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Everyday Robots

Album: "Everyday Robots" (2014)

Inseriamo questa canzone per annunciare una novità "tecnica" che era ormai improrogabile... il sito delle canzoni contro la guerra è ora stato ottimizzato per essere visitato anche dai vostri smartphone. Ebbene sì, doveva succedere, data l'ormai onnipresenza di questi aggeggi. Se poi invece di uno smartphone possedete, come una nostra amministratrice, solo un vecchio fohn per asciugarvi i capelli... beh state tranquilli... potete bellamente ignorare questi cambiamenti e continuare a visitare il sito come sempre.

Nonostante questi inevitabili compromessi, non saremmo noi se non accompagnassimo l'annuncio con l'inserimento di una canzone in tema, una canzone inquietante e realistica. L'ha scritta Damon Albarn, il cantante inglese che dopo una stagione da popstar con i Blur e le interessanti sperimentazioni tra elettronica e hip-hop della band a cartoni animati... (Continues)
We are everyday robots on our phones
(Continues)
Contributed by The SmartWebmaster 2015/1/31 - 23:36

Giorgio e Gino

[2008]
Parole e musica di Piero Nissim
Nell’album intitolato “Giorgio e Gino - Canti di memoria e di speranza”

Giorgio Nissim (1908-1976), ebreo pisano, antifascista, fu animatore in Toscana della rete DELASEM, acronimo di Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei, organizzazione di resistenza ebraica che operò in Italia tra il 1939 e il 1947 per favorire l’emigrazione degli ebrei e assicurare aiuto economico a quelli internati o rifugiati. In Italia la rete ebraica fu (mal)tollerata ma dopo l’8 settembre 1943 fu costretta ad agire in clandestinità. La DELASEM fu appoggiata anche da non ebrei, membri della chiesa cattolica ma anche laici, tra i quali il grande campione del ciclismo Gino Bartali, fiorentino e amico di Giorgio Nissim, che tra il 1943 ed il 1944, fingendo di allenarsi, trasportò tra Firenze ed Assisi documenti e foto tessere, nascosti nei tubi del telaio della sua... (Continues)
Giorgio e Gino dalle strade del cielo
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/31 - 23:27
Song Itineraries: Extermination camps
It is generally believed that the distortion of the national anthem for anti-militarist purposes originated with Jimi Hendrix and his Woodstock Star Spangled Banner. That's wrong. This was born 1914, short before the beginning of WWI, when Alberto Savinio, painter, writer and composer as well as the brother of the great Giorgio De Chirico, composed L'exécution du général for piano solo by distorting and splintering “Brothers of Italy”, the Italian national anthem. And, perhaps, Jimi Hendrix, who was a first rank musician, may have known this thing our website is pleased to repropose among various anniversaries of “great wars”.
Riccardo Venturi 2015/1/31 - 23:24
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The Kerry Recruit (One Morning In March)

TRADUZIONE ITALIANO (riveduta da Cattia Salto)
Una mattina di marzo ero a scavare la terra (1)
(Continues)
Contributed by Cattia Salto 2015/1/31 - 23:19
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L'exécution du général

[1914]
Da/From/D'après "Chants de la mi-mort"
Per pianoforte solo
Musica di Alberto Savinio (Andrea Francesco Alberto De Chirico)
Basata in parte sulla musica del "Canto degli Italiani"
di Michele Novaro
Carlo Perrucchetti - Commento, ricerche
Lorenzo Fornaciari - Pianoforte
Modena, 5 agosto 2014

Si crede generalmente che la distorsione dell'inno nazionale in chiave antimilitarista sia nata con Jimi Hendrix e il suo Star-Spangled Banner eseguito a Woodstock nel 1969. Sbagliato. È nata nel 1914, poco prima dello scoppio della I guerra mondiale, quando Alberto Savinio, pittore, scrittore e compositore fratello del grande Giorgio De Chirico, compose L'exécution du général per pianoforte solo, distorcendo e frammentando “Fratelli d'Italia”. E chissà che Jimi Hendrix, che era un musicista di prim'ordine, non abbia avuto presente questa cosa che il nostro sito è lieto di riproporre tra... (Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/1/31 - 22:36
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Roma Occupata

Chanson italienne – Roma Occupata – Giacomo Lariccia – 2011

Texte et musique : Giacomo Lariccia
Album: Colpo di sole

On se trouve plongé dans l'immense et déchirante douleur de Rome occupée, dans laquelle la voix de Giacomo se fait souffrante pour chanter la capture et les derniers instants de vie de Renzo Giorgini, un industriel romain et vaillant antifasciste, qui en mars 1944 finit fusillé avec autres 334 personnes aux Fosses Ardeatines.

À remarquer la présence essentielle du violoncelle d'Anja Naucler



On devrait reprendre ici les propos que nous avions échangés en introduction à la version française de la chanson « Via Rasella », dit Lucien l'âne un peu pensif.

Certainement, dit Marco Valdo M.I. et d'ailleurs, faisons-le à l'instant. J'en profiterai pour corriger quelques fautes de frappe. Donc, on disait, à la suie du commentaire italien des CCG, qui est ici le premier paragraphe... (Continues)
ROME OCCUPÉE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/1/31 - 21:40
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Bang the Drum All Day

I don't want to work
(Continues)
2015/1/31 - 05:05
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Si se calla el cantor

Creo que tiene molta mucha importancia conocer el significado de la palabra " agachada": reverencia, sometimiento, servilismo
ARACELI 2015/1/30 - 17:41
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Canzone per Francesco

Più di mille parole, il video delle ottantadue ore di Francesco "Franco" Mastrogiovanni




Francesco "Franco" Mastrogiovanni


Canzoni dedicate a Franco Mastrogiovanni:

Mastrogiovanni di Alessio Lega
Ottantadue ore di Pierpaolo Capovilla
Canzone per Francesco di Davide Gastaldo
Ballo del matto (per Franco Mastrogiovanni) di Luca Ricatti
87 ore dei 99 Posse
Ciao sono Francesco, Franco per gli amici
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2015/1/30 - 17:19
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El chapaco alzao

[fine anni 70/inizio 80]
Versi di Óscar Alfaro (1921-1963), poeta, scrittore, giornalista e militante comunista boliviano.
Musica di Eduardo Farfán Mealla (1947-), poeta, compositore e chitarrista boliviano
Nel disco di Nilo Rixio Soruco Arancibia intitolato “Cantares de Bolivia en tiempo de historia”

Nilo Soruco, cantautore e lottatore sociale, dovette fuggire dalla natale Bolivia negli anni 70, quando i regimi fascisti spalleggiati dagli USA spadroneggiavano in tutta l’America Latina, Si rifugiò a Caracas, in Venezuela, dove cominciò a comporre le sue prime canzoni. Mise in musica molte poesie di Óscar Alfaro.
Per “chapaco” s’intende un abitante del dipartimento di Tarija, nel sud boliviano.
Yo soy como un árbol pegao a la tierra
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/30 - 13:03
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How Many Tears

"How Many Tears" è il brano che chiude il primo disco degli Helloween, "Walls of Jericho", pubblicato nel 1986. Il brano è opera del chitarrista Michael Weikath.

Il brano è una denuncia contro la guerra, le ingiustizie sociali, le oppressioni e il disequilibrio economico nel mondo. Il bridge e il ritornello contengono un invito a darsi tutti da fare per un mondo migliore, perché "non è troppo tardi".
QUANTE LACRIME
(Continues)
Contributed by Matteo 2015/1/30 - 12:10

Hombre, angustia y siglo XX

Parole e musica di Tulio Mora Alarcón (1929-1989), docente universitario, poeta, drammaturgo e musicista cileno.
Nel disco “Tito Fernández” del 1974
Pobre hombre
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/30 - 11:07

A Víctor le falta una guitarra

Parole e musica di Tito Fernández, “El Temucano”
Nell’album “El canto del Temucano”, pubblicato nel 1987
A Víctor le falta una guitarra
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/30 - 10:43
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Pum-Pum te maté (Y se hacían llamar Patria y Libertad)

[1973]
Parole e musica di Tito Fernández
Lato B di un 45 giri pubblicato nell’anno del golpe militare fascista in Cile
Forse proprio per questo la canzone non fu inclusa in nessun LP

Una canzone che ironicamente denunciava la violenza fascista in Cile prima del golpe dell’11 settembre. Il sottotitolo fa diretto riferimento ad uno dei gruppi paramilitari di estrema destra che funestarono, con omicidi, sabotaggi e atti terroristici, gli anni del governo dell’Unidad Popular di Salvador Allende (dal novembre 1970 fino alla sua morte durante l’attacco dei golpisti al palazzo presidenziale de La Moneda).

Il Frente Nacionalista Patria y Libertad ha come simbolo l’“araña negra”, il ragno nero cui Tito Fernández fa ironicamente riferimento in una strofa di questa sua canzone. Venne fondato nel 1970 come comitato civico che si opponeva all’elezione di Allende ma poi si trasformò subito in un... (Continues)
Desde niño me ha gustado
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/30 - 10:10
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Gegen den Krieg

La versione di Jorge Cafrune:

Bernart Bartleby 2015/1/30 - 08:46
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Presso una chiesa

Anonymous
Canto popolare maremmano
A folksong from Maremma (Tuscany)

In questa nottataccia d'inverno buia e ventosa (no, non l'ho detto “tempestosa”, sia chiaro!), si vede che mi deve essere salito qualcosa da un dentro di terra. Mi sono ricordato anche di questa vecchia canzone popolare che sentivo cantare da piccolo, all'Elba; ed è, credo, uno dei canti più tristi e desolati che mi sia stato dato di conoscere. Lo trascrivo a memoria, così come me lo ricordo; prima o poi, chissà, lo registrerò in un qualche “video-selfie” senza strumenti, cantandolo e basta come mi rammento d'averlo sentito chissà da quale ombra. Mi dicevano che, però, dell'Elba non era; veniva, questo canto, dalla Maremma. Era il canto d'una di quelle spose, o fidanzate, che avevano perso il compagno andato a lavorare nelle terre della malaria; in seguito mi sarei accorto che era della stessa precisa materia da cui proviene Maremma... (Continues)
Presso una chiesa
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/1/30 - 06:06
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Caterina Bueno: Eran tre falciatori

Canto popolare toscano di epoca imprecisata
A Tuscan folksong from unknown epoch
Reperimento e interpretazione di Caterina Bueno
Album: Eran tre falciatori [1973]
Fonit Cetra LPP 217
Chitarra: M° Antonio de Rose
Flauto: Claudio Censi

Non si riuscirà mai a sapere se sia stata più bella Caterina Bueno o la sua voce; ma, in un certo senso, sia la sua bellezza che la sua voce sapevano di torbido, di terra, di fumo. C'era poi quel cervellaccio possente, quel suo saper cavare canzoni e musica da passati remoti e renderle al presente facendole sapere di quel che dovevano, ovvero di torbido, di terra e di fumo. Ché di questo è fatta la terra toscana, di cupezza, di strafottenza, di terribili beffe alla morte (tanto più terribili quanto più grande e antica è la consuetudine che il toscano ha con essa), di cattiveria e dolore, di rarissima ma autentica e sentita dolcezza, di silenzio e d'amore... (Continues)
Eran tre falciatori
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/1/30 - 04:21
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El pájaro revolucionario

Versi di Óscar Alfaro (1921-1963), poeta, scrittore, giornalista e militante comunista boliviano.
Nella raccolta intitolata “Cien poemas para niños” pubblicata nel 1955.
La poesia è stata messa in musica da diversi artisti (p.e. Gauchos 4, Markama, Carmen Jesús Iñaki,...) ma chi la rese celebre è il grande Jorge Cafrune che semplicemente la recitò senza base musicale, con la sua sola possente voce, nel disco intitolato “La vuelta del montonero” del 1973.
Ordena el cerdo granjero:
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 22:53
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La ragazza di Kobanê

Chanson italienne – La ragazza di Kobanê – David Riondino – Novembre 2014



Voici, Lucien l'âne mon ami, une chanson qu'on dira d'actualité… Elle se situe dans la ville de Kobané, qui se situe là-bas aux confins de la Turquie et de la Syrie, dans une région kurde. Une ville martyr, prise dans les tourbillons des délires de religieux assassins et de nationalistes ahuris. Une bande immense de crétins, bourrés de paroles prophétiques. Bref, tout droit sortis d'Absurdie. Là aussi, la sentence de Jeanson s'applique et on a entendu jusqu'ici les Kurdes crier : « Au secours ! Les cons nous cernent ! ». Des tueurs aussi sanglants et aussi stupides que les Croisés lors de la prise de Jérusalem en 1099. J'ai dit d'actualité, car après des mois de résistance, les Kurdes viennent de chasser ces imbéciles et commencent à dégager la ville, du moins ce qu'il en reste, car tout semble détruit, de l'encerclement.... (Continues)
LA FILLE DE KOBANÉ
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/1/29 - 21:30
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Eagle Fly Free

"Eagle fly free" è la traccia che apre (dopo l'intro "Invitation") il terzo album degli Helloween, "Keeper of the Seven Keys - part II". Il brano è opera del chitarrista Michael Weikath.
Pubblicato nel 1988, il brano contiene riferimenti alla situazione politica dell'epoca, alle rivoluzioni che fermentavano nel mondo, allo sviluppo di armi atomiche, alla Guerra Fredda, all'inquinamento portato dalle industrie; tuttavia ha anche un fortissimo messaggio positivo nel suo ritornello, che metaforizza la speranza per un futuro migliore nella forte aquila del titolo, la quale vola incurante di ciò che accade nel mondo.
AQUILA VOLA LIBERA
(Continues)
Contributed by Matteo 2015/1/29 - 18:42
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Considero valore

From CPA Firenze Sud Hacklab
January 29, 2015
I SEE AS A VALUE
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/1/29 - 18:36
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Wind Of Change

Antonio, non esiste una versione italiana
Matteo 2015/1/29 - 18:20
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El tero-tero

[197?]
Parole e musica di Marcos Velásquez
Nell’album “Chants pour un peuple en lutte”, realizzato dall’uruguayo Marcos Velásquez a Parigi dopo il 1973, quando fu costretto come molti a fuggire dal Cile, dove viveva da anni.

Il tero-tero (Pavoncella cilena) è un uccello tipico della Patagonia. E’ sociale, vive in chiassose colonie, si muove a terra con rapide corse a scatti, spesso in gruppi di individui sincronizzati tra loro, cosicchè sembra quasi che compiano una danza, tant’è vero che tero-tero è anche il nome di un ritmo ballabile.

Ma qui il simpatico uccelletto patagonico è un pretesto per la descrizione delle differenti reazioni dei “compagni” all’avvento della dittatura, quando a continuare a dire e a fare certe cose ci si poteva rimettere molto, non solo il nido ma anche la vita…
Compañeros tero tero
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 15:58
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Gambadilegno a Parigi

Ad ascoltarla attentamente, ognuno può trarne le proprie emozioni e significati. Io mi sono commosso.
Franco 2015/1/29 - 14:46

El diccionario

Parole e musica di Marcos Velásquez
Interpretata da Alfredo Zitarrosa nell’album “Melodía larga” pubblicato nel 1984
Testo trovato su Cancioneros.com

Purtroppo i geniali versi centrali della seconda strofa (“Quando in Cile il fascismo rideva in inglese, in spagnolo piangeva più di un francese”) vengono sostituiti da Zitarrosa con i corrispondenti della prima…
¡Qué mala suerte tienen los que quisieran,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 14:24
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El caminero Mendoza

[1971]
Parole e musica di Humberto Waldemar Asdrúbal Baeza Fernández, meglio conosciuto come Tito Fernández (1940-), nativo di Temuco, nell’Araucanía cilena.
Nel suo disco intitolato “El Temucano”

Una delle canzoni più famose del “Temucano”.
Racconta della triste vita e della morte del cantoniere Mendoza, cileno delle pampas del nord (probabilmente del Tarapacá, il cui capoluogo è il tristemente famoso Iquique, nei cui pressi nel 1907 avvenne forse il più spaventoso massacro di lavoratori in sciopero nell’intera storia dell’umanità), costretto dalla miseria a trasferirsi al sud, in Araucanía, per lavorare come operaio nella costruzione di strade e ferrovie.

Mendoza si stabilisce a Quitratué, un villaggio vicino a Temuco, con la giovane moglie incinta. Il lavoro è durissimo, la vita magra e la paga da fame, ma il protagonista prende coscienza di essere sfruttato quando al villaggio arriva... (Continues)
Al caminero Mendoza, ¡caramba! lo dieron güelta
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 13:34
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Provincias (I y II)

[1977]
Musica di Patricio Castillo
Le parole sono una trasposizione poetica dell’omonimo racconto di Ariel Dorfman, scrittore argentino ma cileno d’adozione, contenuto nella terza sezione del suo “Cría ojos”, raccolta di racconti dedicati alla descrizione della situazione del popolo cileno sotto la dittatura militare fascista.
Nel disco di Patricio Castillo intitolato “Provinces”, pubblicato in Francia dalla Le Chant du Monde nel 1977.

Il titolo dei racconti di Dorfman, raccolti e pubblicati in Messico nel 1979, fa riferimento al proverbio spagnolo “Cría cuervos y te sacarán los ojos”, ossia “Alleva pure i corvi e vedrai che poi ti caveranno gli occhi”, un mònito che vale per ogni epoca, anche per noi, oggi: se si continuano ad allevare e nutrire i fascisti (e gli intolleranti, e i razzisti, e i farabutti), verrà il giorno che questi ci toglieranno la libertà. Ma Dorfman trasforma il... (Continues)
I

(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 10:30
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Marinera del regreso

[1976]
Parole e musica di Ángel Parra
Nel disco “Isabel y Ángel Parra”, realizzato con la sorella Isabel in Francia, dove i Parra si erano rifugiati dopo il golpe fascista in Cile nel 1973
Testo trovato su Cancioneros.com
Si un hombre quiere cantar
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 09:41
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El día que vuelva a encontrar

[1976]
Parole e musica di Ángel Parra
Nel disco intitolato “Ángel Parra de Chile”, realizzato in Francia dove l’autore era riparato dopo l’avvento della dittatura fascista nel 1973
Ne esiste anche un’edizione italiana intitolata “La Libertà”, pubblicata quell’anno stesso da I Dischi dello Zodiaco
Testo trovato su Cancioneros.com
El día que vuelva a encontrar
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/29 - 09:27
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We Shall Not Be Moved

Anonymous
La terza strofa della versione spagnola contribuita da Jacopo nel 2008 è costituita dai versi finali di una poesia di Pablo Neruda tratta dal “Canto General”, quella che si apre con “Sube a nacer conmigo, hermano”, alla fine della seconda sezione intitolata “Alturas de Macchu Picchu”

Il “Canto General” è già presente in parte sulle CCG nella versione offerta da Mikis Theodorakis... Prossimamente provvederò ad inserire anche alcune delle poesie comprese in “Alturas de Macchu Picchu” perchè ho scoperto che il gruppo cileno Los Jaivas le mise in musica in un loro disco del 1981.
Bernart Bartleby 2015/1/28 - 22:04
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Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali

d'après la version italienne d'une
Chanson sicilienne – Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevali – Ciccio Busacca

Poème d'Ignazio Buttitta
Musique de Nonò Salamone
Interprétation de Ciccio Busacca

Pour les commentaires en langue française voir : Salvamort
LAMENTATION POUR LA MORT DE TURIDDU CARNEVALI
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/1/28 - 21:35
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Considero valore

JE SUIS ERRI

“Nell’aula del tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 non sarà in discussione la libertà di parola. Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo”.
2015/1/28 - 21:09
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La ragazza di Kobanê

Kobanê è libera
2015/1/28 - 21:03
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Sessanta sacchi di carbone

Chanson italienne – Sessanta sacchi di carbone – Giacomo Lariccia – 2014
SOIXANTE SACS DE CHARBON
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/1/28 - 20:39

Je suis Erri

Antiwar Songs Blog
La parola contraria potrà essere sconfitta dal tribunale? Oggi sta sotto minaccia di silenziatore. Non credo che riusciranno a sottometterla fuori di quest’aula, so che non ci riusciranno con me. Vengo dal campo scuola del 1900, dove gli scrittori, i poeti, hanno pagato il più amaro prezzo per le loro parole. “Nell’aula del tribunale di […]
Antiwar Songs Staff 2015-01-28 20:18:00
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A pie camino

[1973]
Parole di Alejandro Rivera (?)
Musica di Julio Numhauser, nel duo Amerindios insieme a Mario Salazar, e tra i fondatori dei Quilapayún
Nel disco intitolato “Tu sueño es mi sueño, tu grito es mi canto...”

Cile, 1973, annus horribilis.
Un’altra canzone di Julio Numhauser inclusa in questo LP, quella intitolata “Mi río”, vinse la XIVma edizione del Festival de la Canción de Viña del Mar, interpretata da Charo Cofré. Poi Pinochet e la fine di tutto. Non bastarono le “manos cerradas” e i “puños en alto” contro la furia e la ferocia di “los que venían a detenerlos”…
A pie camino, pisando barro
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/28 - 17:33
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The Backlash Blues

il testo dice
"Do you think that alla colored folks
Are just second class fools"
quindi... pensi che TUTTI i negri non siano che sciocchi di seconda categoria (forse meglio classe!)?
grazie mille per il sito è una miniera di letture interessanti
Black Panther 2015/1/28 - 16:29
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España camisa blanca de mi esperanza

[1981]
Parole e musica di Víctor Manuel, compagno di Ana Belén dai primi anni 70
L’ispirazione arriva dai versi centrali della poesia “España” di Blas De Otero, “desesperada España, camisa limpia de mi esperanza”

Nel disco di Ana Belén intitolato “Géminis”, pubblicato nel 1984
España camisa blanca de mi esperanza
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/28 - 16:22
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Fründ, amico, ami

che canzone bellisssssss[...]ssssima
(diana)

Ti abbiamo tolto un po' di s... [CCG Staff]
2015/1/28 - 14:39
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None of My Business

Little kids sleepin' with rats in thier beds well it's none of my business
(Continues)
2015/1/28 - 05:58
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Adlai Stevenson

Righteous men of the earth
(Continues)
2015/1/28 - 04:41
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Jan Palach

Boh, probabilmente (per quella che è la mia modesta opinione di ragazzo felicemente di Destra) non gliene frega niente. Anzi, credo che, a prescindere dall'orientamento politico del gruppo, si starà diceno:"Oh, che bellezza, almeno qualcuno che si ricorda del mio sacrificio."
Ciccio 2015/1/27 - 16:45

Die Peststadt

Versi di František Petr (Franz Peter) Kien (1919-1944), poeta ed artista ebreo ceco di lingua tedesca.
Musica di Gideon Klein (1919-1945), pianista e compositore ebreo ceco.
La poesia fa parte del ciclo “Die Pest” musicato da Klein su versi di Kien. Il ciclo fu eseguito a Theresienstadt con la direzione Viktor Ullmann (1898-1944), compositore, pianista e direttore d’orchestra ebreo austriaco, ma purtroppo la musica è andata perduta, così come tutti i suoi protagonisti.
Testo trovato su di un sito dedicato al Ghetto di Theresienstadt

Franz Peter Kien era nativo di Varnsdorf in Boemia, al confine con la Sassonia. Studiò pittura e grafica a Brno e a Praga, dove fu compagno di scuola dello scrittore e drammaturgo Peter Weiss. Quando nel 1939 la Boemia e la Moravia furono fagocitate dalla Germania nazista, uno dei primi atti dei dominatori fu l’estensione delle leggi razziali. Gli ebrei furono... (Continues)
Kaum wagt der Blick sich in die öde Weite,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/27 - 11:36
Song Itineraries: Extermination camps
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La bambina in rosso

Ciao a tutti,
Mi chiamo Alessandro Mazzi e sono l'autore di testo e musica de 'La Bambina in Rosso" , volevo ringraziare tutti coloro che hanno inserito commenti. Per chi volesse scrivermi in privato la mia mail è alessandromazzi72@gmail.com
Ciao!
Alessandro Mazzi 2015/1/26 - 20:19
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Libera nos Domine

IO SONO SHAIAMAA
CCG/AWS Staff 2015/1/26 - 18:46
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Con Farabundo y Romero

1980
El Salvador. Su pueblo, su lucha, su canto
Somos millones de manos
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2015/1/26 - 17:01
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El Padre Antonio y el Monaguillo Andres

1984
Buscando América

This song describes the arrival in a Latin American country of an idealistic Spanish priest (a fictional representation of Archbishop Romero), his sermons condemning violence there, his talks about love and justice, and, finally, the murders of the priest and acolyte during a mass. Blades has said he wrote this song so that "the death of Romero is not forgotten.
El Padre Antonio Tejeira vino de España, 
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2015/1/26 - 16:33
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Se lo llevaron todo

2014
Contratiempos

Una vez más Alberto García pone música a uno de los temas más sobresalientes del disco. Genial instrumentación, y ritmo a lo más “República de Sanjes”, guardando las distancias. Y Jesús Cifuentes doblando su voz (algo que casi no vimos en “40 de Abril”) para darle ese toque tan característico
La letra, el poema, corre a cargo de Elhombreviento, más bien hombre multiusos, ya que es el encargado de realizar los libretos de los discos de Celtas Cortos, videoclips y ahora incluso letras.
Se lo llevaron todo, los sueños, los campos la infancia.
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2015/1/26 - 15:35
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Esercito silente

Chanson italienne – Esercito silente – Carmen Consoli – 2015

de "L'abitudine di tornare" (2015)

Palerme : guerres et faidas de mafia, l'état absent qui paraît seulement aux enterrements, la loi du silence, la lutte de Peppino Impastato, le massacre de la construction de l'aéroport de Punta Raisi, aujourd'hui dédié à Falcone et Borsellino.

Ô, Marco Valdo M.I. mon ami, toi qui m'avais conté l'histoire de Salvatore Carnevale, dit Turi, celle de Rita Atria Testimone di giustizia et celle de Peppino Impastato Ciuri di campo et ses Cent pas I cento passi et de plein d'autres encore, comme ce Néron échappé de la paléohistoire Néron, le Sicilien… te voilà revenu une fois encore en Sicile et une fois encore, tu racontes cette même histoire de cette île rongée par cette gangrène mafieuse…

Et finalement pire que tu l'imagines, car cette île transmet sa peste aux autres parties du monde. Bien sûr,... (Continues)
L'ARMÉE MUETTE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/1/26 - 15:22
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Estúpidas guerras

[1997]
La traccia che dà il titolo al disco.
Disparos y masacres
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/26 - 14:23
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Onda calabra

[2003]
Testo di Peppe Voltarelli
Musica di Voltarelli-Sirianni-De Siena
Dal film-documentario Doichlanda
Zoropa Produzioni
Regia di Giuseppe Gagliardi
Poi nell'album del Parto delle Nuvole Pesanti
Il parto (2004)



Attribuendo Onda calabra al solo Peppe Voltarelli, anche se l'ha scritta e cantata (e continua a cantarla come solista), so bene di compiere un atto squisitamente arbitrario: la canzone appartiene infatti al famoso film-documentario Doichlanda, interpretato con insospettabile vis comica dal Parto delle Nuvole Pesanti, compreso lo stesso Voltarelli, nel 2003, che ottenne nello stesso anno il premio della giuria al Festival del Cinema di Torino; non soltanto questo, poiché la canzone è stata inserita anche nell'album Il parto, del successivo 2004, che è ampiamente presente in questo sito con diverse canzoni (come ad esempio La paura, il cui testo è comunque di Peppe Voltarelli). (continua)
I tuoi occhi è un luogo della mente,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/1/26 - 14:15

Ser-vicio militar

[1997]
Nel disco intitolato “Estupidas guerras”

La “mojiganga” è il nome dato ad un genere di farsa con maschere e travestimenti in voga nel 700 spagnolo. Ripreso ai giorni nostri, è diffuso anche in alcuni paesi latinoamericani.
Buenos días señor doctor
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/26 - 14:13
Video!

Ricardo Semillas

Chissà che questa non sia la prima traduzione in italiano di versi scritti da Nelson Osorio Marín, poeta colombiano, e cantati dal duo Ana y Jaime, sia l’uno che gli altri non molto noti qui da noi….
I SEMI DI RICCARDO
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/26 - 13:25




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