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Prima del 2008-12-15

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Certi momenti

L'unico condom ammesso è quello bucato
Da Liberazione del 13 dicembre 2008

Una sfilza di no. Tutto illecito, tutto immorale. No alla fecondazione artificiale omologa o eterologa, no al congelamento degli embrioni, no alla “adozione” o all’uso per terapia di quelli “orfani” in frigorifero, no alla ibernazione degli ovociti, no alla diagnosi preimpianto, no alla spirale, no alla pillola del giorno prima e a quella del giorno dopo, no alla selezione degli embrioni, no alla sperimentazione su di essi e alle terapie tramite cellule embrionali, no ad ogni tipo di clonazione terapeutica, no ai vaccini ricavati da feti abortiti o “cadaveri” di embrione. L’ex Sant’Uffizio concede due unici sì alle cellule staminali adulte e alle poche tecniche mediche che facilitano la fecondazione senza tuttavia sostituire l’atto sessuale tra coniugi. Non c’è concepimento lecito fuori dal talamo sponsale né provetta... (continua)
CCG/AWS Staff 15/12/2008 - 21:29
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Battlefield

Direi che potrebbe essere inserito il testo dell'intera suite della side one di Tarkus...

Cito da en.wikipedia: "Greg Lake stated in an early interview that he viewed Tarkus as a representation of the military-industrial complex, and that his lyrics were about that, and about the futility of war and strife."

Se credete, ecco qui il testo integrale:

Part 1: Eruption

Part 2: Stones of Years

Has the dawn ever seen your eyes?
Have the days made you so unwise?
Realize, you are.

Had you talked to the winds of time,
Then you'd know how the water rhyme,
Taste of wine,

How can you know where you've been?
In time you'll see the sign
And realize your sin.

Will you know how the seed is sown?
All your time has been overgrown,
Never known.

Have you walked on the stones of years?
When you speak, is it you that hears?
Are your ears full?

You can't hear anything at all.

Part 3: Iconoclast

Part... (continua)
Alessandro 15/12/2008 - 10:07
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Oxford Town

[1962]
Lyrics and Music by Bob Dylan
Testo e musica di Bob Dylan
Album: "The Freewheelin' Bob Dylan" (1963)

La canzone si riferisce ai violenti scontri che ebbero luogo nel campus universitario di Oxford, Mississipi, nel settembre del 1962, quando i segregazionisti bianchi presero d'assalto l'ateneo per impedire al primo studente afroamericano, James Meredith, di prendere parte alle lezioni. Il Presidente Kennedy mandò le truppe federali a scortare Meredith, ma gli scontri furono ugualmente violentissimi, con un bilancio di due morti (uno studente e un giornalista francese, Paul Guihard) e decine di feriti.
James Meredith si laureò in scienze politiche nel 1963.
Nel 1966, durante la famosa "Marcia Contro la Paura", organizzata dal Movimento per i Diritti Civili da Memphis, Tennessee, fino a Jackson, Mississippi, Meredith fu ferito da un cecchino del KKK. La foto che lo ritrae a terra,... (continua)
Oxford Town, Oxford Town
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2008 - 09:31
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Blackbird

[1968]
Album: "The Beatles (White Album)"

Paul McCartney scrisse questa canzone come reazione alle tensioni razziali esplose negli USA nella primavera del 1968.

Durante il tour statunitense "Back In The U.S." del 2002, McCartney ha spiegato che la canzone fu scritta per sostenere il Movimento per i diritti civili americano, che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa britannica. In particolare - ha spiegato il Beatle - la canzone fu scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1 dicembre del 1955 salì su un bus e si sedette nella parte riservata ai bianchi, rifiutando poi di spostarsi al fondo dell'automezzo, parte riservata alla gente di colore.
Durante i concerti, alle spalle della band, venivano proiettate immagini di Martin Luther King, Rosa Parks e degli scontri con la polizia durante le manifestazioni del Movimento...

A Woodstock, nel 1969, è stata interpretata magistralmente a tre voci da Crosby, Stills & Nash.
Blackbird singing in the dead of night
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2008 - 08:55
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Wasteland Of The Free

[1996]
Album: "The Way I Should"
Living in the wasteland of the free...
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2008 - 08:28
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Township Rebellion

[1992]
Dal famosissimo album di debutto della band di Los Angeles.
Rebel, rebel and yell
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2008 - 08:17
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Enola Gay

Ormai compaio solo da queste parti. Sono un abitudinario, che volete farci.
Però mi trovo in difficoltà: come membro della razza umana, di questa specie biologica, proprio non mi ritrovo. Sarà il mio provincialismo latente (e vi prego di condonarmelo), ma di "umano", in me, non sento niente.
Essere "umani" che cos'è? Che vuol dire abbandonare "questa o quella Nazione, Continente o Fede"? E in favore di cosa? Dell'umanità tutta? E cos'ha in più, questo spettro, che il luteranesimo, il Pakistan o l'Oceania non hanno?
Mi rifiuto di considerare me stesso e i miei cari come membri del consorzio umano tanto amato dai razionalisti di ogni epoca.
Perché dovrei avere a cuore, da uomo, le sorti dell'umanità più di quanto non abbia a cuore, da polinesiano, le sorti della Polinesia?
Mi state dicendo che, da esseri umani a esseri umani, saremmo, fondamentalmente, gli eredi della "religione dell'amore",... (continua)
mazzu 15/12/2008 - 02:32
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Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi)

---Maggiore Rudolf Höß, come si sente ricordato così?
>
Quante anime passate sotto quei cancelli, quante?! Direi... molti. Lavorare per la prosperità altrui, sto amando il prossimo come me. In alternativa, una bella respirata di Zyklon B, dicono che curi i reumatismi. (IG Farben, che bacchettoni!)
Oh Diefenbach, Diefenbach, Diefenbach... l'eroe del suo romanzo trova la strada della virtù tramite il lavoro. Ebbene sì, l'unico modo di trovar virtù è quello di lavorare e lasciarsi morire, lasciarsi abbracciare da quel dio del tetragramma, o dalla natura, o dall'ideale, o dall'amore. Quanto si sono sentiti liberi coloro che sono sopravvissuti?
Nelle tue miserie riconoscerai il significato di un arbeit macht frei. La etra economia e la quotidiana umiltà ti spingono sempre verso arbeit macht frei. La consapevolezza ogni volta di più ti farà vedere cos'è arbeit macht frei...
VIVA L'ETICO... (continua)
ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità! 14/12/2008 - 23:07

Bushism

But you provoked us so try this shoe flood!
Ma tu ci hai provocato, perciò prova quest'alluvione di scarpe!


(BBC video, 2008/12/14)

Shoes thrown at Bush on Iraq trip

Lancio di scarpe a Bush durante il viaggio in Iraq

"A surprise visit by US President George Bush to Iraq has been overshadowed by an incident in which two shoes were thrown at him during a news conference.

An Iraqi journalist was wrestled to the floor by security guards after he called Mr Bush "a dog" and threw his footwear, just missing the president.

The soles of shoes are considered the ultimate insult in Arab culture."
CCG/AWS Staff 14/12/2008 - 21:19
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Military Man

[1985]
Album "Run for Cover".
con Phil Lynott dei Thin Lizzy
Mama take a look at your boy, he's a military man
(continua)
inviata da Alessandro 14/12/2008 - 14:22
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Kepone Factory

[1981]
Album "In God We Trust, Inc."

Il Kepone, o chlordecone, è un insetticida altamente cancerogeno prodotto dalla Allied Signal Company di Hopewell, Virginia ed utilizzato in tutti gli USA tra il 1966 e il 1975, anno in cui fu bandito a causa della sua tossicità.
Ma il Kepone persiste nell'ambiente in cui è stato utilizzato per oltre 30 anni ed ancora oggi sono molti i casi registrati di patologie derivanti dal Kepone, specie tra le famiglie di agricoltori in Virginia.

Nel brano, Jello Biafra e i suoi Kennedys Morti fanno riferimento anche alla strage di Minamata, località giapponese dove aveva sede la fabbrica chimica Chisso Corporation, che tra il 1932 e il 1968 rilasciò nelle acque della locale baia una quantità spaventosa di metilmercurio. Il veleno causò un'intossicazione collettiva con devastanti effetti neurologici che si trasmisero per via genetica ai bambini nati da genitori... (continua)
I finally found a job in the paper
(continua)
inviata da Alessandro 14/12/2008 - 13:58
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La ballata del Pinelli

Vive l'Anarchie! - Chansons révolutionnaires et anarchistes
Présenté par Insurrection Prolétarienne

LA BALLATA DEL PINELLI - 1969
(BALLADE DE L’ANARCHISTE PINELLI)

Paroles et musique : plusieurs auteurs avec plusieurs versions, dont Giancorrado Barozzi, Dado Mora, Flavio Lazzarini, Ugo Zavanella, David Turcato et Joe Fallisi.

Depuis les années 30 en Italie, les gouvernements réactionnaires et fascistes accèdent régulièrement au pouvoir grâce au soutien de la maffia, de francs-maçons, des industriels et financiers, ainsi que du Vatican. En conséquences de quoi les militants et les membres d’organisations dites subversives sont impitoyablement harcelés et parfois liquidés. Avec la chute de Mussolini et la peur du bloc communiste, des réseaux para-militaires se sont mis en place en Italie, comme dans la plupart des pays européens. Suite à d’importants et violents mouvements sociaux en 67,... (continua)
BALLADE DE L'ANARCHISTE PINELLI
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 14/12/2008 - 02:06
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Millie Pulled A Pistol On Santa

Singolo del 1991.

Millie è una ragazzina abusata dal padre.
Millie cerca aiuto ma nessuno le crede: il padre è un brav'uomo - dicono - che fa pure il volontario al Macy's store travestito da Babbo Natale, per intrattenere i bambini.
Allora Millie capisce che nessuno la aiuterà e che è venuto il momento di agire da sola...
Si procura una pistola, entra da Macy e spara a Babbo Natale...

Un'altra lieta canzoncina... Merry Christmas!
"If you will suck my soul
(continua)
inviata da Alessandro 14/12/2008 - 01:29
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Christmas In Baghdad

[2007]

... ed ecco una bella canzoncina di Natale!
Christmas in Baghdad can be such a drag
(continua)
inviata da Alessandro 14/12/2008 - 01:13
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Ελληνική Αστυνομία

Grecia, rap contro la polizia
di Marco Rovelli da L'Unità del 13/12/2008

La rete per sua natura è un deposito di memorie. Stratificazioni geologiche di segni, tracce disseminate che vanno a comporre una forma fluens. E in questo babelico archivio, ci sono dei luoghi per i quali il senso primo è far memoria, conservare e tramandare memorie. Anche musica e canto. Tra questi ne voglio segnalare due, che ho praticato spesso. Il deposito.org e Canzoni contro la guerra. Il primo è un sito che raccoglie canti di protesta politica e sociale, catalogati per tematiche, lingue e autori. C'è anche un blog, dove ciò che viene in rilievo è la permanente attualità di questi canti storici, che grazie alla loro universalità non cessano di raccontarci il nostro presente. E allora, in tema di morti sul lavoro, si riprende il testo de La zolfara, di Straniero e Amodei, che parlava della strage di Gessolungo... (continua)
CCG/AWS Staff 13/12/2008 - 17:48
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Emigration song

Chanson anglaise – Emigration song – Reds – 1988

Version française – La chanson de l'émigrant – Marco Valdo M.I.
Chanson italienne – La canzone dell' emigrante – Gang – 2006

Extrait de la présentation de l' album « Cosmopoli » :

Aujourd'hui plus qu'alors, nous pouvons chanter que « COSMOPOLI EST NOTRE FUTUR ». Nos pères ont connu la pire des violences : le déracinement. Être arraché de sa propre terre et de ses propres racines est depuis toujours la condition première pour ensuite être humiliés, aliénés, exploités, rendus esclaves.
Nos pères furent échangés comme viande de boucherie pour la « Reconstruction ». Ils furent tenus par la faim et contraints pas le besoin d'émigrer.

Ensuite, ils réussirent à transformer la pierre, le fer en pain.
La même histoire se répète aujourd'hui et va dans l'autre sens. Ce sont d'autres aujourd'hui qui émigrent, contraints par la faim, la guerre et... (continua)
CHANT DE L'ÉMIGRATION
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/12/2008 - 15:24
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Oltre la guerra e la paura

Ascanio Celestini: Sono come lei

CCG/AWS Staff 13/12/2008 - 11:43
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Гъста e мъгла [Una nebbia spessa è scesa]

ma è originale?
(sofia)

Certamente. Hai qualche motivo per dubitarne? [CCG/AWS Staff]
13/12/2008 - 09:35
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An die Nachgeborenen

A CEUX QUI VIENDRONT APRES NOUS
(continua)
inviata da Monia 13/12/2008 - 01:05
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Su in collina

« Parfois il m'arrive d'écrire une nouvelle chanson, et j'ai écrit une nouvelle chanson. Ou mieux, j'ai trouvé un poème écrit en dialecte bolognais et je l'ai traduit en italien. Flaco a mis en musique ce poème de façon très très émouvante; Flaco a mis en musique ces très beau vers et c'est un poème qui parlait de la guerre partisane, avec des personnages qui s'appelaient par des noms de bataille : « Pedro », « Cassio », « il figlio del Biondò », « il Brutto »... Nous sommes dans une curieuse période de révisionnisme et nous sommes dans une période où ils cherchent... où quelqu'un cherche à mettre sur le même plan les combattants de la république de Salò et les partisans. Moi, je dis que avec tous les distinguos, avec toute la rhétorique, laissons la Résistance, laissons tranquille la Résistance. La chanson s'appelle « Su in collina » et parle justement de « Pedro », « Cassio », « il figlio... (continua)
LÀ-HAUT SUR LA COLLINE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 12/12/2008 - 12:24
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Via Italia

[1993]
Dall'album Storie d'Italia

L’ambientazione è teatrale, il linguaggio è fortemente simbolico. Una notte qualsiasi in 'via Italia' con tutti i suoi attori e comparse c'è l'Angelo, la speranza caduto a terra ucciso... c'è la storia, una prostituta, ci sono Giulio e Francesco che brindano con Bruto e Caino come nelle migliori fanta-tragedie, c'è una sconfitta che dorme sorvegliata dalle tre scimmie dell'indifferenza, del cinismo, dell'apatia che legittimano il 'balcone', l'autoritarismo, la reazione.

È un viaggio metaforico nel paese deviato dei misteri dove la democrazia è stata uccisa a colpi di stragi di stato, di delitti politici eccellenti. Ogni risposta è tenuta prigioniera dalla Tela del Ragno fatta con i fili con cui questi burattini dell'orrore (i governanti, i custodi del Palazzo) sono stati azionati. Il burattinaio è comunque fuori dalla Politica...

E un viaggio nella... (continua)
In via Italia hanno spento le luci
(continua)
inviata da Donquijote82 12/12/2008 - 10:47
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Il giorno in cui vennero gli aerei

[2008]
Album:"Album Rosso"
L’abbraccio strano delle
(continua)
inviata da adriana 12/12/2008 - 10:27
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Il bonzo

che dire, conosco molto bene la canzone, la radio fiorentina controradio la trasmette ciclicamente purtroppo e lo sottolineo è ancora troppo attuale, e mi fà pensare a quante altre cose sono troppo attuali, le canzoni di gaber di de andrè i film di totò, siamo abituati a ridere e a rassegnarci del fatto che tanto noi italiani siamo così invece di muovere il cervello e smettere di guardare la televisione; ricominciamo a pensare!!! Andrea
Andrea 12/12/2008 - 10:22
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Al Dievel (La marcia del Diavolo)

La seconda versione dei Ramblers modifica la strofa "un om c'l'a ciapè al colpi d'un eter / perché a'n vliva mia fer la spia" perché Germano Nicolini stesso, sentendola si sentì offeso, come se in qualche modo fosse complice di un omicidio al quale era estraneo e per il quale fu anche ingiustamente condannato. Da qui la decisione di reinciderla modificando la strofa
Donquijote82 12/12/2008 - 10:14
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Abril '74

Per quanto possa sembrare impossibile, di questa incredibilmente bella canzone dedicata alla rivoluzione dei Garofani era stato finora impossibile reperire in rete una traduzione in portoghese, tanto da farci meditare di approntarne una personalmente. Ci è venuto in ausilio il blog Valkirio, sulla quale abbiamo trovato la seguente traduzione. [CCG/AWS Staff]
ABRIL '74
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 12/12/2008 - 01:16
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Иначе!

Альбом: Правда? [2007]
Люмен
(continua)
inviata da giorgio 11/12/2008 - 23:12
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Canzone del capitano Gert

[Furya-OPB]

Una canzone di un alcoolico gruppo veneto (dalle parti di Vicenza), l'Osteria Popolare Berica, direttamente ispirata al capolavoro di Luther Blissett (poi diventati Wu Ming), Q. Una complessa storia che prende l'avvio dalla Guerra dei Trent'anni (per cui la canzone è stata inserita nell'apposito percorso) per terminare in una misteriosa Venezia; e le vicende del romanzo sono riprodotte fedelmente in questa scatenata ballata "alla Modena City Ramblers", che consigliamo a tutti di ascoltare (assieme alla lettura di "Q", ovviamente). E' la storia di un uomo che ha combattuto al macello di Frankenhausen, un uomo dai molti nomi, tra i quali "Gert dal pozzo"; è la storia dell'utopia di Münster, ed è soprattutto una storia di spietata repressione da parte di ogni tipo di potere, politico, economico, ecclesiastico. Una canzone che ci fa doppio piacere inserire qui, non soltanto per il suo argomento ma anche perché ci è stata suggerita da un amico che, in rete, gira per l'appunto sotto il nome di "Gert dal pozzo". [CCG/AWS Staff]
Ho perduto il mio nome
(continua)
inviata da Riccardo Venturi & Gert dal Pozzo 11/12/2008 - 22:17
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Libera nos Domine

Révision: 9 janvier 2015

Cette canzone de Guccini ressemble furieusement à un chant venu de l'enfer, de l'enfer terrestre, bien évidemment ! Y en aurait-il un autre ? Victor Klemperer, Allemand et Juif, qui avait échappé de justesse à la solution finale, disait dans LTI (Lingua Tertii Imperii – essai philologique sur la Langue du Troisième Reich), tout le bien qu'il pensait des fanatismes et des fanatiques. C'est cela même, débarrassez-nous des fanatiques serait un excellent résumé de cette chanson.
Marco Valdo M.I., de son côté, propose (depuis des années déjà) un petit slogan qui pourrait lui aussi figurer la chanson de Guccini :

« Fanatiques de tous les pays, calmez-vous ! »



Attentati Parigi, Guccini: dai fanatici….libera nos domine
DÉLIVRE-NOUS, SEIGNEUR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 21:46
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Pueblos

[1997]
Album: La Ruta del Che - No Mirar De Espaldas al Mundo
Una desmesurada carga policial
(continua)
inviata da giorgio 11/12/2008 - 20:29

Parodie

Chanson française de Guy Béart

La presse, le photographe, la radio, la télé... Tout le monde se précipite : Nous étions là pour faire un bon article. En effet, la guerre a ceci de bon qu'elle est spectaculaire, qu'elle donne à voir de beaux massacres, de terribles images, surtout en direct du côté des vainqueurs. Vous avez dit : C.N.N. ?

Quand, dans les hameaux abattus,
Les longs angélus se sont tus ...
Sur la nature défleurie
Faites s'abattre des grands cieux
Les chers corbeaux délicieux.

Comme écrivait aux alentours de 1870 Arthur Rimbaud et chantait, cent ans plus tard, Léo Ferré.
J’ai parcouru les mondes d’aujourd’hui
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 16:13
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Carry It On

Title track dell'album del 1971, colonna sonora del misconosciuto documentario dallo stesso titolo per la regia di Christopher G. Knight, Robert Jones e James Coyne.
Il film è incentrato sulla vicenda dell'allora marito della Baez, David Harris, imprigionato per renitenza alla leva.
There's a man by my side walking
(continua)
inviata da Alessandro 11/12/2008 - 15:48
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Les enfants sur la lune

Chanson française de Guy Béart - 1968

Qu'est devenue cette grande crainte de la « guerre atomique » qui hanta le monde après Hiroshima ? Cette chanson-ci vient de ce monde-là où l'on attendait la fin d'un moment à l'autre; elle n'est pas encore venue. Pas encore ? Mais alors, mais alors... ? On rêve quand même que le principe de Murphy ne s'applique pas dans ce cas...
Mais si elle vient demain, ce sera l'apocalypse.
Béart l'avait imaginée, il avait écrit cette chanson d'après l'apocalypse.
Une chanson qui raconte ce qui reste de la Terre vue par les enfants de la Lune :

« Y ’ avait des gens là-bas ?
Mais depuis le grand éclair il n’y en a pas. »
Sur la Lune, il y a des enfants
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 15:37
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Born To Die

[1982]
Album: "Millions of Dead Cops"
No war! No KKK! No Fascist USA!
(continua)
inviata da Alessandro 11/12/2008 - 15:36
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Blood Red

[1990]
Album: "Seasons in the Abyss".
Peaceful confrontation meet war machine
(continua)
inviata da Alessandro 11/12/2008 - 15:31
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Étoiles, garde-à-vous!

Chanson française de Guy Béart.

Avec la conquête de l'espace, si elle réussit, l'humanité essaimera. Partout. Partout, elle emmènera son virus le plus extra : Demain, la guerre.... Dans tout l'univers...
Les étoiles n'ont qu'à bien se tenir...
Vers Cassiopée
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 15:24

Blood Quantum

[1996]
Compilation collettiva "Honor: A Benefit for the Honor the Earth Campaign"
blood quantum
(continua)
inviata da Alessandro 11/12/2008 - 15:24
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Couleurs vous êtes des larmes

[1968]
Parole e musica: Guy Béart
Testo e musica: Guy Béart


Chanson française – Couleurs – Guy Béart –1968

Chanson nettement antiraciste. Assez proche par son contenu : elle était blanche, il était noir... (ou l'inverse), ça finit toujours par une pendaison ... de « J'irai cacher sur vos tombes », roman de Vernon Sullivan, traduit, conçu et écrit par Boris Vian.
Dors mon enfant, c’est déjà l’heure
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 15:15
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Al Bowlly's In Heaven

[1986]
Album: "Daring Adventures"

Misera vita di un reduce di guerra: "Al Bowlly è in paradiso, ed io ora sono nel limbo..."

Albert Allick 'Al' Bowlly è stato un popolarissimo cantante jazz inglese degli anni '30. Morì nel 1941 a Londra, durante un bombardamento tedesco.
We were heroes them, and the girls were all pretty
(continua)
inviata da Alessandro 11/12/2008 - 15:11
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Le Messie

Chanson française de Guy Béart

Quand on connaît les dégâts – guerres, croisades, inquisitions, massacres, carnages... qui ont résulté des passages des successifs Messies et de leurs prosélytes, on apprécie assez cette chanson de Guy Béart.
Un seul mot d'ordre pour l'humanité : Un Messie, des Messies, non merci !
Que chacun donne sa lumière
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 15:08

La bombe à neu-neu

Chanson française de Guy Béart

Chanson joyeusement je m'en foutiste à propos de la bombe à neutrons et de la bombe à neu-neu de la force de frappe française.
La bombe aujourd’hui va se sophistiquant
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 15:01

La guerre va chanter

La guerre va chanter

Chanson française de Guy Béart
La guerre va chanter ses hymnes de colère
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2008 - 14:54




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