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Il vestito vecchio e brutto

Corrado Sannucci
Lingua: Italiano


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[1975]
Album “I falò di maggio”
Testo trovato qui

E pensare che ci sono ancora tanti sepolcri imbiancati, in doppiopetto o in tonaca, che vorrebbero rimettere le mani sull’utero delle donne, magari cancellando la 194 e sospingendole nuovamente verso l’aborto clandestino così tragicamente descritto in questa bella canzone di Sannucci…
E ho messo il vestito vecchio e brutto
perché spesso esce sangue e sporca tutto
e m’han detto si dà nell’occhio se si è in tanti
perciò vai sola e cerca di non far pianti
e ho preso il tram fin oltre la stazione
lì dove ferma tra case in costruzione
son scesa li a guardar palazzi venir su
e una voglia dentro di buttarmi giù
e m’han detto che sarei fortunata
se quel giorno lei le mani s’è lavata
se il tavolo grigio lì in cucina
non è sporco e non c’è odore di latrina
e ho bussato a una porta senza forza
poi una nebbia è scesa come luce che si smorza
e non capivo più cosa succedeva
lei che mi toccava lei che mi stendeva
e non capivo più cosa stavo a fare
ma ero troppo stanca troppo per reagire

E la gente chiede se è giusto o no
ma il giusto cosa c’entra io non lo so
io so soltanto a casa non c’è posto
non c’è posto per un altro letto
nè soldi per riempire un altro piatto
e tutti quelli che parlan di vita
che tiran fuori storie di morale
venite a veder quanto vale
‘sta vita che mi porto dietro io
non posso neanche sceglier un figlio mio

Mi scuoto e un dolore che mi stringe
lei che caccia lo spillone dentro e spinge
e ho urlato urlato nell’ovatta
che m’ha messo in bocca per star zitta

inviata da The Lone Ranger - 5/8/2010 - 15:33



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