassens)
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(Fabrizio De André)


brasschat
[1972]
Testo e musica: Georges Brassens
Paroles et musique:Georges Brassens
Brassens XIII (Fernande)

La guerra è uno scontro tra teste di cazzo che giocano a chi ce l'ha più duro/a.

E di questa virile violenza si trovano tracce anche nei nostri vocabolari, in quel retrogusto amaro di certe parole, nella sopraffazione semantica che dispregia storicamente i "barbari" ed i "vandali" in un'accezione tipicamente romana del termine, o nella definizione di "terrorismo" coniata dal potere guerrafondaio, fino ad arrivare a terrificanti eufemismi come "esportazione della democrazia", "ragion di stato", o "missione di pace".

L'Origine du Monde


Ma non voglio divagare, in questa canzone Georges Brassens se la prende con una particolare parolina di tre lettere, non di più, "con", che nella lingua francese indica l'organo genitale femminile con un'accentuata sfumatura dispregiativa tant'è vero che la parola "con" è anche un insulto ed assume comunemente il significato di “stronzo”, “coglione”, “fesso”. Questa canzone si propone di riscattare questa ingiustizia linguistica, che è solo un'altra delle innumerevoli ingiustizie che la donna si è vista infliggere dalla cultura maschilista e misogina, dal "Porca Eva!" in poi.

Fabrizio De André diceva:

"Direi che dove le donne, secondo me, in qualche misura, sono il simbolo del sacrificio, sacrificio è sicuramente la maternità, la maternità è una curiosa malattia che noi uomini non conosciamo, sacrificio più pesante è la prostituzione, sacrificio è ancora quel tabù che tanti rispettano, anche nel nostro paese che è quello della verginità; dall'altra parte invece mi pare che gli uomini rappresentino un po' quello che è il simbolo della prevaricazione, della violenza, e quindi sono sicuramente due mondi distinti."
Ayant avec lui toujours fait bon ménage
J'eusse aimé célébrer sans être inconvenant
Tendre corps féminin ton plus bel apanage
Que tous ceux qui l'ont vu disent hallucinant.

C'eût été mon ultime chant, mon chant du cygne
Mon dernier billet doux mon message d'adieu
Or malheureusement les mots qui le désignent
Le disputent à l'exécrable à l'odieux.

C'est la grande pitié de la langue française
C'est son talon d'Achille et c'est son déshonneur
De n'offrir que des mots entachés de bassesse
A cette incomparable instrument de bonheur.

Alors que tant de fleurs ont des noms poétiques
Tendre corps féminin c'est fort malencontreux
Que ta fleur la plus douce et la plus érotique
Et la plus enivrante en ait de si scabreux.

Mais le pire de tous est un petit vocable
De trois lettres pas plus, familier, coutumier
Il est inexplicable, il est irrévocable
Honte à celui-là qui l'employa le premier

Honte à celui-là qui par dépit, par gageure
Dota de même terme en son fiel venimeux
Ce grand ami de l'homme et la cinglante injure
Celui-là c'est probable en était un fameux.

Misogyne à coup sûr asexué sans doute
Au charmes de Vénus absolument rétif
Était ce bougre qui toute honte bue toute
Fit ce rapprochement d'ailleurs intempestif.

La malpeste soit de cette homonymie
C'est injuste madame et c'est désobligeant
Que ce morceau de roi de votre anatomie
Porte le même nom qu'une foule de gens.

Fasse le ciel qu'un jour dans un trait de génie
Un poète inspiré que Pégase soutient
Donne en effaçant d'un coup des siècles d'avanie
A cette vraie merveille un joli nom chrétien

En attendant madame il semblerait dommage
Et vos adorateurs en seraient tous peinés
D'aller perdre de vue que pour lui rendre hommage
Il est d'autre moyen et que je les connais
Et que je les connais.

inviata da Mattié Crisantoi - 7/4/2012 - 18:40



Lingua: Italiano

Versione italiana di Mattié Crisantoi

Amarna Miller fotografata da Fabrice Labit
Amarna Miller fotografata da Fabrice Labit


Viene definito blasone, in letteratura, una piccola composizione in versi che consiste nel descrivere, in modo dettagliato, le caratteristiche e le qualità di un oggetto o, più frequentemente, una parte del corpo femminile, atta a omaggiare le qualità del soggetto trattate. L'iniziatore di questa pratica è Clément Marot che nel 1534 fa recapitare, presso la corte di Ferrara, alla duchessa Renata di Francia il primo blasone, intitolato il blasone "Du Beau Tétin",un omaggio ai seni della ricevente.
IL BLASONE

Andando con lui sempre d'amore e d'accordo
Avrei piacere di celebrare senza essere sconveniente
Tenero corpo femminile il tuo più bell'appannaggio
Che tutti quelli che l'han visto dicono allucinante.

Sarebbe stato il mio ultimo canto, il canto del cigno
L'ultimo biglietto galante, il mio messaggio d'addio
Ora sfortunatamente le parole che lo designano
Se lo contendono con l'esecrabile, con l'odioso.

È la grande miseria della lingua francese,
È il suo tallone d'Achille ed è il suo disonore,
Quello di offrire solo parole macchiate di bassezza
Per questo incomparabile strumento di felicità.

Mentre tanti fiori hanno nomi poetici
Tenero corpo femminile è proprio inopportuno
Che il tuo fiore, il più dolce ed il più erotico
E il più inebriante ne abbia uno così scabroso.

Ma il peggiore di tutti è un piccolo vocabolo
Di tre lettere non di più, abituale, familiare,
É inesplicabile, è irrevocabile,
Si vergogni colui che per primo lo impiegò.

Si vergogni colui che per dispetto, per scommessa,
Dotò dello stesso termine, nel suo fiele velenoso,
Questa grande amica dell'uomo e la sferzante ingiuria,
Quello, probabilmente, doveva esserne uno celebre. (*)

Misogino a colpo sicuro, asessuato senza dubbio,
Al fascino di Venere assolutamente restio
Era quell'uomo che senza alcun ritegno
Fece quel, tra l'altro, improprio accostamento.

Peste colga questa omonimia
È ingiusto signore ed è disdicevole
Che questo boccone da re della vostra anatomia
Porti lo stesso nome d'una gran folla.

Faccia il cielo che un giorno in un lampo di genio
Un poeta ispirato che Pegaso sorregge
Dia, cancellando tutti in una volta i secoli di soprusi,
A questa vera meraviglia un bel nome cristiano.

Nell'attesa Signore sembrerebbe un peccato
Ed i vostri adulatori ne sarebbero tutti addolorati
Se la perdessero di vista perché per renderle omaggio
Ci sono altri modi che io conosco
Che io conosco.
(*) “Quello probabilmente doveva esserne uno famoso", Brassens allude all'altro significato del termine, cioè colui che dotò dello stesso termine, “con”, la più intima parte del corpo femminile "quella grande amica dell'uomo" e "la sferzante ingiuria" doveva anch'esso essere un famoso “con”, vale a dire un celebre, un grandissimo stronzo.

inviata da Mattié Crisantoi - 7/4/2012 - 18:44


Blason:
Forme de poème court, datant du XVIe s., décrivant élogieusement ou satiriquement quelqu'un ou quelque chose

Clément Marot semble être à l'initative de la publication en 1536 d'un ouvrage nommé "Les Blasons Anatomiques Du Corps Féminin". Ce recueil rassemble plusieurs blasons honorant le corps féminin, sur le modèle l'épigramme du "Beau Tétin" qu'a écrit Clément Marot à l'intention de quelque belle demoiselle. Voici une nomenclature des Blasons qui composent cet ouvrage :

- la Chevelure blonde, par de Vauzelles
- le Coeur, par Albert le Grand
- la Cuisse, par Lelieur
- la Main, par Claude Chapuys
- l'Oeil, par A. Heroet
- l'Esprit, par Lancelot Carle
- la Bouche, par Victor Brodeau
- la Larme, par Maurice Sceve
- l'Oreille, par Albert le Grand
- le Sourcil, par Maurice Sceve

Il est fort à penser que cette liste n'était pas étrangère à Georges Brassens, et qu'il a pris coquin plaisir à la compléter.
Analyse Brassens

7/4/2012 - 20:28


da "L'origine du monde" a "L'Origine de la guerre"

Il celebre dipinto erotico con cui abbiamo scelto di illustrare questa canzone di Brassens ha subito un détournement - o se vogliamo una reinterpretazione- da parte dell'artista francese Orlan (1947-), che si è semplicemente limitata a fotografare il quadro di Courbet e declinarlo al maschile. L'opera è significativamente intitolata "L’Origine de la guerre".

L'Origine de la guerre


L'operazione, volutamente provocatoria, ci spinge a porsi varie domande, le cui risposte non necessariamente devono coincidere con l'interpretazione dell'artista. Prima di tutto ci porta a interrogarci sulla asimmetria nella rappresentazione del corpo maschile e femminile, un dato di fatto che vale la pena contestare o almeno far notare.

Inoltre, con la scelta del titolo, l'autrice sembra sposare la tesi - che è un po' quella dell'autore dell'introduzione di questa pagina ma anche di Renaud in Miss Maggie - che l'origine della guerra e della distruzione sia principalmente da attribuirsi al genere maschile. Non si dice forse che la morte è il contrario del sesso e che questo mondo è dominato dalla lotta tra queste due forze rivali che sono Eros e Thanatos?

Se questa argomentazione ha il suo fondo di verità, è però vero che un obbiettivo nobile di ogni femminismo dovrebbe essere che la traduzione al maschile de "L'Origine du monde" non debba più intitolarsi "L'Origine de la guerre".

29/8/2016 - 19:59


Questa polemica qua
Como dice B.B.
La trovo abbastanza
Stucchevole
Però!
Per Bacco!
Che cazzone!

krzyś ;) - 29/8/2016 - 20:12



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