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Ich bin Soldat, doch bin ich es nicht gerne

anonimo
Lingua: Tedesco

Lista delle versioni e commenti



Probabilmente del XIX secolo.
Ich bin Soldat, doch bin ich es nicht gerne,
als ich es ward, hat man mich nicht gefragt.
Man riß mich fort, hinein in die Kaserne,
gefangen ward ich, wie ein Wild gejagt.
Ja, von der Heimat, von des Liebchens Herzen
mußt' ich hinweg, und von der Freunde Kreis;
denk ich daran, fühl ich der Wehmut Schmerzen,
fühl in der Brust des Zornes Glut so heiß.

Ich bin Soldat, doch nur mit Widerstreben,
ich lieb ihn nicht, den blauen Königsrock.
Ich lieb es nicht, das blut'ge Waffenleben,
mich zu verteid'gen wär genug ein Stock.
O sagt mir an, wozu braucht ihr Soldaten?
Ein jedes Volk liebt Ruh' und Frieden nur;
allein aus Herrschsucht und dem Volk zum Schaden
laßt ihr zertreten, ach, die gold'ne Flur!

Ich bin Soldat, muß Tag und Nacht marschieren,
statt an der Arbeit, muß ich Posten stehn.
Statt in der Freiheit, muß ich salutieren
und muß den Hochmut frecher Burschen sehn.
Und geht's ins Feld, so muß ich Brüder morden,
von denen keiner mir zuleid was tat;
dafür als Krüppel trag ich Band und Orden,
und hungernd ruf ich dann: "Ich war Soldat!"

Ihr Brüder all', ob Deutsche, ob Franzosen,
ob Ungarn, Dänen, ob vom Niederland,
ob grün, ob rot, ob blau, ob weiß die Hosen,
gebt euch statt Blei zum Gruß die Bruderhand!
Auf, laßt zur Heimat uns zurückmarschieren,
von den Tyrannen unser Volk befrei'n;
denn nur Tyrannen müssen Kriege führen,
Soldat der Freiheit will ich gerne sein!

inviata da Riccardo Venturi - 17/5/2005 - 02:14



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
19/20 maggio 2005
SONO UN SOLDATO, MA DI MALAVOGLIA

Sono un soldato, ma di malavoglia,
quando lo son diventato, non me lo hanno chiesto.
Mi hanno portato via diritto in caserma,
sono stato imprigionato, cacciato come selvaggina.
Sì, da casa mia, dal cuore della mia ragazza
devo andar via, e da tutti i miei amici;
e se ci penso, sento le pene della malinconia,
sento nel petto ardermi forte la rabbia.

Sono un soldato, ma solo con riluttanza,
no, non mi piace l'uniforme reale azzurra.
No, non mi piace la cruenta vita militare
e per difendermi mi basterebbe un randello.
Orsù, ditemi, perché hanno bisogno di voi, soldati?
Ogni popolo ama solo la tranquillità e la pace;
solo per smania di dominio e per far danni al popolo
voi fate calpestare, ohimé, la dorata campagna!

Sono un soldato, devo marciar notte e dì,
invece che al lavoro, devo star di sentinella.
Invece che di vivere libero, devo fare il saluto
e veder la superbia di cretini insolenti.
Se si scende in campo, devo uccidere dei fratelli
di cui nessuno m'ha fatto qualcosa di male;
poi sarò uno storpio con fasce e decorazioni
e griderò soffrendo: "Ero un soldato!"

O voi miei fratelli, tedeschi o francesi,
ungheresi, danesi o olandesi,
che abbiate pantaloni verdi, rossi, blu o bianchi
datevi come saluto una mano fraterna, e non piombo!
Orsù, fateci marciare indietro, a casa nostra,
liberate il nostro popolo dai tiranni;
poiché solo i tiranni muovono le guerre
io sarò volentieri un soldato della libertà!

19/5/2005 - 23:59


Da quanto capisco dalle note sul Volksliederarchiv, la canzone dovrebbe risalire al periodo della guerra franco-prussiana del 1870-71.
La melodia è quella della popolare "Denkst du daran mein tapferer Lagienka" scritta da tal Karl Holtei intorno al 1825.

Bernart - 16/7/2013 - 14:29


Ripresa dal gruppo folk rock tedesco Zupfgeigenhanselnel loro disco d'esordio del 1976 intitolato “Volkslieder 1”

Volkslieder 2

Bernart Bartleby - 24/2/2014 - 12:40



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