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Prima del 2015-12-3

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Free.mp3 (The Pirate Bay Song)

[2015]
Dubioza Kolektiv
da YT
Our music is for free
(continua)
inviata da Krzysi€k 3/12/2015 - 23:54
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Mandela

Una brutta notizia: Theresa Machabane Ramashamole, la donna dei Sei di Sharpeville, ci ha lasciati. Aveva partecipato alla manifestazioni di Soweto nel 1976 (dove era anche rimasta ferita) e indirettamente anche a quella passata alla storia come la strage di Sharpeville nel 1960. Infatti vi prese parte sua madre che era incinta di lei. Una vita segnata dalla resistenza all'apartheid, dal carcere, dalle torture (botte, scariche elettriche...), dalla condanna a morte per impiccagione con l'esecuzione sospesa il giorno prima...Come per Duma Khumalo (morto qualche anno fa) possiamo dire senza ombra di dubbio che le sofferenze patite in carcere avevano minato la sua salute in maniera irreparabile (tra l'altro a causa delle torture subite non aveva potuto avere figli) e quindi la sua morte è in qualche modo uno strascico dell'apartheid.
Ora dei sei compagni passati, loro malgrado, alla Storia come "I Sei di Sharpeville" solo due rimangono in vita.
Onore a Theresa e a tutte le vittime dell'apartheid.
Gianni Sartori
Gianni Sartori 3/12/2015 - 19:10
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The House of the Rising Sun

anonimo
Dopo Le Pénitencier, scritta per Johnny Halliday, un’altra versione di “The House of the Rising Sun” curata da Hugues Aufray, questa però più fedele all’originale.
L’HÔTEL DU SOLEIL LEVANT
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 14:49
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La voilà notre Armée

[2007]
Parole di Allain Leprest
Musica di Daniel Lavoie (1949-), cantautore, compositore e pianista franco-canadese
Nell’album di Daniel Lavoie intitolato “Docteur Tendresse”
Il nous faudra des draps
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 14:06
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Le tamis

[2012]
Parole di Allain Leprest
Musica di Gérard Pierron e Nathalie Fortin
Nell’ultimo album dell’ultraottantenne, indomita Solleville, intitolato “La Promesse à Nonna”

Credo che qui “tamis”, lettralmente setaccio, sia usato nel senso di “grille”, “grillage”, l’inferriata o la rete di una prigione…
Inconnu, pourtant grand ami
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 13:49

L’autoroute des héros

[2010]
Parole di Michel Bonnefoi
Musica di Michel Bonnefoi e Dimoné, nome d’arte del cantautore e compositore Dominique Terrieu.
Ignoro se la canzone sia mai stata incisa.

“Autoroute des héros” è stata così ufficialmente chiamata dal 2007 l’autostrada 401 dell’Ontario, Canada, nel suo tratto compreso tra Don Valley Parkway e Toronto. E da lì infatti che fino a ieri passavano, diretti alla base militare di Trenton, i convogli funebri che riportavano a casa le spoglie dei soldati canadesi dell’ISAF uccisi in Afghanistan, 158 in 12 anni di missione conclusasi nella primavera dello scorso anno.
Dans le rétro de mon américaine
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 13:17
Percorsi: Eroi
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L’olivier

[2006?]
Parole di Allain Leprest
Musica di Romain Didier
Nell’album collettivo “Cantate pour un coeur bleu” (2009), con Romain Didier, Allain Leprest, Enzo Enzo e Jean-Louis Trintignant, realizzato in occasione del Festival “Musiques Sacrées du Monde” che si tiene ogni anno a Fès, in Marocco.
La canzone è stata anche interpretata da Salvatore Adamo

Una madre, il suo bambino, un oliveto, la vita. Poi la guerra. Un solo vecchio ulivo scampato alla furia del fuoco, uno sparviere ferito che viene curato dal piccolo protagonista (forse lo stesso Leprest) e che rimane legato all’ulivo sopravvissuto, difendendolo dai topi e dai corvi. Morirà poi lo sparviere durante una gelata di gennaio…
Ma mère toute en robe blanche
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 11:44
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Allons n'enfants

Credo che questa canzone di Leprest derivi da una sua precedente, intitolata "Molière", risalente agli anni 70 o 80, con musica di Henry Dubos. Almeno così mi pare scorrendo i testi delle canzoni di Leprest pubblicati qui

MOLIÈRE

Du coeur pas de génie vingt ans et pas très riches
Ils écrivaient tout à la main sur leurs affiches
Ils jouaient Molière à trois sur des tréteaux à trous
Dans les frusques achetées aux puces pour quelques sous

En ces temps-là, la mort cherchait des comédiens
C'était la guerre et Jean-Baptiste Poquelin n'y pouvait rien

Scapin est mort de froid dans les forêts d'Ardennes
La lune vissait son oeil de louve sur la scène
Quand il a salué des corbeaux sont venus
Par les coulisses froides faire un peu de chahut

Là-bas la mort avait besoin d'accessoiristes
Pierre est parti laissant Poquelin Jean-Baptiste seul sur la piste

Il se voyait crevant cent mil paquets... (continua)
Bernart Bartleby 3/12/2015 - 11:00
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Co-opération

[1963]
Parole e musica di Colette Magny, a partire da citazioni dei filosofi Jean Paul Sartre, Thomas Carlyle, Émile-Auguste Chartier, detto Alain, ed un Suarez che non so bene chi sia.
Canzone presente nell’EP contenente “Mélocoton”, che fu l’unico grande successo della Magny.
Poi nell’album “Les Tuileries” del 1964

“Mélocoton est mort au Vietnam!” rispose proprio allora la Magny al suo chitarrista, l’americano Mickey Baker, che con sarcasmo le aveva detto “Va faire tes chansons communistes qui ne rapportent pas un cent…”
Magny aveva già scelto la difficile strada della chanson engagée

“Pace sulla Terra agli uomini dai cuori aperti.”
Sartre, Suarez, Carlyle, Alain.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2015 - 08:56
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Circus '68, '69

(1969)
Album: "Liberation Music Orchestra"

Perry Robinson — clarinet
Gato Barbieri — tenor saxophone, clarinet
Dewey Redman — alto saxophone, tenor saxophone
Don Cherry — cornet, flute, Indian wood & bamboo flutes
Michael Mantler — trumpet
Roswell Rudd — trombone
Bob Northern — French horn, hand wood blocks, crow call, bells, military whistle
Howard Johnson — tuba
Sam Brown — guitar, Tanganyikan guitar, thumb piano
Carla Bley — piano, tambourine
Charlie Haden — bass
Paul Motian — drums, percussion


The idea for "Circus '68, '69" came to me one night while watching the Democratic National Convention on television in the summer of 1968. After the minority plank on Vietnam was defeated in a vote taken on the convention floor, the California and New York delegates spontaneously began to sing We Shall Overcome in protest. Unable to gain control of the floor, the rostrum instructed... (continua)
2/12/2015 - 23:35
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Canzone di notte n°2

Il mio amico Carlo Petrini, l'ideatore del movimento Slow Food, mi invitò a suonare per i carcerati del carcere di massima sicurezza di Fossano, in provincia di Cuneo. Flaco ed io ci presentammo alle quattro del pomeriggio ma i carcerati non si fecero vedere prima delle cinque perché volevano ascoltare le partite alle radio. In un primo momento ci fu il gelo: è molto difficile cantare per dei reclusi, fa una certa impressione entrare in una prigione sapendo che da lì a poco tu potrai uscirne fuori mentre tutti gli altri saranno costretti a restarvi dentro. Mi venne quindi l'idea geniale di eseguire questa canzone: le prime strofe furono accolte con molta freddezza ma quando arrivai a quella in cui canto "noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale! Gli anarchici li han sempre bastonati e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato" scoppiò un applauso fragorosissimo,... (continua)
2/12/2015 - 23:07
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Chor der Kriegerwaisen

Chanson allemande – Chor der Kriegerwaisen – Mascha Kaléko – 1931
Poème de Mascha Kaléko (née Golda Malka Aufen, 1907-1975).
Mis en musique par des artistes comme Konstantin Wecker (“Wecker”, 1982) et Linard Bardill (“Strampedemi, Lieder gegen den Krieg”, 1991)

La famille de Golda Malka Aufen, comme des centaines de milliers de Galiciens, abandonna le pays dans les années suivant la Grande Guerre, à l’époque de la grande crise économique qui frappa la région. Ils s’établirent à Berlin, où en 1928, la jeune Mascha épousa l’enseignant Saul Aaron Kaléko.
Mascha Kaléko commença à publier des poésies en 1929 et fut vite appréciée de poètes et d’intellectuels comme Erich Kästner et Kurt Tucholsky.
Ses deux premiers recueils, « Lyrisches Stenogrammheft » de 1933 et « Das kleine Lesebuch für Gros » de 1935, se heurtèrent immédiatement à la censure nazie.

En 1938, Mascha Kaléko fuit aux USA avec... (continua)
CHOEUR DES ORPHELINS DE GUERRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/12/2015 - 22:59
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Canto General


Le Chant Général de Neruda et Theodorákis
par Gian Piero Testa

Mikis Theodorákis, qui est lui aussi un bon poète, a rencontré plein de poètes au cours de sa vie. Chose bien étrange pour un musicien, il a été toujours convaincu que le mot vient d’abord.Tout gamin, il composait parfois sur des textes de Palamàs et de Karyotakis. Après la rencontre avec la poésie de Yannis Ritsos, sa musique s’est toujours inspirée d’un poète. Dans ce site, le nom de Mikis est toujours associé à celui d’un vrai poète, souvent d’un grand poète. Ritsos, Elytis, Seferis, Lorca, Gatsos, Varnalis, Anagnostakis… : la liste est longue et significative.
En Grèce, le consortium de poésie et de musique fondé par Theodorákis fit école, et est, au contraire, le trait plus significatif de la musique populaire d’art, dont la saison glorieuse n’est pas encore entièrement morte.

Theodorákis rencontra aussi le grand Chilien... (continua)
Marco Valdo M.I. 2/12/2015 - 20:07
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All Your Questions Answered

[1989]
Nell’EP intitolato “McCarthy at War”

“Tutte le vostre domande avranno immediata risposta… Se date ascolto ai ricchi e ai potenti tutta la vostra confusione sparirà come d’incanto…”
Who made the wealth
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/12/2015 - 16:09
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I Worked Myself Up From Nothing

[1990]
Scritta da Tim Gane e Malcolm Eden
Nell’album “Banking, Violence and the Inner Life Today”, l’ultimo della band dell’Essex, con la voce della francese Lætitia Sadier, poi negli Stereolab.
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933).

“Madri con le braccia immerse fino ai gomiti nell’acqua per lavare i panni, giovanotti senza un soldo in tasca e con le scarpe bucate, non disperate, provate a pensare positivo! Anche il più misero dei miseri può diventare un miliardario, se ha una buona attitudine e con un po’ di lavoro duro… E se poi vi andasse male, state comunque allegri: il sole splende ed il paradiso vi attende!”
Take a little time to improve your life
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/12/2015 - 15:44
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Antinature

[1987]
Scritta da Tim Gane e Malcolm Eden
In “I Am a Wallet”, album d’esordio di questa band inglese che, purtroppo, ebbe breve vita.

E’ noto che dalla seconda metà degli anni 50 e fino al 1963 il governo britannico condusse esperimenti nucleari nell’area di Maralinga, nell’Australia meridionale, dove vennero esplosi sette ordigni atomici. Meno noto il fatto che scienziati e militari inglesi valutarono anche la possibilità che alcuni esperimenti si svolgessero sul suolo patrio, precisamente nella zona di Wick, nelle Highlands scozzesi. Poi fu deciso che il clima locale non era favorevole perché troppo piovoso: ovviamente la valutazione non teneva in considerazione gli inevitabili e gravi danni all’uomo e all’ambiente, ma solo l’efficienza dei rilievi strumentali.

Anche se risparmiate dalla bomba, le Highlands vennero comunque disseminate di centrali nucleari e di stabilimenti per lo sviluppo... (continua)
Antinature
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/12/2015 - 15:22
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God Made the Virus

[1987]
In “I Am a Wallet”, album d’esordio di questa band inglese che, purtroppo, ebbe breve vita.

Una canzone che ironicamente illustra quello che negli anni 80 era il punto di vista semi-ufficiale della Chiesa cattolica sulla pandemia di AIDS, virus isolato tra il 1982 ed il 1984… E si pensi che ancora oggi alcuni illustri esponenti della Chiesa ritengono quella malattia una “forma di giustizia immanente” (così per esempio l’arcivescovo belga Léonard), quando non una vera e propria punizione divina…

A ciò bisogna aggiungere i criminali precetti anti contraccezionali di Santa Madre Chiesa, che hanno dato il loro nefasto contributo al diffondersi del morbo, specie nei paesi in via di sviluppo…
In this hotbed of vice, in this nursery of sin
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/12/2015 - 14:08
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Didn’t My Lord Deliver Daniel?

Uno degli standard spiritual più famosi risalente ai tempi della schiavitù.
Dovrebbe di regola essere attibuito ad autore anonimo ma tuttavia preferirei assegnarlo al grande cantore nero e comunista Paul Robeson, che interpretò questo brano molto spesso, essendo presente in parecchi suoi dischi degli anni 50 e 60.
Da ricordare anche l’interpretazione di Colette Magny, nel suo disco “Les Tuileries” del 1964, e la cover offerta dai Manic Street Preachers in accompagnamento al singolo Let Robeson Sing del 2001, non a caso dedicato proprio al grande baritono-basso afroamericano.

Se nell’Antico Testamento è scritto che il Signore salvò il profeta Daniele dato in pasto ai leoni dal re persiano Ciro II, e poi salvò il profeta Giona che gli aveva disubbidito ed era finito inghiottito da un grosso pesce, e poi salvò Shadrach, Meshach e Abednego, tre giovanissimi ebrei che il re babilonese Nabucodonosor... (continua)
Didn’t my Lord deliver Daniel
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/12/2015 - 13:16
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La riva bianca, la riva nera

THE WHITE SHORE, THE BLACK SHORE
(continua)
inviata da Edgar 2/12/2015 - 04:36
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L'Internationale

CINESE CLASSICO (Wènyán) / CLASSICAL CHINESE (Wènyán)

La seguente versione in cinese classico (wényán wén) è tratta dalla edizione Wikipedia in cinese classico ed è preceduta da una breve introduzione. Sebbene oramai abbandonato da parecchi decenni come lingua ufficiale, il cinese classico è ancora parte importante dell'eredità culturale del Paese e ha attualmente, in pratica, la funzione del latino nei paesi occidentali.

The following Classical Chinese (wényán wén) version is reproduced from the Classical Chinese Wikipedia and is provided with a short introduction. Though not more used since decades as the official Language of China, Classical Chinese is still an important part of the country's cultural heritage and has now, in practice, the same function as Latin in Western countries. [CCG/AWS Staff]

國際歌者,蓋一八七一年,由巴黎公社之委員歐仁鮑迪埃作詞,共產黨人迪蓋特作曲也。世界之行社會主義者,共產主義者,無政府主義者,咸誦此歌。其為第一國際及第二國際之會歌。蘇聯嘗以之為國歌,達二十七年之久。瞿秋白譯之於中文。後,秋白為國民黨所誅,臨刑之時,誦之而死。譯文如下:
國際歌 [1]
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/12/2015 - 02:23
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Quand les cons sont braves

Con questa meravigliosa canzone Brassens specifica un importante distinguo nella categoria di cui già parlava precedentemente in "Le temps ne fait rien à l'affaire"
Flavio Poltronieri 1/12/2015 - 17:33
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Emily

[2003]
Parole di Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Nell’album intitolato “Lifeblood”, pubblicato nel 2004

“Even when Lifeblood is at its most political, it remains highly emotional and personal. ‘Emily’ is possibly the peak of the album’s political engagement, but in focusing principally on women’s suffrage icon Emmeline Pankhurst (1858 – 1928), it remains firmly rooted in human experience. In the succinct line “the relics, the ghosts are down so many roads”, the song recalls not only the ghosts mentioned in other Lifeblood tracks but also the history and geography of the struggle for women’s suffrage in the UK and elsewhere.”
(tratto da Manic Street Preachers. A Critica Discography)

Canzone dedicata ad Emmeline Goulden Pankhurst, leader del movimento suffragista femminile britannico.
Emily, Emily your gift to me
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/12/2015 - 16:29
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Autobiography of a Pistol

1994
Stories
I'm a pistol, a forty-five,
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 15:29
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Woody Guthrie, Working Man!

2012
Hero in you

Nella galleria di ritratti di eroi di questo album compare anche Woody Guthrie
Woody's jumping on a train
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 15:14
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Rachel Carson

2012
Hero in you

Rachel Carson è stata un'ambientalista americana, grazie al suo contributo venne messo al bando il DDT
Rachel went a'walkin in the woods at twilight
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 15:10
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A Design for Life

[1996]
Parole di Nicky Wire, la prima canzone da lui scritta senza Richey Edwards, appena scomparso nel nulla (sarà dichiarato ufficialmente morto nel 2008, dopo anni di vane ricerche)
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Singolo poi incluso nell’album “Everything Must Go”

The song’s lyrics are usually thought to be themed around working class solidarity, and make specific reference to the value of libraries, which have historically allowed poorer people to learn on their own terms through books – by contrast, owning books has historically been the preserve of the educated rich (and books of course remain expensive today, particularly factual ones). This line was directly inspired by the band’s time in public libraries when they were young. The lines “we don’t talk about love / we only want to get drunk” are a play on upper class assumptions about poor people – the idea that the... (continua)
Libraries gave us power
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/12/2015 - 15:09
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Plastic Soldiers

2014
Chasing Beauty

Un bambino che gioca con i soldatini di plastica, diventa grande e in guerra salta in aria e perde le gambe. Suo figlio gioca con i soldatini, ma ormai anche lui è un "soldatino di plastica".
I had grass stains not scars
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 14:46
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Nellie Bly

2012
Hero in you

Elizabeth Jane Cochran, soprannominata "Pink" (Cochran's Mills, Pennsylvania, 5 maggio 1864 – 27 gennaio 1922), è stata una giornalista statunitense.

Una delle prime giornaliste investigative, ha creato il genere del giornalismo sotto copertura. Cochran era meglio conosciuta sotto lo pseudonimo giornalistico di Nellie Bly. Sembra che in seguito abbia cambiato il proprio nome in Cochrane (aggiungendo una 'e' finale).

Un articolo sessista sul giornale Pittsburgh Dispatch la spinse a scrivere un'accesa risposta all'editore. La qualità della lettera spinse l'editore ad offrire un posto nella redazione del giornale alla Cochran, che era alla disperata ricerca di un posto di lavoro. L'editore diede a Pink anche il suo pseudonimo, Nellie Bly, come il personaggio del titolo di una famosa canzone di Stephen Foster.

Nellie Bly (Cochran's Mills, Pennsylvania, 5 maggio 1864 – 27... (continua)
Nellie Bly, Nellie Bly
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 14:35
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Rosa Parks

2012
Hero in you
The wheels on the bus, they go round and round...
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 14:26
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Rosa Parks

Excuse me?
Rosa was a little tired after work in December
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 14:17
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I Sat on a Bus

2013
Rosa Parks 'I Sat On A Bus' - song from Horrible Histories series 5
Music: Richie Webb, commediografo e compositore inglese, autore di questa come delle altre ‎canzoni del programma televisivo per bambini intitolato “Horrible Histories”, in onda tra il 2009 ed ‎il 2013 sul canale Children’s BBC (CBBC).‎
Lyrics: Dave Cohen
Performed by Dominique Moore with Gospel Singers Incognito

Nella serie “Horrible Histories” Dominique Moore ha interpretato diverse figure di donne nere ‎famose per il loro impegno politico e sociale, tra le quali Harriet Tubman, Rosa Parks e la giamaicana Mary Seacole (1805-1881).‎

Rosa Parks esattamente 60 anni fa, il 1 dicembre 1955, si sedeva sull'autobus. Oggi la ricordiamo anche così.
I'm Rosa Parks, my story marks
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 14:05
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Montana/Autumn/78

[1998]
Parole di Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
B-side del singolo “If You Tolerate This Your Children Will Be Next”, estratto dall’album “This Is My Truth, Tell Me Yours”

Nell’autunno del 1978 Theodore Kaczynski - americano di origine polacca, precoce genio matematico e brillante docente alla prestigiosa Università di Berkeley fino al 1969, anno in cui si era dimesso da ogni incarico senza alcuna spiegazione – si isolò dal mondo ritirandosi a vivere in una capanna di legno, priva di luce e di acqua corrente, nei boschi intorno a Lincoln, nel Montana.
Kaczynski, che avrebbe potuto far parte dell’élite intellettuale statunitense, aveva deciso invece di sopravvivere di caccia e lavoretti occasionali, prendendo le distanze da tutto e da tutti.
Si seppe in seguito che buona parte del tempo l’aveva trascorsa scrivendo un documento, un vero e proprio manifesto, intitolato... (continua)
Luddite lover
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/12/2015 - 13:31
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Gli sposi di Tirana

2002
Il coraggio delle parole

C'è stato un tempo i cui i migranti (e quindi i "cattivi") erano gli albanesi. E anche nel canale d'Otranto ne sono sepolti a migliaia.
Signore delle stelle ascolta una preghiera
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 10:55
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First Republic

[1996]
Parole di Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
B-side del singolo “Kevin Carter”, estratto dall’album “Everything Must Go”

Un’altra canzone ferocemente anti-monarchica, tema cui i Manics sono sempre stati particolarmente affezionati. Si vedano anche Repeat (UK) e We Her Majesty's Prisoners.
You are so alone
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/12/2015 - 10:34

Rose e gramigna

Terra di diavuli e di santi
(continua)
inviata da dq82 1/12/2015 - 10:32
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L'onorevole

Nella versione cantata da Dori Ghezzi alla Canzonissima 1969 viene introdotto un frammento instrumentale che riprende le note del famoso canto tradizionale russo "Эй, ухнем!".

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Song_...

in

http://www.antiwarsongs.org/canzone.ph...
k 1/12/2015 - 01:54
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Gyöngyhajú lány

PERLOMALLOUSA (ΠΕΡΛΟΜΑΛΛΟΎΣΑ)
(continua)
inviata da krzyś 1/12/2015 - 01:20
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Charles Windsor

[1987]
Scritta da Tim Gane e Malcolm Eden
Nell’album d’esordio dell’indie band inglese, intitolato “I Am a Wallet”
Nel 1994 i Manic Street Preachers ne hanno proposto una loro versione nell’EP intitolato “Life Becoming a Landslide”

La costante vena anti-monarchica dei Manics non poteva non adottare questa canzone dei loro predecessori McCarthy. Una versione aggiornata e anglofona del « Ah ça ira! ça ira ça ira / Les aristocrates à la lanterne », ovvero « La vendetta è così dolce per coloro che non hanno mai conosciuto nulla di dolce »

I Manics coverizzarono anche un’altra canzone dei McCarthy, We Are All Bourgeois Now.
Charles Windsor, who's at the door?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/11/2015 - 16:17
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PIEMONTESE / PIEDMONTESE

“La rilettura piemontese di questo canto rientra, come “ven si nineta”, nell’infinita produzione spontanea di canzoni piegate con l’ironia ad una funzione antifascista.” Tra queste ricordiamo per esempio i canti che prendevano di mira la tassa sul celibato come “oi valà cistè” o “la mia mamma mi diceva”.
“In questo caso, a differenza di altri - come “giovinezza-delinquenza” che faremo più tardi - l’ironia si accompagna ad un sentimento di amarezza…” Se non altro per la mancanza di “tajarin” e la relativa abbondanza di polenta… (Alberto Cesa)
LILI' MARLEN
(continua)
inviata da dq82 30/11/2015 - 14:59
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Sculpture of Man

[1994]
Parole di Richey Edwards (che qui si firma Richey James) e Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Una delle B-sides di “Faster”, singolo estratto dall’album “The Holy Bible”
War censored, no blood on TV
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/11/2015 - 14:50
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Us Against You

[1993]
Parole di Richey Edwards e Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Canzone che accompagna il singolo “Roses in the Hospital”, estratto dal secondo album dei Manics. “Gold Against the Soul”

Una canzone sull’informazione asservita al potere, un’associazione a delinquere molto diffusa in ogni angolo del globo e che crea danni enormi.
Laddove invece i giornalisti non sono disponibili a stare sui libri paga dei potenti si sa bene cosa può loro capitare… Sono 1.153 quelli uccisi dal 1992 ad oggi

La Londra che i Manics avrebbero bombardato volentieri era quella dei John Major, primo ministro dal 1990 al 1997, e delle Virginia Hilda Brunette Maxwell Bottomley, Baroness Bottomley of Nettlestone, più volte ministro e “dama di carità”, due dei maggiori esponenti dei Tories nell’era post-Thatcher… Non che poi la Londra dei laburisti alla Tony Blair sia stata molto meglio…
From journalist to video to Channel 4 TV
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/11/2015 - 13:13
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We Are Not Going Back

21 luglio 2015, Ventimiglia

Al tramonto, oltre gli scogli dei Balzi Rossi dove il cielo e il mare si toccano, due ragazzi francesi fanno sci nautico, sembrano divertirsi. Sulla riva, due ragazzi africani in mutande corrono, in un attimo si tuffano in acqua per cercare un po’ di fresco. Andrea Satta, cantante della band Têtes de Bois, ha questa immagine in testa da quando è tornato da Ventimiglia. Lì, sui massi di Ponte San Ludovico, tra la scogliera e il confine con la Francia, la band, insieme a Vauro, lo scorso 21 luglio è andata a raccogliere il canto di protesta dei migranti bloccati da quando l’Eliseo ha chiuso il confine con l’Italia. Si intitola We are not going back, noi non torniamo indietro. I Têtes de Bois, sulle parole dei migranti, hanno inciso la musica della ballata che si può vedere in anteprima sul sito de ilfattoquotidiano.it.

Satta, che cosa ha visto a Ventimiglia?
La... (continua)
We are not going back
(continua)
inviata da dq82 30/11/2015 - 10:54
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Prigioniero dentro il cielo

Per il giovane Marcello Lonzi picchiato a morte nel carcere le Sughere di Livorno, e la madre Maria Ciuffi, che chiede ancora giustizia
Prigioniero dentro il cielo
(continua)
30/11/2015 - 08:42
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Hard Case

That's "the hardest cases IN the world" and "the screws WHO RUN the moor".

and now i'll run this through Google Translate and see what kind of hash it makes of an Italian translation.

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Questo è "the hardest cases IN the world" e "the screws WHO RUN the moor".

E adesso corro questo attraverso Google Translate e vedere che tipo di hash fa di una traduzione italiana.
Fairportfan 30/11/2015 - 02:05
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Tiritera dei preti talebani

Oh, grazie Pardo! Sei stato rapidissimo a inserire la canzone. e la definirei una sorta di "canzone urgente" o roba del genere anche se la redazione originale è di vent'anni fa o quasi; e tutti qui te ne ringraziamo davvero. Nota per chi non c'era: Pardo ha eseguito questa canzone sabato sera a Pisa al Teatro Rossi Aperto durante questa cosa qui, della quale si avrà non poco a riparlare.
Riccardo Venturi 29/11/2015 - 23:46
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Mein Name ist Mensch

Chanson allemande – Mein Name ist Mensch – Ton Steine Scherben – 1971
Paroles et musique de Ralph Möbius (vrai nom de Rio Reiser, leader du groupe, mort à seulement 46 ans en 1996)

Hé, je ne voudrais pas dire une connerie (je ne parle pas l’allemand, excusez-moi, pardon) mais celle-ci est vraiment le manifeste contre la « Guerre de 10.000 ans que les riches font aux pauvres » !
Marco Valdooo, pense-z-y toi! ! !
(Bernart Bartleby)

Riccardo Venturi a dit quelque part que dans les Chansons contre la Guerre, tout finit par être traduit… Comme Bartleby l’a demandé, et mille excuses pour le délai, mais il y a tellement à faire ici, voici une version française de cette chanson allemande. Et merci, au nom de tous à Bartleby d’explorer la chanson allemande contemporaine ou plus ancienne, car est-ce un effet du passé, on ne connaît pas trop par ici la chanson de langue allemande. Pour ne pas dire... (continua)
MON NOM EST HOMME
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/11/2015 - 21:54




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