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Autore Massimo Bubola

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Se ti tagliassero a pezzetti

[1981]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Fabrizio De André, Massimo Bubola
Album / Albumi: Fabrizio De Andre'


Forse può servire questo commento che avevo scritto tanti anni fa sul mio blog a proposito di questa canzone: (Lorenzo)

Signora libertà, signorina fantasia

Ascoltando Se ti tagliassero a pezzetti, la canzone di De André dall'album detto "L'Indiano", ci si può lasciare distrarre dalla musica orecchiabile, dall'arrangiamento quasi pop (era il primo album dopo il rapimento e Fabrizio doveva ripagare al padre i soldi del riscatto, da qui l'esigenza di vendere qualche copia in più del solito...), o lasciarsi trasportare dal suono delle parole e pensare che la canzone sia una storia d'amore:

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra... (continua)
Se ti tagliassero a pezzetti
(continua)
inviata da Riccardo Gullotta 8/5/2021 - 23:58
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Johnny lo zingaro

Dall'album Le Radici e le Ali
Scritta da Sandro Severini, Marino Severini e Massimo Bubola

Johnny è Giuseppe Mastini, ricordo che Marino Severini disse di avere scritto questa canzone dopo aver visto il processo a "Un Giorno in Pretura" dove rimase impressionato da come affrontava il processo rivendicando di essere un ladro, purtroppo non ritrovo il testo con cui Marino spiegava la canzone.

Nella lunga storia di Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro, ciò che colpisce di più è la molteplicità e l’incongruità nella narrazione dei fatti: lati oscuri emergono tanto dalle ricostruzioni giornalistiche che dai libri e dai film che ne raccontano le vicende, talvolta romanzate e piegate verso la delineazione di una figura di bandito maledetto, di eroe negativo, di genio del crimine, capace di sfuggire, in ogni modo, con ogni mezzo, alla privazione della libertà.
In realtà ciò che è evidente,... (continua)
Johnny lo zingaro
(continua)
inviata da Lucone 8/9/2020 - 20:34
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Margherita caduta in guerra

2019
Lampi sulla pianura

(testo M. Bubola- S. Ferro- musica M. Bubola)

Dedicata a Margherita Kaiser Parodi Orlando, crocerossina presso la Terza Armata sul fronte orientale durante la Prima guerra Mondiale.
Morta il primo dicembre del 1918 di febbre spagnola, poco dopo la fine della guerra.
Unica donna sepolta nel Sacrario militare di Redipuglia

“Margherita caduta in guerra” è dedicata a Margherita Kaiser Parodi, infermiera volontaria della Croce Rosa, medaglia di bronzo al valor militare e unica donna sepolta nel Sacrario Militare di Redipuglia. Una figura straordinaria eppure poco conosciuta...

Lucia Miller – Quando per il romanzo di Massimo Bubola “Ballata Senza Nome”, pubblicato nel 2017, dedicato alla figura del Milite Ignoto, andammo a visitare i luoghi della Grande Guerra, rimanemmo molto colpiti dalla tomba di questa ragazza, sepolta in un luogo tanto denso di vibrazioni e... (continua)
Su questa pietra ogni dolore 
(continua)
inviata da Dq82 26/12/2019 - 21:24
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Dolce patria

2019
Lampi sulla pianura

(Testo e musica di Massimo Bubola)

Ci potete raccontare la storia alla base di “Dolce patria”...
Lucia Miller – Amiamo entrambi la Grecia e tutta la sua mitologia carica di eroiche partenze e sofferti rimpatri.” Dolce Patria” parla infatti dei “Nostoi” cioè dei “Ritorni”. Come nell’Odissea, il sogno dell’arrivo in patria di chi è partito in guerra per mare e immagina come sarebbe arrivare nel porto della propria isola, alle donne che attendono, ai figli, agli amici, alle case, all'antica vita. La visione delle donne che dalla riva aspettano il rientro incerto di chi amano. Il sogno comune di ritornare a ballare insieme sulle note di un sirtaki, di cantare l’amore per la terra ritrovata con i suoi colori, i suoi affetti, le sue case bianche e il suo vino.
Bloogfolk.com
Saranno api ed aquiloni a salutare
(continua)
inviata da Dq82 26/12/2019 - 21:19
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Canto del servo pastore

[1981]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel: Fabrizio de André - Massimo Bubola
Album / Albumi: Fabrizio de André (1981) ["L'Indiano"]



Il servo pastore di De André è un uomo semplice che non conosce neppure il proprio nome e le proprie origini. In questa canzone scritta in lingua italiana viene adombrato, in traduzione, un termine sardo che pure (nella sua forma gallurese, ziraccu) aveva fatto capolino nei testi di Fabrizio De André (in Zirichiltaggia, per la precisione: ...e andaranu a cujuassi a qualche ziraccu “e sposeranno qualche servo pastore”). La denominazione sarda del “servo pastore” riflette strutture enormemente arcaiche anche nel suo stesso nome di etimologia sconosciuta e di evoluzione semantica particolare: theraku / theraccu / saraccu ecc. compare nei documenti più antichi nel significato di “minorenne di dipendenza tutelare” (come nella... (continua)
Dove fiorisce il rosmarino c'è una fontana scura
(continua)
inviata da Riccardo Venturi e Dq82 26/8/2019 - 20:33
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Nikolajevka

Nella versione su disco c'è un cameo di Bubola, che canta gli ultimi due versi
Alf 18/10/2018 - 15:07
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Enzo Jannacci: Mario

Bellissima anche la versione originale di Pino Donaggio (ho aggiunto il video) in cui si può apprezzare anche alla armonica un giovanissimo Massimo Bubola, che non sarà Charlie Musselwhite ma se la cava bene.
Lorenzo 29/3/2018 - 23:53
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Fiorella Mannoia: Il cielo d'Irlanda

1992
Nell'album di Fiorella Mannoia: I treni a vapore

Testo e musica di Massimo Bubola
che lo pubblicherà successivamente in "Dopo il lungo addio" (1994)

Questa è una di quelle canzoni che ti rimangono dentro.... forse la prima canzone irlandese che abbia sentito, o più correttamente di sapore "irish", una di quelle canzoni che mi ha fatto scoprire e innamorare dell'Irlanda e della musica irlandese quando avevo 14 anni. Si aggiunga che è stata interpretata da praticamente tutti i gruppi che ho seguito da ragazzo, e che talvolta seguo ancora, quelli per cui ho macinato e macino chilometri.
L'hanno interpretata negli anni Nomadi, Danilo Sacco, Stefano "Cisco" Bellotti, Meneguinnes, Servi Disobbedienti, Francesco Moneti con Marco Sonaglia
Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
(continua)
inviata da Dq82 13/10/2017 - 17:14
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Andremo via

2015
Da Caporetto al Piave

La canzone illustra la partenza in treno di tanti ragazzi al loro primo viaggio per il fronte durante Grande Guerra. È una vivida processione d’immagini della vita al fronte e in trincea che ha un tragico epilogo: “… senza un nome sulla croce andremo via”.
In un mattino senza sole, andremo via
(continua)
inviata da Dq82 27/8/2017 - 21:32
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Ballata de la Guera

2006
Tre Ballate per Thiene

1492, un anno che segna un confine e che indica l’inizio di un’epoca nuova: il Rinascimento italiano. Un periodo straordinario, durante il quale si è sviluppato il culto per il bello, una predisposizione che ha contrassegnato per sempre la nostra storia, creando una situazione privilegiata. Spetta all’Italia l’onore di avere nel suo territorio più del 50% dei tesori d’arte della terra. Solo in Veneto sono state costruite più di 4.000 ville e dimore storiche. Un numero significativo che rende, agli occhi dei turisti, unico ogni borgo, preziosa ogni città. Gli ospiti amano respirare la fragranza del luogo, riempirsi gli occhi di immagini nuove e percepire suoni diversi. Desiderano che tutti i sensi vengano coinvolti nell’esperienza. E questo emerge in modo evidente durante la Rievocazione Storica: la partecipazione emotiva è forte.
All’inizio del 2006 è stata... (continua)
Guera guera tuti zo par tera
(continua)
inviata da dq82 18/1/2017 - 17:19
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Ballata del Ciel che s’è sbregà

2006
Tre Ballate per Thiene

1492, un anno che segna un confine e che indica l’inizio di un’epoca nuova: il Rinascimento italiano. Un periodo straordinario, durante il quale si è sviluppato il culto per il bello, una predisposizione che ha contrassegnato per sempre la nostra storia, creando una situazione privilegiata. Spetta all’Italia l’onore di avere nel suo territorio più del 50% dei tesori d’arte della terra. Solo in Veneto sono state costruite più di 4.000 ville e dimore storiche. Un numero significativo che rende, agli occhi dei turisti, unico ogni borgo, preziosa ogni città. Gli ospiti amano respirare la fragranza del luogo, riempirsi gli occhi di immagini nuove e percepire suoni diversi. Desiderano che tutti i sensi vengano coinvolti nell’esperienza. E questo emerge in modo evidente durante la Rievocazione Storica: la partecipazione emotiva è forte.
All’inizio del 2006 è stata... (continua)
Tiro le campane me ciamo Nane
(continua)
inviata da dq82 18/1/2017 - 17:18
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Quello che non ho

[1981]
Scritta da Fabrizio De André e Massimo Bubola
Written by Fabrizio De André and Massimo Bubola
Nell'album senza titolo conosciuto comunemente come
"Fabrizio De André" o "L'Indiano"
In the nameless album commonly known as
"Fabrizio De André" or "L'Indiano"

“Quello che non ho” è la canzone di apertura dell'album del 1981 che, propriamente, si chiamerebbe solo “Fabrizio De André”. Sia per la sua famosa copertina, però, che per il leitmotiv dell'intero album, va sotto il nome de “L'Indiano”; fu scritto in buona parte (compresa questa canzone) assieme a Massimo Bubola. Il leitmotiv dell'album (che molti, forse a ragione, considerano un “concept”) sono le culture tradizionali contrapposte al materialismo; sotto tale aspetto, l'album è costantemente un incrocio tra la culture dei nativi americani e quelle della Sardegna, in una sorta di “manifesto” di cui questa canzone rappresenta... (continua)
Quello che non ho è una camicia bianca
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 15/3/2016 - 23:12
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Un paese finto

[2013]
Parole e musica di Massimo Bubola
Nell’album “In alto i cuori”
Vivevo in un paese finto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/1/2016 - 11:47
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Il testamento del capitano

anonimo
La vera e sicura origine di quello che potremmo definire il più classico, il più nobile fra i canti degli alpini si riscontra nel canto funebre cinquecentesco Il testamento spirituale del Marchese di Saluzzo. Il Nigra ce ne tramanda le versioni, in piemontese arcaico, ritenute più originali e già nel 1858 traccia dettagliatamente la vicenda storica cui il canto è legato. Michele Antonio, undicesimo marchese di Saluzzo, capitano generale delle armi francesi nel reame di Napoli, mortalmente ferito da un obice durante la difesa della fortezza di Aversa assediata dalla truppe borboniche, nel 1528, esprime le sue ultime volontà ai soldati riuniti attorno al letto di morte. E sarà forse proprio uno di quei soldati l'ignoto autore che riversò nel canto gli ultimi sublimi istanti del capitano, creando una fra le gemme più interessanti del patrimonio epico-lirico italiano, ereditata in seguito dalla... (continua)
Il capitan de la compagnia
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/6/2014 - 15:12
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Sul ponte di Perati bandiera nera

anonimo
Versione di Massimo Bubola in "Il testamento del Capitano"
2014
Il testamento del capitano



Si noti come in un album dedicato alla prima guerra mondiale venga inserito questo, che seppure con un precedente nella prima guerra mondiale, si riferisce alla seconda guerra mondiale; un errore o un messaggio voluto universale contro la guerra?
Sul ponte di Perati, bandiera nera:
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/6/2014 - 15:00
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L'alba che verrà

2014
Il testamento del capitano

Quale guerra è veramente necessaria? Quale guerra si è mai dimostrata veramente giusta al punto da restituirci un mondo migliore? O ancora: quale guerra ha realmente raddrizzato il corso della storia giustificando il sacrificio di “alcuni” per il “bene” di tutto il mondo?
Il re del folk-rock Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album Il testamento del capitano a distanza di 9 anni dal successo di Quel lungo treno del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale.

Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità... (continua)
Ho cercato nei ricordi
(continua)
inviata da Donquijote82 19/6/2014 - 12:59
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Vita di trincea

2014
Il testamento del capitano

Quale guerra è veramente necessaria? Quale guerra si è mai dimostrata veramente giusta al punto da restituirci un mondo migliore? O ancora: quale guerra ha realmente raddrizzato il corso della storia giustificando il sacrificio di “alcuni” per il “bene” di tutto il mondo?
Il re del folk-rock Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album Il testamento del capitano a distanza di 9 anni dal successo di Quel lungo treno del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale.

Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità... (continua)
I corvi si alzano, i cani abbaiano, ram bara rara ram
(continua)
inviata da Donquijote82 19/6/2014 - 12:47
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Da Caporetto al Piave

2014
Il testamento del capitano

Quale guerra è veramente necessaria? Quale guerra si è mai dimostrata veramente giusta al punto da restituirci un mondo migliore? O ancora: quale guerra ha realmente raddrizzato il corso della storia giustificando il sacrificio di “alcuni” per il “bene” di tutto il mondo?
Il re del folk-rock Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album Il testamento del capitano a distanza di 9 anni dal successo di Quel lungo treno del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale.

Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità... (continua)
Da Caporetto al Piave è una gran processione
(continua)
inviata da Donquijote82 19/6/2014 - 12:42
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Neve su neve

2014
Il testamento del capitano

Quale guerra è veramente necessaria? Quale guerra si è mai dimostrata veramente giusta al punto da restituirci un mondo migliore? O ancora: quale guerra ha realmente raddrizzato il corso della storia giustificando il sacrificio di “alcuni” per il “bene” di tutto il mondo?
Il re del folk-rock Massimo Bubola torna a interpretare e rivisitare le canzoni della Grande Guerra con il nuovo album Il testamento del capitano a distanza di 9 anni dal successo di Quel lungo treno del 2005, proprio nel centesimo anniversario dall’inizio del conflitto mondiale.

Massimo Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo sound e la sua poetica grandi brani tradizionali come: Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul ponte di Perati, Monti Scarpazi, Bombardano Cortina, La tradotta e propone anche nuove e intense ballate, che nei testi e nelle sonorità... (continua)
Se vedrai lassù sul monte
(continua)
inviata da Donquijote82 19/6/2014 - 11:04
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Senza catene

instant song - agosto 2013

Questa canzone l'ho scritta ripensando, ad una frase del papa durante la recente visita fatta a Lampedusa l'8 di luglio scorso. Una domanda che è mi ha colpito nel profondo: "Chi ha pianto per le giovani mamme che portavano i loro bambini?" riferendosi ai 25.000 migranti morti in questi anni nella traversata verso l'Italia. Ho ripensato così alla triste e particolare storia di Samia Yusuf Omar, una ragazza somala di ventuno anni appena compiuti, atleta che aveva partecipato nel 2008 alle Olimpiadi di Pechino nei 200 metri piani. Samia era incinta al quarto mese, ed è morta su un gommone che la portava dalla Libia verso il nostro paese, il 17 marzo del 2012 al largo dell'isola di Lampedusa, dove è stata poi sepolta col suo piccolo.

In particolare mi colpirono di questa vicenda le dichiarazioni dell'anziano medico Giuseppe Saviano che soccorse al largo Samia, ormai... (continua)
Da venti giorni
(continua)
inviata da DoNQuijote82 27/8/2013 - 19:17
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Hanno sparato a un angelo

(testo e musica di Massimo Bubola)

Questa una CCG, mo' pure i fatti di cronaca?
Provo a spiegarmi: hanno ammazzato sotto casa mia, nel quartiere di Torpignattara a Roma, un tempo borgata, già citata in "ragazzi di vita" di Pasolini: il cinema impero ormai è chiuso, il 409 ancora l'attraversa... Quartiere multietnico, forse uno dei più multietnici d'Italia, la scuola elementare una delle più citate quando si parla di immigrazione.
E l'omicidio di Zhou Zheng e della figlioletta Joy è stato un fatto importante per questo quartiere... Alla fiaccolata ho visto italiani sfilare insieme alle comuintà cinese, bengalese, rumena... i locali del quartiere completamente chiusi. E allora secondo me è una CCG...

Avevo inserito questa canzone prima che nascesse il progetto di Bubola instantsongs.it



I fatti

Roma, 3 gennaio 2012. Verso le ore 22, Zhou Zeng, di 31 anni, con la figlia di nove mesi,... (continua)
Hanno sparato a un angelo in fondo alla città
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/3/2013 - 16:39
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A morte i tiranni

2013
In alto i Cuori

(parole e musica di Massimo Bubola)

La tirannia è sempre in agguato sotto diverse forme. C'è oggi una dittatura del marketing che è quasi invisibile. Non ha le posture o i tic dei grandi dittatori del '900 che erano visibili e inventarono la Propaganda, cioè la pubblicità dall'alto, che è contraria al passaparola che è la pubblicità dal basso che t'informa e non ti deruba come l'altra. (Massimo Bubola)
Ho visto folle in fiamme
(continua)
inviata da DonQuijote82 15/2/2013 - 17:46
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Che gran confusione

dall'album "Canzoni con il naso lungo" (1992)

Testo di Massimo Bubola
Musica di Cristiano De André e Massimo Bubola
Chiusi nelle piazze chiusi dentro il tempio
(continua)
21/11/2011 - 23:55
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Volta la carta

[1978]
Testo e musica di Fabrizio De André e Massimo Bubola
Lyrics and music by Fabrizio De André and Massimo Bubola
Album: "Rimini"

Riarrangiata nel 1979 dalla PFM nei celebri concerti pubblicati poi nel disco "Fabrizio De André in concerto - Arrangiamenti PFM"


Gli altri sono tutti scappati

In una ben conosciuta canzone di De André (Volta la carta - 1978), tratta da una antica rima popolare genovese, Fabrizio con la sua sapiente mano ribadisce il suo fermo pensiero contro la guerra, che si risolve solo con l'abbandono del campo di battaglia da parte dei soldati, scappati dall'inferno che li aspetta, o ne troviamo un'interessante analogia nel già citato testo di Cohen The Captain del 1984

"Siamo solo io e lei
Gli altri sono tutti scappati in ritirata"

"volta la carta viene la guerra
per la guerra non c'è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati"

È interessante riportare... (continua)
C'è una donna che semina il grano
(continua)
inviata da DonQuijote82 27/9/2011 - 17:16
Percorsi: Disertori
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Una storia sbagliata

[1980]
Testo/Lyrics: Fabrizio De André, Massimo Bubola
Musica/Music: Fabrizio De André, Massimo Bubola (con un aiutino da Leonard Cohen - Ballad of the Absent Mare)
Singolo/Single: Dischi Ricordi SRL 10.926
Interpretata da Loredana Bertè nel tributo Faber Amico Fragile.


« È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta da Franco Biancacci, a quel tempo a Rai Due, come sigla di due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e di Wilma Montesi.

In quel tempo, se non ricordo male, stavo cominciando a scrivere con Massimo Bubola l'ellepì che fu fu chiamato L'indiano (quello per intenderci che ha come compertina quel quadro di Remington che rappresenta un indiano a cavallo). E così gli ho chiesto di collaborare anche a questo lavoro. Ricordo che decidemmo tout-court di fare la canzone su Pasolini, e non tanto perché non ci importasse niente della... (continua)
È una storia da dimenticare
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/7/2010 - 18:54
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Tutti quegli anni

[2008]
Album:"Ballate di terra & d'acqua"

Canzone dedicata al nonno, cui aveva già dedicato l'intero album di canzoni sulla prima guerra mondiale. E anche qui torna l'esperienza della prima guerra mondiale.
C'è una stella che splende in cielo sopra di me
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/1/2009 - 10:56
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Kowalsky

[1993]
Dall'album Storie d'Italia

testo di Massimo Bubola e Marino Severini
musica di Massimo Bubola e Sandro Severini

L’idea di questa canzone è nata leggendo la sceneggiatura di Kowalsky, uno spettacolo teatrale ideato e scritto da Paolo Rossi, Davide Riondino e Gino e Michele con la regia di Salvatores. Così è nato Kowalsky numero due. Kowalsky impersona il Sogno, il nomadismo originario e la canzone racconta il suo viaggio, la sua odissea in questo paese. L'arco di tempo va dalla fine degli anni '70 ad oggi, un periodo in cui l'Italia ha rinunciato al sogno e a sognare...

Le 'stazioni' di questo viaggio sono molte, da quella di Bologna, allo Zen di Palermo, dal Leoncavallo alla Mirafiori, dalla Domiziana al Ferrante Apporti.

Kowalsky è il nuovo 'soggetto' vagante, usa strategie multiple, 'armi'- linguaggi diversi, li contamina per riuscire a sopravvivere. La canzone è divisa in... (continua)
Kowalsky crocifisso
(continua)
inviata da Donquijote82 12/12/2008 - 10:43
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Bum Bum

Parole e musica di Massimo Bubola
Lyrics and music by Massimo Bubola

Da "Quel lungo treno" (2005)
Il "lungo treno" che dà il titolo all'ultimo album di Massimo Bubola sembrerebbe rimandare ad uno dei tòpos più comuni del folk e del blues americano; si tratta invece di un titolo tutto italiano, tratto da un canto degli alpini.

"Quel lungo treno" è un album dedicato alla Prima Guerra Mondiale, nel novantesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, un album concept, come si diceva negli anni '70. Bubola riprende canti della tradizione popolare veneta: alcuni famosi (Era una notte che pioveva e Monte Canino) e altri meno noti: Il Disertore (o "Ero povero ma disertore"), Ponte de Priula e Adio Ronco, riarrangiati in chiave country o addirittura tex-mex.
Nel libretto, molto curato, tutte le canzoni sono tradotte in inglese da Tim Parks.

- Recensione di Giorgio Maimone... (continua)
Mi chiamo Dario Loredàn
(continua)
inviata da Alessandro 30/5/2008 - 15:39
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Sesto San Giovanni

[1993]
Parole di Massimo Bubola – Marino Severini
Musica di Massimo Bubola – Sandro Severini
Dall'album Storie d'Italia

Sette dicembre duemilasette. Acciaieria Thyssen Krupp di Torino. Quel nome, "Krupp" evoca di per sé ricordi sinistri. Ricorda un capitalismo che sostenne il nazismo e la guerra. Suona morte. Quella, ad esempio, di sette operai. Morti bruciati a un treno di laminazione. Quattro fra le migliaia di ogni anno. In Italia e in tutti i paesi del mondo. Morire da operai, morire al lavoro, morire da schiavi per pochi soldi al servizio del padrone.

Avevamo un percorso dedicato all'emigrazione. "Emigrazione, guerra del lavoro". Ne abbiamo cambiato, già da tempo, il nome. Adesso si chiama "L'emigrazione e la guerra del lavoro". Il lavoro che fa più morti delle guerre. Lo sfruttamento del profitto. Non ci sentiamo più di limitare l'argomento, di porre dei paletti che non esistono.... (continua)
Primo turno lunedì sei di mattina
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 8/12/2007 - 01:19
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Se questo è un uomo

da "Diavoli e farfalle" (1999)

Ispirato al romanzo di Primo Levi. Si veda la canzone omonima dei Karadell

Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones
Le stagioni di Anna Frank (2014)
Dopo la peste e il diluvio
(continua)
12/7/2007 - 16:30
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Un angelo in meno

da "Amore e guerra" (1996)

Dedicata ai bambini vittime di ogni guerra
Oggi c'è un angelo in meno su questa terra
(continua)
12/7/2007 - 16:25
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Praga

(1989)
Vita, morte e miracoli
Sonia era il suo nome
(continua)
inviata da Silva 24/2/2007 - 18:19
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La Frontiera

comunque una piccola correzione: il brano é un inedito inserito nella Raccolta " Il Cavaliere elettrico" n.4

by HMMurdock
Andrea 16/12/2006 - 00:16
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Parlando del naufragio della London Valour

[1978]
Testo e musica di Fabrizio de André e Massimo Bubola
Lyrics and music by Fabrizio de André and Massimo Bubola
Album: "Rimini"


LA STORIA LEGGERA [Seconda parte]
di Francesco Senia
Prima parte

Me lo sono chiesto tutto d'un tratto, E' stato come una sensazione, con in più fatto forte di una piccola nota di Romana che in Amico fragile argomenta come vi si possa leggere una metafora della normalizzazione che si è avviata, alla fine degli anni settanta (siamo nel 1978), prendendo a pretesto il sequestro Moro.
Allora mi sono detto che forse il naufragio della London Valour non parlava di una notizia di cronaca di una nave realmente naufragata in porto, bensì si provava a descrivere lo sbaragliamento dei gruppi armati. Il tutto visto come uno ... spettacolo. Forse....
Cosa, meglio di una nave, da usare come metafora per un movimento che ha attraversato un decennio? Come dire: “navigammo... (continua)
I marinai foglie di coca digeriscono in coperta
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 5/9/2006 - 19:45
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Coda di Lupo

[1978]
Scritta da Fabrizio De André e Massimo Bubola
Written by Fabrizio de André and Massimo Bubola
Album: "Rimini"


LA STORIA LEGGERA [Prima parte]
di Francesco Senia
Seconda parte

Prendo il titolo a prestito da un bel libro di Stefano Pivato, edito dal “Mulino”, per parlare di Fabrizio de André come “storico”. Il disco di storia si chiama “Rimini”. E segue di qualche anno quel bel romanzo politico che ha per titolo "Storia di un impiegato”. In mezzo due dischi, di cui il primo (“Canzoni”) è una sorta di raccolta di cover (anche proprie, ma cover). In mezzo cinque anni lunghi come fossero stati cinquanta!
La “storia”, introdotta proprio da quella “Rimini” che da il titolo al disco, si svolge su due canzoni. Fondamentalmente. Comincia con “Coda di Lupo”. Si parte “da lontano”, e si usa un artificio, parlando della storia italiana che dal dopo-guerra arriva al 1977 guardandola in... (continua)
Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto, correvo dietro ai cani
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 5/9/2006 - 19:03
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Jack O'Leary

Versione inglese di Tim Parks
dal libretto dell'album di Massimo Bubola
JACK O'LEARY
(continua)
24/10/2005 - 15:22
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Se questo amore è un treno

Versione inglese di Tim Parks
dal libretto dell'album / from the album booklet
IF THIS LOVE WAS A TRAIN
(continua)
24/10/2005 - 14:52
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Ero povero ma disertore

anonimo
«Canto di origine trentina racconta con estrema felicità narrativa l'abbandono dell'esercito da parte di un soldato di quella zona, allora sotto l'Impero austroungarico. L'allusione a Ferdinando l'Imperatore (Ferdinando I d'Asburgo) lo fa risalire con estrema precisione al triennio 1835-1838 in cui Ferdinando fu Imperatore d'Austria. Il canto ebbe larghissima diffusione nel corso della Prima Guerra Mondiale. Lo cantavano i soldati italiani; i superiori, dal canto loro, tolleravano il canto, dato che, di fatto, si alludeva ad un disertore del campo nemico.»
(dalla presentazione del disco "Quel lungo treno" di Massimo Bubola)

Per una presentazione dell'album di Massimo Bubola, vedi la prima canzone, Jack O'Leary.
IL DISERTORE
(continua)
24/10/2005 - 10:13
"Quel lungo treno", l'ultimo album di Massimo Bubola, è interamente dedicato alla Prima Guerra Mondiale. Per leggere i testi tutte le canzoni inserite nella raccolta, cominciate dalla prima, Jack O'Leary. L'album contiene anche reinterpretazioni di canti popolari veneti, due dei quali non erano ancora presenti nella nostra raccolta: Adio Ronco e Ponte de Priula.
Lorenzo Masetti 24/10/2005 - 00:18




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