Lingua   

Lippe-Detmold eine wunderschöne Stadt

anonimo
Lingua: Tedesco



La melodia è ripresa da una canzone del 1842 e si ha quindi una datazione abbastanza precisa.
La città di Detmold era la capitale del libero stato della Lippe. Il principato di Lippe, risalente al XII secolo, fu suddiviso in tre linee dinastiche, ridotte a due nel 1613 per estinzione di una di esse. I due principati superstiti, Lippe-Detmold (o semplicemente Lippe) e Schaumburg-Lippe (così detto per aver ereditato nel 1640 la contea di Schaumburg) confluirono separatamente nel Reich nel 1871. Per una storia più dettagliata, si veda la seguente pagina in italiano:

http://www.rbvex.it/europag/lippe.html

Il sito della città di Detmold (si noti che, nella presentazione, viene utilizzato proprio il titolo di questa famosa canzone popolare):

http://www.detmold.de/
Lippe-Detmold eine wunderschöne Stadt,
Darinnen ein Soldat.
Ei, der muß marschieren in den Krieg,
Wo die Kanonen stehn.

Und als er in diese große Stadt reinkam,
Wohl vor des Hauptmanns Haus,
Der Hauptmann schaut zum Fenster raus,
"Mein Sohn bist du schon da?"

"Na, dann geh' mal gleich zu deinem Feldwebel hin
Und zieh den Blaurock an!
Denn du mußt marschieren in den Krieg,
Wo die Kanonen stehn."

Und als er in die große Schlacht reinkam,
Da fiel der erste Schuß.
Da liegt er nun und schreit so sehr
Nach seinem Kamerad.

Ach, Kam'rad, liebster Kam'rad mein,
Schreib' einen Brief nach Haus.
Schreibe du, schreibe du an meinen Schatz,
Daß ich getroffen bin!"

Kaum daß er diese Wort hatt' getan,
Da fiel der zweite Schuß.
Da liegt er nun und schreit nichtmehr,
Weil er erschossen ist.

Als das der General erfuhr,
Da rauft er sich den Bart:
"Womit soll ich führen meinen Krieg,
Weil mein Soldat ist tot!"

inviata da Riccardo Venturi - 17/5/2005 - 02:17



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
20 maggio 2005
LIPPE-DETMOLD, MERAVIGLIOSA CITTÀ

Lippe-Detmold, meravigliosa città,
e là c'è un soldato.
Eh, deve marciare in guerra,
dove ci stanno i cannoni.

Quando arrivò in quella grande città
proprio davanti casa del comandante,
il comandante guardava fuor dalla finestra:
"Figlio mio, sei già qua?"

"Sì, ora vado dal tuo maresciallo
e mi levo il pastrano azzurro!"
"Ma tu devi marciare in guerra
dove ci stanno i cannoni."

E quando arrivò alla grande battaglia
cadde al primo sparo.
Ed ora giace e grida forte
accanto al suo compagno.

"Oh, compagno, caro mio compagno,
scrivimi una lettera a casa.
Scrivi, su, scrivi al mio amore,
che sono stato colpito!"

Non appena ebbe detto queste parole
cadde al secondo sparo.
Ora giace a terra e non grida più
perché è ferito a morte.

Quando il generale lo seppe,
allora si strappò la barba:
"Che la faccio a fare la mia guerra,
se il mio soldato è morto!"

20/5/2005 - 00:22



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