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Before 2018-6-8

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Georges Brassens: Le petit joueur de flûteau

Il brano è presente sul disco supplementare all'album "Ale źródło wciąż bije…" del 2002
Il testo da http://www.kaczmarski.art.pl
GRAJEK
(Continues)
Contributed by Krzysiek 2018/6/8 - 17:23
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Il carrarmato disarmato

[1973]
Scritta da Rosalino Cellamare e Gianfranco Baldazzi
Nell’album “Dal nostro livello”

Forse appena un po’ meglio di I bambini neri non san di liquerizia...
Per mare e per terra
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/8 - 13:35
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I bambini neri non san di liquerizia

[1973]
Scritta da Rosalino Cellamare e Gianfranco Baldazzi
Nell’album “Dal nostro livello”

Non so se musicalmente sia una ciofeca, certo che il testo è da “Bollino Bleah!”… Minchia, neanche allo Zucchino d’Oro!
I bimbi neri no, non san di liquirizia,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/8 - 13:27
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Blues para Emmett

[1971]
Parole di Vinícius de Moraes
Musica di Toquinho
Nell’album “Toquinho e Vinicius”

Una canzone dedicata all’orribile assassinio di Emmett Till, Money, Mississippi, 1955...
Os assassinos de Emmett
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/8 - 11:27
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Brothers

2018
Rifles and rosary beads

Non si può certo dire che Mary Gauthier sia un’artista particolarmente prolifica. E nemmeno troppo precoce, visto che ha pubblicato il suo primo disco quando era già trentacinquenne. Sono passati più di dodici anni dal bellissimo Mercy Now che la rivelò ad un pubblico più vasto e più di sette dall’ultimo album in studio, The Foundling. Tutti indizi che rivelano come le sue opere vengano più dall’anima che dal “mestiere”. E questo vale ancora di più per questo ultimo disco.

Mary Gauthier commenta l’America in guerra

Da quando gli Stati Uniti si sono assunti il ruolo di “gendarmi del mondo” quello dei reduci, dei war veterans, è sempre stato uno dei nervi scoperti della società americana. Negli ultimi vent’anni gli interventi in Kuwait, Afghanistan e Iraq non hanno certo migliorato la situazione, fino a far addirittura rivivere i fantasmi del Vietnam. In questo... (Continues)
War ripped my baby from my breast
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/6/8 - 11:15
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A terra prometida

[1971]
Parole di Vinícius de Moraes
Musica di Toquinho
Nell’album “Toquinho e Vinicius”
Poder dormir
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/8 - 11:15
Song Itineraries: Anti War Love Songs

A Bíblia

[197?]
Parole di Vinicius de Moraes
Musica di Toquinho
Non trovo il brano nelle discografie dei due autori, soltanto in quella del Trio Mocotó, nell’album “De TM A JB” (1972)
A Bíblia já dizia
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/8 - 11:02
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Centrala

sempre attuale
k 2018/6/8 - 03:54
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Take My Dub

Grande Roberto, nieśmiertelny
Krzysiek 2018/6/8 - 03:45
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Samobójstwo Jesienina

e Jesienin per Salvo
k 2018/6/8 - 02:37
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Piosenka walcząca

preme la versione alternata di Rick, non perdiamo la "peranza" :)
krzyś 2018/6/8 - 02:05
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Mary Gauthier: When a Woman Goes Cold

In Polonicum sermonem vertit Christophorus Corvinus
GDY KOBIETĘ ŚCINA MRÓZ
(Continues)
Contributed by k 2018/6/8 - 01:24
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Autoportret Witkacego

[1980]
Parole di Jacek Kaczmarski
Musica di Przemysław Gintrowski
Dalla cassetta "Muzeum 1"
Il testo da kaczmarski.art.pl

Brano dedicato alla memoria di Stanisław Ignacy Witkiewicz detto Witkacy.


Patrzę na świat z nawyku
(Continues)
Contributed by Krzysiek Wrona 2018/6/7 - 23:07
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Enzo Jannacci: Parlare con i limoni

[1987]
Scritta da Enzo Jannacci con Mark Harris e Riccardo Piferi
La canzone che dà il titolo all'album del 1987

"Il tempo dei limoni" è una canzone scritta da Luigi Tenco e Mogol, pubblicata l'anno seguente la tragica morte del cantautore, e "Parlare con i limoni" è dedicata da Jannacci proprio a Tenco ("al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni"), a Giorgio Gaber ("al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni") e a se stesso ("quanta fatica per farsi accettare con le canzoni, una vita intera per rincorrere due o tre illusioni")...
Io, io e te, che guardi le mie rughe
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/7 - 21:57
Song Itineraries: Anti War Love Songs
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Pregare per il mondo

1995
Mondo
Pregare, pregare per il mondo
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/6/7 - 21:55
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Alle barricate

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:12
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Bandito senza tempo

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:11
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Nino

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:10
Downloadable! Video!

La pianura dei sette fratelli

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
2018/6/7 - 18:07
Downloadable! Video!

Non finisce qui

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:05
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Kowalsky

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:04
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Marenostro

Gli accordi dalla Pagina ufficiale dei Gang
Dq82 2018/6/7 - 18:02
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Pochodnie

Qui, nella traduzione italiana, ho sostituito "capecchio" con "stoppa", tout court. "Capecchio" è termine esistente, certamente, (sarebbe la "prima filatura della canapa"), ma è termine tecnico, settoriale, incomprensibile ai più. Assolutamente nessuno lo usa comunemente.
Riccardo Venturi 2018/6/7 - 15:40
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Lekcja Historii Klasycznej

In mezzo a tutta questa...kaczmarskata di questi giorni intendo dedicarmi anche alle tue traduzioni italiane, Krzysiek (come tu ti dedichi giustamente alle mie dal polacco). Devo dire che questa è notevolmente corretta; mi sono permesso solo due cosette. La prima nel titolo, che in italiano suona molto meglio in forma indeterminata ("Lezione di storia antica"): chi parla una lingua senza articolo (tipo il polacco) a volte tende a mettercelo anche dove non ci vuole :-) La seconda è che, nella traduzione, sono intervenuto....sul latino restaurando la dizione corretta di Giulio Cesare: "Gallia", "Galli" e "appellantur" (e "quarum"), anche se magari l'eliminazione delle doppie nel latino kaczmarskiano era voluta....oppure citava a memoria senza ricordarsi bene. Ma nelle Polonicae scholae si studia il latino? Saluti!
Riccardo Venturi 2018/6/7 - 15:19
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Gipo Farassino: La mia gente

[1977]
Parole di Gipo Farassino
Musica di Giorgio Conte
Nell’album “Per la mia gente”

Una canzone che – da türinéis - propongo come Extra, e non perchè abbia un sentore para-leghista, anzi, mi pare proprio il contrario… D’altra parte, anche Farassino fu un leghista molto sui generis...
La mia gente
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/7 - 13:47
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70 persone

[1968]
Parole e musica di Enzo Jannacci
Nell’album “Vengo anch'io? No, tu no!
Con l’accompagnamento dell’orchestra di Luis Enriquez Bacalov
Testo trovato su LyricsWikia
Ho visto un mare di gente
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/7 - 13:23
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Maria, me porten via

[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che apre La mia gente, album del 1970.
Testo trovato su Wikitesti

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
Maria, me porten via, ma tì dill minga ai fioeu
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/7 - 11:43
Song Itineraries: From World Jails
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La mia gente

[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che dà il titolo all’album del 1970
Testo trovato su LyricsWikia

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
La mia gente,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/7 - 11:27
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Powrót

6 giugno 2018 23:29
RITORNO
(Continues)
2018/6/6 - 23:29
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Les corons

Юля [Julija] (L. Trans.)
ПОСЁЛКИ УГОЛЬЩИКОВ
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2018/6/6 - 22:27
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Fosses del silenci

FOSAS DEL SILENCIO
(Continues)
2018/6/6 - 22:24
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Arauco tiene una pena (Levántate, Huenchullán)

Vi ringrazio. Dunque, il testo dovrebbe essere questo:

Scusate il ritardo.
Arauco ha un grande dolore
(Continues)
Contributed by Daniele 2018/6/6 - 19:06
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Gli zingari

E' così poetico da strappare il cuore!
fulvia03@.it 2018/6/6 - 17:56
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Le bistrot

(6 giugno 2018)

Era forse possibile non accogliere l'invito fatto da Marco Valdo M.I. nel suo Dialogue maïeutique? Ecco quindi che l'Anonimo Toscano del XXI Secolo ci offre questa sua rivisitazione in livornese del Bistrot di Brassens ambientata in un'osteria a pochi passi da dove egli ha abitato a lungo (l'Anonimo, non Brassens). L'Enoteca Mannari di via dei Terrazzini (quartiere del Pontino) aveva il suo rispettabile nome ufficiale grecizzante (ma, in greco, si dice enopòlio: οἱνοπωλεῖον), ma poi, dal nome della strada, per tutti era l'Osteria dei Terrazzini in un quartiere, il Pontino, dove parecchie strade prendono nome da osterie (Via della Pina d'Oro) e da puttane (via Eugenia, via Adriana e la stupefacente via Pompilia). L'adattamento dell'Anonimo è ovviamente anche un omaggio ad un'antica realtà ben conosciuta, dato che egli vi si recava a bé' giornalmente e sovente notturnamente:... (Continues)
A' TERRAZZINI
(Continues)
2018/6/6 - 17:15
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A Hero in Harlan

A grey sliver casket rolls off the airplane
(Continues)
2018/6/6 - 17:07
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Przedszkole [Ballada o przedszkolu]

Vysotskij più nell'interpretazione (soprattutto l'urgenza nel finale) e Brassens nel testo, direi...
Flavio Poltronieri 2018/6/6 - 09:07
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Why Black Man Dey Suffer

[1971]
Parole e musica di Fela Anikulapo Kuti (1938-1997)
Con l'orchestra Afrika 70 e Peter Edward "Ginger" Baker, celeberrimo batterista e percussionista inglese, membro fondatore dei Cream
La traccia che occupa tutto il lato A ed intitola un LP del 1971.
Testo trovato su Genius
This rhythm is called Kanginni Koko
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/6/6 - 09:05




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