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Juba

Un canto degli schiavi neri adattato da Bessie Jones (1902-1984), una cantante afroamericana scoperta da Alan Lomax - l’etnomusicologo ed antropologo cui si deve quasi per intero la conservazione dell’inestimabile patrimonio musicale folk americano - in un suo viaggio di studio nel 1959 in Georgia. Lomax la definì coma la “Madre Coraggio della tradizione afroamericana”.
Nel disco di Candie e Guy Carawan intitolato “Freedom Now - Songs For A New America” publicato nel 1968.





Poi anche nel disco di Bessie Jones “Step It Down: Games For Children By Bessie Jones” del 1979.

“Juba”, o “Pattin’ Juba” (“Djouba” ad Haiti) era prima di tutto una danza di antica origine africana che gli schiavi neri nella Guyana olandese, nei Caraibi e nel sud degli States ripresero ed adattarono forse già nel XVII secolo, quando l’uso di strumenti, in particolare a percussione, era severamente vietato e punito... (continua)
Juba, Juba,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/4/2015 - 21:21
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Tammurriata nera

io sono un appassionato dei dialetti Campani, quindi complimenti x il sito
Stefano Acierno 19/4/2015 - 20:11
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Mετανάστες


ΕΙΣ ΤΑ ΒΕΛΤΙΟΝΑ ΠΡΑΤΤΟΜΕΝ 







Questa pagina, costruita originariamente da Gian Piero Testa il 20 febbraio 2014, è stata integralmente restaurata e integrata il 19 aprile 2015.






This page, originally built by Gian Piero Testa on February 20, 2014, has been integrally restored and implemented on April 19, 2015.
CCG/AWS Staff 19/4/2015 - 19:18
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Białe róże (Rozkwitały pąki białych róż)

1918 (1914 – 1918)
Musica di Mieczysław Kozar-Słobódzki ispirata da una canzone popolare polacca
Testo di Jan Lankau, Kazimierz Wroczyński e autori anonimi

La canzone nata nei tempi della prima grande guerra e le lotte per l'idipendenza della Polonia in poco tempo è diventata uno dei canti patriotici più amati. Veniva cantata sui fronti della guerra polacco-bolscevica (1919-1921) e, più tardi ovvunque si trovassero i soldati polacchi durante secondo conflitto mondiale.
Le diverse versioni di questo canto e la storia delle sue origini si possono trovare qui http://bibliotekapiosenki.pl/Biale_roze
Rozkwitały pąki białych róż,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 19/4/2015 - 17:55

Rizitika

Antiwar Songs Blog
Nel 1971 il genio del musicista Yannis Markopoulos incontrò Nikos Xylouris, che del rizitiko, il canto tradizionale cretese delle “pendici” (ρίζες) delle alte montagne, era il massimo interprete vivente con la sua lira. Ne nacque un album storico, e non solo a Creta o in Grecia: Rizitika. Era un album contenente undici brani (nove canti […]
Antiwar Songs Staff 2015-04-19 15:35:00
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Strina d'u judeo

Bellissima, grandissimo messaggio! Se devo proprio trovare il pelo nell'uovo dico solo che il testo differisce dal dialetto "Vachitanu" .
Non voglio essere purista, ma......

Bellissimo l'arrangiamento del maestro Ferrante.
FS 19/4/2015 - 13:22
I Ριζίτικα [Rizitika] cretesi tradizionali proposti nel 1971 in uno storico album da Yannis Markopoulos e Nikos Xylouris sono stati inseriti integralmente nel sito. La più arcaica e profonda tradizione greca come metafora resistenziale per la lotta contro l'oppressione in ogni tempo; Xylouris, con la sua lira, andò a cantarli anche agli studenti del Politecnico ateniese in rivolta nel novembre del 1973; ma alcuni di essi erano stati anche canti della Resistenza antinazista.
Riccardo Venturi 19/4/2015 - 00:54
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Μαδάρα [Κρητικό κανάλι]

Madára [Kritikó kanáli]
Κρητικό παραδοσιακό
Tradizionale cretese
Προσαρμογή και ενορχέστρωση του Γιάννη Μαρκόπουλου
Στη κρητική λύρα: Νίκος Ξυλούρης
'Αλμπουμ: Ριζίτικα [1971]
Arrangiamento e orchestrazione di Yannis Markopoulos
Esecuzione alla lira cretese: Nikos Xylouris
Album: Rizitika [1971]


PIZITIKA [1971]
Yannis Markopoulos
Nikos Xylouris



Nel 1971 il genio di Yannis Markopoulos incontrò Nikos Xylouris, che del rizitiko, il canto tradizionale cretese delle “pendici” (ρίζες) delle alte montagne, era il massimo interprete vivente con la sua lira. Ne nacque un album storico, e non solo a Creta o in Grecia.


L'intero album

01. Πότε θα κάνει ξαστεριά
02. Ίντα ’χετε γύρου γύρου
03. Αγρίμια κι αγριμάκια μου
04. Μάνα κι αν έρθουν οι φίλοι μου
05. Ο χορός του Σήφακα
06. Από την άκρη των ακριώ
07. Κόσμε χρυσέ
08. Σε ψηλό βουνό (O αητός)
09. Ο Διγενής
10. Τον πλούσιο... (continua)
inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικó Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" 19/4/2015 - 00:04
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Nein, nein, nein

[2011]
Nel disco intitolato “Brot Und Rosen”

Brot Und Rosen
Nein, nein
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/4/2015 - 21:59
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Le micro es romput

Canzone che, come molte dei Massilia sound system, parla delle difficili condizioni di chi, in Francia, cerca di diffondere una cultura e un intrattenimento etnicamente alternativi a quello dominante.

La canzone termina con una versione reggae e ritmata della Varšavjanka.
Non lo cantarem plus
(continua)
inviata da leoskini 18/4/2015 - 20:33
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Roda viva

Lindo conteúdo!
Marcelo Amorim 18/4/2015 - 00:03
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Eine Frage

Chanson allemande – Eine Frage – Kurt Tucholsky – 1931

Texte de Kurt Tucholsky, publié sous le pseudonyme de Theobald Tiger dans Die Weltbühne du 27 janvier 1931
Musique de Leon Boden et Bernd Klinzmann dans “Tucholsky in Rock” - 1984
Elle a été aussi mise en musique et chantée par l'artiste néerlandais Robert Kreis.

Une chanson écrite à la veille de l’avènement du nazisme, dans la phase plus aiguë de la crise de 29 et de l'agonie de la République de Weimar, mais je crois qu'il parle un peu même de nos temps…

Mon ami Lucien l'âne, je suis toujours étonné, stupéfait et parfois même, pantois de constater la lucidité de certaines chansons et évidemment, de leurs auteurs.

Voilà bien une étrange déclaration que tu aurais pu faire depuis longtemps et à propos de nombreuses chansons et dès lors, de nombreux auteurs, spécialement dans les Chansons contre la Guerre.

Oui et non. De façon globale,... (continua)
UNE QUESTION
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/4/2015 - 22:53
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A Place in the Country

For thirty some odd years he faced a grind here in the city
(continua)
17/4/2015 - 21:21
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Apesar de você

Grazie, non conoscevo questa canzone e l'importanza che ha avuto per i brasiliani. Grazie della traduzione.
Giovanni 17/4/2015 - 16:31
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Fuego y libertad

Fuego de los Altos Hornos
(continua)
inviata da adriana 17/4/2015 - 15:16
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A la huelga

[1963]

interpretata anche da Rolando Alarcón
A la huelga, compañero;
(continua)
inviata da adriana 17/4/2015 - 14:55

Big Question

[1921]
Parole di Matti Valentinpoika Huhta (1880-1942), figlio di immigrati finlandesi, nato ad Ashtabula, Ohio, e morto a New York. Con il nome d’arte di T-Bone Slim fu scrittore, cantautore, hobo, attivista sindacale, militante dell’Industrial Workers of the World (IWW).
Sull’aria della patriottica “My Country, 'Tis of Thee” (o “America”)
Testo trovato sull’ edizione del 1923 del “Little Red Songbook”, il libretto di canti dell’IWW, Industrial Workers of the World.

Una canzone espressamente “dedicated to the Open Shop drive”.
L’“Open Shop” – particolarmente perseguita negli USA degli anni 20, e a suon di ingiunzioni giudiziarie – è la strategia padronale di negare gli accordi collettivi di lavoro e siglare accordi azienda per azienda con qualsiasi gruppo maggioritario di dipendenti. Una pratica che torna periodicamente in voga, specie nei momenti di crisi, e che serve spesso ed eludere... (continua)
My job now is no more;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/4/2015 - 13:44
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Himno de Riego (versión satírica)

anonimo
[1930s]
Versione satirica repubblicana e anticlericale, molto popolare soprattutto in Catalogna, dell’inno della monarchia costituzionale spagnola, risalente all’epoca della guerra d’indipendenza e del cosiddetto “Trienio Liberal”.
La terza strofa è in catalano.




Il re Alfonso XIII - che fa da carta da culo all’ultima strofa - è Alfonso León Fernando María Jaime Isidro Pascual Antonio de Borbón y Habsburgo-Lorena, deposto nel 1931 all’avvento della Seconda Repubblica.
Si los curas y frailes supieran,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/4/2015 - 10:38

Hinky Dinky Parlez-Vous

anonimo
[Tra le due guerre mondiali]
Canzone di “picket line” sulla melodia e la falsariga di “Mademoiselle from Armentières”, celebre “rake song”, o “risqué song” (canzone soldatesca da caserma, taverna, bordello), dalle trincee della Grande Guerra in Europa.
Il ritornello veniva spesso trascritto in modo volutamente scorretto, “Hinky dinky parlay voo”.
The bosses are taking it on the chin, parlez-vous;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/4/2015 - 10:02
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Hard Times in the Mill

anonimo
[inizio 900]
Canzone composta dai lavoratori della Columbia Duck Mill, Columbia, South Carolina, sull’aria della tradizionale “Hard Times in Cryderville Jail”
Testo trovato su Political Folk Music Dot Org
Il brano era ancora ben ricordato e cantato dagli operai tessili negli anni 40.

La canzone fa parte del repertorio di Pete Seeger (in “American Industrial Ballads”, Folkways Records 1956) e Joe Glazer (in “Sings Labor Songs”, Collector Records, 1971).

Si veda anche Hard Times in a Cotton Mill (Cotton Mill Blues)
Every morning at half-past four,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/4/2015 - 08:49
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The Apple

Allora chi erano Hugo Steinhaus http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Steinhaus, Stanisław Ulam http://it.wikipedia.org/wiki/Stanislaw_Ulam o un Konstantin Ciołkowski http://pl.wikipedia.org/wiki/Konstanti.... Forse erano froci, come certo Leonardo Da Vini, Collodi, Fermi e compania bella. Ma che discorsi sono, cazzo...
Era gente di cui la nostra generazione non riesce neanche avvicinarsi minimamente... gente che ancora riusciva a pensare liberamente. Tutto qua.
Krzysiek 17/4/2015 - 01:13
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Анархия

anonimo
Non so perché, ma questa canzone mi sembra cantata in russo. Lo stesso vale per il testo. Secondo il zio googlie il testo in ucraino si dovrebbe presentà così:

Język oryginału: rosyjski
Коні версти рвуть наметом,
Нам свобода дорога,
Через проріз кулемета
Я шукаю в степу ворога.

Анархія-мама синів своїх любить,
Анархія-мама не продасть,
Свинцевим дощем ворога приголубить,
Анархія-мама за нас!

Зустрічали вогнем кинджальним,
Як ближче підпущу.
Нічого в бою не шкода мені,
Ні про що я не сумую.

Анархія-мама синів своїх любить,
Анархія-мама не продасть,
Свинцевим дощем ворога приголубить,
Анархія-мама за нас!

Тільки радію забійної
Силі мого дружка.
Бачити я можу спокійно
Тільки мертвого ворога.

Анархія-мама синів своїх любить,
Анархія-мама не продасть,
Свинцевим дощем ворога приголубить,
Анархія-мама за нас!
krzyś 17/4/2015 - 00:37
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Cuba

Chissà se nell’era Renzi sopravvive ancora qualche italiano comunista non americanista(tizzato)... ma per favore...

krzyś 16/4/2015 - 22:59
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Avanti ragazzi di Budapest

FORWARD, PEOPLE OF BUDAPEST
(continua)
inviata da ZugNachPankow 16/4/2015 - 22:32

L'ultimo giorno di Santa

Vorrei segnalare che l'amico Beppe Giampà di Asti, ha realizzato un intero cd in cui ha musicato e interpretato alcune poesie dell'amato Cesare Pavese tratte da "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi".
Flavio Poltronieri 16/4/2015 - 21:01
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The Dead Will Walk the Earth

2009
Our secret ceremony
Down since the minute
(continua)
inviata da dq82 16/4/2015 - 21:00
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This Land Is Your Land

Finlandizzazione di Juha Rämö
Finlandization by Juha Rämö
Suomettanut Juha Rämö
TÄMÄ MAA ON MEIDÄN
(continua)
inviata da Juha Rämö 16/4/2015 - 13:47




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