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O Bêbado e a Equilibrista

Elis Regina
Lingua: Portoghese

Lista delle versioni e commenti


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Estatuinha
(Edu Lobo)
Como nossos pais
(Elis Regina)
Esse mundo é meu
(Elis Regina)


[1979]
Album “Essa Mulher”
Scritta dal cantautore João Bosco e dal compositore e scrittore Aldir Blanc.



Essa Mulher


Una canzone di non facile comprensione. Mi hanno grandemente aiutato la traduzione italiana e le accuratissime note trovate sul blog Nel segno di Zarri e la pagina dedicatale sul blog in lingua portoghese Artilharia Cultural

Brasile, gli ultimi anni di una dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere.
Elis, chiamata dai suoi fan "Furacão" (uragano) e "Pimentinha" (peperoncino), era già da anni ormai l’indiscussa Regina della bossa nova, l’interprete più apprezzata dai maggiori autori brasiliani, come Vinícius de Moraes, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Milton Nascimento, Edu Lobo.
Elis Regina levò più volte la sua voce contro la dittatura, non solo interpretando dal vivo canzoni come questa ma anche – come fece nel 1969 nel corso di un’intervista – dicendo apertamente che il suo paese era governato da una “banda di gorilla”.
Elis Regina morì tre anni dopo questo disco, il 19 gennaio del 1982, ufficialmente a causa di un micidiale cocktail di Campari e cocaina, ma in circostanze così oscure da aver fatto ritenere a molti che fossero stati i “gorilla” a farla fuori…

“O Bêbado, l'ubriaco, rappresentava gli artisti, i poeti, i musicisti e i ‘matti’ in generale, che ubriacati di libertà osavano alzare la loro voce contro la dittatura. L’Equilibrista era la speranza di democrazia, un progetto di apertura politica graduale, che ad ogni ‘elezione’, ad ogni evento che disturbava i militari (marce, etc), vedeva minacciata la sua esistenza.”
Caía a tarde feito um viaduto (1)
E um bêbado trajando luto
Me lembrou Carlitos... (2)

A lua
Tal qual a dona do bordel
Pedia a cada estrela fria
Um brilho de aluguel (3)

E nuvens!
Lá no mata-borrão do céu
Chupavam manchas torturadas (4)
Que sufoco!
Louco!
O bêbado com chapéu-coco
Fazia irreverências mil
Prá noite do Brasil.
Meu Brasil!... (5)

Que sonha com a volta
Do irmão do Henfil. (6)
Com tanta gente que partiu
Num rabo de foguete (7)
Chora!
A nossa Pátria
Mãe gentil
Choram Marias
E Clarisses (8)
No solo do Brasil...

Mas sei, que uma dor
Assim pungente
Não há de ser inutilmente
A esperança...

Dança na corda bamba
De sombrinha
E em cada passo
Dessa linha
Pode se machucar... (9)

Azar!
A esperança equilibrista
Sabe que o show
De todo artista
Tem que continuar... (10)
Note (a partire dai due blog citati nell’introduzione)

(1) Caía a tarde feito um viaduto: il “calar della sera” non era affatto quel momento di pace, di quiete che si accompagna al tramonto, allora in Brasile era il momento in cui la polizia politica, il famigerato DOI-CODI (Destacamento de Operações de Informações – Centro de Operações de Defesa Interna) iniziava le sue sessioni di tortura… E a cadere non è solo la sera ma anche la strada sopraelevata “Elevado Engenheiro Freyssinet” a Rio de Janeiro, costruita nel corso della dittatura, che il 20 novembre 1971 si sgretolò travolgendo auto e mezzi pubblici… Si contarono 50 morti ma i “gorilla” non permisero la diffusione della notizia né le vittime ricevettero mai alcun risarcimento o idennizzo.

(2) E um bêbado trajando luto me lembrou Carlitos: l’ “ubriaco vestito a lutto che sembra Charlot” rappresenta l’opposizione al regime, vista come l’allegro e malinconico vagabondo creato da Charlie Chaplin, ma che porta il lutto per tutti coloro che in quegli anni terribili furono assassinati, torturati fino alla morte, fatti sparire. Le cifre della repressione in Brasile tra il 1964 ed il ritorno alla democrazia non sono certo quelle terribili dell’Argentina, ma si parla comunque di centinaia di assassinati e scomparsi e di migliaia di torturati.

(3) La luna, maitresse di un bordello, che brilla della luce riflessa di stelle fredde: secondo un’interpretazione la luna sarebbe la compagnia televisiva Rede Globo che si strutturò proprio negli anni del regime (nasce nel 1965) e che fu il suo principale strumento di manipolazione. Ma potrebbe anche rappresentare la classe politica ed imprenditoriale che, grazie alla complicità con i militari, si arricchiva alle spalle del paese. La gente diceva che se i generali avessero detto che la luna era nera, il Parlamento avrebbe ratificato la cosa, sicchè i politici erano chiamati “I luna nera”. Le “stelle fredde” sono i militari, glaciali, distanti, i detentori del potere che esercitavano dietro le quinte, accumulando anch’essi ricchezze per sé ed i propri familiari e leccapiedi.

(4) Le nuvole, la carta assorbente del cielo, le macchie torturate: possono essere qui rappresentati i torturatori che come la carta assorbente cancellano, eliminano macchie ed errori (i ribelli, gli inconformi, gli oppositori); ma potrebbe anche essere un riferimento al silenzio ed alla copertura offerta al regime dalla chiesa cattolica.

(5) Di nuovo gli “ubriachi”, gli oppositori e fra di loro, in prima linea, gli artisti come Elis Regina che non smisero mai di levare le loro voci contro la dittatura.




(6) Henfil: soprannome di Henrique Filho, pungentissimo cartoonist e giornalista (molto sorvegliato dal regime) il cui fratello, il sociologo ed attivista per i diritti umani Herbert José de Sousa, detto Betinho, fu costretto all’esilio in Cile e poi, quando anche lì ci fu il golpe, in Canada e Messico. Lottatore sociale per la riforma agraria e contro la fame e la povertà, è morto di AIDS, malattia contratta per le trasfusioni cui doveva sottoporsi a causa dell’emofilia di cui soffriva. Il fratello Henfil ha fatto la stessa fine.

(7) Partire sulla coda di un razzo: credo che indichi la fuga precipitosa di tutti coloro che, come Betinho di cui alla nota precedente, furono costretti a scappare per evitare di essere arrestati, torturati, uccisi. Diversamente l’espressione potrebbe anche indicare gli scomparsi, coloro che per essersi opposti al regime finirono malamente chissà dove.




(8) Piangono le Marie e le Clarisse: il riferimento è a Maria Fiel Filho, la moglie dell'operaio Manuel Fiel Filho ucciso sotto tortura da agenti del DOI-CODI (SP) nel gennaio del 1976, e Clarice Herzog, moglie del giornalista Wladimir “Vlado” Herzog, anch’egli torturato a morte nell'ottobre del 1975. Maria e Clarissa sono il simbolo di tutte le donne, madri, mogli, compagne, di tutti gli assassinati dalla dittatura, da tutte le dittature.

Il corpo di Vlado Herzog assassinato, impiccato nella messa in scena di un suicidio.
Il corpo di Vlado Herzog assassinato, impiccato nella messa in scena di un suicidio.


(9) La speranza, l’Equilibrista, si tiene in bilico sul filo col suo ombrellino e ad ogni passo può precipitare nel vuoto…

(10) … ma in barba alla sorte, al destino [Azar!] gli artisti degni di questo titolo sanno di dover continuare lo spettacolo, la denuncia, la resistenza.

inviata da Bartleby - 20/5/2011 - 12:00




Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal blog Nel segno di Zarri
L’UBRIACO E L’EQUILIBRISTA

Cadeva a pomeriggio avanzato un viadotto
E un ubriaco vestito a lutto mi ricordò Charlot
La luna, come la padrona del bordello,
Chiedeva a ogni fredda stella un po' di luce in prestito
E le nuvole, là nella carta assorbente del cielo,
Succhiavano macchie torturate, che asfissiante follìa!
L'ubriaco con la bombetta faceva irriverenze a mille
per la notte del Brasile, mio Brasile
Che sogna il ritorno del fratello di Henfil
Con tanta gente che partì sulla coda di un razzo
Piange la nostra patria madre gentile
Piangono Marìe e Clarisse, non solo del Brasile
Ma so che un dolore così pungente non deve esistere inutilmente
La speranza danza sulla corda allentata con l'ombrellino
E a ogni passo di questa linea si può far male
E' destino, la speranza equilibrista
Sa che lo show di ogni artista
Deve continuare.

inviata da Bartleby - 20/5/2011 - 12:02




Lingua: Inglese

Traduzione inglese di Nonohay da http://lyricstranslate.com
THE DRUNK AND THE TIGHTROPE WALKER

Evening fell like a bridge
A drunk wearing a funeral suit reminded me of Chaplin’s tramp
The moon, like a brothel madam
begged from each cold star a rented shine

And clouds, up there in the blotting paper of the sky
sucked on tortured stains, what crazy agony
The drunk wearing a bowler hat was being irreverent
for Brazil’s night, my Brazil
is dreaming of the return of Henfil’s brother
of so many people who left on the tail of a rocket

Our gentle mother country is crying
Marias and Clarices are crying on Brazil’s soil
But I know that pain this sharp won’t be in vain
Hope dances on the tightrope with an umbrella
And with each step on this rope you can hurt yourself
Bad luck, the balancing hope
knows that each artist’s show
must go on

inviata da Bartleby - 20/5/2011 - 12:03




Lingua: Francese

Version française - LE SOÛLAUD ET L'ÉQUILIBRISTE – Marco Valdo M.I. - 2011
Chanson brésilienne – O Bêbado e a Equilibrista - Elis Regina – 1979 (auteurs : João Bosco et Aldir Blanc.)
d'après la version italienne du blog Nel segno di Zarri

Brésil, aux dernières années d'une dictature militaire, commencée en 1964 par un coup d'État appuyé par les Zétazunis et par la destitution de João Goulart, le président légitime qui avait faufilé la réforme agraire et projeté la nationalisation des compagnies pétrolières.

Elis, appelée par ses fans "Furacão" (Ouragan) e "Pimentinha" (Piment), était déjà depuis des années l'indiscutable Reine de la bossa nova, l'intrprète la plus appréciée des grands auteurs brésiliens, comme Vinícius de Moraes, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Milton Nascimento, Edu Lobo.

Elis Regina éleva plusieurs fois la voix contre la dictature, non seulement en interprétant en public des chansons comme celle-ci, mais aussi – comme elle le fit en 1969 dans le cours d'une interview – en disant ouvertement que son pays était gouverné par une « bande de gorilles ».

Elis Regina mourut trois ans après ce disque, le 19 janvier 1982, officiellement à cause d'un cocktail de Campari et de cocaïne, mais dans des circonstances si obscures qu'elles firent penser à beaucoup que ce furent les « gorilles » qui l'avaient éliminée...

Le soûlaud représente les artistes , les poètes, les musiciens et les « fous » en général, qui ivres de liberté osaient élever la voix contre la dictature. L'Équilibriste était l'espérance de démocratie, un projet d'ouverture graduelle, qui à chaque « élection », à chaque événement perturbait les militaires, voyait son existence menacée.
LE SOÛLAUD ET L'ÉQUILIBRISTE

Tombait à l'après-midi avancé un viaduc
Et un soûlaud vêtu en deuil me rappela Charlot.
La lune, comme la matrone du bordel,
Demandait aux étoiles froides un peu de légumière en prêt
Et les nuages, là sur le buvard du ciel,
Suçaient des taches torturées, quelle folie asphyxiante !
Le soûlaud avec son boule faisait mille irrévérences
Pendant la nuit du Brésil, de mon Brésil
Qui rêve au retour du frère d'Henfil
Qui partit avec tant de gens sur la queue d'une fusée
Notre gentille mère patrie pleure
Marie et Clarisse pleurent, pas seulement le Brésil
Mais je sais qu'une douleur aussi poignante ne doit pas exister inutilement
L'espérance danse sur la corde distendue avec son ombrelle
Et à chaque pas de cette ligne peut se faire mal
C'est le destin, l'espérance de l'équilibriste
On sait que le show de l'artiste
Doit continuer.
Quelques notes

Caía a tarde feito um viaduto : la « tombée du soir » n'était de fait pas ce moment de paix, de calme qui accompagne le crépuscule ; alors, au Brésil, c'était le moment où la police politique, le célèbre DOI-CODI (Destacamento de Operações de Informações – Centro de Operações de Defesa Interna) commençait ses sessions de torture. … Et à tomber , il n'y eut pas seulement la soirée, mais aussi la route surélevée Elevado Engenheiro Freyssinet à Rio de Janeiro, construite sous la dictature, qui le 20 novembre 1971 s'effondra en traînant autos et transports publics... On compta 50 morts, mais les « gorilles » interdirent al diffusion de l'information et les victimes ne reçurent jamais aucun dédommagement.

E um bêbado trajando luto me lembrou Carlitos : Et un soûlaud vêtu en deuil me rappela Charlot » représente l'opposition au régime, vue comme l'allègre et mélancolique vagabond créé par Charlie Chaplin, mais qui porte le deuil pour tous ceux qui en ces années terribles, furent assassinés, torturés à mort, disparus. Les chiffres de la répression au Brésil entre 1964 et le retour à la démocratie n'atteignirent pas ceux de l'Argentine, mais on parle quand même de centaines d'assassinés et disparus et de milliers de torturés.

La luna, maitresse di un bordello, che brilla della luce riflessa di stelle fredde: selon une interprétation, la lune serait la société de télévision Rede Globo qui se mit en place juste pendant les années du régime (elle naquit en 1965) et fut son principal instrument de manipulation. Mais elle pourrait aussi bien représenter al classe )politique et patronale qui, grâce à la complicité des militaires, s'est enrichie sur le dos du pays. Les gens disaient qui si les généraux avaient dit que la lune était noire, le Parlement aurait ratifié la chose, de sorte que les politiciens étaient appelés « Les lunes noires ». Les « étoiles froides » sont les militaires, glacés, distants, ; les détenteurs du pouvoir qu'ils exerçaient dans les coulisses, en accumulant eux aussi des richesses pour eux et leurs proches et leurs lèche-culs.

Le nuvole, la carta assorbente del cielo, le macchie torturate : ce peut être ici les tortionnaires représentés sous l'appellation de papier buvard qui comme ce dernier éliminent les taches et les erreurs (les rebelles, les non-conformes, les opposants), mais pourrait aussi être une référence au silence et la couverture offerte au régime par l'église catholique.

Mon Brésil : ce sont les « soûlauds », les opposants et parmi eux, en première ligne, les artistes comme Elis Regina qui ne cessèrent jamais d'élever leurs voix contre la dictature.

Henfil: surnom d'Henrique Filho, dessinateur et journaliste acerbe (fort surveillé par le régime), dont le frère, le sociologue et activiste des droits humains Herbert José de Sousa, dit Betinho, fut contraint à l'exil au Chili et ensuite, lors du coup d'État là-bas, au Canada et au Mexique. Militant pour la réforme agraire et contre la faim et la pauvreté, il est mort du SIDA, maladie contractée à l'occasion des transfusions auxquelles devait se soumettre à cause de l'hémophilie dont il souffrait. Son frère Henfil a connu la même fin.

Partire sulla coda di un razzo: indique la fuite précipitée de ceux qui , comme Betinho, furent contraints à fuir pour éviter d'être arrêtés, torturés, tués. L'expression pourrait également indiquer les disparus, gens qui de s'être opposés au régime finirent on ne sait où.

Piangono le Marie e le Clarisse : renvoie à Maria Fiel Filho, la femme de l'ouvrier Manuel Fiel Filho, tué sous la torture par els agents du DOI-CODI (SP) en janvier 1976, et Clarice Herzog, femme du journaliste Wladimir “Vlado” Herzog, lui aussi torturé à mort en octobre 1975. Maria et Clarissa sont le symbole de toutes les femmes, mères, filles, compagnes de tous les assassinés de la dictature, de toutes les dictatures.

La speranza, l’Equilibrista, se tient équilibre sur le fil avec son ombrelle et à chaque pas peut être précipité dans le vide...

… mais face au destin, les artistes dignes de ce nom savent qu'ils doivent continuer le spectacle, la dénonciation, la résistance.

inviata da Marco Valdo M.I. - 24/5/2011 - 21:01



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