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Autore Iva Zanicchi

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Το τραγούδι του νεκρού αδελφού

Segnalo anche – su indicazione della mia mamma, che ricorda una "canzone della resistenza greca che fa: Verrà, verrà, l'aprile mio verrà..." - che "Απρίλη μου" è stata interpretata in italiano da Irene Papas (1969)e da Iva Zanicchi (1970).
L'adattammento italiano dovrebbe essere di tal Audrey Nohra Stainton.


IL MIO APRILE
(continua)
inviata da B.B. 10/5/2020 - 14:19
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Pour toi Arménie

Aida, Alberto Radius, Alberto Solfrini, Alessandra Mussolini, Angelo Giordano, Antonella Bucci, Antonella Roggero, Bernardo Lanzetti, Bravo, Christian, Contourella Family, Cristiano Malgioglio, Daiano, Dario Baldan Bembo, Decibel, Dori Ghezzi, Enrico Musiani, Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Fabioelisa, Francesco Baccini, Franco Simone, Franz Di Cioccio, Gazebo, Gepy, Gianfranco Manfredi, Gianni Bella, Gianni Dei, Gigliola Cinquetti, Gilda Giuliani, Gino De Stefani, Gino Paoli, Camaleonti, Iva Zanicchi, Strana Società, Lara St. Paul, Lorella Cuccarini, Luciano Rossi, Manuel De Peppe, Maria Pia Fanfani, Maria Scicolone, Marina Barone, Mario Castelnuovo, Mark Fontaine, Massimo Boldi, Mauro Lusini, Meccano, Memo Remigi, Mia Martini, Michele Pecora, Mietta, Milva, Mimmo Cavallo, Mino Reitano, Nilla Pizzi, Orietta Berti, Pierangelo Bertoli, Pino D'Angiò, Ricky Gianco, Rodolfo Grieco, Sabrina, Scarlet, Scialpi, Sergio Conte, Sergio Endrigo, Stefano Rosso, Tony Dallara, Tullio De Piscopo, Vittorio Gassman, Vivien Vee
PER TE ARMENIA
(continua)
inviata da Dq82 23/4/2017 - 21:15
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In cerca di te (Perduto amore)

[1945]
Nota anche con il titolo del verso iniziale, “Sola me ne vò per la città”
Parole di Gian Carlo Testoni
Musica di Eros Sciorilli
Incisa per la prima volta a Torino, negli studi della Cetra, il 7 luglio 1945, con l'orchestra del maestro Beppe Mojetta.
Incisero questa canzone molti altri artisti, come Dea Garbaccio, Natalino Otto, Carlastella, Carlo Buti, Teddy Reno, Jula De Palma, Nicola Arigliano, Bruno Pallesi, Gianni Morandi, Gabriella Ferri, Johnny Dorelli, Don Backy, Simona Molinari, Mariangela Melato, Iva Zanicchi...

Arrivo con qualche ora di ritardo sul 25 aprile, ma vorrei lo stesso contribuire questa canzone, per tutti coloro che quel giorno non sapevano se ridere di felicità o piangere di disperazione: un riso e un pianto comunque di Liberazione.

“Nel testo della canzone la voce della Colombo implora la vana ricerca dell'amato disperso tra il fumo della guerra. Il... (continua)
Sola me ne vò per la città,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/4/2015 - 16:43
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L'Arca di Noé

(1970)
Testo di Sergio Endrigo
Musica di Sergio Endrigo e Luis Bacalov

Presentata in coppia con Iva Zanicchi al Festival di Sanremo (terza classificata)


L'Arca di Noè
di Antonio Valentino
da Conoscere per essere

In questo brano dei primi anni Settanta, Sergio Endrigo, rinnovando la migliore tradizione lirica dei trovatori provenzali, affronta con abilità compositiva e freschezza di ispirazione una tematica centrale della modernità: la questione ecologica e ambientale.

Il problema non viene esaminato in una dimensione analitica, fredda e intellettualistica, ma affiora dolcemente dall’impianto metaforico che sorregge il testo.

Sulle orme di Jaufré Rudel e di Garcia Lorca, il poeta Endrigo, modulando con eleganza immagini evocative dense di significato, riesce a delineare un quadro sintetico, efficace e drammaticamente essenziale.
Il motivo ecologico, in senso ampio e, per così dire,... (continua)
Un volo di gabbiani telecomandati
(continua)
28/4/2013 - 23:52
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I Ribelli: Pugni chiusi

1967
testo di Luciano Beretta
musica di Ricky Gianco e Gianni Dall'Aglio


Pugni chiusi è il titolo di un brano di musica leggera musicato su testo di Luciano Beretta da Ricky Gianco e da Gianni Dall'Aglio, batterista del complesso de I Ribelli.

Si tratta del primo disco singolo pubblicato dai Ribelli con la nuova casa discografica, la Dischi Ricordi (SRL 10451). Il 45 giri presentava sul lato B La follia, cover della canzone Friday on My Mind del gruppo australiano Easybeats.

Forte dell'interpretazione del suo autore, il brano fu portato ulteriormente al successo - e registrato dalla critica come uno dei migliori di quell'anno - al Cantagiro del 1967. Raggiunse in settembre il quindicesimo posto nella classifica dei dischi più venduti.

Un estratto della loro esibizione è contenuto nel film La più bella coppia del mondo di Camillo Mastrocinque.

Se la linea melodica del brano - impostata... (continua)
Pugni chiusi non ho più speranze
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/10/2012 - 11:29
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L'enfant et la gazelle

Versione di Iva Zanicchi, retro del singolo «Una storia di mezzanotte» (1970) e sigla del programma televisivo «Gran Varietà».
IL BIMBO E LA GAZZELLA
(continua)
inviata da Dead End 7/9/2012 - 21:14
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Τ’όνειρο καπνός



La versione proviene dall'album del 1970 "Caro Theodorakis". Come tutti sanno, in seguito colei che aveva così caro Theodorakis ha avuto molto caro pure Silvio Berlusconi (ma anche Theodorakis si è fatto la sua "puntatina" a destra, sia pure assai temporanea). Si smentiscono ovviamente i facili equivoci dovuti a una canzone intitolata "Il sogno è fumo" che comincia col verso "Ho seminato erba nel giardino", a un certo punto dice "Ero canna fragile nel vento" e termina "Il sogno è fumo e polvere l'amor"... [RV]

IL SOGNO È FUMO
(continua)
inviata da Raf 27/5/2011 - 19:55

Zingara 2008

Stavolta il nostro incomparabile Scocciante ci ha fatto pure un'introduzione "seria":

Correva l'anno 1969 quando Iva Zanicchi e Bobby Solo presentarono al Festival di Sanremo una canzone che ha successivamente fatto epoca, divenendo un vero e proprio evergreen. Sto parlando , naturalmente, di Zingara, scritta per la cronaca da Albertelli e Riccardi. Chi, tuttora, non la conosce?

Dal 1969 sono passati trentanove anni. Trentanove anni fa si poteva ancora parlare degli zingari in termini romantici, in una canzone: la zingara che legge la mano e che predice il destino, gli spasimi di un amore affidati alla sua previsione. Di più: si poteva immaginare una donna sensuale abbigliata dei tipici costumi di quel popolo; che, poi, più che tipici erano spesso frutto di un immaginario collettivo. Intendiamoci: non che, nel 1969, agli zingari si volesse bene; per tutti quanti rubavano, erano brutti sporchi... (continua)
Brucio il tuo campo,
(continua)
4/6/2008 - 15:43




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