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8th Of November

[2006]
Written by "Big" Kenny and John Rich
Scritta da "Big" Kenny e John Rich
CD Single
Album: Comin' To Your City

In the album version, Kris Kristofferson provides the introduction. The 173d Airborne Brigade was ambushed by Viet Cong during Operation Hump; one of the wounded, Niles Harris, was among the several soldiers saved by Lawrence Joel, who later became the first living black American to receive the Medal of Honor since the Spanish-American War. Years later, Harris gave Big Kenny (one half of the duo) the top hat he often wears in public appearances.

The song itself is a Viennese waltz giving an account of Harris' life. In the first verse, at the age of 19, Harris joins the military to fight the Vietnamese. He ends up in Vietnam, "with the smell of napalm in the air." The thirty in his group are then ambushed, as earlier stated by Kristofferson. In the second verse, Harris,... (continua)
Said goodbye to his mamma
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 20/1/2009 - 23:10
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Khe Sanh

[1978]
Scritta da Don Walker, tastierista dei Cold Chisel.

L'assedio di Khe San fu una lunga battaglia della guerra del Vietnam, combattuta tra il gennaio ed il luglio 1968, durante la quale le forze dell'Esercito del Vietnam del Nord tentarono senza successo di distruggere la importante base dei Marines statunitensi situata nelle regioni settentrionali del Vietnam del Sud. (it.wikipedia)
(Bartleby)

*

The mood of the song is typified by its first verse.

The remaining verses describe the singer's aimless drifting after his return to Australia: womanising, post traumatic stress disorder, addiction to speed and Novocaine, getting work on oil rigs and flying helicopters. He has travelled the world: "I've been back to South East Asia but the answer sure ain't there". The final refrain is "Well the last plane out of Sydney's almost gone", as the singer heads to Hong Kong for casual sex.

Wikipedia
I left my heart to the sappers round Khe Sanh
(continua)
20/1/2009 - 22:56
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Τα 18 λιανοτράγουδα της πικρής πατρίδας

Ta 18 lianotrágouda tis pikrís patrídas

[1974]
Στίχοι: Γιάννης Ρίτσος [1973]
Μουσική: Μίκης Θεοδωράκης
Πρώτη εκτέλεση: Γιώργος Νταλάρας

Versi di Yannis Ritsos [1973]
Musica di Mikis Theodorakis
Prima esecuzione di Yorgos Dalaras

Yannis Ritsos scrisse le sue "18 canzonette per la patria amara" quasi interamente mentre era prigioniero nel carcere-lager dell'isola di Leros. Diciotto canzonette, o distici popolari, nei quali il popolo greco si riconobbe all'istante.

"Yiannis Ritsos è una delle voci poetiche più forti della grecità contemporanea. Durante l’occupazione della Grecia nel corso della seconda guerra mondiale partecipò alla resistenza, organizzando tra i partigiani attività culturali e teatrali. Per le convinzioni politiche fu deportato in campo di concentramento, dopo il colpo di stato dei colonnelli., nel 1967. Gravemente malato, fu posto in libertà vigilata a Samo. Fu... (continua)
Τα 18 λιανοτράγουδα της πικρής πατρίδας
(continua)
inviata da Gian Piero Testa & CCG/AWS Staff 20/1/2009 - 19:50
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Via della Povertà [versioni modificate e versione da album], incl. Desolation Row by Bob Dylan

Sbaglio o il testo è diverso dalla canzone nel video?! 3 versioni di cui due inedite? Si divertiva assai, Fabrizio. :-P
(ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità!)

Si divertiva assai e avesse messo nel disco questa "versione modificata", o anche quella nel video, sarebbe stato anche meglio! [RV]
20/1/2009 - 19:48
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Γεννήθηκα σε μια στιγμή

Trascrizione fonetica del testo originale.

La trascrizione è stata direttamente effettuata dal canto di Nikos Xylouris e può in alcuni punti differire dalla pronuncia standard della lingua greca.
[ je'ɳiθika sem"ɳa stiɣ'mi
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 20/1/2009 - 17:53

Dziesięć milionów

Version italienne – Dieci Millioni – Riccardo Venturi
d'une chanson en polonais d'Alex Kulisiewicz, elle-même traduite en anglais.

Aleksander Kulisiewicz (1918-1982) (dit Alex) était étudiant en droit dans la partie de la Pologne occupée par les Allemands quand, en octobre 1939, il fut dénoncé pour des écrits anti-fascistes, arrêté par la Gestapo et envoyé au camp de concentration de Sachsenhausen, près de Berlin. Chanteur amateur et chantauteur, Aleksander Kulisiewicz composa 54 chansons durant les près de six ans de son emprisonnement à Sachsenhausen. Après la libération, il se remémora ces chansons ainsi que celles apprises de camarades prisonniers, dictant des centaines de pages de textes à son infirmière polonaise.

Cette chanson fut écrite comme un hymne clandestin des camps de concentration vers la fin de 1944. Ni le camp où il fut écrit, ni l'auteur ne sont connus. À ce moment, il y avait bien plus de dix millions de personnes : hommes, femmes et enfants dans les camps en Europe.
DIX MILLIONS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/1/2009 - 17:48
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Get On Your Boots

Gli U2 sono tornati, “Get On Your Boots” è il primo singolo estratto dal loro nuovo album intitolato “No Line on the Horizon” la cui uscita è prevista per il 27 febbraio. Il pezzo è una uptempo abbastanza immediata ed orecchiabile prodotta da Bono e Daniel Lanois, il ritornello facile da memorizzare è ripetuto quanto basta da far entrare subito in testa la canzone sin dal primo ascolto.

ebjunk

Uscito come primo singolo dell'album il 15 febbraio 2009 è forse il pezzo più energico, diretto (e "easy") dell'album. Detto da The Edge: è basato sull'idea che i maschi abbiano incasinato le cose così tanto, politicamente, economicamente e socialmente che è davvero il momento di passare le consegne alle donne. Recentemente Bono ha dichiarato che l'espressione "get on your boots" nello slang dell'Africa orientale significa "indossa un preservativo".
(da u2anchetu)
The future needs a big kiss
(continua)
20/1/2009 - 17:37
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שטילער, שטילער

Shtiler, shtiler
[1942]
Parole di Shmerke Kaczerginski
Musica di Alex Wolkoviski (Alexander Wolkowsky, Alexander Tamir)
Lyrics by Shmerke Kaczerginski
Music by Alex Wolkoviski (Alexander Wolkowsky, Alexander Tamir)


"'Shtiler, shtiler’ (Hush, hush), composed by the eleven-year-old Alek Volkoviski with lyrics by Shmerke Kaczerginski, was one of the best-loved songs of the Vilna ghetto. The lullaby was first performed in April 1943, at one of the last Jewish Council-organised concerts before the ghetto’s liquidation. The poignant lyrics chronicle the murders taking place at Ponar, a forest near Vilna, and lament the pain and suffering of the ghetto inmates." - Music and the Holocaust

"The song was published by Shmerke Kaczerginski in his anthology, Lider fun di Getos un Lagern (1948): the lyrics appear on page 88, the melody on page 385. The song was also published in Eleanor Mlotek... (continua)
שטילער, שטילער, לאָמיר שװײַגן,
(continua)
inviata da Alessandro + CCG/AWS Staff 20/1/2009 - 14:41

La grande esplanade

LA GRANDE ESPLANADE

(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)
Chanson française - Réception – Marco Valdo M.I. – 2009

La grande esplanade est la cinquième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.

La Grande Esplanade, c'est le lieu central du camp de Dachau, modèle des autres et successifs camps nazis; c'est sur cette place que chaque jour, plusieurs fois par jour, étaient dénombrés les prisonniers.
Le deuxième vers de la première strophe est en grande partie une réminiscence de Charles - Ferdinand Ramuz, écrivain suisse, dont L'Histoire du Soldat fut mise en musique par... (continua)
Dachau express tchou, tchou est reparti
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/1/2009 - 14:28
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Kabul

2008
Giù Non è stato facile cadere così in basso

Testo e musica di Flavio Oreglio e Dario Canossi

Breve nota su Malalai Joya
Nel 2003 Malalai Joya, a soli 26 anni, fu eletta dai suoi concittadini come delegata alla Loya Jirga (Grande Assemblea) che doveva stilare la carta costituzionale del paese. Già allora Malalai prese la parola e, in un coraggioso discorso divenuto poi celebre, denunciò i crimini dei 'signori della guerra' che controllavano, e ancora oggi controllano, la Loya Jirga e i posti di comando del paese. Da quel giorno Malalai vive sotto scorta, è oggetto di continue minacce di morte e ha già subito vari attentati.

Nel settembre del 2005 si tennero le elezioni parlamentari afghane e, grazie al suo indiscusso radicamento nel territorio, alla sua attività di sostegno concreto alla popolazione, al suo impegno a favore delle donne, alla sua lotta per la democrazia e i diritti,... (continua)
Avevano gli occhi grandi delle donne vere
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/1/2009 - 14:08
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Pasqua '44

C’è una fiamma sospesa nel cielo
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/1/2009 - 13:10
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Nikolajewka

Verso la fine degli anni ’60, all’apparire nel mondo corale di Bepi De Marzi, anche il Coro Marmolada, fra i primi, volle sperimentare la nuova coralità che esprimeva quest’autore che rappresentava, in quel momento, la novità, e quindi lo svecchiamento, nel nostro modo di cantare.

Ed ecco, allora, dopo il più famoso Signore delle cime, il gruppo di "poesie in musica" ispirate all’epopea alpina della seconda guerra mondiale: Il Golico (campagna di Grecia), L’ultima notte, Joska e Le voci di Nikolajewka (campagna di Russia); le ultime tre trovarono sollecitazione dal libro di Giulio Bedeschi "Centomila gavette di ghiaccio", uscito proprio in quegli anni, che portava a conoscenza del grande pubblico le vicende ed i drammi umani degli alpini a seguito della sciagurata avventura bellica voluta dal governo fascista di allora.

Nikolajewka è la località spersa nella vasta pianura russa, dove scorre... (continua)
Nikolajewka
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/1/2009 - 12:56
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La Bomba Imbriaga

La dura vita di trincea ha ispirato a Bepi de Marzi questo canto di grande effetto: ironicamente, si immagina gli alpini che tra i continui bombardamenti aspettano con ansia l’arrivo di una botte ripiena di vino.
Quarantatre giorni ca semo in trincea
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/1/2009 - 12:49

Monsieur Tout-le-monde

Cette chanson écrite par Chantal Grimm en 1978 traite du fascisme ordinaire, du racisme quotidien.
Ce n'est pas un raciste mais il vous dit souvent
(continua)
inviata da Sébastien Le Goff 20/1/2009 - 11:55
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We Are The World

USA FOR ITALY ... gli Squallor meglio di Jackson & company.
Grazie a DJ ORESTE.
Tony da Rieti 20/1/2009 - 09:39
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All You Fascists

Una bella versione di questa canzone si può trovare in Appunti Partigiani cantata con Billy Bragg (il brano è di Woody Guthrie, ma non lo ha mai pubblicato)

DonQUijote82 20/1/2009 - 01:22
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Sparati

Fin qui tutto bene (anche conosciuto come "Quasi Luf" o "Vita3" -
Perspartitopreso - 1999/2004
Nel cielo c'è un aereo
(continua)
inviata da Donquijote82 19/1/2009 - 21:34
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Consuelo

2005
Dall'album "Bala e fa balà "
Camminiamo nella pampa
(continua)
inviata da Donquijote82 19/1/2009 - 20:49
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Coda di Lupo


La Storia leggera – L'Histoire légère. (de Francesco Senia)

J'emprunte le titre à un beau livre de Stefano Pivato, édité par « Mulino », pour parler de Fabrizio De André comme « historien ». Le disque d'histoire s'intitule « Rimini ». Et il suit d'une année ce beau roman politique qui a pour titre « Histoire d'un employé ». Entre, cinq ans qui ont l'air d'avoir été cinquante !
L' « Histoire », introduite par Rimini qui donne le titre au disque, se déroule en deux chansons. Fondamentalement. Elle commence avec « Queue de Loup ». On part de loi et il use d'un artifice, parlant de l'histoire italienne qui depuis l'après guerre jusqu'en 1977 en la regardant dans le miroir que sont les Américains autochtones. La référence facile sont les « indiens métropolitains ». Comme dans un immense tour, on part des indiens pour arriver aux indiens.
De André parle, dans cette chanson écrite en 1978, du... (continua)
QUEUE DE LOUP
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/1/2009 - 20:20

Bάζει o Nτούτσε τη στολή του

IL DUCE SI METTE IN DIVISA
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 19/1/2009 - 17:14
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Souviens-toi du jour

[1999]
Album "Innamoramento"

The song refers openly to Primo Levi's book If This Is a Man, in which the author recounts his experience in the concentration camps. However, the song is "full of hope and resolutely turned towards the potentiality of human beings to overcome its hatred", while the book seeks to "prove that the concentration camps were able to make the man inhuman, removing the brotherhood and mutual aid"
Quand le vent a tout dispersé
(continua)
inviata da Alessandro 19/1/2009 - 12:49
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Rêver

[1995]
Album "Anamorphosée"

"Rêver" was the first Farmer's song to refer to the genocide of World War II, in the first verse, through the book If This Is a Man, written by Primo Levi (the second single was "Souviens-toi du jour"). When the single was released, a lot of people haven't seen the reference to this tragedy in the song, which Farmer didn't enjoy. One verse of the chorus, "J'irai cracher sur vos tombes", refers to a book by Boris Vian under the pseudonym of Vernon Sullivan. This book provoked a controversy in 1947 because of its violent and sexual content. The verse "Nous ne marcherons plus ensemble", in the poem Dans le Monde étranger, written by the French author Pierre Reverdy, is also quoted in the song.
D'avoir mis son âme dans tes mains
(continua)
inviata da Alessandro 19/1/2009 - 12:00
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Ride 'Em Jewboy

Kinky Friedman and the Texas Jewboys' 1973 "Ride 'Em Jewboy" is a haunting country-and-western tribute to Holocaust victims.
Ooh, ooh, ooh, ooh,
(continua)
inviata da Alessandro 19/1/2009 - 11:45
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Up to the Mountain (MLK Song)

[2007]
Album "Children Running Through"

Una canzone dedicata a Martin Luther King e ispirata al suo celeberrimo ultimo discorso, "I've Been to the Mountaintop", pronunciato a Memphis il 3 aprile 1968, il giorno prima di essere assassinato.

La canzone è stata scritta dalla Griffin e proposta dal vivo fin dal 2005, ma è stata incisa per primo da Solomon Burke nel suo album "Nashville" del 2006, con la partecipazione della stessa Griffin.
I went up to the mountain
(continua)
inviata da Alessandro 19/1/2009 - 10:30

Réception chez les Nazis

RÉCEPTION CHEZ LES NAZIS

(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)
Chanson française - Réception – Marco Valdo M.I. – 2009

RÉCEPTION CHEZ LES NAZIS est la quatrième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.

Réception sur le quai, on compte
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/1/2009 - 22:37

Dachau Express

[2009]
(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)
Paroles et musique par Marco Valdo M.I.
Testo e musica di Marco Valdo M.I.

DACHAU EXPRESS est la troisième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.

Le refrain Dachau Express, dont le nom lui-même renvoie au mythique Orient Express ou peut-être aussi au Transsibérien et à Cendrars, est une référence directe au Train du Nord de Félix Leclerc, qui chantait :

Oh ! le train du Nord
Tchou, tchou, tchou, tchou,
Le train du Nord
A perdu l'Nord
Un train qui a traversé la chanson et qui laisse derrière lui ce tchou, tchou du... (continua)
On comptait les heures depuis un moment
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/1/2009 - 22:06
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Andrea

Quando c'è già una traduzione in una lingua, non serve proporre un'altra traduzione quasi identica o persino peggiore, basta cercare un'altra canzone da tradurre, è una semplice questione di eticità del traduttore. (per chi non avesse capito, non serviva la seconda traduzione in francese, quella di Riccardo bastava).
(Daniel Bellucci, già il 2009)

A mio parere, invece, ogni traduzione è bene accetta, anche della stessa canzone; è uno dei princìpi di questo sito. Non esistono poi delle traduzioni "migliori" o "peggiori", esistono dei tentativi che, secondo me, hanno tutti quanti diritto di cittadinanza. Ovviamente si può anche intervenire su una traduzione esistente per migliorarla un po', sicuramente si tratta di un'ulteriore possibilità....[RV]
18/1/2009 - 22:01
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Spara

Togliamo la bestemmia perlomeno... un po' di asterischi! :-)
(Nicola)

Ci spiace, ma questo sito è noto per la sua assoluta esattezza e aderenza testuale. Se in un testo originale c'è una bestemmia, resta così com'è, senza asterischi di sorta. Saluti! [CCG/AWS Staff]
18/1/2009 - 21:21
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Russians

RUSSI
(continua)
inviata da Leo 18/1/2009 - 14:12
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Enola Gay

Ciao, apprezzo molto la sensibilità con cui questo sito descrive un tema così delicato come la guerra.
"il sonno della ragione genera mostri" (come molto ben insegna F.Goya)
L'uomo deve sapere affrontare le sue responsabilità, smettendo di sventolare le solite stupide cause: per la nostra SICUREZZA, è una guerra SANTA, importiamo la DEMOCRAZIA, è una questione ETICA... sappiamo benissimo che il fulcro di tutto ciò è sempre stato e sempre sarà PRINCIPALMENTE una QUESTIONE ECONOMICA!

Mi viene in mente un altro brano che invita le persone che hanno il potere, ma anche le altre che appartengono alla stragrande maggioranza (tutti abbiamo responsabilità, anche se in apparenza molto minori) a riflettere prima di arrivare troppo spesso a quei "punti di non ritorno" a cui sempre più ci stiamo abituando anestetizzando la ns psiche convincendoci che sia giusto ed inevitabile!

Il brano a cui alludo... (continua)
18/1/2009 - 13:02

Chanson du départ

CHANSON DU DÉPART
(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)
Chanson française – Chanson du départ – Marco Valdo M.I.- 2009

Chanson du départ est la deuxième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.

Pour les fascistes, subversifs nous étions
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/1/2009 - 21:07
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Das Todestango

d'après la version italienne de Riccardo Venturi
Chanson allemande - Das Todestango – Aleksander Kulisiewicz

Des Juifs qui attendaient d'être sélectionnés pour être tués au camp d'extermination nazi de Lemberg (Pologne – Lwow, alors partie de l'Est de la Pologne, aujourd'hui en Ukraine) furent forcés sur ordre du Lieutenant SS Stephan Rokita d'écouter un violoniste très connu du nom de Schatz jouer ce tango « à succès ». Ancienne prisonnière Anna Muzycka s'en souvint et écrivit plus tard les paroles.
LE TANGO DE LA MORT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/1/2009 - 16:22
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Tutti quegli anni

[2008]
Album:"Ballate di terra & d'acqua"

Canzone dedicata al nonno, cui aveva già dedicato l'intero album di canzoni sulla prima guerra mondiale. E anche qui torna l'esperienza della prima guerra mondiale.
C'è una stella che splende in cielo sopra di me
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/1/2009 - 10:56
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Canzone di pace - Yehochoua e Ismahil

La canzone narra la storia delle brevi vite di due bambini nati a Gerusalemme, Yehochoua e Ismahil, inconsapevoli vittime della più stupida delle guerre.
Polvere e fumo sul cielo aperto
(continua)
inviata da marco pecoraro 16/1/2009 - 23:01

Konzentrak

à partir de la version italienne de Riccardo Venturi.
D'une chanson polonaise d'Aleksander Kulisiewicz – 1942

Dans les camps de concentration nazis, de nombreux aristocrates, des généraux, des évêques et de hauts représentants des églises et des états se trouvèrent parmi les prisonniers. La satire a été écrite en 1942 au camp de Sachsenhausen (nord de Berlin). La chanson fut présentée au cours d'une rencontre clandestine à laquelle des personnes antérieurement éminentes (à ce moment, comme les autres prisonniers, habillés de la veste de prisonnier) furent invités – parmi elles le général hollandais Eugen van Strick.
LE CAMP
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/1/2009 - 21:24

L'alphabet des civils de Gaza et d'ailleurs

[2009]
Paroles et musique par Marco Valdo M.I.

Dans les mouvements de jeunesse, dans les camps, le soir au fond des bois, les scouts dans un grand souci pédagogique chantent l'alphabet scout, une sorte de comptine et de scie que celui qui l'a entendu une fois serine à ses enfants et aux autres toute sa vie durant.
Elle est donc célébrissime cette comptine, cette scie, cette sorte de chanson. Toute prête à une parodie...
En songeant aux événements de Gaza et à cette chanson-là, j'ai composé un alphabet tout semblable, même rythme, mêmes rimes (A, B, C, D, etc); j'ai même gardé la structure du texte. Bref, voilà l'alphabet de Gaza. Mais avec un bémol toutefois... Puisqu'il est très violemment pro-civil, comme disait Boris Vian. Ce sera donc L'alphabet des civils pris dans une tourmente qu'ils n'ont même pas demandée et qui s'appelle la guerre. Cet Alphabet vaut pour Gaza et tous autres... (continua)
Un jour, elle commença, AAA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/1/2009 - 19:27
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Minas piedras

Discurso pronunciado por Gervasio Sánchez (periodista y fotógrafo) durante la entrega de los premios Ortega y Gasset el 7 de mayo.

En el acto estaban presentes la Vicepresidenta del Gobierno, varias ministras y ministros, exministros del Partido Popular, la Presidenta de la Comunidad de Madrid, el Alcalde de Madrid, el Presidente del Senado y centenares de personas.

Estimados miembros del jurado, señoras y señores:

Es para mí un gran honor recibir el Premio Ortega y Gasset de Fotografía convocado por El País, diario donde publiqué mis fotos iniciáticas de América Latina en la década de los ochenta y mis mejores trabajos realizados en diferentes conflictos del mundo durante la década de los noventa, muy especialmente las fotografías que tomé durante el cerco de Sarajevo. ….

Quiero dar las gracias a los responsables de Heraldo de Aragón, del Magazine de La Vanguardia y la Cadena Ser por... (continua)
16/1/2009 - 17:49
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La Savoiarda

essendo imperfetto il mio italiano ho preferito esprimermi in francese, qui sopra. Pero non vorrei attribuirmi il merito della riflessione che a proposito del gesto di Bresci è stata quella di molti compagni (ed anche di altri, Salvemini ecc.). Sia ricordato al meno Armando Borghi : "Il nuovo re, Vittorio Emanuele III, penso, a quel che pare, che suo padre aveva raccolto tempesta dove aveva seminato vento, e che non era il caso di desiderare una fine analoga" (Mezzo secolo di anarchia, p. 47).
(Luc Nemeth ; suite) 16/1/2009 - 17:48
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

Volevo solo precisare che la canzone di De gregori citata in un precedente post si intitola "Alice" e non "Alice guarda i gatti" (che è l'inizio della prima strofa).

Peppe
Peppe 16/1/2009 - 14:32

Konzentrak

16 gennaio 2009
(dalla versione inglese)
IL LAGER
(continua)
16/1/2009 - 03:44




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