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Autore Eduardo Galeano

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Sembradores de Alegría

SEMBRADORES DE ALEGRÍA
Letra y música: Sergio Dantí

A cominciare da alcune sagge parole che ci ha fatto conoscere Eduardo Galeano (in realtà appartengono a FERNANDO BIRRI, cineasta argentino)

Dedicato a tutte le persone che, nel corso dei secoli, hanno lottato e sofferto per realizzare un'utopia, quella della dignità umana.

Chi poteva andare per la terra, cantando "guerra alla guerra"
Inseguendo un'utopia, seminatore di gioia
Con la verità come arma
Non con armi vere
Guerra d'amore per la gente
Guerra per la dignità
LA UTOPÍA ESTÁ EN EL HORIZONTE
(continua)
inviata da Sergio Dantí 17/6/2021 - 11:01
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21

(2018)
dall'album "Nua"


La música de sonoridad marina de la joven artista se abre por primera vez al mundo y tras sus dos discos anteriores, "Tot el que he vist" (2014) y "Un segon" (2016), centrados en sus vivencias personales, aborda ahora temas como la "violencia policial" o la destrucción del medio ambiente, consciente de la "responsabilidad" que acompaña al "altavoz" del reconocimiento público.

En este sentido, la cantante imagina un "mundo libre de nuestra acción violenta" en la canción "21", cuyo título hace referencia al calendario cósmico del astrónomo Carl Sagan, que traduce la historia del universo a escala de un año, situando el surgimiento del ser humano solo 21 segundos antes del final.

"A veces, nos damos un foco como especie que me parece peligroso porque nos hace olvidar quiénes somos y lo que hacemos aquí", lamenta, aunque se muestra esperanzada y pone en valor la... (continua)
Moriran tots els records,
(continua)
inviata da Lorenzo 6/11/2020 - 18:06

A veces

Come viene precisato su Cancioneros.com, la parte introduttiva di questa canzone è il testo di una poesia, rinvenuto su di una cartina da tabacco, scritta verosimilmente alla fine degli anni '70 da un anonimo prigioniero politico uruguayo, detenuto in un carcere di massima sicurezza che sorge (ancora operativo, nonostante la sua estrema pericolosità) in una cittadina del dipartimento di San José, a una cinquantina di km da Montevideo.
Ironia vuole che quel posto si chiami “Libertad”.

La poesia venne raccolta insieme a molte altre nel 1980 dal Grupo de Madres y Familiares de Procesados por la Justicia Militar.
La poesia venne messa in musica per primo dall'oggi compianto Daniel Viglietti, che la inserì ne “La canción de los prisioneros", un recital scritto insieme all'amico Eduardo Galeano e presentato a Madrid nel 1983.

L'anno seguente fu lo stesso Galeano a scrivere la prefazione al volumetto “La canción de los presos”, realizzato dal gruppo di familiari dei prigionieri politici di cui sopra.
B.B. 31/10/2017 - 14:47
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Memoria del fuego

[1997]
Nell'album significativamente intitolato “Cambian los payasos... pero el circo sigue”

Una canzone che è un sintetico e feroce excursus sulla storia del 900 in Cile ed America Latina, e che è chiaramente ispirata all'omonima trilogia del grande scrittore huruguayo Eduardo Galeano.
Octubre del 17!!!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2017 - 13:22
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Zumbi

Dalla “Memoria del fuego” di Eduardo Galeano (tomo primo, Los nacimientos, 1982)

CANCIÓN DE PALMARES

Descansa, negro.
El blanco no viene acá.
Si viene,
el diablo lo llevará.
Descansa, negro.
El blanco no viene acá.
Si viene,
a garrotazos saldrá.
Bernart Bartleby 29/3/2017 - 13:16
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Nessuna conseguenza

(2016)
dall'album "Combattente"
Parole di Cheope, paroliere italiano figlio di Mogol
Musica di Federica Abbate

Il nuovo singolo di Fiorella Mannoia, accompagnato da un bellissimo video, esce oggi nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Le donne senza paura

Ci sono criminali che proclamano, così pieni di sé, « l’ho uccisa perché era mia ». Così, come se niente fosse. Come se si trattasse di una questione di buon senso, equa per la giustizia e per il diritto alla proprietà privata, che rende l’uomo padrone delle donne. Però nessuno, nessuno, nemmeno il più macho dei super-machi ha il coraggio di dire « l’ho ammazzata per paura ». Perché dopo tutto la paura della donna della violenza maschile è lo specchio della paura dell’uomo della donna senza paura.

Eduardo Galeano
A te che mi dicevi
(continua)
inviata da Lorenzo 25/11/2016 - 22:44
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Los Salieris de Charly

[1992]
Parole e musica di León Gieco
Nell’album intitolato “Mensajes del alma”.

Come già La memoria e tante altre canzoni di León Gieco, anche questa è un’epopea, un poema narrativo di un’epoca sordida, l’ennesima per un’Argentina ancora alle prese con gli spettri (piuttosto concreti) della dittatura sanguinaria conclusasi nel 1982-83. Il punto di vista è quello del cantautore e dei suoi amici musicisti, tutti in qualche modo debitori e modesti allievi dell’innarivabile maestro Charly García, così come si dice (ma sarà poi vero?) che Antonio Salieri lo sia stato di Wolfgang Amadeus Mozart.

Una canzone di feroce protesta da parte di un gruppo di artisti che hanno molto da dire perchè nel decennio precedente hanno dovuto mangiare morte e silenzio, e sono sopravvissuti, ed ora sono costretti ad assistere allo stupro della memoria, all’insulto a tutti quei morti desaparecidos e assassinati,... (continua)
Somos campesinos de la raza de altroque
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/3/2016 - 17:23

Eduardo Galeano

Antiwar Songs Blog
“[…] La gente a la que más le duele vivir, la gente más sensible es la más vulnerable. Y en cambio estos hijos de putas que se dedican a tormentar a la humanidad viven vidas larguísimas esos no se mueren nunca, porque no tienen una glándula, que la verdad es que se da bastante poco, […]
Antiwar Songs Staff 2015-04-13 19:54:00
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Eduardo Galeano: Escribo

Versi di Eduardo Galeano, da “Días y noches de amor y de guerra” (1978)
Musica di Javier Vegas
Nell’album de La Gran Orquesta Republicana intitolato “Optimista” (2001)
Han pasado diez años o un instante, de cuantos siglos está hecho este momento que ahora vivo, de cuantos aires el aire que respiro, años idos aires idos, años y aires guardados en mí, y desde mí multiplicados cuando me siento y me pongo la capa de mago, o la gorra de capitán, o la nariz de payaso, aprieto la lapicera y escribo, o sea, adivino, navego, convoco... ¿Vienen?
inviata da Bernart Bartleby 13/4/2015 - 19:29
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Ítaca

(1975)
dall'album Viatge a Ítaca

Testo (I) tratto da Itaca (Ιθάκη), poesia di Konstandinos Kavafis / Κωνσταντίνος Καβάφης (1911)
traduzione catalana di Carles Riba (1893-1959), professore di greco all'Università Autonoma di Barcellona dal 1925 al 1939, traduttore in catalano dell'Odissea e dei poeti greci moderni
Adattamento di Lluís Llach
Testo (II - III) di Lluís Llach
Musica di Lluís Llach
Arrangiamenti del pianista Manel Camp leader del gruppo di rock progressive Fusioon

Per Gian Piero che oggi ha raggiunto la sua Itaca, dopo un cammino pieno di avventure, pieno di conoscenze



E' il 1975, l'ultimo terribile anno della dittatura franchista. Il dittatore morirà a novembre, a maggio Llach presenta al Palau de la Música di Barcellona il nuovo album. Il recital sarà seguito dall'immancabile ritorsione: per aver proferito parole considerate offensive verso le istituzioni e... (continua)
I
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 28/11/2014 - 22:59
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Los ausentes

Parole del grande scrittore uruguayo Eduardo Galeano. Ignoro da che sua opera siano tratte, forse dalla rubrica “Ventana” che compare sul quotidiano “La Jornada” di Città del Messico.
Musica di Roy Brown.
Dall’album di Roy Brown, Tito Auger e Tao Rodríguez Seeger intitolato “Que vaya bien”, pubblicato nel 2006.
Testo trovato su Cancioneros.com

Contribuisco questa canzone dopo aver appena ricevuto la segnalazione di un articolo di “Avvenire” in cui si parla della situazione dei diritti umani in Guatemala a 15 anni dal feroce assassinio di monsignor Juan Gerardi, vescovo ausiliario dell’arcidiocesi di Città del Guatemala.
Negli anni 70, destinato alla diocesi del Quiché, area prevalentemente indigena, Juan Gerardi contribuì al riconoscimento ufficiale delle lingue e delle comunità maya e alla formazione di quei leader contadini che pochi anni dopo sarebbero stati quasi tutti massacrati... (continua)
El cementerio de Chichicastenango
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 23:08

El miedo

Canzone inedita su testo del grande scrittore uruguayo Eduardo Galeano, da “El libro de los abrazos” del 1989.
Testo trovato su Cancioneros.com
Una mañana nos regalaron
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 18:40
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Encubrimiento de América

[1989]
Dall'album "A por todas", quando Pedro Guerra faceva parte della formazione "Taller Canario". Nel disco il brano è cantato da Guerra insieme a Silvio Rodríguez


"[...] Ya se ha dicho que en 1492 América fue invadida y no descubierta, porque previamente la habían descubierta, muchos miles de años antes, los indios que la habitaban.[...]"
Eduardo Galeano
El indio ya estaba
(continua)
inviata da Alessandro 21/4/2009 - 08:35
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Fuori campo

[1999]
Testo e musica dei Modena City Ramblers
Lyrics and music by Modena City Ramblers
Album: "Fuori Campo"

"Dal sud al nord, dalla periferia al centro - ma esiste davvero un centro di qualcosa ? Di sicuro esistono migliaia di facce e di posti dimenticati, ai margini del gran carrozzone del mercato Globale, che non meriteranno mai un titolo sul giornale. Si trovano, semplicemente, oltre il cerchio del riflettore...".
Il "parlato" sotto lo strumentale finale è scritto e recitato da Luis Sepúlveda, ispirato da un libro di Eduardo Galeano sulle vene aperte dell'America Latina.
"Campionamento" musicale : lo strumentale finale è tratto da "The green groves to Erin", Bothy Band.

Fuori campo
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/4/2009 - 10:13
Percorsi: Che Guevara
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Enemigo

[2003]
Letra/Testo: Eduardo Galeano
Música/Musica: Javier Vegas
Voy encontrando enemigos, resistir es una forma de amar
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2007 - 15:26
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El miedo global

[2003]
Album: "Abrazos"
Letra/Testo: Eduardo Galeano

Sono appena stato a mangiare un'insalata e un panino al bar accanto all'ufficio, lo stesso dove lavora Ibrahim, il barista egiziano che ha trascritto il testo originale della parte introduttiva in arabo di Luglio, agosto, settembre (nero). C'era la TV accesa, sul TG4, uno dei consueti bollettini di orribili fatti di cronaca nera e di ogni sorta di notizie fabbricate ad arte e date in pasto alla gente per aumentare la paura. Reportages enormi sulla "strage di Erba", e gli usuali commenti del "popolo"; "ci vorrebbe la pena di morte!", "al muro!", "se ci fosse la pena di morte smetterebbero!". Eccoli, gli effetti della paura globale, del miedo global di questa ennesima, bellissima canzone su testo del grande Eduardo Galeano. Effetti che si possono benissimo cogliere anche in un qualsiasi bar di periferia, su un qualsiasi autobus. La creazione... (continua)
Los que trabajan tienen miedo de perder el trabajo.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2007 - 13:29
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Los nadies

Texto: Eduardo Galeano
Música: Javier Vegas
Album: La Gran Orquesta Republicana [1997]

Testo: Eduardo Galeano
Musica: Javier Vegas
Album: La Gran Orquesta Republicana [1997]

Il testo è ripreso sia da Los Textos Canallas che dal Sito ufficiale de La Gran Orquesta Republicana.

I Textos Canallas ci mettono costantemente in contatto con canzoni che non esitiamo a chiamare fondamentali, come fondamentali sono le semplici verità che contengono. È il caso di questa canzone de la Gran Orquesta Republicana (gruppo con il quale avremo molto a che fare in futuro), su testo di uno dei più grandi scrittori e poeti uruguayani di ogni tempo, Eduardo Galeano. Questa non è una "canzone contro la guerra", ma una canzone universale. [RV]

Eduardo Hughes Galeano nació en Montevideo, Uruguay, en 1940. Fue jefe de redacción del semanario Marcha y director del diario Época .

En Buenos Aires fundó y dirigió... (continua)
Sueñan las pulgas con comprarse un perro y sueñan los nadies con salir de pobres,
(continua)
inviata da Adriana e Riccardo 9/1/2007 - 11:33
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Las Venas Abiertas De America Latina

Dall'album "Rey Azúcar" (1995)
Ispirata al libro omonimo di Eduardo Galeano.
Ritmo caliente
(continua)
inviata da Alessandro 29/12/2006 - 14:50




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