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La Nave

Massimiliano D'Ambrosio
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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Testo e musica di Massimiliano D'Ambrosio
Dall'album “Il Mio Paese”
il mio paese massimiliano d'ambrosio
Con due soldi di speranza
ubriachi in fondo al cielo
purché il sogno non rimanga
a confonderci davvero.
Tra la riva e questa nave
ci sta un grado di distanza
e la vita già ti appare
tutta nella sua ignoranza.
Bianco filo di fortuna
porto i semi nella mano
e il sorriso della luna
sembra l’ala di un gabbiano.
Che non c’è peggior dolore
diuna bocca che condanna

e ci sprechi delle ore
ma non sai in che lingua parla.

Questi rami tra le onde
queste macchie di dolore,
queste foglie appese ai sogni
questi fiori di carbone.
Questo caldo movimento
della sabbia tra le mani
questo bere dalla luna,
per svegliarsi più lontani.

E ora accendono le luci
si prepara la bandiera
ed il centro d’accoglienza
si traveste da galera
l’impressione che a baciarci
sia l’odore della forca
ma nessuno che sa dirci
qual’è il crimine o la colpa.
E poi spezzeranno il pane
nelle loro cattedrali,
nelle torri sigillate
da becchini e generali
e poi chiuderanno il cerchio
e getteranno quel che avanza
che gli basta che sul mare
non galleggi la speranza.

Questa nave a passo lento
ha bisogno di splendore
è per questo che non sento
neanche il minimo dolore
e l’esilio io l’accetto
non mi muovo volentieri
in un mondo benedetto
dalle mani dei banchieri.
E la nave punta al largo
senza neanche un capitano
pensavate ad uno sbarco
ed invece ce ne andiamo.

inviata da adriana - 23/5/2005 - 07:18



Lingua: Francese

Version française – LE NAVIRE – Marco Valdo M.I. – 2012
Chanson italienne – La Nave – Massimiliano D'Ambrosio
LE NAVIRE

Avec deux sous d'espoir
On s'enivre au fond du ciel
À condition que le rêve ne reste pas
À vraiment nous stupéfier.
Entre la rive et ce navire
Il y a un degré de distance
Et la vie apparaît déjà
Dans toute son ignorance.
Fil blanc de chance
Elle apporte les graines dans la main
Et le sourire de la lune
Semble l'aile d'une mouette.
Il n'est pas de pire douleur
Qu'une bouche qui condamne
Et gâche nos heures
Sans qu'on sache quelle langue elle parle.

Ces branches entre les vagues
Ces taches de douleur,
Ces feuilles pendues aux rêves
Ces fleurs de charbon.
Ce chaud mouvement
Du sable entre les mains
Cette gorgée de lune,
Pour s'éveiller plus loin.

Et à présent, les lumières s'allument
On prépare le drapeau
Et le centre d'accueil
Se travestit en prison
L'accueil nous parfume
De l'odeur du gibet
Mais personne ne sait nous dire
Pour quel crime ou quelle faute.
Ensuite, ils rompront le pain
Dans leurs cathédrales,
Aux tours scellées
Par leurs croque-mort et leurs généraux.
Puis ils fermeront le cercle
Et jetteront à celui qui arrive
Sur la mer, il faut le savoir
Ne flotte pas l'espoir.

Ce navire lent
A besoin de splendeur
C'est pour ça que je ne ressens
Pas la moindre douleur
Et j'accepte l'exil
Je ne me vais pas volontiers
Dans un monde béni
Par les mains des banquiers.
Et le navire pointe au large
Sans plus de capitaine
Vous pensiez à un débarquement
Et par contre, nous nous en allons.

inviata da Marco Valdo M.I. - 25/2/2012 - 11:42


Anche questa canzone, che ci è stata (ri)segnalata da Luciano, era ingiustamente fra gli Extra, forse perché al momento dell'inserimento non era ancora presente il percorso sull'emigrazione. La togliamo quindi dagli extra e ringraziamo Luciano.

CCG/AWS Staff - 20/8/2011 - 21:53



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