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Wreccan wifes ged [The Wife's Lament; The Wife's Complaint]

anonyme
Wreccan wifes ged [The Wife's Lament; The Wife's Complaint]
Un testo alternativo (con alcune discrepanze testuali rispetto all'edizione di N. Kershaw) ricavato da Wikisource.

Come si può vedere, tale testo osserva la moderna pratica linguistica di segnare la quantità delle vocali lunghe. Si tratta, è bene precisarlo, di un procedimento grafico del tutto contemporaneo e con nessun riscontro nei manoscritti originali. Nel testo che segue viene proposta anche una suddivisione testuale per blocchi, anch'essa del tutto arbitraria. Dal testo è stata rimossa la numerazione dei versi. [RV]
[WRECCAN WIFES GED]
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 1/11/2014 - 23:56
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Mi vecino de arriba

Mi vecino de arriba
IL VICINO DEL PIANO DI SOPRA
(continuer)
1/11/2014 - 23:18
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Pietà l'è morta

Pietà l'è morta
SUI MONTI DI VAL TREBBIA (CANTO PARTIGIANO)

La canzone "Sui monti di Val Trebbia", anch'essa in uso alla "Cichero", utilizza interamente una canzone assai famosa del repertorio alpino: "Sul Ponte di Perati".
Nello scritto di Castagnino "Saetta", I canti della Resistenza, si tratta quest'argomento, ricordando la tragedia della Divisione Julia e dei suoi alpini, mandati a morire sui monti della Grecia. La canzone alpina fu bandita dai fascisti e ritenuta "disfattista".

Interessante notare che gli alpini della Julia, in Grecia ne1 1940, cantando la tragedia del Ponte di Perati... avevano riutilizzato un'aria, a sua volta, già in uso ...Sul Ponte di Bassano bandiera nera...
La trasformazione continua ed, in un distaccamento della "Divisione Cichero", si compone la canzone che diventerà popolarissima in tutta la VI zona Operativa Ligure.

...Sui Monti di Valtrebbia
c'è il partigiano... (continuer)
SUI MONTI DI VAL TREBBIA
(continuer)
envoyé par gianfranco 1/11/2014 - 22:07
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The Ruin [Wrætlic is þæs wealstan]

anonyme
The Ruin [Wrætlic is þæs wealstan]
[ca. VII secolo]]
Dal Libro di Exeter
[ab. VII century]
From the Exeter Book

Ed eccoci, finalmente, alla Rovina. C'è un perché nel “finalmente” che ho detto: con questa pagina doveva cominciare il mio “excursus” anglosassone in questo sito, praticamente certo che mai le CCG fossero state sfiorate dall'antica lingua di Cædmon, di Cynewulf e di Alfredo il Grande. Mi sbagliavo. Quando ho inserito il testo della “Rovina”, mi sono accorto che il computo delle lingue non era aumentato di una; e mi sono accorto che, qualche mese fa, ci aveva già pensato Bartleby. Sacré Bernart; ha una singolare caratteristica, quella di andare a pescare cose che mi ricollegano a un passato lontano, sia oggettivo che personale. Perdipiù in un periodo come quello attuale, dove un presente sempre più desolante mi ha di nuovo spinto verso le mie origini medievalistiche, che sono sempre là a farmi da rifugio, da... (continuer)
Wrætlic is þæs wealstan;          wyrde gebræcon,
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 1/11/2014 - 20:12
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Viva l'Italia

Viva l'Italia
Máter España - La riscrittura di Joaquín Sabina
da "Alivio de luto" (2005)
MÁTER ESPAÑA
(continuer)
1/11/2014 - 20:03
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One For The Vine

One For The Vine
29 ottobre/1° novembre 2014
QUELLO DAVANTI ALLA VITE
(continuer)
1/11/2014 - 19:47
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E finalmente poi la luce

E finalmente poi la luce
E così Cucchi i lividi se li è fatti cadendo dalle scale
di Saverio Tommasi

E così Cucchi i lividi se li è fatti cadendo dalle scale.
Pinelli si è buttato dalla finestra perché era convinto di saper volare e la bomba alla stazione di Bologna l'hanno messa gli anarchici.
In Iraq c'erano le armi di distruzione di massa e Carlo Giuliani è stato ucciso dal sasso di un manifestante.
Il DC-9 a Ustica è caduto perché era finito il carburante e questi cazzo di operai dovrebbero smetterla di andare a sbattere nei manganelli perché poi si fanno male come si è fatto male, una notte di settembre, Aldrovandi.

PS. anche se non conta una cazzarola di nulla io voglio mandare il mio abbraccio a quel fiore di Ilaria Cucchi. E prometterle che a mia figlia, appena sarà un po' più grande, racconterò la verità. Quella che noi sappiamo e che nessuna sentenza potrà mai rubarci. Un abbraccio, carissima e dolce Ilaria.
31/10/2014 - 22:34
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Il testamento del parroco Meslier

Il testamento del parroco Meslier
La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Carlo Marx
red 31/10/2014 - 18:54
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The Pressers

anonyme
The Pressers
Canzone risalente alle guerre napoleoniche (1803-1815… il “Boney” nella terza strofa è proprio Napoleone Bonaparte), nel testo ripreso e riadattato da Mary Brooksbank (1897-1978), operaia tessile, sindacalista e militante socialista originaria di Aberdeen, Scozia.
Incisa da artisti come Ray Fisher (album “Willie's Lady”, 1982) e gli Stravaig (album “Movin' On, 1994).
Testo trovato su Traditional Music




Ancora una per le già molte canzoni presenti sul sito a proposito del cosiddetto “Impressment”, la pratica di arruolamento forzato (spesso un sequestro violento) con cui la Royal Navy, tra la fine del 17° secolo ed il 1815 (definitiva capitolazione di Napoleone), si procurò le ciurme per le sue navi da guerra…
There is nocht in this wide world but sorrow and care
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 31/10/2014 - 13:46
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By Memory Inspired

By Memory Inspired
A tributary role-call of many of the rebel heroes who died in the rebellion, anonymous, recorded by Frank Harte, music by Donal Lunny.

Poesia anonima raccolta da Padraic Colum (1881–1972) in Anthology of Irish Verse (1922)
By Memory inspired,
(continuer)
envoyé par DoNQuijote82 31/10/2014 - 12:11
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Boolavogue

Boolavogue
1898

Il protagonista di questa canzone è John Murphy (1753-1798), parroco di Buaile Mhaodhóg (Boolavogue), un villaggio nella contea irlandese di Wexford.

Aveva 45 anni quando scoppiò la ribellione anti-inglese, e sulle prime lui invitò i fedeli della sua parrocchia a non imbracciare le armi e a cercare un’intesa con occupanti e lealisti. Ma dopo aver assistito alle vessazioni e alle angherie esercitate in particolare dalla Yeomanry, la milizia irlandese al soldo degli inglesi, anche lui dovette ricredersi. Il 26 maggio 1798 fu proprio padre Murphy a guidare la reazione contro un gruppo della milizia che aveva bruciato le abitazioni di presunti membri degli United Irishmen. Ci scapparono dei morti e padre Murphy, forse un po’ suo malgrado, si trovò proiettato nella Storia tragica di quel momento. La reazione feroce degli inglesi e dei collaborazionisti non si fece attendere, ma John Murphy... (continuer)
At Boolavogue as the sun was setting
(continuer)
envoyé par DoNQuijote82 31/10/2014 - 12:05
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Freeborn Man

Freeborn Man
[1964]
Parole e musica di Ewan MacColl
Scritta per “The Travelling People”, l’ultima serie delle “Radio Ballads” curate e trasmesse da MacColl sulla BBC.
Ripresa in seguito da diversi artisti, quali Noel Murphy, Nigel Denver, Dave Burland, Tony Capstick e Dick Gaughan.
La canzone compare in alcuni dischi di MacColl con Peggy Seeger, compresa la compilation “Freeborn Man” del 1983.
I'm a freeborn man of the travelling people
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 31/10/2014 - 09:51
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Go, Move, Shift

Go, Move, Shift
Miguel Martínez traduce anche la testimonianza che ispirò la ballata scritta da Ewan MacColl e che nella trasmissione radiofonica originale precedeva la sua esecuzione. Si tratta del racconto di una traveller del Kent di nome Minty Smith.
“Stava per nascere uno dei miei figli, e mio marito va a chiamare l’ostetrica e mentre lui è via, arriva il poliziotto. “Forza, spostati. Muoviti”, dice, “non ti voglio qui nel mio territorio.” E allora mio marito dice, “Guarda, lasciami stare”, dice, “mia moglie sta per partorire.” “Non importa”, dice, “andate via”. Hanno fatto spostare mio marito, e il mio bambino è nato per strada e mio marito è rimasto nella carovana e mio figlio è nato all’incrocio nella mia carovana. Il cavallo era bardato e noi viaggiavamo e il poliziotto ci seguiva, mandandoci via, e il figlio è nato, nato all’incrocio”.

(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 31/10/2014 - 09:22
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Kalašnjikov

Kalašnjikov
Un grosso ringraziamento a Miguel Martínez, che in mezzo agli usuali 3500 commenti ad ogni post che scrive ha individuato la corretta lezione jek baro Kalašnjikov che è stata immediatamente corretta nel testo.
Riccardo Venturi 31/10/2014 - 00:35
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Die Heimkehr (oder Die Rückkehr)‎

Traduzione italiana di Ruth Leiser e Franco Fortini, da “Brecht. Poesie e Canzoni”, Einaudi 1962 (terza edizione)
Die Heimkehr (oder Die Rückkehr)‎
IL RITORNO
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 30/10/2014 - 11:16
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Fischia il vento

Fischia il vento

FISCHIA IL VENTO. (1998)

Durante il convegno di Biella, dell'ottobre '98, Francesco Biga, direttore scientifico dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, ha presentato un intervento sulla genesi delle parole nella canzone "Fischia il Vento"
Si tratta di una relazione completa su quella che Roberto Leydi, nella Storia d'Italia, chiama "La" canzone della Resistenza.
Credo utile pubblicare l'intervento di F. Biga per proseguire nel lavoro di ricerca sulle canzoni della Resistenza e la loro storia.


Come è noto, "Fischia il Vento" diventò la canzone ufficiale di tutte le Brigate partigiane garibaldine del nord Italia che, negli anni 1944-45, combatterono contro i nazifascisti.
Come illustreremo, le prime parole della canzone nacquero nel dicembre 1943 in valle Andora (nel savonese). Successivamente fu terminata in Valle Pannavaira, nell'entroterra di... (continuer)
gianfranco 30/10/2014 - 11:15
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Brigata Caio

Brigata Caio
Dal discorso di Federico Fornaro per il 25 Aprile : "Ora e sempre Resistenza"

Oggi la memoria della Resistenza ha bisogno di una seria ricerca storica, che sia capace di restituire il senso del vissuto individuale degli avvenimenti di quei lunghi e drammatici venti mesi, in modo da suscitare interesse e attenzione dei giovani e superare la frattura che negli anni si è venuta a creare tra le generazioni. Una frattura tra gli anziani che hanno conosciuto i drammi della guerra, della fame e il presente dei loro figli e nipoti che per loro fortuna non hanno mai incontrato né l’una e né l’altra, o al massimo la hanno vista in televisione tra un spot e l’altro.
Solo conoscendo dalla viva voce degli anziani cosa siano realmente state la dittatura fascista, la guerra e la fame, le giovani generazioni potranno comprendere quanto grande sia il valore della democrazia, della pace e della prosperità.
Gianfranco 29/10/2014 - 22:26
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Magazzino 18

Magazzino 18
DA SANREMO ALLE FOIBE. FENOMENOLOGIA DI SIMONE CRISTICCHI

Analisi critica dello spettacolo Magazzino 18 di Cristicchi e Bernas.

Trieste/Trst, 3 novembre 2014
alle ore 17.00 presso la libreria Knulp, via Madonna del Mare 7

Hanno garantito finora la loro presenza: Claudia Cernigoi, Piero Purini, Sandi Volk.

da dieci febbraio
CCG Staff 29/10/2014 - 21:46
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4 marzo 1943 [Gesù bambino]

4 marzo 1943 [Gesù bambino]
Eccellente e molto strutivo questo blog. Grazie. Ciao. Ivone
Ivone Bühler 29/10/2014 - 15:55
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Voglia di gridare

Voglia di gridare
1994
Daniele Silvestri

1994, Daniele Silvestri pubblica la canzone “Voglia di gridare”, oggi una delle più conosciute del suo ormai cospicuo repertorio. Il senso è semplice quanto stimolante: lo slogan riduce, semplifica, massimalizza. Un condensato che denuncia ma non spiega, che va gridato e non detto, che deve colpire e non dialogare. Che, quindi, secondo Silvestri, è “fascista di natura”.
Vorrei che tu partissi con un tempo house
(continuer)
envoyé par Donquijote82 29/10/2014 - 09:15
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Illegal Alien

Illegal Alien
Uma versão para aqueles que falam o Português.
O IMIGRANTE ILEGAL
(continuer)
envoyé par Rita Menina 29/10/2014 - 07:31
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Il bersagliere ha cento penne

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Il bersagliere ha cento penne
testo trovato in un opuscolo della 28° Brigata Garibaldi "Oreste" dedicato ai canti partigiani
Il fascista ha cento insegne
(continuer)
envoyé par gianfranco 28/10/2014 - 20:37
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The White Slave

The White Slave
[1912]
Versi di Joel Emmanuel Hägglund, meglio noto come Joe Hill.
Sulla melodia della popolarissima "Meet Me Tonight In Dreamland" di Beth Slater Whitson e Leo Friedman (1909).
Nell’edizione del 1913 del “Little Red Songbook” dell’Industrial Workers of the World (IWW).

Non sembra che sia passato più di un secolo da che Joe Hill scrisse questa canzone…
Come allora, anche oggi continua a farsi mercato della carne di donne di pelle bianca e nera sui marciapiedi delle nostre metropoli…

Mi sono ricordato le parole di un funzionario di polizia romeno che collaborava con Don Oreste Benzi (1925-2007) contro la tratta delle donne dai paesi dell’est Europa… Era il 2007 e l’opinione pubblica era scossa dall’assassinio di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa da un giovane romeno. Proprio in quell’occasione un poliziotto disse a Benzi: “[…] I lupi feroci siete voi italiani. Voi oggi in Italia... (continuer)
One little girl, fair as a pearl,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 28/10/2014 - 16:03

The Rebel's Toast (Liberty Forever)

The Rebel's Toast (Liberty Forever)
[1914?]
Versi di Joel Emmanuel Hägglund, meglio noto come Joe Hill, pubblicati nell’edizione del 1914 del “Little Red Songbook” dell’Industrial Workers of the World (IWW). La musica non è nota.

Mi sembra evidente che questa celebrazione del “buon vecchio zoccolo di legno”, il sabot, non sia altro che l’invito a considerare come forma di lotta contro potenti ed affamatori, quando necessaria, il “buon vecchio sabotaggio”.
Prima ancora del gatto nero incazzato, disegnato da Ralph Chaplin per l’IWW, uno dei simboli dell’anarcosindacalismo era infatti lo zoccolo di legno, il sabot, che – chissà un po’ come – durante le proteste finiva frequentemente negli ingranaggi dei telai…
If Freedom's road seems rough and hard,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 28/10/2014 - 15:31
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Um homem novo veio da mata

Um homem novo veio da mata
28 ottobre 2014
È VENUTO UN GIOVANE
(continuer)
28/10/2014 - 15:09
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Povera patria

Povera patria
Tié, italiano

Krzysiek Wrona 28/10/2014 - 07:54
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Ewakuacja Breslau 1945

Ewakuacja Breslau 1945
27, 28 ottobre 2014
L'EVACUAZIONE DI BRESLAVIA 1945
(continuer)
envoyé par Krzysiek Wrona 28/10/2014 - 01:47
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Hildebrandslied

anonyme
Hildebrandslied
Grazie, caro amico, e mille scuse per il lungo silenzio, ma prima la Fiera del Libro di Francoforte e poi un altro viaggio di lavoro mi hanno impedito di dedicarmi a questa piacevole serie di scambi di ricordi e informazioni. Ho cercato in tutti i modi di mettermi in contatto con la nostra comune collega Edith Heidegger-Moroder a Bolzano ma non ci sono riuscito. Le due mail che mi hanno indicato non funzionano più e non me la sono sentita di importunarla per telefono. Certo che sarebbe forse la persona a cui queste tue note farebbero più piacere... Se lo vedi o se lo senti, o se gli scrivi, salutami tanto il mitico Fabrizio Domenico.
Max
Massimo Giachi 27/10/2014 - 23:01




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