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Before 2015-10-8

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Quill’altru mondu

Parole di Andria Fazi
Musica dei Voce Ventu
In “Rughju di Vita” (2005), album d’esordio del gruppo corso formatosi nel 1995
Tandu si parlava assai
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/8 - 11:14
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L’emigratu

In “Rughju di Vita” (2005), album d’esordio del gruppo corso formatosi nel 1995
A l'orlu di stu mari
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/8 - 10:48
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A carta nera

In “Rughju di Vita” (2005), album d’esordio del gruppo corso formatosi nel 1995

La carta nera consegnata dai gendarmi era quella con cui lo stato maggiore dell’esercito comunicava la morte in guerra di qualche padre, o figlio, o fratello…


“Tempi di bughju sò quelli di e guerre, induva voglia sia. In li nostri paesi, cum'altrò, tante pene, tamanti stracciacori quand'ella ghjunghjia a nutiziaccia d'un giuvanottu mortu. Pudessela l'astutizia supranà u scimughjine di l'omi.” (Commento di Amicu-pastore su Dailymotion)
Era tempu di carta nera
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/8 - 10:36
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La valigia

2013
Tutto torna com'è

(testo: c.cempella - musica: s.belardi,c.giuliani,s.possieri)
Feat. Orla de la Bandabardò
Non e’ grossa non e’ pesante…la valigia da emigrante
(Continues)
Contributed by dq82 2015/10/8 - 09:20
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Me sa' mmianno da veda (come annarà a fornì)

2001
Da "me sà mmianno da veda"

Il titolo vuol dire: Sono impaziente di vedere (come andrà a finire).
Alimentazione, sovrapproduzione
(Continues)
Contributed by dq82 2015/10/8 - 09:18
Song Itineraries: War on Earth
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Compagno col kashmiv

Compagno di scuola
Krzysiek 2015/10/8 - 09:04
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Kirie è Criste

Parole di Federicu Poggi
Musica dei Voce Ventu, gruppo corso formatosi nel 1995
Nell’album d’esordio, “Rughju di Vita”, pubblicato nel 2005

Ancora una canzone dedicata a I Ghjuvannali, eretici “catari” o “fraticelli” pauperisti, dissidenti francescani, che nella Corsica del 300 pensarono di poter vivere in una comunità basata sulla totale condivisione del lavoro e del poco necessario, come in quelle cristiane delle origini… Ma nel 1363 il papa Urbano V ne decretò lo sterminio, completato nel 1364 con un grande rogo a Ghisoni, nella regione di Fium'Orbu, alle pendici di due cime che da allora portano i nomi di Kyrie Eleison e Christe Eleison, le invocazioni dei martiri condotti al supplizio “à nome di Cristu santu”

"E in quel medisimo stante, dopo la morte di Goglermo della Rocca, Polo e Arrigo, fratelli bastardi di Golglermo di Laitalà, visto che tutti li signori di Corsica che erano... (Continues)
Sonanu triste campane
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/8 - 09:01
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Uomini persi

cara Alberta ottima la traduzione ma....non sta nella metrica della musica del brano.
Appena ho un po'di tempo ti mando la mia versione così mi dici cosa ne pensi,grazie.
MAX TRENTINI-cantautore laureato in lingue
max trentini 2015/10/8 - 03:56
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Pater Noster

chiedo scusa, ma dai miei testi, la traduzione corretta risulta"con la paglia della miseria che imputridisce nell'acciaio dei cannoni"
Del resto tutta la poesia è condizionata dalla guerra, quindi l'acciaio dei cannoni è, in un certo senso, simbolicamente prioritario e tutto il resto ne è condizionato.
Cordialità
amicotuo 2015/10/7 - 23:49
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Perché non ci vai tu

Quattordici anni fa, il 7 ottobre iniziarono i bombardamenti americani sull’Afghanistan, preludio alla occupazione militare di quel Paese che ogni anno ha causato migliaia di vittime. Da 14 anni l’Italia è in guerra in Afghanistan solo per servilismo politico. E per servilismo politico i governi europei non hanno preso posizione sul bombardamento statunitense dell’ ospedale di Kunduz. I politici italiani in assoluto silenzio. Un governo dotato di qualità etiche e rispettoso del Diritto Internazionale Umanitario avrebbe già chiesto l’apertura di una indagine da parte della apposita Commissione prevista dalle Convenzioni di Ginevra. Mi associo nel chiedere che il Governo italiano lo faccia.

Gino Strada, 7 ottobre 2015
2015/10/7 - 20:03
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Fango

Me la cantava papà quando ero piccola...l'ho cercata a lungo e ritrovata solo ora! Grazie!
Alicia 2015/10/7 - 19:47

Coupez les pieds !

Coupez les pieds !

Chanson française – Coupez les pieds ! – Marco Valdo M.I. – 2015

Ulenspiegel le Gueux – 5

Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).

Quelle horreur encore me contes-tu, Marco Valdo M.I. mon ami ? Mais qui donc pousse de tels hurlements et pour quelle raison et pour quel supplice ?

Ah, Lucien l'âne mon ami, il s'agit bien de ça. D'un supplice à la raison insignifiante. Et le condamné, les pieds brûlés sous la torture est mené clopin-clopant dans un nid de flammes. Quant à la raison de pareille déraison, on la connaît : les moines ne voulaient pas payer un sculpteur de son travail – une statue de la Madone que ces va-nu-pieds avaient commandée. Alors, l'artiste avait d'un coup de son ciseau, défiguré la... (Continues)
Coupez les pieds ! Coupez les pieds !
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/10/7 - 19:36
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E prigione francese

[1977]
Nell’EP “Nant'a u solcu di a storia”
In e cellule di francesi
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/7 - 14:45
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Le Déserteur

Questa versione è stata composta nel 2012 per l’iniziativa “Réaction en chaîne humaine”, una catena umana che l’11 marzo (ad un anno esatto dal disastro di Fukushima) ha unito Lione ed Avignone per denunciare i rischi del nucleare e chiederne la fine.
DÉSERTONS LE NUCLEAIRE!
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/7 - 14:23

Ichanara

[6 ottobre 2015]
Con la musica di complicità:
Cuor senza sangue
Capdevielle-Di Giovanni
Eseguita da Emma Shapplin
(In Carmine Meo, 1997)

"L'antico canto anarchico", -dice Ahmed il Lavavetri-, "è tanto irripetibile quanto, attualmente, urgente. Naturalmente esso non può e non potrà mai più essere quello classico, pietrogoriano, roboante, squisitamente innestato su forme solenni e, diciamolo francamente, chiesastiche; è una stagione che tale deve restare. La stagione dell'oggi, però, molto avrebbe da imparare da que' tempi lontani; ed è così che, cambiate le mutande (mutatis mutandis), deve porsi questo mio tentativo di moderno canto anarchico, endofasico e popolaresco al tempo stesso, e ad un tempo altrettanto medesimo chiarissimo ed oscuro. Sommesso e infuocato, solitario e sociale, collettivo e individualista; tali vorrebbero essere le sue motivazioni più profonde, tenendo anche conto... (Continues)
Avanza nel tempo con passo di fango e di pietra,
(Continues)
Contributed by A.i.L. 2015/10/7 - 01:01
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Csak egy éjszakára

[Przemyśl, November 1914/Novembre 1914]
Gyóni Géza költeménye / Poesia di Géza Gyóni
A Poem by Géza Gyóni
Musica di autori vari /Music by various authors
Tra i quali / Among which: HétköznaPICSAlódások
(in RIARIAANARCHIA, 2009)

Géza Áchim, nato a Gyón il 25 giugno 1884 (e dalla sua cittadina natale scelse il nom de plume: Gyóni significa “di Gyón”), proveniva da una famiglia di stretta osservanza luterana, e fu egli stesso teologo protestante. Non verrà mai annoverato tra i grandi della letteratura e della poesia magiara; lo si direbbe un “minore” o qualcosa del genere, di fronte a nomi come Sándor Petőfi, Endre Ady, Attila József, Mihály Vörösmarty e altri. Non fosse che per questa poesia, che è non solo una delle più famose del XX secolo in lingua ungherese, ma anche una delle più citate, musicate, riproposte e quant'altro. Una poesia, tra le altre cose, dal destino assai singolare,... (Continues)
Csak egy éjszakára küldjétek el őket;
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/10/7 - 00:05
Song Itineraries: World War I (1914-1918)
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La nostalgia e la memoria

http://www.alternativacomunista.it/con...
una segnalazione, ciao
Gianni Sartori
Gianni Sartori 2015/10/6 - 22:48
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La fabbrica

Chanson italienne – La fabbrica – Andrea Sigona – 2011
L'USINE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/10/6 - 21:29
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Chacun de vous est concerné [incl. Canzone del maggio di Fabrizio De André]

Jorge Stolfi, Universidade de Campinas, São Paulo, Brasil.

La traduzione si riferisce alla versione di De André da "Storia di un impiegato", quella più direttamente discendente dall’originale della Grange, ma il testo italiano preso a riferimento differisce negli ultimi versi da quello già presente:

Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso,
il vostro comandamento:
"ama il consumo come te stesso"
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato,
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte:
"Voi non potete fermare il vento,
gli fate solo perdere tempo;
voi non potete fermare il vento
gli fate solo perdere tempo."

CANÇÃO DO MAIO
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/6 - 15:16
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Georges Brassens: Supplique pour être enterré à la plage de Sète

Traduzione portoghese di Jorge Stolfi, professore d’informatica all’Università di Campinas, São Paulo, Brasile.
SÚPLICA PARA SER ENTERRADO NA PRAIA DE SÈTE
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/6 - 08:46
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La java des bombes atomiques

Traduzione portoghese di Jorge Stolfi, professore d’informatica all’Università di Campinas, São Paulo, Brasile.
A JAVA DAS BOMBAS ATÔMICAS
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/10/6 - 08:35
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Inquieto

(1994)

dal live "In quiete" registrato per la trasmissione Acoustica di Videomusic

Ritrovo questo brano scritto per le guerre in Jugoslavia (i CSI andarono a Mostar) citato in un bel libro dedicato invece alla resistenza curda. Si intitola Kobane dentro di Ivan Grozny Compasso. Ivan è stato uno dei pochi giornalisti a visitare Kobane prima della liberazione. Scrive "Quelle donne che reclamano scelte chiare io le vedo ora, andare a combattere, coordinare le attività, segnare il percorso da seguire. Le donne nei Balcani non avevano questo ruolo ma possedevano la stessa forza. Solo che non era loro riconosciuta."
Senza volontà senza sapere
(Continues)
Contributed by Lorenzo 2015/10/5 - 23:10
Song Itineraries: Balkan Wars of the 90's
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Una Perfecta Excusa

l'ho tolta dagli extra... secondo me ci sta in tutto e per tutto! Se non per altro per "Dejar la puerta abierta a todo caminante"... Secondo me una delle migliori cose che abbiano scritto i MCR dopo i fasti dei primi due album...
Lorenzo 2015/10/5 - 22:56
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Celia de la Serna

Questa non è la prima canzone italiana direttamente ispirata alle lettere di Ernesto Che Guevara, una decina di anni prima, Branduardi aveva inciso "1 aprile 1965", nel disco "Pane e rose". Il testo (della moglie Luisa Zappa) è basato sull'ultima lettera ai genitori del Che (che reca appunto quella data).
Flavio Poltronieri 2015/10/5 - 21:32
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Gipsy (El gitano)

THE GIPSY
(Continues)
Contributed by Alice Bellesi 2015/10/5 - 20:39
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Matteo Salvatore: Le chiacchiere d’lu paese (Rapatatumpa)

Caro Bernart a integrazione del tuo prezioso contributo vorrei aggiungere che Matteo solitamente titolava questo brano "Proverbi paesani" e che esso è attribuito anche a Otello Profazio.
".......mamma, mamma son lunghe le ore, la disoccupazione, il sole cocente, la fame, la sedia sfondata, mamma, mamma son lunghe le ore....."(dal vivo a Il Concertone 27 dicembre 1978)
Flavio Poltronieri 2015/10/5 - 19:49




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