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Autore Paul McCartney

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Despite Repeated Warnings

(2018)
Album: Egypt Station

“Nonostante i ripetuti avvertimenti dei pericoli incombenti il capitano non ascolta quel che gli viene detto” è la dedica amara di McCartney a Donald Trump e in generale ai negazionisti del cambiamento climatico, non ultimo Scott Pruitt, che era stato messo a capo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente pur sostenendo la tesi dell’irrilevanza nei cambiamenti climatici delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Come un moderno Titanic che va dritto contro l'iceberg, una nave guidata da un capitano completamente folle che in confronto Schettino era un professionista!

trovata e commento scopiazzato da 50 canzoni da ascoltare ai Fridays for Future
Despite repeated warnings
(continua)
23/4/2020 - 00:49
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Jenny Wren

[2005]
Scritta da Paul McCartney
Nell'album "Chaos and Creation in the Backyard"
Assolo di duduk di Pedro Eustache

Dal punto di vista musicale, quasi un'autocover di Blackbird...
Like so many girls
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/11/2019 - 21:54
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All Those Years Ago

(1981)
Album: Somewhere in England

Con Ringo Starr alla batteria e Paul & Linda McCartney ai cori, una canzone che vede i tre Beatles superstiti registrare un tributo a John Lennon assassinato l'8 dicembre 1980.

Inizialmente la canzone era destinata a essere cantata da Ringo Starr che la rifiutò a causa del registro troppo estremo in altezza. Successivamente, in seguito alla morte di John Lennon George modificò il testo e la dedicò alla memoria dell'ex compagno.

Il testo si fa riferimento all'impegno pacifista di John e cita All You Need Is Love e Imagine
I'm shouting all about love
(continua)
8/12/2018 - 22:25
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Peace Dream

(2010)
(Richard Starkey, Gary Wright, Gary Nicholson)
dall'album Y Not

con Paul McCartney al basso.

"Paul came to the house with his bass - that was a good sign, I played him Peace Dream, and he said, 'Sure, I'll play on it,' it had the John Lennon line, so it was natural."

In Peace Dream, Ringo sings: "Can you imagine all of this coming true/It's really up to all of us to do/Just like John Lennon said, in Amsterdam from his bed."

Ringo said: "For me to write that was a normal thing to do. I knew the man. And I really believe that if you, or anyone else, had written it, it would've been weird.

"I was around when he did all that. I also wrote a song for George (Harrison). So it's just part of it for me, they've been my friends for so long."

The Independent
Last night I had a peace dream
(continua)
24/9/2017 - 22:16
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Hope for the Future

[2012]
Parole di Paul McCartney
Musica di Paul McCartney, Marty O'Donnell, Michael Salvatori.
Nella colonna sonora del videogame “Destiny”, composta da Martin O'Donnell, Michael Salvatori e altri, con il contributo di Paul McCartney per questo brano (che credo l'unico non strumentale dell'intera soundtrack)
La strofa tra parentesi non viene cantata da Paul McCartney, ma si trova nella cover del brano realizzata da Jillian Aversa (cantante) ed Andrew Aversa, compositore di colonne sonore per videogames più noto con il nome d'arte di Zircon.

E' curioso che questa canzone sicuramente pacifista sia stata scritta proprio per quello che in gergo tecnico viene definito videogame FPS, acronimo di First-person shooter, letteralmente “sparatutto in prima persona”...
Ma è anche vero che se gli Obama, le Clinton, i Bush, i Trump, i Putin e tanti altri del pari loro passassero più tempo alla playstation a giocare con gli sparatutto, invece di seminare morte e distruzione per il mondo per davvero, forse sarebbe meglio per tutti...
Some hope for the future
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/2/2017 - 18:28
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Ballad of the Skeletons

[1995]
A Poem by Allen Ginsberg [2/12-16, 1995]
First published by the Newspaper "The Nation"
Music by Allen Ginsberg, Paul McCartney and Philip Glass (1995)

Versi di Allen Ginsberg [12/16 febbraio 1995]
Pubblicati per la prima volta dal giornale "The Nation"
Musica di Allen Ginsberg, Paul McCartney e Philip Glass (1995)

Allen Ginsberg pubblicò la sua "Ballad of the Skeletons" sulle pagine del giornale "The Nation" tra il 12 e il 16 febbraio del 1995. Nello stesso anno la mise in musica, in collaborazione con Paul McCartney, Philip Glass e Lenny Kaye. Il poeta della "Beat Generation" aveva una propria etichetta discografica, la Ginsberg Recordings; recentemente la poesia/canzone è tornata ad essere disponibile integralmente in Rete. La si potrebbe chiamare un ritratto complessivo delle contraddizioni del mondo, o meglio delle contraddizioni del 1995; alcune sono ancora disgraziatamente... (continua)
Said the Presidential skeleton
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2016 - 15:47
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Come Together

[1969]
Parole e musica di John Lennon (ma i crediti - come spesso accadeva - sono a Lennon/McCartney)
Nell’album “Abbey Road”, da cui fu estratto come singolo (B-side di “Something”)

Propongo questa immortale canzone perchè, pur essendo - a detto dello stesso autore - un nonsense, Lennon la scrisse appositamente per un suo caro amico, lo scrittore e psicologo lisergico Timothy Leary il quale, subito dopo aver vinto una causa contro il governo USA che nel 1965 lo aveva condannato ad una pena pesantissima per possesso di marijuana, aveva annunciato la sua provocatoria candidatura a governatore della California, opponendosi niente popò di meno che a Ronald Reagan (che correva per il secondo mandato consecutivo). Timothy Leary raggiunse Lennon a Montreal, proprio nei giorni in cui lui e Yoko Ono erano impegnati nel “Bed-Ins for Peace”, e gli chiese di scrivergli la canzone per la campagna... (continua)
Here come old flat top
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/11/2015 - 22:46
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Her Majesty

"Her Majesty" is a song written by Paul McCartney (although credited to Lennon–McCartney) that appears on the Beatles' album Abbey Road. It is a brief tongue-in-cheek music hall song. "Her Majesty" is the final track of the album and appears fourteen seconds after the song "The End", but was not listed on the original sleeve. As such, it is considered one of the first examples of a hidden track in rock music.

2000
Reworked version of the Beatles song of the same name. Her Majesty: she's pretty much obsolete. Given away free to UK mailing list to "celebrate" the Golden Jubilee
Her Majesty's a pretty nice girl,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 9/2/2014 - 18:11
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Freedom

Album: "Driving Rain" (2001)

Freedom è una canzone scritta e registrata da Paul McCartney in risposta agli attacchi dell'11 Settembre del 2001.
McCartney era a New York al momento degli attacchi, e ha visto in diretta la distruzione, mentre seduto in un aereo, che era parcheggiato sulla pista di New York John F. Kennedy.
Fortemente colpito dalla tragedia e determinato a reagire, compose Freedom (la quale semplicità richiama la canzone di John Lennon Give Peace A Chance) aiutò a organizzare il Concerto per New York City, uno show con grandi artisti di fama internazionale, tenutosi al Madison Square Garden il 20 ottobre, dove Freedom venne eseguita davanti a un pubblico molto partecipe.
McCartney disse che questi attacchi lo colpirono emotivamente, e nella canzone il narratore dichiara libertà, ovvero il diritto di essere libero che ci è stato dato da Dio e bisogna lottare per questo grande dono.
This is my right, a right given by God
(continua)
inviata da Andrea - andrea_aslan86@hotmail.it 11/9/2013 - 19:30
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Roda

‎[1966]‎
Scritta da Gilberto Gil e João Augusto (?)‎
Singolo poi incluso nell’album “Louvação” dell’anno seguente.‎

Una canzone molto esplicita contro ricchi e potenti, contro la classe dirigente di allora che aveva ‎invocato ed appoggiato la dittatura militare. ‎
Non per nulla, qualche anno dopo, Gilberto Gil e l’amico Caetano Veloso furono presi, ‎imprigionati e poi liberati dopo aver promesso che avrebbero lasciato il Brasile… E’ un po’ come se ‎in Gran Bretagna avessero arrestato John Lennon e Paul McCartney e li avessero ‎costretti ad andare in esilio (e in effetti a Lennon una cosa simile rischiò di capitare negli USA nel ‎‎1972)…‎
Meu povo, preste atenção
(continua)
inviata da Bernart 28/3/2013 - 16:14
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The Ballad of John and Yoko

(Single, 1969)

Words and music by John Lennon

John Lennon: voce, chitarra solista raddoppiata, chitarra ritmica acustica
Paul McCartney: seconda voce, basso, pianoforte, batteria, maracas

L'ultimo singolo dei Beatles a raggiungere il numero uno delle classifiche britanniche non fu suonato da tutti i Beatles, ma solo da Lennon & McCartney.

Il termine "ballata" non fa riferimento al genere musicale del pezzo (che è piuttosto una specie di folk-blues), ma al testo, un'autentica ballata nel senso di poema narrativo, che racconta le traversie affrontate da John e Yoko Ono per poter diventare i signori Lennon.

Sapendo che il loro matrimonio, celebratosi il 20 marzo 1969, sarebbe stato un grande evento mediatico, John e Yoko decisero di usare indirettamente la pubblicità che avrebbero ricevuto per promuovere la pace mondiale. Passarono la loro luna di miele nella suite presidenziale... (continua)
Standing in the dock at Southampton
(continua)
29/8/2012 - 23:00
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Beatles: Back in the U.S.S.R.‎

‎[The Beatles, 1968]‎
Scritta da Paul McCartney (anche se i crediti sono attribuiti anche a Lennon)‎
Dall’album “The Beatles (White Album)”.‎

Okkei, in apparenza niente più che un tributo a Chuck Berry (“Back in the U.S.A.”), ai ‎‎Beach Boys (“California Girls”) e a Ray Charles (“Georgia On My Mind”)… Eppure qui, ‎nel bel mezzo della Guerra Fredda e dello “sforzo” americano in Vietnam contro il dilagare della ‎minaccia comunista, i Beatles si divertivano a strizzare l’occhio oltre Cortina (quella “di Ferro”, of ‎course) esprimendo la loro simpatia per una spia al soldo dei sovietici che dopo tanti anni di ‎missione nel cuore del nemico finalmente torna a casa ansioso di riassaporare il gusto quasi ‎dimenticato delle donne e delle altre prelibatezze locali…‎
Apriti cielo! Così come Revolution e Piggies, anche questa “Back in the U.S.S.R.”, con il suo ‎provocatorio verso “Non sapete quanto... (continua)
Flew in from Miami Beach B.O.A.C.
(continua)
inviata da Dead End 4/7/2012 - 09:58
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We Love You

[1967]
Ai cori John Lennon, Paul McCartney (echi infatti di All You Need Is Love) e Allen Ginsberg.



La canzone, che è percorsa dai rumori dei passi e dei clangori di una prigione, fu scritta da Mick Jagger e Keith Richards in occasione dell'arresto per droga subìto dalle due "pietre rotolanti" da parte della polizia del Sussex... L'arresto giunse al culmine di una feroce campagna di stampa ordita contro i Rolling Stones (ma anche contro altri artisti di primo piano, come Donovan, Pete Townshend de The Who e Ginger Baker dei Cream) dal giornale scandalistico "News of The World", già, proprio quello al centro del recentissimo scandalo di "phone hacking" corredato da clamorosi suicidi ed arresti (quello della ex direttrice Rebekah Brooks è di qualche giorno fa) e che il patròn Rupert Murdoch ha definitivamente chiuso nel luglio del 2011...

"Non ci importa se ci perseguitate e ci imprigionate...... (continua)
We don't care if you’d only love "we"
(continua)
inviata da Bartleby 15/3/2012 - 08:26
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Lato B

[1987]
Lato B – giustamente – del 45” intitolato – arrigiustamente – “Il nostro primo 45 giri”
Versione “powerillusiana” della title track dell’ultimo (o penultimo) album dei Beatles.
Testo di Vince Ricotta
Musica di Paul McCartney
Siam venuti a registrare il primo singolo ma qui
(continua)
inviata da Bartleby 13/4/2011 - 13:23
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Yellow Submarine

[1966]
Nell’album “Revolver” e poi – obviously – nella colonna sonora dell’omonimo film d’animazione del 1968.
Scritta da Paul McCartney
Cantata da Ringo Starr

Di quando i Fab Four partirono da Liverpool col sommergibile giallo di Fred e attraversarono sei mari per andare a liberare Pepperland, l’Atlantide caduta sotto la dittatura dei feroci “Blue Meanies”, i “Biechi Blu”...

Dedico questa canzone a Maurizio Cerutti (9 aprile 1974 - 6 aprile 2011) un torinese che sembrava un inglese e che amava la musica, tutta la musica, ma soprattutto i Beatles.
Un male crudele, implacabile ed ingiusto se l’è portato via alla soglia del suo 37° compleanno.
Maurizio era un bravo batterista e le bacchette le ha impugnate con destrezza in gruppi come i Powerillusi, gli Swampop e – of course – i Vitols, cover band del suo gruppo preferito.


” […] This film was made in 1968 and became very popular. It... (continua)
In the town where I was born
(continua)
inviata da Bartleby 13/4/2011 - 09:20
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How Many People

Dedicated To The Memory Of Chico Mendes

How Many People
(continua)
inviata da DonQuijote82 6/9/2010 - 16:39
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Midnight Special

[1934]



Con canzoni come Chain Gang, Chimes Of Freedom, Folsom Prison Blues, I Shall Be Released, San Quentin e Walls Of Red Wing già presenti tra le CCG/AWS, beh, non poteva certo mancare questo classico che fu reso immortale da Leadbelly, ma la cui memoria si perde nelle roots americane più profonde.
Infatti le prime testimonianze scritte relative a questa “prison song” risalgono già ai primissimi anni del 900, e la prima incisione è del 1926 ad opera di Dave "Pistol Pete" Cutrell, il leader della formazione "McGinty's Oklahoma Cowboy Band". E bisogna anche dire che il primo nero ad incidere “Midnight Special Blues” non fu Leadbelly ma “Crying” Sam Collins nel 1929.
Ma nel 1934 John e Alan Lomax, i celebri cacciatori di folk songs, raccolsero la canzone dalla chitarra e dalla viva voce di un detenuto dell'Angola Louisiana State Prison, tale Huddie William Ledbetter, soprannominato "Lead... (continua)
Well you wake up in the morning, hear the ding dong ring,
(continua)
inviata da Alessandro 21/2/2010 - 19:53
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Blackbird

[1968]
Album: "The Beatles (White Album)"

Paul McCartney scrisse questa canzone come reazione alle tensioni razziali esplose negli USA nella primavera del 1968.

Durante il tour statunitense "Back In The U.S." del 2002, McCartney ha spiegato che la canzone fu scritta per sostenere il Movimento per i diritti civili americano, che aveva avuto molta eco in Europa e sulla stampa britannica. In particolare - ha spiegato il Beatle - la canzone fu scritta per Rosa Parks, la "blackbird" che il 1 dicembre del 1955 salì su un bus e si sedette nella parte riservata ai bianchi, rifiutando poi di spostarsi al fondo dell'automezzo, parte riservata alla gente di colore.
Durante i concerti, alle spalle della band, venivano proiettate immagini di Martin Luther King, Rosa Parks e degli scontri con la polizia durante le manifestazioni del Movimento...

A Woodstock, nel 1969, è stata interpretata magistralmente a tre voci da Crosby, Stills & Nash.
Blackbird singing in the dead of night
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2008 - 08:55
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Beatles: A Day In The Life

(Lennon/McCartney)
da "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" (1967)

A venticinque anni dall'assassinio di John Lennon, le Canzoni contro la guerra vogliono ricordare questo grande artista con una delle più famose e celebrate composizioni dei Beatles, "A Day In The Life". La canzone è il brano conclusivo del famoso disco "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", sicuramente il più influente album dei Beatles, anche se forse non il migliore (personalmente preferisco di gran lunga "Revolver").

La canzone viene inserita negli extra, ma in realtà non è del tutto estranea alle tematiche toccate nel nostro sito.

John Lennon scrisse per i Beatles le poche canzoni del gruppo che prendevano posizione su questioni politiche e sociali. Il riferimento è a Revolution, naturalmente, ma anche all'inno pacifista All You Need Is Love, un primo esempio dell'attitudine allo slogan che caratterizzerà la... (continua)
I read the news today oh boy
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 8/12/2005 - 23:12




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