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Before 2016-8-11

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Soldiers

SOLDATI
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/11 - 23:47

Sentíi, o mamma

Anonymous
[prima metà 800]

“Canzone raccolta in Brianza e pubblicata dalla Spreafico (Maria Adelaide Spreafico, autrice di 'Canti popolari di Brianza', 1959, ndr), risale con tutta probabilità alla prima metà dell’800. In molte canzoni popolari dell'Italia settentrionale ricorre il motivo della promessa del soldato alla sua “morosa” di sposarla appena possibile. Il modo di esprimersi cosi vago (“che 'n quaj dí ti sposerò”) indica molto bene il senso di incertezza sul futuro che dà la partenza per la guerra. 'Vapore' sta qui per treno, come in molte canzoni popolari. Spesso esso è visto con odio, come il simbolo di un potere oscuro che porta via i giovani da casa per lanciarli nella triste avventura della guerra.”

(fonte: Nanni Svampa, “La mia morosa cara. Canti popolari milanesi e lombardi”, 1977, ultima edizione 2007)
Sentíi, o mamma
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/11 - 23:15
Song Itineraries: Anti War Love Songs

Cossa dirà la mia morosa

Anonymous
“La coscrizione obbligatoria, iniziata con la rivoluzione francese, si fece sentire pesantemente in Italia al tempo della dominazione di Napoleone I che, con tutte le guerre che faceva, aveva un gran bisogno di soldati. A quest'epoca risalgono molti canti militari non solo lombardi (si pensi ad esempio alla bellissima canzone toscana Partire partirò partir bisogna, cosi diffusa e cantata ancora nell'ultima guerra). Tutti sono improntati ad una rassegnata inevitabile obbedienza ed al dolore del distacco dai parenti e dalle “morose”. Alcune di queste canzoni saranno poi cantate, tal quali o con piccole varianti, in tutti i periodi in cui più acuto ridiventerà il problema della partenza per la guerra.
Riportiamo per prima questa 'Cossa dirà la mia morosa?' perché, pur essendo stata raccolta da Gian Battista Bolza (autore di 'Canzoni popolari comasche', 1867) nel 1864 nel Comasco, veniva già... (Continues)
Bernart Bartleby 2016/8/11 - 22:57
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El alma llena de banderas

DIE SEELE VOLLER FAHNEN
(Continues)
Contributed by KahEsDeh 2016/8/11 - 22:08
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Earth Dies Screaming

Un vento secco e caldo è l'unica cosa che spezza la quiete
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/11 - 18:39
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Je suis humain

Écrite suite aux attentats de janvier 2015 à Paris et illustrée par un dessin de Jim d'après le Grand Duduche de Cabu.
Y'a une seule cartouche d'encre noire
(Continues)
Contributed by adriana 2016/8/11 - 14:39
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Migrant

"Migrants" : juste un mot à la une de tous nos journaux...
Mais derrière ce mot, il y a des hommes, des femmes, des enfants qui fuient les massacres et la guerre. Depuis 2000, c'est 22 000 personnes qui seraient mortes en tentant de gagner l'Europe (source Le Monde / The Migrants Files).
En 2014, 75% de ces réfugiés, morts dans le monde, ont péri en Méditerranée.
En hommage à toutes ces victimes de l'horreur, voici la maquette d"une nouvelle chanson : "MIGRANT"... que j'avais envie de partager avec vous...
Cette chanson sera dans sa version studio dans le prochain album "SOUS MON CHAPEAU" prévu à l'été 2016.

Dal Sito ufficiale
Je n'ai plus de terre
(Continues)
Contributed by adriana 2016/8/11 - 14:24
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Aqualung

traduzione emozionante....finalmente
2016/8/11 - 11:52
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No Depression (in Heaven)

I cuori degli uomini stanno deperendo di paura,
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/11 - 11:24

Madiba

Triste est mon cœur, ce soir
(Continues)
Contributed by adriana 2016/8/11 - 09:09
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Streets of Sorrow

Oh, addio strade del dolore
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/10 - 23:49
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Povero Matteotti

Anonymous
Scopro ora che struttura e melodia di “Povero Matteotti” (ma anche di Povero Pinelli e della Ballata per Franco Serantini) derivano da un canto di fine 800 che potrebbe benissimo essere inserito come CCG, o almeno come Extra.

Infatti, Povero Cavallotti, di autore anonimo, celebrava la figura di Felice Cavallotti (1842-1898), garibaldino, poeta e drammaturgo, leader indiscusso dell’Estrema Sinistra storica nell’Italia pre-giolittiana, lottatore sociale, libertario, anticlericale, antiautoritario, anticolonialista, sempre in fila contro la corruzione diffusissima tra i dirigenti della Destra ma anche della Sinistra storica, quella di Francesco Crispi.

All’epoca gli uomini in vista, quelli più esuberanti, erano soliti regolare i torti subiti, veri o presunti, a duello, che però raramente si rivelavano letali per uno dei contendenti. Anche il Cavallotti ne fece più di una trentina, vincendone... (Continues)
Bernart Bartleby 2016/8/10 - 15:08

Gramsci è morto in prigione

[1970?]
Testo trovato nella Raccolta di canti politici per il corso di Giovanna Marini alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Sono costretto ad attribuire questo brano ad anonimo perché la fonte (l’unica – mi pare – in Rete) non ne precisa l’autore.
Potrebbe però trattarsi della stessa Giovanna Marini, ma non sono riuscito a trovare riferimenti precisi nella sua sterminata discografia. Lei si è occupata del grande intellettuale comunista ma mettendo in musica le poesie di Pasolini dalla raccolta “Le ceneri di Gramsci”. La scrittura del testo che segue non è certamente pasoliniana.
Ho datato il brano al 1970 per il riferimento al tentativo di colpo di Stato – quello organizzato dal “principe nero”, il nazifascista Junio Valerio Borghese – che viene fatto in una delle ultime strofe.
Gramsci è morto in prigione
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/10 - 13:24
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I superstiti

[2010]
Parole e musica di Jacopo Incani
Nell’album “La macarena su Roma”
Sono andato a lavoro lunedì
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/10 - 11:42
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רומקאָװסקי חײם

La trascrizione in caratteri latini in base alla pronuncia e alle varianti locali (riscritta in base ai criteri YIVO)
Romanized lyrics according to pronunciation and local variants (rewritten according to YIVO principles)


Nota. Come già specificato nell'introduzione, la presente trascrizione è stata mantenuta in quanto rispecchia l'effettiva pronuncia locale (in particolare, il passaggio di [u] tonica e atona ad [i] è regolare, così come quello di [o] atona ad [u]). La trascrizione conteneva però numerosi errori e refusi veri e propri, che sono stati corretti.
RUMKOVSKI KHAYIM
(Continues)
Contributed by Dq82 + RV 2016/8/10 - 10:22
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רומקאָװסקי חײם

La trascrizione in caratteri latini in base ai criteri YIVO condotta sul testo in Yiddish standard
Romanized Lyrics according to YIVO principles, conducted upon the lyrics in standard Yiddish


Nel ghetto di Łódź (Litzmannstadt in tedesco) era previsto anche un servizio postale "riservato" agli ebrei ("Judenpost", posta ebraica). Nell'immagine un francobollo da 5 pfennig con l'immagine di Chaim Rumkowski.
A postage service for Jews was also provided in the Łódź (Litzmannstadt) ghetto ("Judenpost", Jewish Postage). Here's a 5 pfennig stamp with Chaim Rumkowski's image.
RUMKOVSKI KHAYIM
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2016/8/10 - 10:06
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Ho visto le macchine

[1978]
Parole e musica di Giovanna Marini
Il brano che chiude la cantata intitolata “La grande madre impazzita” (Dischi del Sole, 1979), per cinque voci femminili e il trio di musica improvvisata “S.I.C.” (Schiaffini, Iannaccone e Colombo)
Presente anche in “Cantate de tous les jours” (Le Chant Du Monde, 1980), registrazione dal vivo al teatro J. Philippe di Saint Denis, Parigi.
Testo trovato nella Raccolta di canti politici per il corso di Giovanna Marini alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Non so a quale episodio preciso si riferisca questo brano. Considerato però che è ambientato a Roma, in centro, nei pressi della Rinascente, e visto che nella “Cantate de tous les jours” è contenuto pure un brano dedicato ad Ulrike Meinhof, è possibile che si tratti dei violenti scontri che si verificarono nell’ottobre del 1977 in piazza Fiume, dove aveva sede l’ambasciata tedesca, alla... (Continues)
Ho visto le macchine bianche nere e blu, sarà stato l’altr’anno o l’altro ieri
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/10 - 09:36
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O cara mama

Anonymous
O CARA MAMMA VIENIMI INCONTRO
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/10 - 08:28
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LavoStiroLavo

Version française – LAVE REPASSE LAVE – Marco Valdo M.I. – 2016
Chanson italienne – Lavo stiro lavo – Giovanna Dazzi – 2010



La chanson, Lucien l’âne mon ami, tu le sais, n’est pas toujours un chant de gloire, un péan du guerrier vainqueur. Il est d’autres chansons qu’on ne peut méconnaître, même si – à première vue ou à première audition – elles ne concernent que des moments, des gestes ou des sentiments obscurs ou minuscules, des choses ordinaires, trop ordinaires pour être dites ou, a fortiori, chantées. Pourtant, on aurait bien tort de les ignorer et plus encore, de les mépriser. Ne fût-ce que parce que la Guerre de Cent Mille Ans s’y reflète dans ces moments, ces gestes, ces sentiments, ces choses plus sans doute encore que dans les autres, car ces instants, gestes, sentiments, choses ordinaires sont de loin les plus fréquents et les plus nombreux, de façon écrasante. Sous leur apparence... (Continues)
LAVE REPASSE LAVE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2016/8/9 - 23:08
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Benzodiazepina

La panchina di Andrea Soldi, in piazza Umbria a Torino, vandalizzata nei giorni scorsi, è stata dipinta di rosso con la scritta "Andrea faremo tutto il possibile affinchè quello che è successo a te non accada mai più."
B.B. 2016/8/9 - 22:13
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In del Trisòld

Anonymous
[1880s]
Canzone dei militanti socialisti milanesi
Sull'aria di “Sèmm in vun, semm in dú", canto numerativo ottocentesco, una marcetta militare ancora molto popolare durante la seconda guerra mondiale.
Il testo - prima ancora di riscontrarlo sul solito ottimo Il Deposito – l'ho trovato sul libro di Nanni Svampa “La mia morosa cara – Canti popolari milanesi e lombardi”, la cui prima pubblicazione risale al 1977 (riedito giusto 30 anni dopo)

Nell'interpretazione del Nuovo Canzoniere Milanese, la canzone fa parte della raccolta discografica "Il bosco degli alberi. Storia d'Italia dall'Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari", rappresentazione popolare in due tempi a cura di Gianni Bosio e Franco Coggiola (1971)

Queste due quartine in dialetto milanese sono un po' figlie (o forse madri?) del famoso Inno dei lavoratori di Filippo Turati, che l'autore presentò pubblicamente... (Continues)
In del Trisòld in via Buchètt
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/9 - 21:56
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No More War

Basta guerre per favore
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/9 - 21:12
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Giuda nella neve

Forse con un testo più lungo sarebbe stato il massimo. Comunque grandissima canzone. Bravi LUF
Rosario 2016/8/9 - 18:57
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Santa Marinella

Qualcuno, in quello stesso blog, ha ritradotto il testo:
Questa storia, ha un'unica morale:
(Continues)
Contributed by pol 2016/8/9 - 18:44
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Only A Hobo

SOLTANTO UN BARBONE
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/9 - 17:48
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Hungry Planet

PIANETA AFFAMATO
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/9 - 14:46
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No More Auction Block For Me (Many Thousands Gone)

Anonymous
https://youtu.be/lqQBc76Abj0
Non più aste per me,
(Continues)
Contributed by Francesco P. 2016/8/9 - 13:52
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L'orologio

Anonymous
La canzone è stata scritta per ricordare quando un tempo il campanile scandiva ogni segnale: funzioni, incendi, calamità e tutti i cittadini si regolavano con quello. Una volta, pochi potevano permettersi il lusso di possedere un orologio, lo possedeva però il padrone così poteva "rubacchiare" qualche minuto in più di lavoro alle mondine a meno che il vento non portasse di lontano il rintocco dell'ora che diceva fine all'estenuante fatica. Ma le mondine si regolavano anche in base alla posizione del sole e qualora l'orario non fosse stato rispettato, cantavano in faccia al padrone che erano decise a "lasà l'erba e a sciancà al ris" e al padrone non restava che accontentarle.

Testo tratto dal libro Riseri dal me coeur
Di D. Massa, R. Palazzi e S. Vittone

Dal sito :Ecomuseo delle terre d'acqua
L'orologio, l'orologio, l'orologio per favore chi lo tiene
(Continues)
Contributed by adriana 2016/8/9 - 12:52
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I Ain't Got No Home (In This World Anymore)

Casa non l'ho più, devo andare in qua e in là
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/9 - 11:50
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Riccardo Tesi & Banditaliana: Tre sorelle

Versioni Piemontese e Siciliana del gruppo Vincanto

adriana 2016/8/9 - 11:40

Le guerre accadono

Un brano parlato, una riflessione sulle caratteristiche della guerra e sulle cause che la rendono possibile.

PS. Scusate vi sto inviando cose non eccelse. Per me è un piacere trasmettervele, ma voi sentitevi liberi di non pubblicare quelle particolarmente brutte :)
Le guerre accadono
(Continues)
Contributed by Roberto Malfatti 2016/8/9 - 10:29
Downloadable! Video!

Leonard Cohen: Bird On The Wire

So Long, Marianne

Well Marianne, it’s come to this time when we are really so old and our bodies are falling apart and I think I will follow you very soon. Know that I am so close behind you that if you stretch out your hand, I think you can reach mine. And you know that I’ve always loved you for your beauty and for your wisdom, but I don’t need to say anything more about that because you know all about that. But now, I just want to wish you a very good journey. Goodbye old friend. Endless love, see you down the road.

Leonard Cohen

"Ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non serve che io ti dica di più poiché lo sai già. Adesso, voglio solo augurarti buon viaggio. Addio vecchia amica. Amore infinito. Ci vediamo lungo la strada". E' il messaggio di saluto che Leonard Cohen ha scritto a Marianne Ihlen, la donna che incontrò negli anni Sessanta nell'isola greca di Hydra,... (Continues)
2016/8/9 - 09:21
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Day Is Done

KUN PÄIVÄ PÄÄTTYY
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2016/8/9 - 08:44
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Epilogo

L'importanza di chiamarsi Michele (2013)

Federico mi racconti quali sono le tue ambizioni legate a “L’importanza di chiamarsi Michele”?
Premesso che sono uno sconosciuto alla mia prima esperienza discografica, ritengo che una persona dovrebbe ascoltare il mio disco per semplice curiosità e, dalla curiosità, passare al giudizio di “gusto”, quindi riascoltarselo, capirne la storia, farlo proprio, immedesimarsi e poi seguire la morale di Michele. Cerco di parlare di lotta alla sopravvivenza in un periodo storico – quello nostro – davvero tragico: è qui che Michele combatte la sua guerra, decidendo inzialmente di scappare all’estero, poi di ritornare e quindi di sfogarsi, offrendo il suo piccolo e inutile contributo alla sua terra, al suo mondo. È l’epilogo che, però, nasconde la svolta della narrazione: un monologo affidato direttamente alla voce di Michele e che rimanda a uno dei brani iniziali... (Continues)
Alla fine, come tutto, è una storia quasi vera.
(Continues)
Contributed by Dq82 2016/8/8 - 17:43
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Un militare

L'importanza di chiamarsi Michele (2013)

Calabrese, bolognese d'adozione, che si rifà a Rino Gaetano e cita come suoi maestri inconsapevoli Simone Cristicchi e Cisco.

Introduzione da Promemoria di Gianni Rodari
Ci sono cose da non fare mai, ‎
(Continues)
Contributed by Dq82 2016/8/8 - 17:36
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El baile del abejorro

[1975]
Parole e musica di Carlo Cano
Nell’album d’esordio, intitolato “A duras penas”
Poi sul lato B del singolo “La verdiblanca” (canzone dedicata i colori della bandiera andalusa)

La festa e le danze – e qui si balla il “ballo del bombo” – sono riservati ai poveri e agli sfruttati… Invece i ricchi e i profittatori, che vadano a ballare da un’altra parte!
Este ritmo alegre voy a cantar
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/8 - 16:23
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Maailmasõda

WORLD WAR
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2016/8/8 - 14:00
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Sõjavägi kohustab

SOTAVÄKI VELVOITTAA
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2016/8/8 - 12:03
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װײַל איך בין אָ ייִדעלע

8 agosto 2016

Due parole del traduttore. Come di consueto, la traduzione italiana segue alla lettera il testo originale yiddish; anche in questo caso la traduzione inglese rende piuttosto il senso. Ci sono anche alcune piccole note esplicative.
POICHE' SONO UN EBREUCCIO
(Continues)
2016/8/8 - 10:41
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Parando los tijerales

[1971]
Parole e musica di Víctor Jara
Un brano che trovo in una raccolta del 2001 intitolata “Manifiesto

Non di certo una delle canzoni più significative di Jara, piuttosto didascalica, scritta al solo scopo di sostenere la Unidad Popular.

“Tirando su i tetti” è scritta dalla prospettiva di un operaio edile, uno che ha sempre costruito case per i ricchi e che ogni sera se ne torna nel suo “conventillo”, un misero alloggio di ballatoio con il cesso in comune. Con l’avvento di Allende finalmente l’hanno mandato a costruire una scuola, una strada, una casa vera per la gente più povera, perché ci sia più giustizia sociale…
Brindo dijo un albañil
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/8/8 - 08:20




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