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La voce di Pasolini

Gian Luigi Ago
Lingua: Italiano


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Pasolini aveva già prefigurato un mondo in cui le lotte per la pace sarebbero state ancora più difficili nell'omologazione verso il basso in cui oggi ci dibattiamo
La voce di Pasolini era sconsacrazione, era sacralità,
l’impegnarsi nel vivere, la luce di chi è ciò che non sa.
La voce di Pasolini era Numanzia, era diversità,
la polvere alla fine dei campi là dove comincia la città.

E poi le lucciole sparite, religione contadina e destrutturazione,
siamo tutti in pericolo e l’apatia massmediatica dell’omologazione.

E poi disamore e la furente nostalgia,
querula istanza della vita in versi orfici e incivili.

E poi ci siamo noi dietro quelle parole,
noi quella sfortunata gioventù
nelle cui teste vorticava un’idea confusa
che d’allora però non ci ha lasciato più.

Presunzione eroica, certezza assoluta,
come il sogno di una cosa che non raggiungerai,
ma comunque breccia aperta a una futura storia
che non potrà non arrivare mai

E la voce di Pasolini ci parlava e risuonava già
della profezia del presente in cui viviamo in queste nostre città.
E l’eresia di Pasolini è qualcosa che succederà:
è la voce che ci mancava, che ci è mancata, che ci mancherà.

inviata da Claudia - 29/8/2011 - 17:40



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