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Harry Wilmans, il soldato

Mario Peragallo
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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Perché non ci vai tu
(Del Sangre)
La collina, o Dormono sulla collina
(Fabrizio De André)


Nel madrigale scenico “La Collina” (1947)
Da “Harry Wilmans” – Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters [traduzione di Fernanda Pivano]

La collina di Spoon River. Foto di William Willinghton
La collina di Spoon River. Foto di William Willinghton


Mario Peragallo



Come è noto, Harry Wilmans è il soldato che dorme sulla collina sul fiume Spoon, quello (uno di quelli...) le cui spoglie furono rimandate a casa nelle bandiere, legate strette perché sembrassero intere. L'epitaffio di H. Wilmans (con altri brani della Spoon River Anthology) fu musicato nell'immediato dopoguerra da Mario Peragallo, nella traduzione italiana di Fernanda Pivano con la forma molto particolare del madrigale scenico per soli, coro e orchestra.
Il musicista ha omesso i 4 versi tra parentesi, ritenendoli probabilmente troppo forti per il pubblico dell'epoca. Notiamo che De André non ha incluso Wilmans tra i personaggi di “Non al denaro non all'amore nè al cielo”, ma sembra averlo voluto ricordare nella sua interpretazione di "La collina, o Dormono sulla collina" espandendo la strofa che Lee Masters dedicò alla guerra. Strofa che da sola, a mio parere, vale un gran posto tra le CCG anche alla collina di De André.

[Marco "Slowdog" Sopegno dalla ml “Fabrizio” - Commento originale alla raccolta primitiva delle CCG]


L'Antologia rivela anche il rifiuto della guerra e di tutta la retorica a essa correlata, per esempio in uno dei monologhi più appassionati e terribili per la descrizione delle brutture della guerra, "Harry Wilmans", che dovrebbe essere continuamente riletto e riproposto. Il giovane Wilmans, che si lascia trascinare dalla retorica della bandiera e dell'onore, finisce ammazzato in un campo di battaglia nelle Filippine, dopo avere assistito alla violenza e alla degradazione più brutale. La bandiera che era stata alzata da un insegnante e alla quale i giovani avevano inneggiato, lo avvolge nella tomba e conclude mestamente il suo epitaffio: "A flag! A flag!"

Non è un caso che proprio questo monologo sia tra quelli più citati e sia anche tra quelli che compongono l'opera La collina di Mario Peragallo. Fabrizio De André non include Wilmans fra i suoi personaggi, forse perché aveva già trattato negli anni Sessanta il tema della guerra in chiave anti-militarista: basti pensare alla celebre Guerra di Piero, del 1964, alla Ballata dell'eroe (1964), all'incitamento all'obiezione di coscienza nella filastrocca ironica del "Girotondo" del 1968. ("Se verrà la guerra, Marcondiro'ndero/ se verrà la guerra, Marcondiro'ndà/ sul mare e sulla terra, Marcondiro'ndero/ sul mare e sulla terra chi ci salverà?/ Ci salverà il soldato che non la vorrà/ ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà". La critica del bellicismo, tuttavia, trova spazio anche in Non al denaro non all'amore né al cielo, nella sua interpretazione di "La collina", là dove l'autore espande il discorso riferito alla guerra. I versi di Masters "Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,/ e figlie infrante dalla vita,/ e i loro bimbi orfani, piangenti - tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina", diventano: "Dove sono i generali/ che si fregiarono nelle battaglie/ con cimiteri di croci sul petto./ Dove i figli della guerra/ partiti per un ideale/ per una truffa, per un amore finito male./ Hanno rimandato a casa/ le loro spoglie nelle bandiere/ legate strette perché sembrassero/ intere".

[...]

La trasposizione di De André non è il primo esempio di traduzione inter-semiotica di Spoon River. In Italia il compositore Mario Peragallo ne aveva tratto un'opera in un atto intitolata La collina, rappresentata per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1947 e poi ripresa in altri teatri, in particolare alla Scala nella stagione 1950-1, per la regia di Giorgio Strehler. Dalla musica classica alla musica pop. Negli Stati Uniti nel 1963 si ebbe un musical di successo, rappresentato più volte a Broadway, off-Broadway e in vari teatri americani, e tuttora ripreso da compagnie professioniste oltre che da compagnie amatoriali in scuole e università. L'adattamento era di Charles Aidman, che fungeva anche da regista e attore; la musica di Naomi Caryl Hirshhom per piano e strumenti a corda; i testi scelti erano circa settanta, in parte recitati e in parte cantati. Il CD dell'album, uscito nel 1994, è ancora in commercio. Numerosissime sono state poi le rappresentazioni teatrali di Spoon River, sia negli Stati Uniti che in Italia; si è avuto anche uno sceneggiato televisivo con Paolo Stoppa (1962) e una registrazione delle poesie recitate da Arnoldo Foa.

(estratti da Spoon River e Fabrizio De André: miti a confronto di Gianfranca Balestra, docente del corso Donne e scrittura di donne nella letteratura anglo-americana)
Avevo appena ventun anni
e Henry Phipps sovrintendente della Scuola
fece un discorso al Teatro Bindle.
“L'onore - ci disse - della bandiera va difeso,
sia che venga assalita dai barbari Tagalog
o dalla potenza più forte d'Europa”.
E noi altri applaudimmo il discorso e la bandiera
che lui sventolava parlando.
Così andai alla guerra nonostante mio padre,
e seguii la bandiera finché la vidi levarsi
nel nostro campo tra risaie vicino a Manila.
Tutti noi acclamammo, acclamammo,
ma là c'erano mosche e bestie velenose;
c'era l'acqua mortifera,
e il caldo crudele
e il cibo nauseante e putrido
[e il fetore della latrina proprio dietro alle tende,
dove ci si andava a vuotare;
le puttane impestate che ci venivano dietro;
e atti bestiali tra noialtri e da noi soli,]
e tra noi prepotenze, odio, abbrutimento,
e giornate di disgusto e notti di terrore
fino all'assalto traverso la palude fumante,
seguendo la bandiera,
quando caddi gridando con gli intestini trapassati.
Ora c'è una bandiera su di me a Spoon River.
Una bandiera! Una bandiera!

inviata da Marco Sopegno




Lingua: Inglese

Testo originale inglese della poesia di Edgar Lee Masters, dalla "Spoon River Anthology" (1915)
HARRY WILMANS

I was just turned twenty-one
and Henry Phipps, the Sunday-school superintendent,
made a speech in Bindle's Opera House.
"The honor of the flag must be upheld," he said,
"whether it be assailed by a barbarous tribe of Tagalogs
or the greatest power in Europe."
And we cheered and cheered the speech and the flag he waved
as he spoke.
And I went to the war in spite of my father,
and followed the flag till I saw it raised
by our camp in a rice field near Manila,
and all of us cheered and cheered it.
But there were flies and poisonous things;
and there was the deadly water,
and the cruel heat,
and the sickening, putrid food;
and the smell of the trench just back of the tents
where the soldiers went to empty themselves;
and there were the whores who followed us, full of syphilis;
and beastly acts between ourselves or alone,
with bullying, hatred, degradation among us,
and days of loathing and nights of fear
to the hour of the charge through the steaming swamp,
following the flag,
till I fell with a scream, shot through the guts.
Now there's a flag over me in Spoon River!
A flag! A flag!

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Francese

Version française – HARRY WILMANS – Marco Valdo M.I. – 2012
Poème d'Edgar Lee Master
HARRY WILMANS

Je venais d'avoir vingt et un ans,
Et Henry Phipps, le directeur de l'École du Dimanche
Faisait un discours au Bindel's Opera.
« L'honneur du drapeau doit être porté haut,
Qu'il soit assailli par une tribu de barbares tagalogs,
Ou par la plus grande puissance d'Europe. »
Et nous applaudissions, applaudissions sont speech et le drapeau qu'il agitait.
Tandis qu'il parlait.
Et je partis pour la guerre à la place de mon père,
Et je suivis le drapeau tant que je le vis flotter
Sur notre camp dans un champ de riz près de Manille,
Et nous tous, on applaudissait, on applaudissait,
Mais il y avait des mouches et des choses empoisonnées ;
Et il y avait l'eau mortelle,
Et la chaleur cruelle,
Et l'odeur de latrines juste derrière les tentes
Où les soldats allaient se vider ;
Et il y avait les putains qui nous suivaient, pleines de syphilis ;
Et nos gestes bestiaux entre nous ou tout seul;
Avec cette abjection haineuse et brutale autour de nous,
Et nos jours de rejet et nos nuits de peur
Jusqu'au moment de la charge dans le marais brumeux,
Derrière le drapeau,
Quand j'ai senti dans un hurlement, la balle percer mes boyaux.
À présent, il y a un drapeau au-dessus de moi à Spoon River !
Un drapeau ! Un drapeau !

inviata da Marco Valdo M.I. - 2/4/2012 - 18:17




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese della poesia di Edgar Lee Masters / Finnish translation of Edgar Lee Masters's poem / Traduction finnoise du poème de Edgar Lee Masters / Edgar Lee Mastersin runon suomennos: Arvo Turtiainen

Edgar Lee Masters in Tendencies in Modern American Poetry
HARRY WILMANS

Olin juuri täyttänyt kaksikymmentäyksi
kun Henry Phipps, pyhäkoulujen ylitarkastaja,
piti puheen Bindlen oopperatalossa.
»Lipun kunnia on säilytettävä«, hän sanoi,
hyökkäsipä sen kimppuun Tagalogin *) villiheimot
tai Euroopan mahtavin valtio.«
Ja me hurrasimme ja hurrasimme puheelle ja lipulle
jota hän heilutti puhuessaan.
Ja minä lähdin sotaan vastoin isäni tahtoa
ja seurasin lippua nähden, kuinka se kohotettiin leirissämme
riisivainiolla Manillan läheisyydessä;
ja me kaikki hurrasimme ja hurrasimme sille.
Mutta sitten tulivat kärpäset ja kaikki muu myrkyllinen:
saastainen vesi
ja julma kuumuus
ja mädäntynyt, inhottava ruoka
ja löyhkä telttojen takaa kuopasta,
johon sotilaat kävivät tyhjentämässä itsensä;
ja meitä seurasivat kupan saastuttamat huorat,
ja harjoitimme eläimellisiä paheita keskenämme tai yksin,
kerskuen, vihaten ja turmeltuen.
Oli inhon päiviä ja kauhistuttavia öitä,
aina siihen hetkeen saakka,
jolloin lähdimme lippua seuraten hyökkäämään
höyryävän rämeikön läpi,
ja minä kaaduin kirkaisten
luodin lävistäessä suolistoni.
Nyt liehuu lippu ylläni Spoon Riverissä!
Lippu! Lippu!
* ) Tagalogit ovat Filippiinien suurin etninen kansanryhmä.

inviata da Juha Rämö - 9/6/2019 - 18:06



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