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Va, pensiero

Giuseppe Verdi


Lingua: Italiano


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(Giuseppe Verdi)


(1842)

dal "Nabucco" di Giuseppe Verdi
Libretto di Temistocle Solera
Prima rappresentazione: 9 marzo 1842
Teatro alla Scala, Milano.



James Tissot The Flight of the Prisoners
James Tissot The Flight of the Prisoners


Accogliamo, su insistenza di DonQuijote, il capolavoro di Verdi nelle CCG. E non tanto per la sua valenza patriottica e risorgimentale (e men che meno per l'ignobile appropriazione indebita leghista), quanto per il suo valore in quanto coro di esiliati, prigionieri deportati in terra straniera. Infine non possiamo dimenticare che, ispirandosi allo stesso Salmo 137, Salvatore Quasimodo scrisse Alle fronde dei salici.


Va, pensiero (Va, pensiero, sull'ali dorate) è uno dei cori più noti della storia dell'opera, collocato nella parte terza del Nabucco di Giuseppe Verdi (1842), dove viene cantato dagli Ebrei prigionieri in Babilonia.

Il poeta Temistocle Solera scrisse i versi ispirandosi al salmo 137, Super flumina Babylonis.

La grafia Va' è oggi più diffusa (nella lingua odierna si tratta di un'apocope), ma nel libretto originale l'apostrofo manca, com'era normale all'epoca.

Le principali particolarità lessicali di Va pensiero riguardano la presenza di termini aulici, come voleva la prassi di prosa e poesia ottocentesca. In particolare: clivi, olezzano, membranza, favella, fatidici, traggi, concento, nonché i nomi propri Sionne e Solima, dove Sionne indica la fortezza di Gerusalemme mentre Solima deriva dall'antica denominazione greca della città (Ἱεροσόλυμα, Hierosólyma).

Lo stile elevato corrisponde non solo ad una scelta lessicale classica, di sapore latino, ma è tesa anche a rispettare la prosodia, la lunghezza dei versi e le rime, che contrassegnano la composizione.

L'inno sembra costruito specularmente: i primi quattro versi (1-4) e gli ultimi quattro (13-16) sono raccolti in una frase unica, mentre le quartine centrali (vv. 5-7 e 11-12) si risolvono in una sola frase.

Come inno, genere di lunga tradizione, il componimento deve rispettare una struttura metrica ben nota nella letteratura italiana ed europea. Si tratta di 16 decasillabi, divisi in 4 quartine. Le strofe presentano un ritmo anapestico, con gli accenti che cadono sulle sedi 3-6-9. È per questo che al verso 13 la parola "simile" si legge con l'accento piano sulla seconda sillaba ("simìle") anziché con l'accento sdrucciolo sulla prima.

Secondo la prassi della poesia per musica, l'ultimo verso di ogni quartina è tronco, cioè costituito da nove sillabe metriche.

Tale schema, impiegato anche nelle canzonette da melodramma, è quello proprio dell'ode, che condivide con l'inno un rigido codice, rappresentando un modello riservato a testi "alti", per significato e valore civile e religioso, epico e patriottico. Il tono oratorio è perciò solenne e ingiuntivo, destinato ad ottenere la persuasione e trascinare l'ascoltatore all'azione. Il testo è ricco perciò di interiezioni ("Oh mia patria", "Oh membranza"), di esclamazioni ("Va', ti posa", "saluta", "raccendi", "ci favella", "traggi", "t'ispiri").

Molto classicheggianti sono anche le personificazioni indirette del pensiero e dell'arpa, per mezzo dell'apostrofe, una figura retorica volta ad indurre una forte emozione e un coinvolgimento intenso. La relazione comunicativa che si instaura è espressa dai pronomi di persona. Il coro si rivolge col "tu" prima al pensiero, la patria e la membranza, poi all'arpa e solo alla fine assume il plurale della prima persona: "ci favella, ne infonda".

Wikipedia


Il Nabucco è la terza opera di Verdi, composta su libretto di Temistocle Solera; fu rappresentata per la prima volta alla Scala il 9 marzo del 1842. Il titolo originale era “Nabucodonosor”, poi sintetizzato, si dice, in Nabucco per l’eccessiva lunghezza del nome del re assiro.

La trama storica è basata sulla conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor (587 a.C.), che mise fine al regno di Giuda, e sulla deportazione degli Ebrei a Babilonia. Il coro - comunemente noto con le parole iniziali Va’ pensiero - è quello, appunto, dei prigionieri, incatenati al lavoro, che rimpiangono la patria perduta.

Alla Scala il successo del coro fu enorme e il pubblico chiese insistentemente il bis. La sottomissione degli Ebrei e il loro canto nostalgico furono interpretati come simbolo della condizione degli italiani soggetti al dominio austriaco. Il coro del Nabucco divenne da allora uno degli inni dei moti risorgimentali, causando a Verdi qualche problema con la censura austriaca.

Ancora oggi il coro continua ad avere successo e a riscuotere il favore popolare. Esso è stato più volte proposto addirittura come Inno nazionale, ma su questo argomento è stato autorevolmente fatto osservare che Va’ pensiero è un canto dei perdenti: un episodio carico di dramma in cui gli Ebrei piangono la loro sconfitta senza alcuna visione di un futuro migliore. A questo atteggiamento di rassegnazione Verdi fa reagire il gran sacerdote Zaccaria che subito dopo il coro canta: Sorgete, sorgete e non piangete come femmine imbelli.

È molto probabile che Verdi con il suo Coro non pensò a fomentare lo spirito rivoluzionario che serpeggiava nel nord Italia contro gli austriaci. E se infiammò i cuori patriottici fu perché in quel canto accorato di un popolo esule, schiavo e perdente essi si rispecchiavano.

Canti e poesie per un'Italia unita
(DoNQuijote82)
Va, pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta,
Di Sïonne le torri atterrate...
Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!

Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto riaccendi,
Ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!

inviata da DonQuijote82 - 13/2/2012 - 15:49




Lingua: Italiano

Dedicata a chi non ha mai capito cosa diavolo volesse dire "O simìle di Solima ai fati", ecco la parafrasi tratta da Pensando Creando, il blog del prof. Enzo Garifo, docente di musica.
VA' PENSIERO

Va’ Pensiero, sulle tue ali d'oro
Va’ e posati sui pendii e sulle dolci colline,
Dove profuma tiepida e deliziosa,
L'aria della nostra terra natale.

Lascia le rive del Giordano,
Lascia le torri distrutte di Sion!
Oh mia Patria, così bella ma perduta,
Oh ricordo così caro, ma così doloroso.

Arpa d’oro ispiratrice dei grandi Poeti,
Perché taci e ti abbandoni al pianto?
Riaccendi nel nostro cuore i ricordi,
Parlaci ancora della nostra Storia gloriosa!

Memore della sorte di Gerusalemme,
Fai risuonare un canto di cocente dolore,
Oppure il Signore ti ispiri una musica,
Che sappia farci reagire alla sofferenza.

14/2/2012 - 00:04





Versione greca di Gian Piero Testa
ΠΕΤΑΞΕ, ΣΚΕΨΗ

Πέταξε, σκέψη, με μαλαματένια φτερά
Πέταξε, και κατέβα στις πλαγιές και στους λόφους
Εκεί που μοσχομυρίζουν τρυφεροί και ζεστοί
Γλυκά οι άνεμοι της χώρας της πατρικής!

Του Ιορδάνη χαιρέτησε τις οχθές,
της Σιών των πύργων τ' απομηνάρια...
Αχ, πατρίδα μου, όμορφη και χαμένη!
Αχ, θύμηση μοιραία κι αγαπητή!

'Αρπα χρυσή των προφητών θεοπνεύστων,
Απ' την ιτιά γιατί άλαλη κρεμιέσαι;
'Αναψε ενθύμια στα στήθη μας πάλι,
Μίλησε μας για τα χρόνια παλιά!

Εσύ που μοίρασθηκες με Ιεροσολύμα τη μοίρα
να βγάλεις ήχους πανάγριας οδύνης.
Ας σου εμπνεύσει ο Κύριος μελωδία,
ανδρεία να μετεδώσει στον πόνο μας!

inviata da Gian Piero Testa - 17/2/2012 - 09:53




Lingua: Inglese

Versione inglese dal sito dello Schiller Institute
Go, thought, on golden wings,
Go, alight on the cliffs, on the hills,
Where waft the warm and gentle
Sweet breezes of our native land.

Greet thou Jordan’s banks,
The fallen towers of Zion…
Oh, my fatherland, so beautiful and lost!
Oh, remembrance so dear and fatal!

Harp of gold of prophet bards,
Why hangst thou silent from the willow?
Rekindle memories in our breast,
Speak to us of the time that was.

O [harp], like Solomon to the fates,
Draw out a sound of harsh lamentation;
O may the Lord inspire in thee an accord
Which might infuse our suffering with virtù.

inviata da DonQuijote82 - 13/2/2012 - 15:50




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola da wikipedia
Ve, pensamiento, con alas doradas,
pósate en las praderas y en las cimas
donde exhala su suave fragancia
el dulce aire de la tierra natal!

¡Saluda las orillas del Jordán
y las destruidas torres de Sion!
¡Oh, mi patria, tan bella y perdida!
¡Oh recuerdo tan caro y fatal!

Arpa de oro de fatídicos vates,
¿por qué cuelgas muda del sauce?
Revive en nuestros pechos el recuerdo,
¡Que hable del tiempo que fue!

Al igual que el destino de Sólima
Canta un aire de crudo lamento
que te inspire el Señor un aliento,
que al padecer infunda virtud.

inviata da DoNQuijote82 - 13/2/2012 - 15:51




Lingua: Francese

Versione francese da Wikipedia
Va, pensée, sur tes ailes dorées ;
Va, pose-toi sur les pentes, sur les collines,
Où embaument, tièdes et suaves,
Les douces brises du sol natal !

Salue les rives du Jourdain,
Les tours abattues de Sion ...
Oh ma patrie si belle et perdue !
Ô souvenir si cher et funeste !

Harpe d'or des devins fatidiques,
Pourquoi, muette, pends-tu au saule ?
Rallume les souvenirs dans le cœur,
Parle-nous du temps passé !

Ô semblable au destin de Solime
Joue le son d'une cruelle lamentation
O que le Seigneur t'inspire une harmonie
Qui nous donne le courage de supporter nos souffrances !

inviata da DoNQuijote82 - 13/2/2012 - 15:52




Lingua: Tedesco

Versione tedesca da wikipedia
Schweb' hin, Gedanke Du, auf gold'nem Flügel
Enteile zu dem fernen, theuren Strand,
Wo leis und lind, umduftend Thal und Hügel
Die freie Luft begrüsst mein Vaterland.

Verweil an Zions frech entweihten Thoren,
Und walle still dem Jordan-Ufer zu;
O zaubrisch schöne Heimath, mir verloren!
O schmerzlich süsses Angedenken Du.

Stumm hängst Du, goldne Harfe an den Weiden,
Du, die prophetisch einst der Seher schlug;
sing' uns von der Zeit, wo fern von Leiden
Der Knechtschaft Ketten Juda's Volk nicht trug.

Doch willst Du trauern, o! dann singe leise
Vom Fall Jerusalems, von unsrem Schmerz;
Vielleicht lehrt Dich der Herr die Liedesweise,
Die Kraft zum Dulden strömt in unser Herz.

inviata da DoNQuijote82 - 13/2/2012 - 19:49




Lingua: Esperanto

Versione in esperanto da youtube
Vojagu penson, per viaj oraj flugiloj
Vojagu kaj pozu sur klifoj, sur holmoj
kie varmete kaj milde parfumas
l'auron dolcan el la propra tero

Salutante la bordojn el Jordanio
kaj la detruitajn turojn el Ciono
Ho, Mia patrio, tre bela sed forlasita
Ho, memoroj, tre karaj sed fatalaj

Oran arpon, de la profetaj poetoj
kial silente de la saliko pendas?
la memoriagojn en nia brusto revivas
kaj parolas al ni pri la estinta tempo

Ho, simila al la Jerusalema fato
kreas krudan lamentan sonon
Ho, lazu la Lordon inspiri melodion
kia infuzu virtecon al nia sufero

inviata da DoNQuijote82 - 14/2/2012 - 09:12




Lingua: Olandese

Versione olandese da wikipedia
Vlieg, gedachte, op gouden vleugels;
strijk neer op glooiingen en heuvels,
waar de zoete luchten van onze
geboortegrond zacht en mild geuren!

Begroet de oevers van de rivier de Jordaan
en Sions gevallen torens...
O mijn land, zo liefelijk en verloren!
O herinnering zo zoet maar triest!

Waarom hangt de Gouden harp
van wijze profeten zo stil aan de wilgen?
Koester de herinnering in onze harten,
vertel ons over het vervlogen tijden!

Herinner aan Jeruzalems lot,
speel voor ons een treurlied,
of laat anders 's Heren geest
ons sterken 't lijden te doorstaan!

inviata da DonQuijote82 - 13/2/2012 - 19:50




Lingua: Russo

Versione russa da wikipedia
Лети, мысль, на золотых крыльях;
лети, отдыхая на горах и холмах,
туда, где воздух напоен теплом и нежностью,
сладостным ароматом родной земли!

Поприветствуй берега Иордана,
разрушенные башни Сиона…
О, прекрасная утраченная родина!
Дорогие, роковые воспоминания!

Золотая арфа древних пророков,
почему, немая, ты висишь на вербе?
Пробуди память в сердце,
расскажи о былом времени!

Пусть прозвучит твой стон,
столь же горький, как судьба Иерусалима,
пусть Господь внушит тебе мелодию,
которая даст нам силы страдать!

inviata da DonQuijote82 - 13/2/2012 - 19:51




Lingua: Portoghese

Versione portoghese da musica.com
Vá, pensamento, sobre as asas douradas
Vá, e pousa sobre as encostas e as colinas
Onde os ares são tépidos e macios
Com a doce fragrância do solo natal!

Saúda as margens do jordão
E as torres abatidas do sião.
Oh, minha pátria tão bela e perdida!
Oh lembrança tão cara e fatal!

Harpa dourada de desígnios fatídicos,
Porque você chora a ausência da terra querida?
Reacende a memória no nosso peito,
Fale-nos do tempo que passou!

Lembra-nos o destino de jerusalém.
Traga-nos um ar de lamentação triste,
Ou o que o senhor te inspire harmonias
Que nos infundam a força para suportar o sofrimento.

inviata da DoNQuijote82 - 13/2/2012 - 19:52




Lingua: Rumeno

Dor de ţară ne-avântă departe
Zboară lin spre-nsoritele plaiuri,
Unde blânde-adieri parfumate,
Scaldă munţii şi cerul senin,

A Iordanului vale salută,
Şi străvechile ziduri azi sfărâmate,
Mândre Sion, tu, ţară pierdută,
Plângem toţi pribegi al tău destin.

Acordaţi a profeţilor harpă,
Care-ascunsă în sălcii stă mută
Amintind strălucirea trecută,
Unei vremi ce demult ne zâmbea.

Cântă harpă a noastră durere,
Plângi în strune a robilor soartă
Sau revarsă în inimi putere
Suferinţa s-o ştim a-ndura

inviata da DonQUijote82 - 14/2/2012 - 19:53




Lingua: Macedone

Одлетај, мисло, на златестите крилја
оди, долетај на падините и ридовите
каде слаткиот возндух на нашата
почва мириса слвежа и мила!

Поздрави ги бреговите на Јордан
и паднатите зеинови кули.
О земјо моја, толку прекрасна, изгубена!
О сеќавање толку мило, а несреќно!

Харфо златна на пророчки мудрец
зошто молкум на врбите висиш?
Разгори ги спомените во срцата наши,
и кажи ни за времињата дамнешни!

Сеќавајќи се на вербата на Ерусалим
свири ни тажна тажаленка,
или пак од бога инсприрана стани
да не зацврстиш да ги издржиме страдањата наши

inviata da DonQUijote82 - 14/2/2012 - 19:54




Lingua: Catalano

Vola, pensament, amb les daurades,
atura't en els prats i els cims,
on s'olora la dolça fragància
de l'aire dolç de la terra natal.

Saluda la riba del Jordà,
les destruïdes torres de Sió.
Oh, pàtria meva, tant bella i abandonada!
Oh, record tant plaent i fatal!

Arpa d'or dels fatídics profetes,
per què penges silenciosa del salze?
Reviu en els nostres pits el record,
parla'ns del temps que fou!

Així com al destí de Solima
canta un aire de cru lament,
que inspiri al Senyor una melodia
que infongui al patiment virtut!

inviata da DoNQuijote82 - 14/2/2012 - 19:58




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese / Finnish translation / Suomennos: Simo Härkönen
Synnyinmaani, sä kallehin kaunehin maa
puolehes nostan kyyneleisen katseen
Toivoain konsanaan en mä voi kadottaa
senhän syvälle sydämehen kätkenyt oon

Milloin, ah, milloin laulumme kajahtaa
vainioilla ja vuorilla rakkahan synnyinmaan?
Kuule luoja, sä laupias, rukouksein:
kotiseutumme kallehin taas nähdä suo

Toivon tähtönen taivaalla kimmeltää,
alas puoleemme hellästi katsoo
Kohta aurinko aamun tuo välkkehellään
säde päivän, mi lämpöään luo

Meidän tuskaamme lohtua saata
Herra auttaja ainoa oot, ah
Kuule luoja, sä laupias, rukouksein:
kotiseutumme kallehin taas nähdä suo

Kuule pyyntö tää ja armosi, apusi tuo
Kuule pyyntö tää ja armosi, apusi tuo
meille armosi suo.

inviata da Juha Rämö - 1/5/2015 - 17:56




Lingue: Italiano, Inglese

La versione... pop di Zucchero che ha guadagnato a Verdi nell'aldilà il soprannome di "Trottola" da quanto si rigirava nella tomba.
Va pensiero sull'ali dorate
Cross the mountains and fly over the oceans
Reach the land find the place where all children grow
Every night after listening to this lullaby

There you find the heroes alive protecting the innocents
Bless them all 'cause their simple song is so pure and wonderful

Va pensiero sull'ali dorate
Life's beautiful dream carry on for all night long

Lead them your golden wings every feel will fly away
Take them by the hand help them find an easy way
Lead them back to the light back to the lightWhere they once used to belong
Where they carry me children as long as they want

Va pensiero sull'ali dorate
Cross the mountains and fly over the oceans
Reach the land find the place where all children grow
Every night after listening to this lullaby
Every night after listening to this lullaby

inviata da DoNQuijote82 - 13/2/2012 - 15:57




Lingua: Turco

Versione turca da lyricstranslate.com

Dedicata ad un altro popolo sterminato, proprio dai turchi, quello armeno
Git, dusunce

Git, dusunce, altin kanatlarla
git yamaclara kon tepelere
orada yerli topragimizin tatli havasi
ilik ve yumusak kokar
Giordanonun kiyilarini selamla
Sionne"nun yikilmis kulelerini
Ah vatanim, oyle guzel ve yitik
Ah anilar, oyle guzel ve oldurucu

akilli adamlarin altin arpi
neden sallaniyorsun oyle sessizce sogutlerden
gonlumuzdeki atesi yeniden yakiyorsun
gecen zamani anlat bize
Solimanin kaderlerine benzeyen
bize huzunlu bir sey cal
ya da tanridan esinlen
acilarimiza katlanma gucu vermek icin

inviata da dq82 - 18/6/2016 - 17:50


Ma perché una bella canzone così strumentalizzata da quel partito di merda Lega Nord????

Andrea - andrea_aslan86@hotmail.it - 14/2/2012 - 12:11


Per favore togliete quest'inno irredentista; rovina tutto.

Rodolfo - 14/2/2012 - 12:40


Caro Rodolfo, non togliamo proprio nulla. La definizione "inno irredentista" mi pare alquanto riduttiva. Comunque abbiamo anche specificato nell'introduzione che NON lo accogliamo per la sua valenza patriottica e risorgimentale, che pure è innegabile, per quanto sia stata forse esagerata a posteriori.

CCG/AWS Staff - 14/2/2012 - 13:42


Mi permetto di replicare all'amico che biasima questo inno irredentista: questo inno dovrebbe ricordare ad ogni italiano che se oggi si può permettere il lusso di parlare di pace è perchè la guerra la hanno fatta altri 150 e più anni fa al posto suo. Senza di loro forse parleremmo austriaco o qualche altra lingua, e questo sito non esisterebbe affatto. La pace è bella ed è giusto celebrarla, ma bisogna ricordarsi che è pur sempre un regalo che qualcun'altro ci ha fatto pagandola magari con la propria vita. Questo coro è perciò oggi un inno alla pace, così come allora lo è stato di irredentismo e libertà. Caro Rodolfo il pacifismo da salotto è tanto stupido quanto il federalismo da battaglia che alle orate da ali per volare (vedi la foto).

Cristiano - 29/4/2015 - 00:08


Signorsi' !!!
Evviva la pacie e la guera riSURICI-mental
facciamolo inno nassional
a posto di SFRACELLI D'ITAL

Manu' - 1/5/2015 - 15:15


Ricorderei anche che la melodia di questo coro dalla terza parte del Nabucco, coro degli ebrei schiavi in Babilonia, fu ripresa dall'anarchico Pietro Gori per il suo Inno del primo maggio, coro degli schiavi del lavoro nel loro sforzo di ribellione e di libertà...

B.B. - 18/6/2016 - 17:13


Scusate ma voi percepite davvero il ductus anapestico?
io no.
Io percepisco epitrito trocaico seguito da 2 bacchei (o, se si vuole, 2 cretici seguiti da un epitrito trocaico).
Questo per la metrica.
Per la ritmica invece, grazie alle protrazioni della musica (protrazioni "normalizzanti" in stile Epitafio di Sìcilo) si sente un semplice tetrametro trocaico.
Chi lo analizza come anapestico (più precisamente "paremìaco", ossia "dimetro anapestico catalettico in syllabam") allora lo scandisce nel seguente modo?
vapensiè, rosull'à, lidorà,te
vatipò, sasuiclì, visuicòl, li

vasiloukos - 19/6/2016 - 02:02


Non so di anapestici e di trocaici, ma "Ove olezzano tepide e molli / L'aure dolci del suolo natal" mi ha sempre evocato la "fragranza" dei prati dopo il passaggio di una bella mandria di mucche...

B.B. - 19/6/2016 - 14:09


Ma è tutto chiaro....dopo che è passata la mandria di mucche, c'è il rischio di anapestare la trocacàta!

Ahmed il Lavavetri - 19/6/2016 - 15:12


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