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La mère de l'officier

La mère de l'officier
[2006]
Parole e musica di Matthieu Côte, bravo musicista e cantautore francese, scomparso prematuramente all’inizio della sua promettente carriera solista.
Nel suo unico album eponimo.
Un p'tit garçon, les cheveux blonds, la tête d'un ange
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 23:58
Percorsi: Eroi
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Qu'est-ce qu'ils sont cons

Qu'est-ce qu'ils sont cons
[2006]
Parole e musica di Matthieu Côte, bravo musicista e cantautore francese, scomparso prematuramente all’inizio della sua promettente carriera solista.
Bella anche l’interpretazione-omaggio che ne ha dato la cantante di origine guatemalteca, ma naturalizzata francese, Carmen Maria Vega.
On leur dit des efforts, ils disent ok
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 23:35

C'est les journaux qui nous l'ont dit !

anonimo
C'est les journaux qui nous l'ont dit !
[fine 1915, inizio 1916]
Canzone parodistica composta da anonimo “pioupiou” francese sprofondato nel fango di una trincea nei pressi di Tilloloy , Somme.
Sull’aria de “Le pendu (de Saint Germain)” di Maurice Mac-Nab, 1891.
Il brano è riportato nel progetto storico-musicale di Denis Le Vraux e Annic Pezé intitolato “Chansons pour une ville en guerre”, dedicato alla Grande Guerra come vissuta a Trélazé nella Loira.

Su cosa dicono e non dicono i giornali di regime quando soffiano i venti di guerra.
Ne sappiamo qualcosa anche noi, oggi che si combatte alle nostre frontiere assediate da orde di feroci pirati saraceni... E pensare che qualche cretino crede ancora alla balla che siano profughi in fuga da guerre e carestie cui i paesi occidentali, come il nostro, avrebbero pure dato un pesante contributo nel passato remoto e prossimo... bah!
Faut pas croire que vous faîtes la guerre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 23:00

Chant de revolte de ce 14 Juillet

Chant de revolte de ce 14 Juillet
[1910]
Versi di Gaston Couté pubblicati su “La Guerre Sociale” (numero dal 13 al 19 luglio 1910), settimanale socialista, anarchico e antimilitarista.
Ne “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale in cinque volumi delle sue opere realizzata dalle edizioni “Le vent du ch'min” tra il 1976 ed il 1977 e riedita nel ‎‎2013 dalle edizioni “La Matière Noire”.

Da cantarsi sull’aria de “La Marseillaise” di Rouget de Lisle (1792)

Una Marsigliese che dalla Rivoluzione, passando per la Comune, giungeva alle nefandezze del potere al tempo di Couté, il quale morì molto giovane ma almeno in tempo per non assistere allo scempio della Grande Guerra che già si stava preparando e in cui sarebbero andati straziati milioni di “petits pioupious”.
La rude épaule populaire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 15:44

Ma vigne pousse

Ma vigne pousse
Versi di Gaston Couté, da “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale in cinque volumi delle sue opere realizzata dalle edizioni “Le vent du ch'min” tra il 1976 ed il 1977 e riedita nel ‎‎2013 dalle edizioni “La Matière Noire”.

Ignoro su quale aria sia stata pensata o se abbia avuto una musica propria, ma trovo raramente questa canzone nelle discografie attinenti Couté, soltanto nel disco intitolato “Ma fille a mal tourné” realizzato nel 1981 da Claude Antonini.

Il vino è un tema, anzi, un personaggio ricorrente nella poetica di Couté. Basti pensare a canzoni come Après vendanges e Nouveau Crédo du paysan, dove l’autore si era fatto portavoce delle lotte dei vignaioli poveri della Champagne, sfruttati e truffati dai ricchi proprietari e commercianti.
Se altrove il vino consente di alterare nella sbronza una realtà di miseria diversamente insopportabile, qui la vigna diventa... (continua)
Je compte bientôt soixante vendanges,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 13:53
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La chanson des corbeaux

La chanson des corbeaux
Versi di Gaston Couté, da “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale delle sue opere pubblicata in cinque volumi dalle edizioni “Le vent du ch'min” tra il 1976 ed il 1977 e riedita nel ‎‎2013 dalle edizioni “La Matière Noire”.
Ignoro su quale aria sia stata pensata o se abbia avuto una musica propria, ma trovo raramente questa canzone nelle discografie attinenti Couté, soltanto in “Max Boyer chante Gaston Couté” del 2012 e nel repertorio di Jean-Luc Bansard del Théâtre du Tiroir di Laval, Loire.

Chi sono i corvi neri? Mica solo quelli che si mangiano il grano appena seminato, ma anche poliziotti e giudici (i signori della Legge e della “Giustizia”), i potenti e i signori della guerra (corvi crudeli), e i preti (i mercanti di preghiera)…
Ma verrà il giorno in cui il popolo oppresso caccerà e ucciderà i corvi neri a colpi di zoccolo, di falce, di accetta per difendere il proprio grano, i propri beni, i propri figli.
Dans le matin clair où meurt sa chanson,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 13:18
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Epitaph on a Tyrant

Epitaph on a Tyrant
TYRANNIN MUISTOKIRJOITUS
(continua)
inviata da Juha Rämö 9/6/2015 - 11:16

La petite fleur bleue

La petite fleur bleue
[1911]
Versi di Gaston Couté pubblicati su “La Guerre Sociale” (numero dal 21 al 27 giugno 1911), settimanale socialista, anarchico e antimilitarista.
Il 28 giugno Gaston Couté moriva a poco più di 30 anni…
Sull’aria di “Ça fait toujours plaisir!” (credo si tratti di una canzone satirica di Jules Moinaux, 1881)

“Dimanche, dans tous les quartiers de Paris, on vit des dames mûres, des dames élégantes et des petites jeunes filles insister auprès de chacun pour lui vendre une Fleur bleue montée en épingle — « Pour nos soldats du Maroc — disaient-elles — et pour les agents victimes du devoir ! »”
(Introduzione da “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale delle opere di Couté.)


Canzone che fa il paio con La Marseillaise des requins, entrambe dedicate alla guerra coloniale francese in Marocco…
Gaston Couté ammette di essere stato una “pera”, uno stupido, quando ha dato... (continua)
Les deux mains dans mes poches,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 11:11

Pitou lit “La Guerre Sociale”

Pitou lit “La Guerre Sociale”
[1911]
Versi di Gaston Coutè pubblicati sul settimanale socialista rivoluzionario ed anarchico “La Guerre Sociale”, numero dell’11-17 gennaio.
Sull’aria de “L'anatomie du conscrit”, fonoscena (un breve filmato cinematografico muto sincronizzato con un’incisione fonografica) diretta nel 1905 da Alice Guy, con il cantante Polin (Paul Marsalés, 1863-1927) che intona un pezzo “comique troupier” nei panni del “pitou”, termine che normalmente viene usato ad indicare un cane bastonato ma che all’epoca designava anche il soldatino di fanteria, la carne da cannone.
Testo trovato su “L’Intégrale du Vent du Ch’min”, pubblicazione integrale delle opere di Couté.

Canzone, per così dire, pubblicitaria in favore de “La Guerre Sociale”, settimanale socialista, rivoluzionario, anarchico e antimilitarista fondato nel 1906 da Gustave Hervé, Miguel Almereyda (nome di battaglia dell’anarchico Eugène Bonaventure... (continua)
Aussi vrai que j'm'appell' Pitou
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/6/2015 - 09:07
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I Am the War

I Am the War
No emotions to take your life
(continua)
inviata da Matt 8/6/2015 - 20:49
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Another Holy War

Another Holy War
Imaginations From The Other Side - 1995
I am god
(continua)
inviata da Matt 8/6/2015 - 20:42
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Mordere i sassi

Mordere i sassi
2015
Piccole storie
(Alessandro Sipolo, Luisa Moleri, Giorgio Cordini)
Feat. Marino Severini


I silenzi di Monte Sole - Angelina - Il battello del Lago d'Iseo - Mordere i sassi - La notte dei fondi - Sogno di Natale - Cevo 3 luglio 1944 - Occhi nocciola - Respiro di pace


Ritorna il trio Moleri, Cordini, Sipolo. L’ospite di turno è Marino Severini, fondatore dei Gang. Giorgio ha sempre creduto nelle collaborazioni: in questo CD non è mai solo; i suoi compagni di viaggio lo accompagnano discreti e sapienti permettendogli di esprimersi al meglio. Credo che se non ci fossero stati questi bellissimi testi realizzati da mia moglie Luisa, il nuovo CD Piccole storie non avrebbe mai visto la luce. Le immagini a volte così realistiche, altre volte fantasiose, le metafore e le descrizioni così intense e profonde dei suoi testi, sono state per me lo stimolo vero per comporre nuove musiche o per... (continua)
Mordere i sassi, i sogni son martelli
(continua)
inviata da dq82 8/6/2015 - 17:55
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Nouveau Crédo du paysan

Nouveau Crédo du paysan
[1911]
Versi di Gaston Couté, sull’aria de “Le Crédo du paysan” di Gustave Goublier
Pubblicati nell’aprile 1911 su “la Guerre sociale”, giornale dei socialisti rivoluzionari ed anarchici stampato tra il 1906 ed il 1916.
Testo trovato in Gaston Couté, “ poète beauceron ”, et la révolte des vignerons marnais en 1911, di Christian Lassalle.

Una delle tre o quattro canzoni che Gaston Couté, poche settimane prima di morire, dedicò alla grande insurrezione dei “cossiers”, i vignaioli della Champagne, piegati dalle annate cattive e dalle frodi dei grossisti i quali, piuttosto che pagare di più le uve, ricorrevano al taglio con quelle acquistate in comprensori esterni alla denominazione d’origine.
Seguito – seppur con motivazioni differenti - della rivolta del 1907 dei viticoltori della Languedoc, quella di Gloire au Dix-septième di un altro Gaston, Gaston Montéhus.
Bon paysan dont la sueur féconde
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/6/2015 - 15:25
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Après vendanges

Après vendanges
Versi di Gaston Couté interpretati da Gérard Pierron e Bernard Meulien (1976), Le P'tit Crème (1997), Pierrot Noir e Christian Deschamps (2003), Claude Antonini (2007).
Testo trovato su Gaston Couté (1880-1911) le gâs qu'a mal tourné...

… e mentre bevo e mi sbronzo mi tornano in mente le preghiere che da bambino recitavo tutte le sere, al buon Dio e alla sua cricca, e gli insegnamenti del maestro a scuola, Proprietà, Patria, Onore e Rispetto della Legge… Ma oggi so che tutto questo è pura menzogna e che al mondo ci sarà sempre miseria finchè i cagnacci grossi continueranno a poter mangiarsi i piccoli… E allora, fratelli miei, siccome io vedo bene che non ho diritto al pane, lasciatemi almeno il diritto al sogno, il dolce sogno di una sbronza…
V'là les pesans qu'ont fait vendanges !
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/6/2015 - 13:30
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I silenzi di Monte Sole

I silenzi di Monte Sole
2015
Piccole storie
(Alessandro Sipolo, Luisa Moleri, Giorgio Cordini)
Feat. Alessandro Sipolo


I silenzi di Monte Sole - Angelina - Il battello del Lago d'Iseo - Mordere i sassi - La notte dei fondi - Sogno di Natale - Cevo 3 luglio 1944 - Occhi nocciola - Respiro di pace


Apre tutto il lavoro e accoglie il primo ospite, Alessandro Sipolo il quale, oltre a donare la sua voce, partecipa alla scrittura del testo insieme a Luisa Moleri. È un inizio che cattura; racconta della strage di Marzabotto… Nello scrivere questa frase, capisco già di aver sbagliato approccio. Non è questo che arriva, non è questo quello che sento. Per entrare nel ‘dolore’ dovete immergervi nel testo; lo dovete volere fortemente, altrimenti la musica coprirà ogni impegnata riflessione regalandovi una melodia che entrerà nelle vostre teste, consegnando così al CD due diverse chiavi di lettura: quella più leggera,... (continua)
I passi sul sentiero a Monte Sole
(continua)
inviata da dq82 8/6/2015 - 13:13
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Kamikaze

Kamikaze
2013
Eppur bisogna andare

Viaggio interiore verso una morte violenta e distruttrice. Scritta nel 2003, ispirata dalle guerre d'Afghanistan e Iraq, la canzone parla di una scelta allo stesso tempo disperata e "logica", figlia dell'impotenza di fronte al dolore della propria gente. Il brano contesta la retorica "occidentale" che descrive il kamikaze come un essere disumano e irrazionale presentando la sua decisione come sofferto gesto di protesta contro una guerra impari, subita senza possibilità di replica.
Nei ventri vuoti il rancore
(continua)
inviata da dq82 8/6/2015 - 12:59
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Les p'tits chats

Les p'tits chats
Poesia di Gaston Couté, interpretata in canzone da Jacques Lambour, Gérard Pierron e Bernard Meulien (1976), Vania Adrien Sens (1976), Claude Féron (1998), Christian Deschamps (2003).
Testo trovato su Gaston Couté (1880-1911) le gâs qu'a mal tourné...

La miseria e le sue vittime, le donne e i piccoli, bimbi o gattini che siano… E, insieme, un’altra miseria, quella dell’ipocrisia anti-abortista.
Alla faccia di tutti quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”… Qualche anno fa un vecchio del mio paese mi raccontava di come, quando lui era giovane, fosse frequente che certi neonati sparissero… Si trattava soprattutto di femmine e di bambini nati fuori dal matrimonio, spesso da stupri consumati dietro le quiete mura domestiche… Alle madri veniva detto che il bimbo non era sopravvissuto al parto ma tutte sapevano che aveva fatto la fine dei gattini…
Hier, la chatt' gris' dans un p'quit coin
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/6/2015 - 12:55
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Prison Sex

Prison Sex
L'anonymous contributore mostra di non capire bene l'inglese e nemmeno si è sforzato più di tanto di trasmettere il senso di questo brano, limitandosi ad un brutale copia incolla che nel testo conserva addirittura un *, rimando a chissà quale nota non riportata.

E comunque la canzone non c'entra nulla con il percorso "Dalle galere del mondo", semmai con quello della "Violenza sull'infanzia". Si tratta infatti di una canzone molto esplicita che l’autore, Maynard James Keenan, riassunse ancora più esplicitamente quando i discografici cercarono di mettere in commercio una maglietta di “Prison Sex” senza l’autorizzazione della band: “Do you know what that song's about? It's about getting fucked in the ass as a little kid.” (intervista ad Adam Jones – altro membro dei Tool e autore del disturbante video ufficiale che accompagnava il brano - a Revolver Magazine.)

La maglietta non fu realizzata.
Bernart Bartleby 8/6/2015 - 10:59
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Trilussa: Giordano Bruno

Trilussa: Giordano Bruno
Trilussa
Tratto da "I sonetti", 1909
Fece la fine de l’abbacchio ar forno
(continua)
inviata da Luca 'The River' 8/6/2015 - 10:20
Percorsi: Giordano Bruno
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Un re umanitario

Un re umanitario
Musica di Doc Pippus
Er giorno che Re Chiodo fu costretto
(continua)
inviata da adriana 8/6/2015 - 09:22
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Replica

Replica
JÄLJENNÖS
(continua)
inviata da Juha Rämö 8/6/2015 - 09:12
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L'Italia a nudo

Un omaggio ai garibaldini, all'immaginifico Giacomo Casanova ( capace, tra alti e bassi, di fuggire di prigione, di conoscere e farsi conoscere da Rousseau, Voltaire, Madame de Pompadour, Mozart, Benjamin Franklin, Caterina II di Russia, Federico II di Prussia, di battersi in un duello con pistola con un conte polacco e di batterlo, di citare a memoria i più grandi classici delle letteratura greca, latina, italiana, francese, di esportare il gioco del lotto in Francia, dimostrandone matematicamente la convenienza economica per lo stato organizzatore, di essere suonatore di violino in teatro, di probabilmente inspirare il librettista Lorenzo Da Ponte nella stesura del Don Giovanni di W.A.Mozart, di essere autore di varie opere letterarie e anche di qualche pubblicazione matematica oltre che di un best-seller della letteratura mondiale .... ) e soprattutto un omaggio al discretissimo eroismo... (continua)
L'Italia è ... L'Italia pare ...
(continua)
inviata da ZamboNoise 8/6/2015 - 02:11
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La fabbrica del tondo

Quanta gente si sente e si autocolloca al centro del mondo...
Ma il mondo è sempre un ... "problema tondo" e tende a essere sfuggente, come un pò del resto tutti gli oggetti che hanno a che fare col pigreco e che quindi hanno bisogno di una qualche formula per essere ben definiti e inquadrati.

E le formule matematiche non sono altro che vere Macchine: vi si inserisce una materia prima,per es. un raggio, e loro restituiscono cioè fabbricano un prodotto finale diverso e specifico secondo la macchina-formula usata (e secondo il numero "n" di dimensioni in cui ci siamo cacciati).
Insomma il discorso si può ampliare e complicare non poco, e forse un pò più di umiltà , nel tondo mondo, converrebbe a tutti...
Il Tondo è la regola del Mondo,
(continua)
inviata da ZamboBoise 8/6/2015 - 00:52
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Amenon zero

(Zero-Mono-PoliTeismo).
Canzone laica, basata sull'idea che il monoteismo si è da tempo ormai palesato come una delle più basse forme di spiritualità possibile, con un bilancio tra tutti gli eventuali pro e contro decisamente scadente.
La spiritualità, comunque la si voglia vedere e considerare, è davvero tutta un'altra cosa.
A me non piacciono i MonoTeisti,
(continua)
inviata da Giuseppe Attili ( ZamboNoise) 8/6/2015 - 00:16
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Mein Michel

anonimo
Mein Michel
Chanson française – Mein Michel – Anonyme – 1919

Chanson populaire de protestation contre la domination de l'église et de la noblesse, mais aussi contre la faim. Elle remonte à la période prérévolutionnaire à la fin de la Première guerre mondiale.
« De la période de la première guerre mondiale impérialiste, on trouve beaucoup de chansons. La chanson antimilitariste « Mein Michel » fut diffusée sous forme de manuscrit en 1919, après la guerre. »
Musique écrite par le compositeur Konstantin Julius Becker (1811-1859) pour le poème « Du hast Diamanten und Perlen » de Heinrich Heine.



Quelques mots cependant me semblent nécessaires pour mettre en évidence un élément caractéristique des Chansons contre la Guerre et j'imagine, mon ami Marco Valdo M.I., que tu ne trouveras rien à y redire. Cet élément dont je parle est le fait qu'il y a à l'intérieur de cet organisme (j'entends « organisme »... (continua)
MON MICHEL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/6/2015 - 21:50
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Foi no sábado passado

Foi no sábado passado
c´é un sbaglio tremendo con questa canzone "foi no sabado passado". nella realtá la canzone che si trova in tuttta la net si chiama "foi na cidade do sado". vi prego fare una comparazione fra una e l´altra per capire che sono due canzone diverse.
jose barbosa 7/6/2015 - 21:07
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Sacrificium

Sacrificium
In this dark cell
(continua)
7/6/2015 - 20:18
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The Watcher

Hate - Greed - Worlds turn to ashes
(continua)
7/6/2015 - 19:28
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La madre del partigiano

La madre del partigiano
Interpretata per il 70° della Liberazione dalla Banda POPolare dell'Emilia Rossa

Paolo Brini 7/6/2015 - 18:25
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Cevo 3 luglio 1944

Cevo 3 luglio 1944
2015
Piccole storie
(Michele Gazich, Luisa Moleri, Giorgio Cordini)
Feat. Claudio Lolli


I silenzi di Monte Sole - Angelina - Il battello del Lago d'Iseo - Mordere i sassi - La notte dei fondi - Sogno di Natale - Cevo 3 luglio 1944 - Occhi nocciola - Respiro di pace



L’INCENDIO DI CEVO IL 3 LUGLIO 1944
Una cronologia di contesto e alcune testimonianze

LA NASCITA DELLA RESISTENZA IN VALSAVIORE
Nell’autunno del 1943 si costituirono in Valle Camonica i primi nuclei di un’opposizione armata al regime fascista. Durante il mese di settembre si svolsero alcune riunioni clandestine, per definire le linee organizzative e stabilire le direttive Tra i promotori ricordiamo Don Carlo Comensoli, Antonino Parisi, Angelo Gemmi.
Sorsero due centri che coordinavano tutti i partigiani camuni: uno tra Darfo e Cividate e l’altro in Valsaviore a Cevo.
Riguardo a Cevo così scrive Nino Parisi:
“Nei... (continua)
Sulla porta la fionda e i sassi di fiume
(continua)
inviata da dq82 7/6/2015 - 15:50
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Martyr of the Free Word

Martyr of the Free Word
Album: Design Your Universe - 2009
Speaking in degradation
(continua)
7/6/2015 - 10:45
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Nightfall

Nightfall
Here it comes, the story of mankind's final glory
(continua)
7/6/2015 - 08:57
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Einkäufe

Einkäufe
Chanson allemande – Einkäufe – Kurt Tucholsky – 1919

Publié – sous le pseudonyme Theobald Tiger – le 21 décembre 1919 sur “Ulk”, revue satirique berlinoise ( que les nazis fermeront en 1933, après plus de soixante ans de publication ininterrompue).
Musique : Hanns Eisler
Interprète : Ernst Busch in « Ernst Busch Singt Tucholsky Und Brecht – Deutsches Miserere »

Un cochon tire-lire rose et gras ?

Tucholsky, évidemment, comment faire autrement ? Tu avais déjà donné une version française de ce Chant de Noël chimiquement corrigé d'Erich Kästner, qu'on apprend encore aujourd'hui en Allemagne dans les bonnes écoles. Deux journalistes, deux poètes, ceux-là. Ça ne m'étonne donc que très peu que tu les suives pas à pas.

Pour tout te dire, Lucien l'âne mon ami, j'aurais bien aimé les rencontrer en ces temps-là. Car de tels journalistes, aujourd'hui, je n'en connais pas et la chose, je pense, s'explique... (continua)
ACHATS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/6/2015 - 22:17
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Higgs Boson Blues

Higgs Boson Blues
Nie pamiętam, nic a nic
(continua)
inviata da Krzysiek 6/6/2015 - 04:08
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Ангел

Ангел
[2015]
Александр Зарецкий e Андрей Макаревич
da questa pagina
Как всё знакомо,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 6/6/2015 - 02:22
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Ο]ἰ μεν ἰππήων στρότον [Ode ad Anattoria / Frammento 16 V. - Ode to Anactoria / Fragment 16 V.]

Ο]ἰ μεν ἰππήων στρότον [Ode ad Anattoria / Frammento 16 V. - Ode to Anactoria / Fragment 16 V.]
d'après la version italienne de Gian Piero Testa de la version en grec moderne d' Odysseas Elytis d'une chanson grecque - Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον (Ode ad Anattoria /Frammento 16 V.) – s.d.

Célèbre chanson de la poétesse de Mytilène Σαπφώ, de Sappho de Lesbos, qui vécut entre de VII et VIᵉ siècle (avant Zéro).
Que dire ? Qu'ajouter ? Dans une époque où dominait la musculature guerrière des mâles, Sappho avait osé en affirmer la vacuité, la bêtise, l'inutilité, l'absurdité face à l'Amour, qui est le seul à pouvoir donner un sens aux actions des hommes, à leurs vies.
Même cette grande « truie » d'Hélène, exemple commun d'adultère et de déshonneur familial et de cause de tous les maux, guerre comprise, est par Sappho non seulement réhabilitée comme victime innocente d'Aphrodite (alias Vénus, alias Cypris), mais montrée comme responsable de son choix, comme femme courageuse parce que libre dans... (continua)
ODE À ANATTORIA – UNE COLONNE DE CAVALIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 5/6/2015 - 22:22
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Uno, evviva Giordano Bruno (Socialismo trionferà)

Uno, evviva Giordano Bruno (Socialismo trionferà)
[1910-11?]
Canzone raccolta nel 1970 da Alessandro Portelli dalla voce di Alfredo Spinetti, detto “Dandolo”, classe 1900, vignaiolo di Genzano di Roma. L’informatore riferiva che sarebbe stata composta in carcere dai lavoratori arrestati durante uno sciopero nel 1910 o 1911.
Alfredo Spinetti era il padre di Silvano, detto “Cicala”, militante comunista, autore di Mo' che pure e pure di un paio di versioni del testo che segue attualizzate al secondo dopoguerra e agli anni 70.
In “Mira la rondondella - Musica, storia e storie dai Castelli Romani”, a cura di Alessandro Portelli, Squilibri editore, Roma 2012.

Il Canzoniere del Lazio, nell’album “Quando nascesti tune” del 1973, propose una versione che mescolava il testo originario riferito da “Dandolo” con alcune strofe della versione rimaneggiata dal “Cicala”.

Tra la fine dell'Ottocento e l'avvento del fascismo, Genzano fu spesso teatro... (continua)
Uno, evviva Giordano Bruno
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/6/2015 - 23:23
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107 Steps

107 Steps
[2000]
Scritta da Björk, Sjón (Sigurjón Birgir Sigurðsson, poeta scrittore e liricista islandese, compagno d’arte di Björk dai tempi de The Sugarcubes) e Lars Von Trier, il regista danese.

In “Selmasongs: Music from the Motion Picture Soundtrack Dancer in the Dark”, colonna sonora del dramma musicale di Von Trier intitolato “Dancer In The Dark”, interpretato dalla stessa Björk

E’ il brano che Björk/Selma interpreta con Siobhan Fallon Hogan/Brenda (una carceriera) alla fine del film, quando Selma, operaia immigrata negli USA dalla Repubblica Ceca, è condotta all’esecuzione per l’omicidio di un amico poliziotto che, per coprire i suoi forti debiti, le ha rubato tutti i risparmi faticosamente raggranellati per poter affrontare la malattia agli occhi di cui sono affetti lei e il figlio…
five, six, seven, eight, nine, ten,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/6/2015 - 14:16




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