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Prima del 2010-8-17

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Bologna '77

Erri De Luca e Gianmaria Testa per Giorgiana Masi e Carlo Giuliani

adriana 17/8/2010 - 15:26
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Per Giorgiana

Kossiga ci cova(va). Ricordiamolo così, con parole sue

dal blog di Alessandro Robecchi

E’ morto Francesco Cossiga. Le agenzie hanno battuto la notizia e già dieci minuti dopo i telegiornali erano colmi di "coccodrilli" lusinghieri, biografie osannanti, panegirici di celebrazione. Anche questo sito vuole ricordare Francesco Cossiga, ma senza retorica e senza elaborazioni a posteriori. Anzi, vogliamo ricordare Francesco Cossiga con le sue parole, quelle di un’intervista che concesse al Giorno / Resto del Carlino / Nazione il 23 ottobre 2008, meno di due anni fa. L’occasione era l’ondata di proteste nelle scuole e nelle università seguite all’annuncio della "riforma" Gelmini. Niente tagli, niente inganni, niente falsità settarie e di parte. Solo le parole di Cossiga. Eccole qui di seguito, domande del giornalista Andrea Cangini e risposte del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Presidente... (continua)
daniela -k.d.- 17/8/2010 - 14:53
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El Plan Leopardo

[1975]
Album “Adelante!”

Scritta da Willy Oddó, membro dei Quilapayún, sulla base del racconto di un anonimo testimone su quello che la DINA, la polizia politica di Pinochet, battezzò “Plan Leopardo”, una trappola tesa all’indomani dell’11 settembre ai militanti di sinistra che, soprattutto nel sobborgo di Santiago denominato La Legua, si erano opposti armi in pugno al golpe fascista.
In un primo momento i servizi segreti rilasciarono gli attivisti arrestati, ma poi infiltrarono a La Legua alcuni agenti che si finsero reclutatori di una qualche organizzazione armata di sinistra e riuscirono così a mettere le mani sui capi della resistenza. Pedro Rojas, Luis Orellana Pérez, Alejandro Gómez Vega, Carlos Cuevas e Luis Canales, tutti militanti comunisti del comitato locale “Galo González” di La Legua, furono arrestati dalla DINA tra il 18 e il 20 di dicembre del 1973 e condotti in uno dei... (continua)
Un día triste y oscuro
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 14:36
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Al vent

Grazie mille, Alessandro!La vostra dedizione mi ha toccato il cuore.
Gustavo Sierra Fernández 17/8/2010 - 14:27
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Malembe

[1975]
Album “Adelante!”

“Malembe”, o “maleme”, è un termine di origine africana (bantu?) usato in molti paesi dei Caraibi, in Brasile e in Venezuela ma non sono riuscito a risalire al significato preciso. “Malembe” può essere un saluto, un augurio di buona giornata, ma in Venezuela significa anche “andare lentamente” e indica anche un tipo di danza praticata nel corso di certe feste sincretiche, come il “Tamunangue” o “Son de Negros” che si tiene nello Stato del Lara. “Maleme” può significare anche “misericordia”, quella invocata in tante canzoni popolari dal vecchio nero che ha trascorso l’intera esistenza in schiavitù…
Credo che in questa canzone dei Quilapayún – di cui essi stessi indicano l’origine cubana - il “Malembe” assuma la valenza dello spirito del popolo che soffre ma che sempre si ribella e colpisce i propri oppressori.
Aquí traigo mi Malembe
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 13:21
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A la mina no voy

[1969]
Album “Basta”
Canto dei minatori colombiani
El blanco vive en su casa
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 09:52
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Vivir como él (Cantata popular)

[1971]
Album “Vivir como él”
Testo trovato sul sito dei Quilapayún

Scritta da Frank Fernández e Luis Advis Vitaglich, grande compositore e filosofo cileno. Nato ad Iquique, è proprio lui l’autore della celebre Cantata Santa María de Iquique , anch’essa interpretata dai Quilapayún, come pure di altre celebri canzoni, tra le quali il ciclo “Canto para una semilla” basato su testi di Violeta Parra e interpretato dagli Inti-Illimani con Isabel Parra e Carmen Bunster.

Questa cantata è dedicata a Nguyen Van Troi, un diciasettenne combattente viet-cong che nel 1963 andò da solo a Saigon con l’intenzione di uccidere il ministro della difesa americano Robert McNamara, uno dei responsabili della guerra in Vietnam e uno dei più grandi criminali di guerra di tutti i tempi, come lui stesso ha ammesso nel documentario di Errol Morris “The Fog of War”, a lui dedicato. E McNamara era pure un recidivo,... (continua)
El 15 de octubre de 1964, por orden de los yanquis, las autoridades títeres de Saigón fusilaron al joven electricista Nguyen Van Troi, acusado de haber intentado dinamitar un puente por donde debía pasar el Secretario de Estado norteamericano McNamara.
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 09:32
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Levantate campesino

Album:Contraconfesiones
Levántate campesino,
(continua)
inviata da adriana 17/8/2010 - 08:58
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Los gorilas

Album : Testimonios Rebeldes
La universidad y el ejercito, son dos instituciones sostenidas por el esfuerzo económico del pueblo, flaca inversión esta de mis sufridos hermanos, la universidad hasta nuestros días solo ha servido para, preparar mejor en técnicas de explotación contra las mayorías trabajadoras y el ejercito es el brazo represivo de la oligarquía en el poder. Estos vicios solo podrán cambiar con un autentico movimiento revolucionario, que genere primero las milicias populares con autentica conciencia política y la universidad popular del pueblo y para el pueblo.
(continua)
inviata da adriana 17/8/2010 - 08:09
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Lamento coprero

Masacre de La Coprera
De Wikipedia, la enciclopedia libre

Agosto de 1967 se escenificó la cruenta masacre de copreros en Acapulco
La masacre de los copreros en Acapulco o de la La Coprera ocurrió el domingo, 20 de agosto de 1967 en el puerto de Acapulco, Guerrero, al sur de México. Sucedió cuando líderes de la Unión Regional de Productores de Copra del Estado de Guerrero, mediante pistoleros confabulados con el entonces gobernador de Guerrero Raymundo Abarca Alarcón, abrieron fuego reprimiendo a alrededor de 800 campesinos copreros que intentaban ingresar al edificio de dicha sede —mejor conocida como La Coprera— en donde se llevaría a cabo un congreso y se manifestarían en contra de la reciente elección de Jesús Flores Guerrero para presidente de dicha organización y de un impuesto de 13 centavos al kilogramo de copra que se había aplicado previamente.
El número de muertos no se ha... (continua)
A nuestras autoridades,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:52
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Corazones de plomo

Album : Se Acabo
Hay Soldaditos de Plomo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:44
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Contraconfesiones

Album : Contraconfesiones
Barriendo y acarriando concreto,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:10
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Al general

Album : Testimonios Rebeldes
Soldado: Fíjate bien en lo que te están convirtiendo, en asesino de tus hermanos de clase: los obreros, campesinos, estudiantes y pueblo en general. Y en perro guardián del dinero y de los intereses de tu enemigos, ¿O Acaso haz visto entre las filas de tropa a algún un Banquero?, ¿un diputado?, ¿un industrial?, ¿un gobernador?, ¿un terrateniente?, ¿o un presidente?...
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 17:04
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La masacre del corpus Christi

Album : Canticos y Testimonios
La “Masacre del Corpus Christi” è una canzone del 1971 e racconta quello che è passato alla storia come “El Halconazo”.
Alla fine del 1970 Luis Echeverría, ministro degli interni sotto Gustavo Díaz Ordaz e mandante con questi del massacro di Tlatelolco nel 1968, divenne presidente del Messico. I boia si davano il cambio al potere. Echeverría aveva bisogno di rifarsi la verginità e di mostrare all’opinione pubblica internazionale che il Messico non era una dittatura sanguinaria ma uno stato aperto e democratico. Così, all’inizio, consentì la scarcerazione o il rientro dall’esilio di molti attivisti del movimento studentesco e parlò di riforma della scuola e del prossimo riconoscimento di ampie autonomie per le università.
Ma era un inganno.
Passati appena pochi mesi il presidente rivelò la sua vera faccia dispotica e dispose draconiani tagli di fondi... (continua)
Hoy es jueves para el cuerpo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:54
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El niño de Vietnam

Album : Historia de un Verdadero Sex-enio I
Oye estos lamentos joven americano,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:47
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Soldado

Album : Manifiesto
Soldado que estas haciendo,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:23
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En esta plaza

Cuentan que los pajarillos,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:13
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Ayeres

Album: Se Acabo
No canto porque se admiren,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 16:06
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Dialogo entre el Papa y Jesucristo

Album : Salsa Roja
Sucedió en el Vaticano
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:52
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Milonga del Fusilado

I primi ad incidere questa canzone furono Los Olimareños nell'album del 1971 intitolato "¡Que Pena!".
Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 15:47
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Obreros y patrones

Album : Se Acabo
No hacemos otra cosa que trabajar,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:42
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Tierra de Artigas

[1965]
Album “De Cojinillo”

Scritta dal poeta uruguyano Víctor Lima, che collaborò con Los Olimareños fino al 1969, anno in cui decise di togliersi la vita gettandosi nelle acque del fiume Uruguay.
Artigas è il cognome di una famiglia uruguyana da cui provengono molti dei protagonisti delle guerre per l’indipendenza del paese dai colonialisti spagnoli.
El Uruguay es mi tierra,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 15:31
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La masacre de Tlatelolco

Album : Canticos y Testimonios
Acribillados y muertos en un mitin popular...
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:27
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Canto por los Desaparecidos

Album : Salsa Roja
Llevan de luto el corazón,
(continua)
inviata da adriana 16/8/2010 - 15:20
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Patrón

[1969]
Nell’album “Basta”
Parole e musica dell’uruguayano Anibal Sampayo
E’ stata anche interpretata da Alfredo Zitarrosa

“Esta canción es un grito de alerta para los latifundistas dueños de la tierra y de la banca”
Anibal Sampayo, Paysandú, Uruguay, febrero de 1962.
Patrón, esa sombra que tirita tras sus reses,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 14:58
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Canción del minero

[1961]
Parole e musica di Víctor Jara.
Album “El folklore de Chile Vol. 9”, quando Víctor Jara era membro del gruppo folklorico Cuncumén.
Canzone presente anche nel disco d’esordio dei Quilapayún del 1966.
Voy
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 14:37
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The Minstrel Boy

[2009]
Album: Demo 2009
THE MINSTREL BOY
(continua)
inviata da giorgio 16/8/2010 - 09:38
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The Revolution Will Not Be Televised

The poem is notable for its extensive political, cultural, and advertising references, including:

* "Plug in, turn on, and cop out," a reference to Timothy Leary's pro-LSD phrase "Turn on, tune in, drop out."[2]
* "Skag," slang term for heroin
* Xerox, best-known manufacturer (at the time of the poem's writing) of photocopying machines. The name has also become a genericized trademark that colloquially means "to photocopy".
* Richard Nixon, 37th president of the United States
* John N. Mitchell, U.S. Attorney General under Nixon
* General Creighton Abrams, one of the commanders of military operations in Southeast Asia during the Vietnam War
* Mendel Rivers, chairman of the House Armed Services Committee during the period of the Vietnam War
* Spiro Agnew, 39th vice president of the United States under Nixon
* "Hog maws," sometimes misheard as "hog... (continua)
Bartolomeo Pestalozzi 16/8/2010 - 09:02
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Grandfather and Me

[1976]
Lyrics & Music by Tom Neilson
Album: Dancin' Shoes [1997]

Chronicle of union organizers

"While hitchhiking in Northern Idaho in the Spring of 1975, I was told this story by my ride. It's about his grandfather and mother. Both were union organizers around 1919.
Grandpa played his concertina
(continua)
inviata da giorgio 16/8/2010 - 08:30
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Il ritorno dei ragazzi morti

[1994-96]
Dalla raccolta "Le origini"(2003)

IL disco originario da cui è tratto il brano s'intitola "Allegro Pogo Morto" del 1995.
L'assessore gira armato
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 22:41
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La faccia della luna

[2010]
Album "Primitivi del futuro"
Il mondo è mio, mi sembra
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 16:10
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L'ultima rivolta nel quartiere Villanova non ha fatto feriti

[2010]
Album "Primitivi del futuro"
Prendi a calci il tuo padrone
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 15/8/2010 - 16:09

Questa di Marinella

Chanson italienne – Questa di Marinella – Movimento Femminista Romano – 1972

Avec cette « refonte » [ moi, j'aurais dit parodie, dit Lucien l'âne] de 1972, le Mouvement Féministe Romain a joué une drôle de partie en allant chercher comme base une chanson d'une personne comme Fabrizio De André, qui ne peut certes être accusé d'être un chantauteur machiste. Mais les luttes et les revendications des féministes militantes ne pouvaient s'en tenir à la célébrissime chanson de De André, interprétée aussi par Mina. Nonobstant cela, la Marinella originale, selon ce que racontait De André, se référait à ce qu'on appellerait aujourd'hui un véritable féminicide.: l’assassinat d'une prostituée, qui fut jetée d'un pont dans le fleuve Tanaro. De André, avec délicatesse, transpose cet épisode dans la chanson qui lui donna la célébrité, une délicatesse que les féministes romaines remplaceront par la crudité... (continua)
CELLE DE MARINELLA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/8/2010 - 16:04
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L'inveren di noster non

L'INVERNO DEI NOSTRI NONNI
(continua)
15/8/2010 - 10:19
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Primavera di Praga

Nel 1968 si chiedeva a gran voce un socialismo dal volto umano. Ma l'intervento sovietico e la passività degli occidentali (politica dei blocchi) hanno fatto sì che quello si riducesse a uno slogan . Vent'anni dopo cosa hanno ottenuto: la secessione (senza alcun referendum confermativo, che avrebbe sicuramente espresso un esito contrario, scombinando i calcoli degli investitori) e il capitalismo dal volto disumano. Praga si è trasformata in una gigantesca slot machine: qualsiasi angolo è stato sfruttato a scopi commerciali, alterando irrimediabilmente le caratteristiche architettoniche della più bella città della vecchia Europa. Noi abbiamo conservato qualche monumento di epoca fascista, come traccia del passato. Loro invece hanno rimosso tutto: da un estremo all'altro! Penso che nessuno, Palach in testa, volesse questo.
alessandro 14/8/2010 - 18:02
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Stranizza d'amuri

Provo sempre una forte emozione nel sentire Stranizza d'amuri, le lacrime mi salgono agli occhi. Sapete non sono mai stato in sicilia e non conosco il siciliano, abito in brianza eppure non ho avuto bisogno di cercare la traduzione del testo ne ho capito subito le parole, è come se in una vita passata fossi vissuto su quell'isola. Ne sento la musicalità c'è tutto in questa canzone è come stare in un giorno assolato in una strada della sicilia e sentirne gli odori e vederne i colori...
Giuseppe Anzani 14/8/2010 - 17:42
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Lavorare con lentezza

Chanson italienne – Lavorare con lentezza – Enzo Del Re – 1974

« Une des figures les plus radicales de l'alternative politico-musicale des années soixante. Utilisant comme instrument une chaise et demandant comme cachet le minimum syndical de la paie d'une journée de travail d'un métallo, Del Re avait coutume de se lancer dans des performances imprévisibles et provocantes, de vrais marathons par lesquels il entendait représenter et dénoncer l'infinie répétitivité du travail en usine. À une époque où le refus du travail avait une valeur morale et idéale, Del Re a représenté l'utopie la plus avancée de la rébellion et de la dénonciation [du travail]. Tout en étant diplômé du Conservatoire de Bari, il avait en fait refusé les instruments classiques pour adopter des matériaux pauvres et de récupération (cartons, objets usuels) avec lesquels il transformait ses chansons en récitatifs monodiques... (continua)
TRAVAILLER AVEC LENTEUR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/8/2010 - 10:52
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Quando il tempo sarà un prato

Chanson italienne – Quando il tempo sarà un prato – Alberto Radius (texte : Daniele Pace et Oscar Avogadro)

« Je t'aimerai quand dans l'air s'éteindront les bannières de la mémoire, quand le temps sera un pré vert que personne jamais n'a foulé, quand l'ordre souverain n'aura plus le fusil à la main... »
QUAND LE TEMPS SERA UN PRÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/8/2010 - 08:59
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Non gradisco

Da Ancora Barabba
Non gradisco
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/8/2010 - 18:15
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Ruperto

[1975]
Album “Adiós en dolor mayor”
Ruperto vivía en su campo
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 14:21
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La canción caliente

[1985]
Album “Por si no lo sabía”
Parole e musica di Alí Primera
Interpretata da José Montecano
Esta es la canción caliente
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 14:08
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José Leonardo

[1976]
Album “Canción para los Valientes”

Alla fine del 700 l’eco della Rivoluzione Francese si faceva sentire un po’ ovunque nel mondo, e raggiunse pure l’America Latina. Quando poi cominciò a circolare voce che il re di Spagna avesse concesso la libertà agli schiavi, molti di questi (nativi, neri africani o meticci che fossero) non aspettarono che i padroni e le autorità locali, assai riluttanti a questa prospettiva, si adeguassero alle disposizioni della Corona e si liberarono da soli. Anche in Venezuela, nella regione di Coro, si costituirono delle comunità di “cimarrones”, termine che indica qualunque animale domestico che sfugge al proprio padrone e si inselvatichisce.

José Leonardo Chirino era nato in Venezuela da una nativa libera e da un africano schiavo e, quindi, era uno “zambo libre”, un meticcio libero, che tuttavia non aveva proprietà e lavorava come contadino giornaliero... (continua)
José Leonardo fue
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 13:49
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Alberto Lovera, hermano

[1973]
Album “Lo primero de Alí Primera”

27 ottobre 1965. Il corpo di Alberto Lovera, dirigente comunista venezuelano, emerso dalle acque antistanti a Lechería, nel nord-est del Venezuela.

Alberto Lovera era un docente ed era anche segretario del Partito Comunista del Venezuela.
Il 17 ottobre 1965 fu arrestato dalla polizia politica del presidente Raúl Leoni Otero. Lo torturarono fino ad assassinarlo. Qualche giorno dopo il suo corpo emerse dal mare, impigliato nella rete di un pescatore. Una grossa catena con un peso al fondo avvolgeva il cadavere, che aveva viso e mani fracassati per impedirne il riconoscimento.
Nessuno è mai stato nemmeno indagato per quell’orrendo delitto politico…
Saliste del mar encadenado
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 11:47
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Non maledire questo nostro tempo (25 Aprile 1945)

Sono felice di potervi dire che stamane ho ricevuto da Lino Patruno la risposta desiderata: mi dice che la musica di "Non maledire questo nostro tempo", su testo di Gigi Lunari, fu composta da lui. Aggiunge anche che non gli risulta esistere il titolo "25 aprile 1945". Direi che la conferma è autorevole e può essere considerata definitiva; e oltretutto va a rassicurarmi su un punto importante: la musica di questa canzone a me non sembrava affatto di Negri (contrariamente a quanto afferma Letizia Liqui), il cui stile musicale conosco molto bene; ma nel dubbio non potevo escludere totalmente l'attribuzione a Negri solo a partire da un'impressione d'ascolto. Ora vorrei dunque sapere (perché il dubbio è sempre occasione di conoscenza, e non si sa mai...) da Paolo D'Alessandro dove aveva trovato la notizia che la canzone si chiamava originariamente "25 aprile 1945", e che era di Negri, mentre quella dei Gufi un rifacimento. Se D'alessandro è ancora in contatto, dia un segnale!
Marco Moiraghi 13/8/2010 - 11:32
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Lo que no se publicó aquel miércoles 17 de Junio de 1987

[1990]
Album “A una legua de la victoria”

Testo trovato su Perrerac

In questa canzone Acevedo ricorda la cosiddetta "Matanza de Corpus Christi" (in gergo militare “Operación Albania”) quando, tra il 15 e il 16 giugno 1987, dodici membri del gruppo di resistenza armata Frente Patriótico Manuel Rodríguez (FPMR) furono uccisi dagli agenti della polizia segreta come ritorsione contro il fallito attentato a Pinochet avvenuto il 7 settembre dell’anno precedente, nel corso del quale il dittatore era rimasto solo lievemente ferito ma erano morte cinque guardie della scorta.
Cuando Junio acuchillaba con su escarcha las veredas
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 11:24
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Historia de Protestópolis

[1990]
Album “Por los que sobrevivieron”
Testo trovato su Perrerac

“… Venne installata la democrazia, non ci diedero nemmeno il colpo di grazia…”

“La Historia de Protestópolis, se enfoca principalmente al tiempo de la dictadura, y como poco a poco, las malas condiciones sociales por las que Chile atravesó en aquel tiempo (Chicago Boys incluidos), dieron paso a un creciente descontento popular que se tradujo en el pueblo saliendo a protestar a las calles, a puro ‘peñascazo y barricada’. La canción termina con lo que, para mi, es una frase que interpreta bien el sentir de muchos que lucharon en contra de la dictadura, y que una vez arribada la ‘democracia’ fueron mandados de vuelta a sus casas, llegándose muchas veces a desconocer casi por completo por los señores ‘políticos’ que si Pinochet aceptó el triunfo del NO, y el posterior gobierno de la Concertación, no fue sólo por su accionar,... (continua)
Esta historia que quiero contar
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 11:22
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Apuntes de nuestra historia

[1990]
Album “Por los que Sobrevivieron”
Testo trovato su Perrerac
Ahora les voy a contar
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 11:20
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Dieciocho de Agosto

[1986]
Album “Callejeando por Decreto Supremo”
Testo trovato su Perrerac

Nell’agosto del 1973 il governo di Allende stava agonizzando e l’esercito si dava già da fare nelle “prove tecniche” del prossimo golpe. Il 18 agosto i soldati attaccarono il sobborgo di Lo Hermida a Santiago, un barrio povero dove la gente non sosteneva tanto la Unidad Popular del presidente quanto la sinistra rivoluzionaria. E l’esercito intervenne infatti per catturare i militanti del MIR, il Movimiento de Izquierda Revolucionaria, che a Lo Hermida trovavano rifugio sicuro. Ma la gente affrontò i militari e, in un primo momento, li costrinse alla fuga. Il giorno successivo quelli tornarono in forze e il bilancio non fu più favorevole ai resistenti: 2 morti, 11 feriti e 160 arrestati. Più tardi Allende chiese scusa per l’attacco, ma oramai non esercitava più nessuna autorità e, forse - ma non prendo posizione sulla... (continua)
Salgo temprano de mi oscura casa
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 13/8/2010 - 11:18




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