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Frontier

(2019)
Album: PROTO

Dalla voce incredibile di Holly Herndon, artista americana ma basata a Berlino un brano sperimentale e elettronico ma anche accessibile che si rifà alla tradizione della Sacred Harp, una forma di musica corale originaria del sud degli Stati Uniti. Ma lo stile è, secondo Herndon, molto più antico e potrebbe derivare dalle più remote tradizioni dei canti umani fin dalla preistoria.

Questo canto così moderno e allo stesso tempo con radici antichissime affronta un tema imprescindibile per la sopravvivenza della nostra specie, quello dell'ecologia e della minaccia dei cambiamenti climatici.

So while Frontier was written in homage to Sacred Harp music from where I grew up, perhaps what is more interesting is that shape note singing may be a descendent of the same Proto singing traditions that early humans took with them to all corners of the world.

Which is poetic, as... (continua)
Don't listen to what the silvers say
(continua)
7/3/2021 - 21:50
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Demoghèla!

anonimo
Secondo me bisogna soffermarsi soprattutto sul finissimo umorismo di "Demoghela" Tra l'altro "nunzieremo al capitano" è la perfetta, in questo caso scherzosa traduzione di "Melde gehorsamst", cioè "avviso con il massimo rispetto" una formula obbligatoria con cui i soldati semplici si dovevano rivolgere ai superiori. Ne trabocca "Il buon soldato Schweik" di Jaroslaw Hasek.
L'autore di "demoghela" presumibilmente resta ignoto, e la melodia della canzone potrebbe esser stata presa da qualcuna delle marce eseguite dalle bande militari austriache ogni sabato pomeriggio nelle città dell'impero, anche ben prima della guerra mondiale (come ricordano il grande Roth nel suo "Radetzkimarsch". il triestino di livello europeo Saba nel suo "Canzoniere" e gli indimenticabili Lino Carpinteri e Mariano Faraguna in "Serbidiola".
Enrico Franzil
Enrico Franzil 7/3/2021 - 17:39
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L'Internationale

NORVYANISH [NORVIANSK]



Essendo anche il sottoscritto il creatore di una lingua, non intendo speculare sulle motivazioni per cui l'inventore del Norvyanish, o Norviansk, abbia creato la sua. Mi attengo ai due fatti che mi sembrano certi: detto creatore è tedesco (o, comunque, conosce molto bene la lingua tedesca), e nutre una grande passione per i canti di lotta della tradizione internazionalistica e proletaria (si veda la sua versione di Bella Ciao), che adatta alla realtà del “popolo Norvyanish” (bisognerà creare una dicitura italiana: “Norvianico”? “Norviano”?). Il campo d'azione del Norvyanish va però ben oltre gli angusti limiti terrestri, e si spinge nello spazio profondo a far quasi compagnia al Klingon. E poiché in Klingon esistono ben tre versioni dell'Internazionale, ecco questa “Interstellare” in Norvyanish reperita dagli abissi siderali della Rete; la speranza, ovviamente,... (continua)
DAN INTERSTELLARE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 7/3/2021 - 10:53
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Una selva asesina

2016
Entre Poetas Y Presos
Suenan los vientos en el gran cañón, ven desde lejos llegar los navíos,
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 20:12
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Raíces

2009
Guerra al silencio
con La Gossa Sorda
Sueño con pelis de Trueba
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 20:02
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Entre poetas y presos

2016
Entre poetas y presos
Somos mil manos haciendo un túnel,
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:52
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Suya mi Guerra

2013
Así en el Cielo Como en la Selva
Eran años de ilusión y banderas de morado,
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:45
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Alma Guerrera, Ni Una Menos

2020

feat. Beatriz Rico - actriz y voz
Pupil.les ( Mireia y Natàlia) - voz
Ira (Raissa, Elvirus, Medea y Sátira) - voz
Hesian (Zuriñe Hidalgo) -voz
Viki La Fuente - voz
Pauliña - voz
Rozalén - voz
Laura Nadal- piano
Maixa Lizarribar - trikitixa
Maite García - faltriqueira
Inés Vázquez- voz
Erika Vázquez - voz
Batukadas: Sambajes, Batu-kas, Diversikas y Contrabloko

La canción “Alma Guerrera, Ni Una Menos” habla sobre la revolución que las mujeres del todo el mundo están llevando a cabo. La lucha feminista.

BOIKOT como grupo protesta, quieren ofrecer un homenaje a las víctimas y denunciar enérgicamente, la normalización que desde los sectores informativos quieren transmitir a la población. Cuentan con diversas colaboraciones como Natàlia Pons y Mireia Matoses del grupo Pupil-les, Pauliña, cantante, Maite García, Faltriqueira, Maixa Lizarribar, Trikitilari, Zuriñe Hidalgo, cantante... (continua)
Grita lilbre tu alma guerrera
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:34
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Non una di meno

Ora che tu l'hai fatta finita
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:22
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Canción sin miedo

Testo riadattato in italiano dalla Malamurga

CANZONE SENZA PAURA
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:09
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La pillola va giù

anonimo
In tutto ciò che devi far
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 19:00
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A las mujeres

anonimo
ALLE DONNE
(continua)
inviata da Dq82 6/3/2021 - 18:50
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Tien An Men

Da una intervista ai CCCP:
MS : PER LA PRIMA VOLTA NELLA VOSTRA CARRIERA AVETE SUONATO PER UNA CAUSA. È SUCCESSO A FIRENZE, DOPO LA NOTIZIA DELLA STRAGE DELLA TIEN AN MEN...

CCCP : Coscientemente, razionalmente, abbiamo sempre rifiutato cose del genere che ci sembrano false alla radice. Ma dopo esser venuti a conoscenza del massacro in Cina, ci siamo trovati in un clima di emotività totale, come se fosse morta una parte di noi. Suonare a Firenze ha avuto un valore rituale, per riuscire ad esprimere il dolore che provavamo e che, altrimenti, sarebbe rimasto muto, aggrovigliato tra rabbia e lacrime dentro di noi.
Ta-Yung 6/3/2021 - 08:15
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Maometto a Milano

(2017)
Album: Infedele

Un vero e proprio cortometraggio che strizza l’occhio al cinema d’autore (lo stesso Ang Lee, Inarritu) e che prova ad utilizzare gli stilemi tipici di certa video-propaganda ma ribaltandone completamente il messaggio. Se il testo della canzone scritta da Colapesce provava a girare al contrario gli stereotipi con cui di solito noi italiani siamo soliti giudicare gli stranieri che vivono nel nostro paese (in quel caso l’arabo a Milano è proprio Lorenzo che usa il suo sentirsi fuori contesto in un posto dove intorno a lui tutti sembrano essere perfetti proprio per provare a raccontare il modo tutto particolare in cui siamo abituati a vivere la spiritualità al giorno d’oggi), il video prova a fare lo stesso, pur cercando di non essere per niente didascalico. Lo stereotipo ribaltato qui è quello di un contesto prettamente maschile, il contesto più maschile che si possa... (continua)
Una vita avventurosa
(continua)
5/3/2021 - 17:58
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Gang: A volte

Gang

2020
Ritorno al fuoco
fuoco

Fra i tanti banditi e fuorilegge presenti nel disco – intesi nel senso letterale di chi combatte la legge per riaffermarne il principio – c’è spazio anche per una ballata acustica e molto autobiografica, intitolata A volte e che, al primo ascolto, sembra uscita direttamente dalla penna di Dario Canossi e dei suoi Luf; un bel ritratto della figura del cantautore, ma soprattutto delle forze e delle fragilità che ne costituiscono il suo essere uomo prima ancora che artista
Radio Flâneur

MARINO SEVERINI - Voce
JONO MANSON - Chitarra acustica, chitarra tenore
CHAR ROTHSCHILD - Fisarmonica, dobro
JON GRABOFF - mandolino
A volte apro il cielo
(continua)
inviata da Dq82 5/3/2021 - 16:17
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Gang: Amami, se hai coraggio

Gang

2020
Ritorno al fuoco
fuoco

Nonostante l’impegno sempre ben presente nei loro brani, anche i Gang sanno scrivere canzoni d’amore: Amami se hai coraggio è per l’appunto un’ottima ballata che celebra i sentimenti con forti influenze soul che riportano alla mente la splendida Più forte della morte è l’amore, mentre il testo cita direttamente altri due titoli del canzoniere dei Gang, ovvero Io e te e la meno nota Il tempo in cui ci si innamora
Radio Flâneur
In fondo agli occhi
(continua)
inviata da Dq82 5/3/2021 - 16:02
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Azadi

2020
Ritorno al fuoco
fuoco

La traccia finale di Ritorno al fuoco è Azadi, una parola urdu che rappresenta un concetto da sempre caro ai Gang e molto presente anche in questo nuovo album: libertà! Sostenuta da un’intro piena di strumenti etnici, Azadi è, per citare ancora una volta le parole di Marino Severini, “un inno, una preghiera, ma anche un grido che ha invaso le strade del Kashmir contro quella che è considerata l’occupazione indiana e che poi ha trovato eco per le strade dell’India nella voce degli oppositori al nazionalismo indù”. Azadi è dunque il canto finale di chi da sempre difende la propria terra, quello con cui in questo nuovo lavoro si concludono le danze attorno al fuoco prima di andare a dormire, un modo per darsi la buonanotte certi che, nella resistenza per una libertà tanto agognata, il mattino seguente sarà migliore della giornata appena trascorsa
Radio Flâneur
E’ notte e il fiume canta sotto le stelle,
(continua)
inviata da Dq82 5/3/2021 - 09:36
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In bocca al lupo

2014
One Colour More

La canzone narra del linciaggio di 11 italiani avvenuto il 14 marzo 1891 a New Orleans.
Si veda Dago
The damp air carried the smell of musty cotton
(continua)
inviata da Dq82 5/3/2021 - 09:14
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Penso positivo

A Sanremo, Fulminacci con Lundini e Roy Paci in una divertente versione di "Penso Positivo" con digressioni surreali di Lundini sulla "grande chiesa"
Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa
(continua)
4/3/2021 - 22:54
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Angelita di Anzio

Il mio caro papà nel 64 mi regalò il giradischi e il 45giri di "Angelita di Anzio " ogni volta che sentiva questa canzone piangeva. Lui reduce della guerra in Africa. Ascoltandola in questi giorni ho pianto anch'io. E penso quanto sia fortunata la nostra generazione fino ad ora senza guerrea. Dedico al mio papà che da 50 anni di trova in cielo con la piccola Angelita .
Roselda 50 4/3/2021 - 22:21
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Dago

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi


Inizio con “ DAGO” , una canzone popolare. Una canzone che “mira” innanzitutto a tenere viva la Memoria, la Nostra, quella dei Vinti e che quindi fa una storia diversa da quella dei vincitori. E per farlo ci porta indietro, sui nostri passi , su quel cammino eterno che è la nostra Emancipazione o Riscatto e che ci conduce verso l’orizzonte della Liberta ‘.
La storia in poche parole , è quella di un eccidio. 14 marzo 1891 a New Orleans. Una folla di cittadini assalì la prigione locale e uccise 11 immigrati italiani, in particolare siciliani. Secondo le fonti a partecipare al linciaggio furono dalle 3.000 alle 20.000 persone , rendendolo uno dei più ingenti linciaggi di massa della storia degli Stati Uniti.

E‘... (continua)
In piedi si alzarono i giurati
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 19:42
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Concetta

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi


27 giugno 2017: nella sede dell’Inps di Torino Nord, in corso Giulio Cesare 290, una donna si cosparge di alcol e si dà fuoco. È Concetta Candido, di mestiere faceva l’addetta alle pulizie in una grande birreria di Settimo
Torinese, inquadrata in una cooperativa inventata e presieduta dagli stessi titolari della birreria. Da sei mesi Concetta è stata licenziata. Così, senza lavoro, senza liquidazione e con il sussidio di disoccupazione che per un disguido burocratico non arriva, Concetta giunge all’apice della disperazione. Per questo sceglie il fuoco come forma di pubblica protesta. Si procurerà ustioni di terzo grado sul 27% del corpo e lotterà tra la vita e la morte per mesi. La attende un percorso di lenta... (continua)
Pioggia di case, ruggine sui fiori
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 19:34
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El Pepe

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi


Io credo che la prima cosa che un vero leader deve avere è ...LO STILE !!! ( ve lo dice uno che è Figlio della "Rivolta dello Stile " !
PEPE MUJICA ha Stile da vendere, credo di non aver mai visrto un leader con cosi' tanto...STILE ! E in piu' ha tutti i fiori della Parola..

La canzone è una sorta di “inno alla gioia”, alla coralità, alla condivisione, all’Unita’ ritrovata nella profezia “politica”di José Alberto Mujica Cordano, uno degli ultimi Giganti che camminano sulla Terra. “ El Pepe parla / e Tutto torna / il Pane il Sole la Vita e LA SPERANZA “..Ecco, io credo di aver detto tutto quello che c’è da dire su Pepe Mujica in questi pochi versi di una canzone…almeno per quello che mi riguarda.
El Pepe... (continua)
Sono di zucchero i suoi pensieri
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 19:21
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Un treno per Riace

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi



Partiamo sempre con un “piano lungo” come si dice nel gergo cinematofrafico…usando magari un dolly in modo che dall’alto lentamente scendiamo verso il primo piano…(non amo nel cinema le inquadrature dall’alto con i droni, ..quello è lo “sguardo degli angeli” che abbiamo rubato…)
Ebbene…siamo nei primi anni 60, a Big Sure, sulla costa della California, e quello che “ vediamo” è un casotto , un semplice capanno….mi sembra color blu, come l’oceano che è di fronte..
In sostanza quell’insignificante , in apparenza, “casotto blu , divenne all’inizio degli anni 60, il “luogo dell’anima “ di un’intera generazione. Attraverso il romanzo di Kerouac , “ Big Sur”, milioni di giovani di tutto l’occidente , considerarono... (continua)
Con la pioggia e con il vento, con la luna e con le stelle,
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 19:10
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Rojava Libero

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi


“Rojava Libero” sta a “RITORNO AL FUOCO“ come “Libre El Salvador” sta a “Tribes Union“.
In questo ultimo disco ho voluto cantare 4 “Utopie“ che, negli ultimi tempi, si sono realizzate, si sono “storicizzate”, materializzate, nella Storia dell’Umanità. Ma anche 4 Grandi CHIAMATE alle quali il nostro Paese, come gran parte dell’Occidente, ha in gran parte, disertato…almeno fino ad ora.

La nuova Intifada del Kashmir in “AZADI”, gli orrori che i governi indiani da anni perpetrano in questa regione ai confini col Pakistan, di cui in Italia non si sa e non si dice niente di niente…La regione piu’ militarizzata del mondo, coprifuoco migliaia di arresti, incursioni notturne nei villaggi, sparizioni forzate, pestaggi... (continua)
Fiore del deserto, terra del tramonto, ultima preghiera,
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 18:16
Percorsi: Dal Kurdistan
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La Banda Bellini

2020
Ritorno al fuoco

La Banda Bellini - Via Modesta Valenti - Rojava Libero - Amami se hai coraggio - Un treno per Riace - A volte - El Pepe - Concetta - Dago - A Pa' - Azadi


A dir la verita’ “ La Banda Bellini “ è una canzone che mi “ girava intorno” da molti anni, diciamo dalla meta’ circa degli anni ’90. Allora era ancora vivo il ricordo delle gesta della Banda soprattutto a Milano fra i compagni che avevano militato nelle organizzazzioni extra-parlamentari del Movimento..e spesso mi capitava di sentirmi dire “ i Gang dovrebbero fare uuna canzone sulla Banda Bellini ..” e poi giu’ a raccontare aneddoti ed episodi legati a “quella storia” che stava ormai per diventare leggenda…Lo stesso Claudio Trotta , ai tempi in cui lavoravamo con la sua agenzia, la Barley Arts,, piu’ volte ci consiglio’ di cambiare il nome Gang in La Banda dei fratelli Severini, perché in qualche modo riecheggiava... (continua)
Lambrate, il Casoretto,
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 16:53
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Waiting on a War

«Da bambino cresciuto nella periferia di Washington DC, ho sempre avuto paura della guerra. Avevo incubi di missili nel cielo e soldati nel mio cortile, molto probabilmente originati dalla tensione politica dei primi anni '80 e della mia vicinanza al Campidoglio. La mia giovinezza è trascorsa sotto la nuvola oscura di un futuro senza speranza.
Lo scorso autunno, mentre accompagnavo mia figlia di 11 anni a scuola, si è rivolta a me e mi ha chiesto "Papà, ci sarà una guerra?". Il mio cuore è affondato nel petto mentre guardavo nei suoi occhi innocenti, perché ho capito che ora viveva sotto quella stessa nube oscuradi un futuro senza speranza che avevo provato 40 anni fa.
Quel giorno ho scritto "Waiting On a War". Ogni giorno aspettando che il cielo cada. C'è di più in questo di quello? C'è di più in questo che aspettare solo una guerra? Perché ho bisogno di più. Noi tutti ne abbiamo bisogno.
Questa canzone è stata scritta per mia figlia, Harper, che merita un futuro, proprio come tutti i bambini»
Aspetto una guerra da quando ero giovane
(continua)
inviata da Dq82 4/3/2021 - 16:28
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Santa Marinella

Accidenti, non sapevo che fosse una canzone impegnata!
Letizia la ex ragazza che ti vizia 4/3/2021 - 15:01
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Camarade Président

2019
Album: Libertaire
Dis-moi quel est ce monde que je ne comprends plus
(continua)
inviata da Daniel(e) Bellucci, Nizza, 04.03.2021 4/3/2021 - 10:12
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Rame

Sublime

Ainsi parle M.Y
3/3/2021 - 20:11
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Non posso continuare

Chanson italienne – Non posso continuare – Le Mosche da Bar – 2009


Dialogue maïeutique

Toujours, Lucien l’âne mon ami, ces histoires de différences entre la chanson originelle – ici, Non posso continuare – et sa version française ; du moins, la mienne. Non, ce n’est pas une traduction, elle n’en a ni la qualité ni la rigueur ; non, ce n’est pas non plus, une adaptation, elle ne cherche pas à adapter quoi que ce soit à quoi que ce soit.

Alors, dit Lucien l’âne, cette tienne version, que veut-elle être ?

Quel italianisme, Lucien l’âne mon ami. Cela dit, elle ne veut pas grand-chose. Elle veut être une version française ; celle que je fais pour mon plaisir. Vian disait : « Si j’écris des vers, c’est que ça m’amuse », et c’est aussi ma façon de faire pour comprendre. Même si je sais l’écart qui se creuse à chaque fois de lui-même et celui que j’ajoute. L’essentiel, c’est que j’en sois satisfait.

Et... (continua)
ON NE PEUT PAS CONTINUER AINSI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/3/2021 - 17:23
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Filastrocca per il Giorno della Memoria

Ogni anno il 27 gennaio si celebra il "Giorno della Memoria" per commemorare le vittime della Shoah. Ecco una significativa filastrocca, scritta da Mimmo Mòllica, per ricordare questo importante giorno.

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz: tale liberazione è considerata simbolo universale della tragedia dell'Olocausto, per tutta l'Europa.

«Tanto grande è il rischio di dimenticare, che occorrerebbe un anniversario di Auschwitz al giorno», scrive Elisa Springer, scrittrice di origine ebraica, superstite dell'Olocausto.

«Meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi» (Primo Levi).

La «Filastrocca per il Giorno della Memoria» - Nostrofiglio.it
Non ci sono razze superiori,
(continua)
inviata da River 3/3/2021 - 16:28
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Filastrocca della donna e della mimosa

La «Filastrocca della donna e della mimosa» è stata scritta da Mimmo Mòllica in occasione dell'8 marzo, «Giornata internazionale dei diritti della donna», festa della donna. Al centro sono le conquiste sociali e politiche ottenute dalle donne, ma pure le discriminazioni e le violenze subite, di cui in molte parti del mondo le donne sono tuttora oggetto. L'8 marzo è una Festa importante, e il raggiungimento della effettiva parità di genere è l'obiettivo. Perché la mimosa? L'8 marzo 1945 l'Unione delle Donne, in Italia, volle celebrare la prima giornata della donna. Finita la guerra - poi - l'8 marzo 1946 questa festa fu celebrata in tutta l'Italia e la mimosa fece la sua prima comparsa come simbolo.
L'idea fu di tre donne: Teresa Noce, Rita Montagnana, moglie di Palmiro Togliatti, e Teresa Mattei, pedagogista e partigiana. Durante un corteo femminista venne distribuita la mimosa appena fiorita... (continua)
A maggio fioriscono le rose,
(continua)
inviata da River 3/3/2021 - 16:16
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Dear Mr. President

1992
I'm looking outside of my windows
(continua)
3/3/2021 - 02:37
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Kalašnjikov

Ciao
Zoki e Zorice soono diminutivi (il secondo anche vocativo) del nome proprio femminile, molto comune in Serbia, Zorica (pron. Zoritsa)
Alessandro 2/3/2021 - 23:07
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L'Internationale

INGLESE / ENGLISH 11
La riscrittura della 1a strofa e del ritornello di Len Wallace
A rewriting of the 1st verse and refrain by Len Wallace



"For many years I remained faithful to the original with small changes to the original simply because it is a part of working class fighting history. And I say shame to those who consider themselves revolutionaries who do not know the words. Songs, poetry are action. And you cannot change the world if you are afraid to sing. So, to this end, I offer a new version of the first verse that hopefully remains faithful to the message of Pottier's original (utilising in part the work of others). It is not there to replace the original, but to make all consider what we are fighting for." - Len Wallace.
Arise you workers from all nations
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/3/2021 - 18:05
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Deserto d'Africa

La canzone è dedicata alla triste vicenda di Patrick Zaki
Deserto d'Africa
(continua)
inviata da silva 2/3/2021 - 10:44
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Pasolini

Pasolini venne espulso dal PCI
(continua)
inviata da Alberto Scotti 2/3/2021 - 00:12
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Mia bella ciao

A noi ci chiamano giganti
(continua)
inviata da Alberto Scotti 1/3/2021 - 23:57




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