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Autore Jean Ferrat

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La porte à droite

(1985)
Album: Je ne suis qu'un cri

Opportuna risposta di Ferrat a chi lo accusa di essere un nostalgico, spronandolo a lasciare da parte le sue vetuste idee di sinistra e scegliere la porta di destra...
On m'a dit tes idées ne sont plus à la mode
(continua)
31/7/2016 - 12:18
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Canzone della libertà

Rispetto all'originale, il testo e' meno ingenuo e più poetico (non a caso all'adattamento francese ha collaborato Jean Ferrat)
LIBERTÉ
(continua)
27/6/2016 - 00:11
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Dans la jungle ou dans le zoo

[1991]
Parole e musica di Jean Ferrat, con gli arrangiamenti di Alain Goraguer
La canzone che è il sottotitolo dell’album “Ferrat 1991”.

Il titolo è ispirato ad una metafora del regista statunitense di origine ceca Miloš Forman, che in piena Guerra Fredda descriveva il mondo occidentale capitalista come la giungla, mentre lo zoo era quello dei regimi comunisti (fonte: Recensione all’album di Ferrat sul belga Le Soir, a firma di Thierry Coljon)
Ainsi donc ainsi donc
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/6/2016 - 18:41
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Berceuse

[1965]
Parole e musica di Jean Ferrat
Nel disco noto con il titolo de “La Montagne”, uno dei suoi primi album, quando non aveva ancora i baffi...
Famosa nell’interpretazione di Isabelle Aubret, che la incise nel 1966.

“Baía de Todos-os-Santos” è chiamata la grande baia antistante a Salvador de Bahia (e scusate il bisticcio...). E’ anche il sottotitolo di “Jubiabá”, romanzo che Jorge Amado scrisse nel 1935.
Dors, petit homme, dors, petit frère
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/6/2016 - 18:00
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À la une

[1991]
Parole e musica di Jean Ferrat
Nell’album “Ferrat 91 - Dans la jungle ou dans le zoo”

Un elegante, sardonico e al tempo stesso violento attacco ai media, alle prime pagine dei giornali, ai programmi televisivi in prima serata, tra i i principali responsabili dell’imbarbarimento culturale, della disattivazione cerebrale e dell’annientamento della memoria delle masse. Quando giornali e TV riescono nell’impresa di non far distinguere più ai propri lettori e spettatori la differenza tra un carnefice e un torturato, o tra un invasore ed un resistente, o tra uno stupratore e la sua vittima, o - apoteosi! - tra un SS e un deportato, beh, allora il gioco è fatto!

L’acronimo PAF nell’ultimo ritornello sta per “Paysage audiovisuel français”, espressione con cui in Francia si definisce la programmazione radiotelevisiva in un dato momento storico...
C'est une émission formidable
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/6/2016 - 23:33
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J'entends, j'entends

[1960]
Versi di Louis Aragon, terza parte del poema “Discours”, nella raccolta intitolata “Les Poètes” pubblicata nel 1960.
Musica di Jean Ferrat e Alain Goraguer
Nel disco d’esordio di Jean Ferrat, noto come “Deux enfants au soleil” pubblicato dalla Decca nel 1961.
In seguito la canzone venne riproposta da altri artisti, come Francesca Solleville, Catherine Sauvage, Marc Ogeret, Isabelle Aubret e Cora Vaucaire.
J’en ai tant vu qui s’en allèrent
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/7/2015 - 15:19
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Les derniers Tziganes

[1971]
Parole di Michelle Senlis (1933-), autrice e paroiera parigina
Musica di Jean Ferrat
Nell’EP intitolato “Aimer à perdre la raison”
Incisa, sempre nel 1971, anche da Isabelle Aubret (1938-), cantante francese.

“Che idea mi sono fatto dei Rom? Nessuna. Mantengo la mia. Non voglio fare il falso moralista radical-chic ma nemmeno nascondermi dietro i pregiudizi o peggio le ideologie. Semplicemente mi chiedo come accettiamo che bambini vivano nella sporcizia e alla mercé della pioggia e del freddo a due passi da noi.” (Marco Frasca)
C'en est bien fini
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/1/2015 - 13:29
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Maréchal…

[1983?]
Parole di Georges Coulonges (1923-2003), scrittore e sceneggiatore.
Musica di Jean Ferrat
Nel disco intitolato “Gréco 83”

Una canzone dedicata – évidemment – al Maréchal Putain – oh, pardon – Pétain (1856-1951), un vecchio generale in pensione (uno dei macellai di Verdun, per intenderci) che a partire dal giugno 1940 divenne il capo del regime di Vichy, collaborando con gli occupanti nazisti al 100%, deportazioni degli ebrei comprese.

Eppure in Francia – così anche come da noi riguardo a Mussolini (“che sconfisse la mafia, che bonificò la Maremma, che i treni arrivavano in orario…” e bla bla bla) c’è ancora qualcuno che sostiene che le Maréchal fece delle cose buone…

Come far distribuire ai bambini i famosi biscotti vitaminizzati, i “biscuits caséinés du Secours National”, che integravano la misera dieta di guerra. E in ogni latta di biscotti, distributi diligentemente dalle maestre a scuola, non mancava mai un immagine ed un monito del Maréchal, benefattore del paese…
Maréchal, nous revoilà !
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/11/2014 - 14:28
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Les poètes

[1960]
Versi di Louis Aragon
Musica di Jean Ferrat, nel suo disco intitolato “Ferrat chante Aragon” del 1971
Je ne sais ce qui me possède
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/6/2014 - 10:30
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Hop-là,nous vivons!

Chanson française – Hop-là nous vivons – Jean Ferrat – 1969
Paroles: Henri Gougaud

Ce sera le troisième Ho(pp) là, nous vivons ! des CCG... Il importait de ne pas le rater... Même si le rapport avec Ernst Toller n'est pas des plus clair...
Les deux autres sont Holà, nous vivons ! et Hoppla! Wir leben! [L.L.]
Avec nos dents nickelées
(continua)
inviata da Lucien Lane 1/5/2014 - 18:55
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Dingue

‎[1991]‎
Parole e musica di Jean Ferrat
Album “Dans la jungle ou dans le zoo”‎

‎“… 500 miliardi ridotti in fumo, 500 miliardi buttati in missili, 500 miliardi ai militari, 500 miliardi ‎buttati al vento…Mi fa male il cuore a vedere quella disgrazia di Rambo, con la sua guerra finta che ‎rasserena il popolino, con le sue bombe rese asettiche e le sue ecatombi banalizzate, fa da grancassa ‎al consenso verso il potere. La sua forza d’urto mi sta veramente in culo…”‎
Pour faire ma pube
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 10:41
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Bicentenaire

‎[1989]
Parole e musica di Jean Ferrat‎
Album: “Dans la jungle ou dans le zoo” (1991)‎

‎‎
‎Dans cette chanson, Jean Ferrat commence par évoquer les aristocrates dans ‎leurs châteaux, qui ignorent le peuple et ses souffrances. Puis survient la Révolution française, ‎prétendument faite au nom du peuple, mais qui ne change rien à sa condition. Deux siècles après ‎‎1789, à l'heure où l'on commémore le bicentenaire de la Révolution, l'exclu, le pauvre, le miséreux ‎‎(appelé Pauvre Martin) est toujours à l'écart : rien n'a changé, en fin de compte. Deux siècles après, ‎‎« d'autres seigneurs veillent au grain » : l'esprit de la Révolution et les principes de liberté, d'égalité ‎et de fraternité, sont, selon Ferrat, bel et bien enterrés. Quant aux cérémonies du bicentenaire, si de ‎nombreux dirigeants du monde y ont été conviés, Ferrat conclut en soutenant que le peuple fut ‎l'oublié des commémorations.‎
Jean... (continua)
J'ai vu des ducs j'ai vu des princes
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 10:09
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Caserne

‎[1972]‎
Parole di Guy Thomas
Musica di Jean Ferrat
Album: “Les Instants volés” (1979)


Blanchis les troncs des marronniers
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 09:17
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J'imagine‎

‎[1971]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Aimer à perdre la raison”‎

Curioso: era il 1971, lo stesso anno di Imagine di John Lennon…‎
J'imagine
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 08:53
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La matinée

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France” (eseguita da Ferrta in duetto con Christine Sèvres)‎

La matinée se lève
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 08:31
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Un jour futur

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France”‎

Un printemps s'est levé aux couleurs d'incendie
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 16:01
Percorsi: 1968 e dintorni

Rien à voir

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France”

‎“Nelle prigioni, nelle caserme e nelle chiese non c’è nulla da vedere…”
Des poèmes écrits sur les automobiles
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 15:49

Pauvres petits c...‎

‎[1967]‎
Album “À Santiago”‎

Una canzone molto simile a Les Bourgeois di Jacques Brel, che però scrisse la sua qualche anno prima di ‎Ferrat…‎
On parle de vous sans cesse
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 15:30
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Si je mourais là-bas

‎[1915]‎
Poesia di Guillaume Apollinaire, dalla raccolta postuma “Poèmes à Lou”
Jean Ferrat la mise in musica nel 1967‎



Nel 1914 il poeta polacco Wilhelm Albert Włodzimierz Apolinary de Wąż-Kostrowicki, ‎naturalizzato francese con il più semplice nome di Guillaume Apollinaire, cadde innamorato di ‎Madame Louise de Coligny-Châtillon, donna di nobile lignaggio ma “spirituelle, dégagée, frivole, ‎impétueuse, puérile, sensible, insaisissable, énervée”, ossia piuttosto libera per i suoi tempi ‎‎(all’epoca era già divorziata e si dilettava di aeroplani…).‎
La passione del poeta non fu completamente ricambiata e, per giunta, gli toccò di partire per il ‎fronte. Eppure anche in trincea l’amore era più forte della guerra e della morte – ed è per ‎questo che ho voluto contribuire questa poesia-canzone – e Apollinaire scrisse ogni giorno ‎alla sua amata “Lou”, fino alla primavera del 1915,... (continua)
Si je mourais là-bas sur le front de l'armée
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:42
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Federico García Lorca

‎[1960]‎
Parole di Jean Ferrat
Musica di Claude-Henri Vic



A Federico García Lorca, il grande poeta andaluso assassinato dai fascisti a Granada il 19 agosto ‎del 1936.‎
Si vedano anche Cuando mataron a Lorca, Federico Garcia Lorca, Lorca, Romance de cego in memoriam de F. G. Lorca e Terras de Garcia Lorca‎.‎
Les guitares jouent des sérénades
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:01
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Si nous mourons (Lettre d'Ethel Rosenberg à ses enfants)‎

‎[1979]‎
Parole e musica di Jean Ferrat



Mandati a morte sulla sedia elettrica nel 1953 con l’accusa di essere spie dell’Unione Sovietica, ‎Julius ed Ethel Rosenberg lasciarono orfani i loro due bambini, Robert e Michael di 10 e 6 anni…
Vous apprendrez un jour mes fils, vous apprendrez
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 11:48
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Au printemps de quoi rêvais-tu?‎

‎[1969]‎
Dall’album omonimo, conosciuto anche con il titolo alternativo “Au printemps de quoi rêvais-tu ?”‎
Parole di Jean Ferrat
Musica di Jean Ferrat e Alain Goraguer.‎



Dallo stesso album di Ma France, un’altra canzone su cui all’epoca si abbattè la scure della censura ‎del regime Pompidou, la “restaurazione” dopo il Maggio francese, dopo la “primavera interrotta”…‎
Au printemps de quoi rêvais-tu?
(continua)
inviata da Bartleby 26/1/2012 - 13:35
Percorsi: 1968 e dintorni
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Mon amour sauvage

Mon amour sauvage
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/11/2011 - 12:08
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Le bilan

[1980]
Album “Ferrat 80”

Testo trovato su l'histgeobox.
Jean Tenenbaum, in arte Jean Ferrat, proviene da una famiglia ebrea.
Il padre venne deportato daI nazisti e morì ad Auschwitz.
Ferrat è sempre stato comunista ma, al tempo stesso, ha sempre denunciato il totalitarismo sovietico.
Ah ils nous en ont fait avaler des couleuvres
(continua)
inviata da Alessandro 9/12/2009 - 12:42
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17 ans

[1970]
Album "Camarade"

L'incontro tra Ferrat ed una giovane guerrigliera vietnamita.
Je l'ai vue je l'ai vue je vous jure un matin
(continua)
inviata da Alessandro 2/11/2009 - 11:55
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Je ne chante pas pour passer le temps

[1965]
(interpretata anche da Isabelle Aubret)

Mi ricorda un po' il Manifiesto di Victor Jara e, se fosse stata scritta dopo la morte del poeta cileno, forse ci sarebbe anche il suo nome insieme a quello di Lorca, assassinato da fascisti, e Mayakovsky, suicidatosi (ma c'è anche chi ritiene che fu ucciso) per la sua profonda sfiducia ed avversione nei confronti dello stalinismo...
Il se peut que je vous déplaise
(continua)
inviata da Alessandro 12/3/2009 - 14:00
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D'où que vienne l'accordéon

D'où Que Vienne L'accordéon

Chanson française de Jean Ferrat

On connaît de Jean Ferrat des chansons plus nettement politiques, plus nettement engagées... Pourtant, celle-ci sans en avoir l'air est franchement pacifiste... Elle vaut d'être connue comme « Chanson contre la guerre ».
Et en plus, elle a le mérite de rendre à l'accordéon (ce piano du pauvre, comme disait Léo Ferré et ses autres noms : "piano à bretelles", "boîte à frisson", "branle-poumons", "boîte à chagrin", "soufflet à punaises", "dépliant", "calculette prétentieuse", "boîte à soufflets" et "boîte du diable") cette belle gloire de connaître toutes les chansons, un frangin et même une anticipation à lui seul du site Canzoni contro la guerra... D'où que vienne l'accordéon...
D'où que vienne l'accordéon
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/11/2008 - 14:17
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Camarade

1970
C'est un joli nom, Camarade
(continua)
inviata da Jacky Fluttaz 29/10/2008 - 22:56

Maria

[1967]
Paroles: Jean-Claude Massoulier
Musique: Jean Ferrat
Testo di Jean-Claude Massoulier
Musica di Jean Ferrat
Maria avait deux enfants
(continua)
inviata da Jacky Fluttaz 2/12/2007 - 12:42
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Tu n'en reviendras pas

[1959]
Poème de Louis Aragon
Musique de Léo Ferré

Poesia di Louis Aragon
Musica di Léo Ferré

Non solo Jean Ferrat ha cantato e musicato Aragon: sentite cosa diventa una sua poesia nelle mani e nella voce di Léo Ferré e di Barbara. Non sarebbe necessario dire altro, se non fosse per l'ultima, terribile, bellissima strofa, con quel suo agghiacciante déjà vous n'êtes plus que pour avoir péri. [RV]

La rencontre de Léo Ferré (musicien, poète, chanteur, anarchiste) et de Louis Aragon (poète, écrivain, communiste) a donné de très sublimes chansons, dont celle-ci qui s'inscrit sans l'ombre d'une nuance dans les Canzoni contro la Guerra. [Marco Valdo M.I.]
Tu n'en reviendras pas toi qui courais les filles
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/4/2007 - 17:59
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La Commune

[1971]
Paroles de Georges Coulonges
Musique de Jean Ferrat

Testo di Georges Coulonges
Musica di Jean Ferrat

Da: Jean Ferrat, Vol. 1 [1999]

Canzone scritta da Georges Coulonges e Jean Ferrat per il centenario della Comune di Parigi. .
Il y a cent ans commun commune
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/6/2006 - 14:58
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Die Kinder von Izieu

[1994]
Testo e musica di Reinhard Mey
Text und Musik von Reinhard Mey
Paroles et Musique de Reinhard Mey

L'episodio raccontato in questa bella canzone di Reinhard Mey è purtroppo notissimo, anche per un recente film ad esso ispirato. Su di esso si veda anche Izieu di Claude Hazan.
Nel 1944 la Gestapo di Lione, agli ordini del criminale Klaus Barbie, mandò due camion nel villaggio di Izieu. La missione era quella di sterminare i bambini di un orfanotrofio conosciuto come "La Maison d'Izieu". In un raid assolutamente insensato, 44 bambini ebrei tra i 4 e i 13 anni e sette tutori adulti furono ammassati in un camion, inviati a Auschwitz e immediatamente gassati.

Sui fatti di Izieu si vedano i seguenti due siti:

1. auschwitz.dk
2. izieu.alma.fr

Nell'ultima strofa della canzone si avverte chiaramente l'influenza di Nuit et brouillard di Jean Ferrat.

In 1944 the Nazi Gestapo from Lyon,... (continua)
Sie war‘n voller Neugier, sie war‘n voller Leben,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/6/2005 - 21:31
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Allende

[1977]
Paroles: Léo Ferré
Musique: Jean Ferrat et Maurice Vandair
Testo di Léo Ferré
Musica di Jean Ferrat e Maurice Vandair

In quel 1977 che in Italia stava riproducendo il '68, forse anche con maggior forza e creatività (come seppero riconoscere i situazionisti francesi, in primis Guy Débord) Léo Ferré, anche lui, dedicava una canzone a Salvador Allende, e da par suo. Lo andremo a risvegliare, Allende, diceva; nel Cile sotto il giogo militare e fascista, Léo rivedeva senz'altro la storia infinita dell'oppressione, e rivedeva la Spagna, la sua amata Spagna cui tante canzoni aveva dedicato. Per questa canzone scrisse soltanto il testo, affidandone la musica a Jean Ferrat che, come è noto, era un militante comunista.[RV]
Ne plus écrire enfin attendre le signal
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 20/11/2004 - 13:11
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Les deux oncles

[1964]
Testo e musica di Georges Brassens
Paroles et musique de Georges Brassens

Tutto ed il contrario di tutto è stato scritto su questa che è sicuramente una delle canzoni più famose di Georges Brassens, ed ancor più certamente la più controversa. Da una parte i fautori dell'anarchismo individualista assoluto di Brassens, e la sua opposizione totale alla guerra che si manifesta nel rifiuto di combatterla da ogni parte, anche a costo di usare espressioni decisamente scioccanti (come la II guerra mondiale che avrebbe fatto "trois petit tours et trois petit morts"...); dall'altra le accuse di qualunquismo (se non addirittura di menefreghismo), di disimpegno, di mettere tutto e tutti allo stesso livello con il pretesto di "changer un ennemi en ami". Un dibattito feroce che ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro fin dall'indomani della pubblicazione della canzone e della sua prima esecuzione... (continua)
C'était l'oncle Martin, c'était l'oncle Gaston
(continua)




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