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Prima del 2011-10-26

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Franco Battiato: Shackleton

Franco Battiato: Shackleton
[1998]
Testo italiano di Manlio Sgalambro e Franco Battiato
Testo tedesco di Fleur Jaeggy
Musica di Franco Battiato
Voce recitante in italiano di Manlio Sgalambro
Canto in tedesco di Fleur Jaeggy e Franco Battiato
Musica introduttiva: Plaisir d'amour di Johann Paul Aegidius Schwarzendorf, detto Martini il Tedesco (1785)

Italian lyrics by Manlio Sgalambro and Franco Battiato
German lyrics by Fleur Jaeggy
Music by Franco Battiato
Reciting voice in Italian: Manlio Sgalambro
Singing in German: Fleur Jaeggy and Franco Battiato
Introduction Music: Plaisir d'Amour (The Joys of Love), by Johann Paul Aegidius Schwarzendorf or Jean Paul Egide Martini, known as Martini il Tedesco (1785)

Italienischer Text von Manlio Sgalambro und Franco Battiato
Deutscher Text von Fleur Jaeggy
Musik: Franco Battiato
Italienische Vortragsstimme: Manlio Sgalambro
Deutsches Singen: Fleur Jaeggy und Franco... (continua)
1. La storia

(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/10/2011 - 21:47
Percorsi: Naufragi
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Ninna nanna della fine della guerra

Ninna nanna della fine della guerra
[2011]
Testo e Musica di Giacomo Lariccia
Album: Colpo di sole

Un temporale e una pioggia fitta aprono Ninna nanna alla fine della guerra, un bellissimo canto d’amore, rivolto da una madre al proprio piccolo. C’è una dolcezza infinita, un senso di commozione che prende alla gola, ma anche una dolente atmosfera sognante “Ti racconterò dei nostri giochi / delle corse al mare forse chi lo sa … / anche di quel che avrei voluto fare / se questo sonno fosse realtà”.

www.bielle.org
Dormi, bambino mio
(continua)
inviata da DonQuijote82 26/10/2011 - 19:47

Oh Stay at Home, My Lad, and Plough

Oh Stay at Home, My Lad, and Plough
‎[1922]‎
Nella raccolta “Last Poems”‎
Una poesia messa in musica da diversi compositori, come Leslie Russell e John Ramsden ‎Williamson ‎‎(The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive)‎

Oh stay at home, my lad, and plough
(continua)
inviata da Bartleby 26/10/2011 - 15:53
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Grenadier

Grenadier
‎[1922]‎
Nella raccolta “Last Poems”‎
Una poesia messa in musica da diversi compositori, come John Addison, John Jeffreys, Oskar ‎Morawetz e John Ramsden Williamson ‎‎(The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive)‎

Dal libro dell’Ecclesiaste (Qoelet), capitolo 9, versetto 10: “Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ‎ne sei in grado, perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, ‎dove stai per andare”, né tanto meno quei miserabili 13 penny di paga giornaliera che la regina ti ‎promise, povero soldatino, per andare a combattere, in cambio della tua vita.‎
The Queen she sent to look for me,
(continua)
inviata da Bartleby 26/10/2011 - 15:46
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Epitaph on a Tyrant

Epitaph on a Tyrant
‎[1940]‎
Nella raccolta “Another Time”.‎
Un’altra poesia del grande autore britannico, naturalizzato statunitense, messa in musica da diversi ‎compositori, come Russell Smith e Daron Aric Hagen ‎‎(The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive)‎

La perfezione della tirannia sta nella sua semplicità, nella brutalità della sua poetica-politica, nello ‎sfruttare abilmente le miserie e la stupidità dell’uomo, nel circondarsi di eserciti e flotte e di corti ‎sempre ben disposte a ridere e a celebrare a comando, quando il tiranno è di buon umore… Ma ‎quando invece il tiranno e di umore cattivo sono sempre i bambini a morire nelle strade.‎
Perfection, of a kind, was what he was after,‎
(continua)
inviata da Bartleby 26/10/2011 - 14:29
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Ballad (O What Is That Sound)‎

Ballad (O What Is That Sound)‎
‎[1934?]‎
Nella raccolta pubblicata in Gran Bretagna nel 1936 con il titolo “Look, Stranger!” e negli USA ‎l’anno seguente come “On This Island”.‎


Una poesia del grande autore britannico, naturalizzato statunitense, messa in musica da diversi ‎compositori, come Randall B. Kreuger, Daron Aric Hagen, William Douglas Bennett e Jack ‎Hamilton Beeson ‎‎(The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive)‎

Una poesia che racconta in una progressione agghiacciante, con lo stile di una ballata settecentesca, ‎le fasi di un rastrellamento ad opera di un gruppo di soldati. Si tratta probabilmente della ‎descrizione della persecuzione di ribelli giacobiti nel 18mo secolo ma l’assenza totale di dettagli ‎che la possano situare storicamente con precisione (a parte l’espressione “scarlet sodier”, ad ‎indicare il colore dominante della divisa indossata dai soldati britannici – i Redcoats – tra il 17mo ‎ed il 20mo secolo, dato di per sé troppo vago) fanno di questa composizione un grido contro la ‎repressione ed il totalitarismo di ogni epoca.‎
O what is that sound which so thrills the ear
(continua)
inviata da Bartleby 26/10/2011 - 13:59
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Il mercenario di Lucera

Il mercenario di Lucera
Sono capitato per purissimo caso in questo sito cercando il testo integrale di questa canzone.... effettivamente non riesco bene a capire cosa ci sia di "contro la guerra" in questa canzone... posto che tra l' altro non riesco nemmeno a capire come qualcuno possa ricondurla a bandiera o vessillo di una frangia politica io semplicemente la trovo....divertente :-) Non fraintendetemi è lontano da me il pensiero pacifista (non nel senso che non mi piacerebbe un mondo in pace e dove tutti siamo uguali ma che trovo questa idea una semplice utopia) non sono nemmeno di quelli che dichiarano che la guerra è una cosa bella e giusta. Un pensiero però mi ha colpito, in tutto questo miasma di proclami pseudo politici ideologici partiti da questa canzone e di cui onestamente poco mi importa, e cito

Il mercenario di Lucera può essere senz'altro una canzone "realistica", dato che rispecchia senz'altro... (continua)
Federico Berton 26/10/2011 - 09:51

La ballata di Ken Saro Wiwa

La ballata di Ken Saro Wiwa


‎ “Ho scritto in vita mia solo due ballate e sono entrambe 'africane' (se dovessi fare un libro le ‎chiamerei infatti 'due ballate africane'). Una è dedicata ad uno sconosciuto che ho incontrato ‎davvero in Tanzania e che, forse, è ancora vivo. L'altra è questa 'Ballata di Ken Saro-Wiwa'. Ho ‎scritto solo due ballate perché, ve lo posso assicurare, sono difficilissime da scrivere senza scadere ‎nel banale o levare forza alla tensione. Infatti lo schema metrico è ferreo, preciso, millimetrico, non ‎si scappa. Gli endecasillabi sono tutti regolari e sono 'costretti' in una gabbia metrica che davvero li ‎soffoca. Riuscire a farli uscire fuori 'vivi' è una cosa davvero difficile. L'altro enorme problema è, ‎invece, quello di 'dar voce' a personaggi conosciuti, storici. Occorre documentarsi bene, non si può ‎inventare. In questa Ballata di Ken Saro-Wiwa mi sono infatti attenuto alla 'storia'... (continua)
Sporchi bastardi, Dio vi maledica!
(continua)
inviata da Bartleby 26/10/2011 - 08:48

La chanson des fusillés de Fourmies (La Marseillaise fourmisienne)‎

anonimo
La chanson des fusillés de Fourmies (La Marseillaise fourmisienne)‎
‎[1891]‎
Sull’aria de “La Marseillaise" di Rouget de l'Isle nel 1792.‎

‎1 maggio 1891, cittadina di Fourmies, Nord-Pas-de-Calais, Francia.‎
Una grande e pacifica manifestazione dei lavoratori – indetta dai socialisti seguaci di Jules Guesde ‎per commemorare il massacro di ‎Haymarket Square avvenuto a Chicago cinque anni prima - viene affrontata da 300 soldati armati ‎di nuovi e potenti fucili a ripetizione, in punta di baionetta. I manifestanti sono scesi in sciopero per ‎la giornata di 8 ore e per l’aumento dei salari. Il comandante della piazza, un certo Chapus, ordina ‎di sparare ad altezza uomo. In poco più di 40 secondi di sparatoria vengono uccise 9 persone, anche ‎donne e ragazzini, alcune addirittura estranee alla manifestazione:‎

‎Maria Blondeau, 18 anni
Louise Hublet, 20 anni
Ernestine Diot, 17 anni
Félicie Tonnelier, 16 anni
Kléber Giloteaux, 19 anni
Charles Leroy, 20... (continua)
Dans la commune, c'était fête
(continua)
inviata da Bartleby 25/10/2011 - 14:13

War and More

War and More
Well we’ve gotta a new car and a big flatscreen
(continua)
inviata da Daniel Herman 24/10/2011 - 18:58

Chansons de La bande à Bonnot: L'enfance de Bonnot

Chansons de <em>La bande à Bonnot</em>: L'enfance de Bonnot
‎[1954]
Paroles de Boris Vian
‎Testo di Boris Vian
Lyrics by Boris Vian
Musique de Louis Bessières
‎Musica di Louis Bessières
Music by Louis Bessières
D'après la comédie musicale La bande à Bonnot de Henry-François Rey [1954]
‎Dalla commedia musicale La bande à Bonnot di Henry François-Rey [1954]
From the musical La bande à Bonnot by Henry-François Rey [1954]
Disque Canetti n° 48863: La Bande à Bonnot, douze chansons.


‎"Jules Bonnot, operaio, anarchico e poi bandito, viene braccato per anni dalla polizia in piena ‎‎Belle Époque e diventa suo malgrado un eroe popolare: la sua cattura avviene di fronte ‎a cinquecento soldati e ventimila parigini, nell'aprile del 1912. Henry-François Rey nel 1954 ‎trasforma questa storia in una commedia musicale e ne affida le canzoni all'eclettico artista francese ‎Boris Vian. Dopo lo spettacolo gli spartiti originali si perdono e l'opera... (continua)
En train d'agoniser un homme revit son passé
(continua)
inviata da Bartleby 24/10/2011 - 13:31
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Chansons de La bande à Bonnot: Complainte de Bonnot

Chansons de <em>La bande à Bonnot</em>: Complainte de Bonnot
‎[1954]
Paroles de Boris Vian
‎Testo di Boris Vian
Lyrics by Boris Vian
Musique de Louis Bessières
‎Musica di Louis Bessières
Music by Louis Bessières
D'après la comédie musicale La bande à Bonnot de Henry-François Rey [1954]
‎Dalla commedia musicale La bande à Bonnot di Henry François-Rey [1954]
From the musical La bande à Bonnot by Henry-François Rey [1954]
Disque Canetti n° 48863: La Bande à Bonnot, douze chansons.


‎"Jules Bonnot, operaio, anarchico e poi bandito, viene braccato per anni dalla polizia in piena ‎‎Belle Époque e diventa suo malgrado un eroe popolare: la sua cattura avviene di fronte ‎a cinquecento soldati e ventimila parigini, nell'aprile del 1912. Henry-François Rey nel 1954 ‎trasforma questa storia in una commedia musicale e ne affida le canzoni all'eclettico artista francese ‎Boris Vian. Dopo lo spettacolo gli spartiti originali si perdono e... (continua)
Parmi tous ceux qu'on a connus
(continua)
inviata da Bartleby 24/10/2011 - 13:21
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Disertore

Disertore
Mi permetto di proporre una trascrizione diversa (affidandomi all'udito) in attesa di avere il testo ufficiale tra le mani, quando il 12 Novembre uscirà l'album di Emanuele e dei Terrarossa: "Trecentoventi".
DISERTORE
(continua)
inviata da Federico 24/10/2011 - 11:46
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Fiocchi di lana

Fiocchi di lana
La canzone parla di quando eravamo noi Italiani ad emigrare clandestinamente;c'erano dei sentieri fra le valli del Piemonte e del sud della Francia ,dove si esercitava il contrabbando di merci e di uomini...
24/10/2011 - 09:08
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Évangéline

L’avevo creduto,questo sogno di un’età giovane
(continua)
inviata da Valeria 23/10/2011 - 20:49
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Il treno della morte

Il treno della morte
Confermo anch'io, essendo nipote dell'autore Alfredo Cristaudo.

Dr Alessandro Arsì.
23/10/2011 - 20:13
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Redemption Song

Redemption Song
Old pirates yes they rob I
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/10/2011 - 16:57
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We Shall Overcome

We Shall Overcome
Traducanzone in italiano di Andrea Buriani
Italian "Translasong" by Andrea Buriani
"Traduchanson" italienne : Andrea Buriani
Andrea Burianin italiankielinen "käännoksenlaulu"


NOI CI RIUSCIREMO UN DI’
(continua)
inviata da Andrea Buriani 23/10/2011 - 16:03
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Waist Deep In The Big Muddy

Waist Deep In The Big Muddy
NEL GRANDE PANTANO
(continua)
inviata da Andrea Buriani 23/10/2011 - 15:25
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Hand on Your Gun

Hand on Your Gun
[2010]
Lyrics & Music by Lowkey
Album: Soundtrack To The Struggle

Taken from Lowkey's album "Soundtrack to the Struggle” Video filmed by globalfaction.org at the Stop the War Coalition Anti-war Assembly in Trafalgar Square on 8 October 2011..
[Spoken:]
(continua)
inviata da giorgio 23/10/2011 - 08:38
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Il nucleare lo vogliamo no!

Il nucleare lo vogliamo no!
Ciao, sono Giulio...ogni tanto capito qua...e non vi ho mai ringraziato se non in privato...colgo ora l'occasione per ringraziarvi per la diffusione di questo mio riadattamento che è piano piano diventato un inno...anche dopo il referendum sia chiaro: il nucleare lo vogliamo no!
Giulio 23/10/2011 - 01:38
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Il Sud è 'nu paese bellu assaj (Qua si campa d'aria)

Il Sud è 'nu paese bellu assaj (Qua si campa d'aria)
2003
Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice
Buonasera a tutti quanti, vorrei cantare gentilmente una canzone con l'accompagnamento del maestro e la vorrei dedicare al signor Giovanni, il ttiolo della canzone è qua si campa d'aria", perché al Sud si campa d'aria
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/10/2011 - 23:30
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With God On Our Side

With God On Our Side
Non mi sembra una canzone anticlericale, anzi mi sembra provenire da uno spirito profondamente religioso che cerca di stare dalla parte di Dio (adeguando la propria condotta alla volontà del Dio della pace che "fermerà la prossima guerra) piuttosto che porre "Dio dalla sua parte", strumentalizzandolo. (Come sta quel mangiapreti del Venturi? :)
mariaclaudia 22/10/2011 - 22:41
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On the Edge of War

On the Edge of War
1989
New Egypt
The nations are fighting tonight
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/10/2011 - 17:13
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9/11 Inside Job

9/11 Inside Job
THIS SONG MAY FIND AN UPDATE WITH LYBIA AND THE OTHER MIDDLEASTERN AFRICAN COUNTRIES...IS THERE ANY ABOUT?
LAURA
22/10/2011 - 17:12
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Hell Broke Luce

Hell Broke Luce
Da Bad as me (2011)

Written about Iraqi war veteran Jeff Lucey who committed suicide after returning home from Iraq with post-traumatic stress disorder.

In fact - as many fans noticed - the "Luce" in the title and some lyrics in the song ("What was your name? It was Jeff") seem to point to the life of Jeff Lucey. Lucey, a young man from my own Western Massachusetts, served in Iraq and came home with post-traumatic stress disorder, and eventually committed suicide in June of 2004. In a letter to his girlfriend he wrote while overseas, he said: "I have done so much immoral shit during the last month that life is never going to seem the same, and all I want is to erase the past month, pretend it didn't happen." In the months after returning home, he was tormented by bad memories, and suffered from hallucinations, insomnia, and estrangement from loved ones.

Although there is some speculation... (continua)
Had a good home but I left
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/10/2011 - 16:16
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The Dance [Պարը] - Ter Vogormia [Տէր Ողորմյա]

The Dance [Պարը] - Ter Vogormia [Տէր Ողորմյա]
"Durante el genocidio, las vírgenes armenias torturadas y violadas eran obligadas a danzar ante los turcos, antes de ser inmoladas con escarnio público.
El genocidio de entre un millón y medio y dos millones de personas, hoy desdibujado, semi olvidado y poco recordado (no hay una "Lista de Schindler" sobre este holocausto), fue perpretado con la complicidad de las potencias occidentales, que permitieron la atrocidad para salvaguardar sus intereses estratégicos y comerciales."

Corazón armenio, dal blog Lost in Marienbad
DonQuijote82 22/10/2011 - 11:26
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Su in collina

Su in collina
La poesia originale bolognese di Gastone Vandelli inviataci da Luigi Lepri che ringraziamo.

Qui il file PDF originale con la poesia di Gastone Vandelli. Il testo è stato finalmente riprodotto in ortografia bolognese corretta. [CCG/AGS Staff]

GASTONE VANDELLI


Gastone Vandelli (Rażż, ai 14.11.1921 - Bulåggna, ai 23.2.2003) - L é stè ón di poêta pió inpurtànt dla poeṡî dialetèl bulgnaiṡa. Rafinè e pén ed dêrma par dimónndi rigésster difarént, Vandèl al vinzé socuànt prèmi ed poeṡî e, dal 1979, al publiché al sô prémm lîber, “Apanna l èter dé”, che pò ai tgné drî "I séggn di ân", dal 1994. I sû argumént i van dala sâtira ala descriziån quèṡi metafîṡica dla Natûra. A publicän qué socuanti poeṡî, e un arcôrd ed sô fiôl Dagnêl.

È stato uno degli autori più importanti della poesia dialettale bolognese. Raffinato e versatilissimo, Vandelli vinse numerosi premi di poesia. Nel 1979 pubblicò il... (continua)
MÔRT IN CULÉṄNA
(continua)
22/10/2011 - 10:00
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Clima di Tensione

Clima di Tensione
(1994)
La tensione sale ogni giorno di più
(continua)
21/10/2011 - 22:04
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Vai soldato vai


I disertori della Prima guerra mondiale

La presenza di sbandati e disertori fu endemica durante tutta la guerra e presso tutti gli eserciti. L'argomento da solo meriterebbe un grosso libro.

Per quanto riguarda l'impero austro-ungarico, Fritz Weber (Tappe della Disfatta, p. 274) accenna alla «torma dei disertori , che si è rintanata nelle foreste croate». Mentre nel solo territorio ungherese si contano 200.000 disertori nel corso del 1918. (La nostra guerra, 1988, Il Triveneto dal 1914 al 1919, di Edoardo Pittalis, Sandro Comin, Francesco Jori, Edizioni del Gazzettino, Venezia, p. 323).

In Italia, il 3 novembre 1917, Cadorna scrive al presidente del Consiglio che alla vigilia di Caporetto «più di centomila disertori» vagavano nella penisola, «infestando le campagne, seminando ribellione nelle città e dovunque propagando sconforto». (Piero Melograni, 1969, Storia politica della grande... (continua)
Sono stato all'erta anch'io soldato spaventato
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/10/2011 - 20:16
Percorsi: Disertori
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L'estaca

L'estaca
GENOVESE [Andre, 2011]
GENOESE [Andre, 2011]


La versione genovese di Andre
Genoese translation by Andre

Ho provato a rendere in ligure, dialetto genovese, questa meravigliosa canzone... la Repubblica di Genova è uno dei pochissimi stati che non sono stati restaurati nel Consiglio di Parigi del 1815, per cui, di fatto, la sua annessione al regno di Savoia resta un abuso.
A STANGA
(continua)
inviata da Andre 21/10/2011 - 13:54
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Su in collina

Su in collina
Sono in grado di fornire il testo originale in dialetto bolognese di Vandelli "Môrt in culénna" (morte in collina).
Se interessa, fatemi conoscere le modalità d'invio.
Luigi Lepri (curatore del suo libro di poesie " I séggn di ân").
Luigi Lepri 21/10/2011 - 12:19
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Indiana

Indiana
Chanson italienne – Indiana – Marco Rovelli – 2008

Texte et musique de Marco Rovelli et Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2)

Voilà une chanson italienne consacrée à un Indien révolté... Un Indien d'Amérique du Nord... Il s'appelait Pontiac... Cela se passait vers 1760.

Je m'en souviens assez bien, dit Lucien l'âne, de ce Pontiac, un Outaouais ; je l'ai connu aux temps où je passais par là à la recherche des roses de liberté, du temps où ces territoires étaient encore en Nouvelle-France et préservés de l'invasion britannique, laquelle amena de grands massacres et la vérole. Par parenthèse, cette vérole, introduite volontairement par les Anglais, était une de ces armes biologiques, capables de réaliser – sournoisement – un ethnocide... Ce qu'elle fit...

Ainsi, la chanson du jour raconte cette histoire et si elle évoque ces événements et les révoltes indiennes contre l'arrivée de la « civilisation »... (continua)
INDIANA – Terre indienne
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/10/2011 - 11:05
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Riot Dog

Riot Dog
CIAO NATAN, CANE RIBELLE!
20 ottobre 2011 –
Oggi Natan ha finito la sua corsa nei prati di Venaus e se ne è andato a ricongiungersi con il suo amato compagno (non padrone) Raul nel grembo della Grande Madre Terra. Grazie anche a Biagio per averlo seguito e aiutato in questi anni al presidio di Venaus.
Fonte NOTAV.INFO
adriana 21/10/2011 - 08:42
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Quello che manca al mondo

Quello che manca al mondo
‎[2011]‎
Album “Decadancing”‎

Quello che manca al mondo è un poco di silenzio
(continua)
inviata da Bartleby 21/10/2011 - 08:35
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Άνοιξε, άνοιξε

Άνοιξε, άνοιξε

Se si guarda chi ha scritto, chi ha composto, e chi ha interpretato questa canzonetta, si percorre mezza storia del rebetico di prima e seconda generazione. Testo di Haràlambos Vassiliàdis detto il Tsandas, musica di Yannis Papayoannou , detto Psilòs ovvero Patsàs: e gli interpreti più classici furono Sotiria Bellou insieme - nientemento - a Stellakis Perpiniàdis. Insomma, quasi l'Elicona del rebetico. Roba autentica, questa. La si può rintracciare nel LP "Ta rebetica tis Sotirìas Bellou", 1966. Ascoltatela qui (gpt)
APRI APRI
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 21/10/2011 - 01:09




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