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Before 2014-6-13

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L'autoroute des Teutons

P.S. : Juste quelques mots à propos du narrateur, qui manifestement n'est pas un fanatique du régime ; on le sent tout au long de son monologue dans lequel il dénonce violemment le régime et la façon dont ce dernier traite les travailleurs. Et la description de la cérémonie d'inauguration sous la grêle et les averses par le Führer en personne de cette autoroute des Teutons est hallucinante d'ironie. Hitler en leveur de bras automatique est proprement surréaliste. Pour situer notre narrateur, le seul point de référence dont on dispose est le premier vers  : « Papa et moi, on était tous deux de la Teutonia ». Il ne reste plus qu'à retrouver cette Teutonia, qui devait bien être une association. Mais laquelle ? En creusant, j'ai fini par trouver, c'était la loge maçonnique de Postdam. En effet, une loge maçonnique de Postdam portait ce nom de Teutonia ("Teutonia zur Weisheit" – Weisheit étant... (Continues)
Marco Valdo M.I. 2014/6/13 - 23:42
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Pace Verde

instrumental

Singolo del 1982 dedicato a Greenpeace
instrumental
2014/6/13 - 19:29
Song Itineraries: War on Earth
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Che il Mediterraneo sia

Un giorno non molto lontano il Meridione della gloriosa ed antica cultura greca prenderà coscienza delle vessazioni e dei soprusi subiti dai corruttori latini con la compiacenza degli ascari del sud. Ai carnefici della nostra amata terra che hanno costretto, allora i nostri padri, oggi i nostri figli ad emigrare, non resterà altro che scappare se faranno in tempo.
IIIT
IIITurri 2014/6/13 - 14:30
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Indian Sunset

[1971]
Parole di Bernie Taupin (1950-), poeta, cantante e paroliere, stretto collabortaore di Elton John fin dal 1967.
Musica di Elton John
Nell’album intitolato “Madman Across the Water”
Ripresa l’anno stesso da Mary Travers nel suo disco d’esordio come solista, “Mary” del 1971.
As I awoke this evening with the smell of wood smoke clinging
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/6/13 - 11:08
Song Itineraries: Native American Genocide
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Una verdad incómoda

dall'album Aocaná (2009)

Con un ironico riferimento nel titolo al documentario di Al Gore, la canzone dà voce a tutte le vittime dei conflitti. In collaborazione con il rapper cubano Kumar.
Tú niño que mueres de sida en Sudáfrica
(Continues)
2014/6/13 - 09:36
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Correveidile

dall'album Aocaná (2009)

Con il pianista cubano Chano Dominguez

Dedicata alle donne repubblicane che hanno combattuto nella guerra civile
Tierra de olvido, ruleta imposible
(Continues)
2014/6/13 - 09:26
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Ningún precio por la paz

Album: "Saratoga" (1995)
¿Dónde estás cuándo se oyen rugir los cañones?
(Continues)
2014/6/13 - 08:41
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Musica de Paz

Peace & Love in salsa reggae dal Venezuela
Ohh nono yeeh
(Continues)
2014/6/13 - 08:25
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Paz y amor

dall'album "Parte de mí" del 2002

Cantata dalla vincitrice dell'edizione spagnola di "Operazione Trionfo" questa rischia di essere una delle canzoni più banali della nostra raccolta...
Ven, acércate,
(Continues)
2014/6/12 - 22:14
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Mundo Roto

(2009)
Album: "Puerto Presente"

"Non lasciare che questo mondo scassato guasti il tuo sorriso". Canzone dedicata ai bambini saharawi che vivono nei campi profughi in Algeria.

Ya han pasado dos días desde nuestro regreso del Sahara y una mezcla de sabores perennes recorre mi cuerpo una y otra vez (risas, emoción, sobremesas sobre tierra y alfombras pero, sobre todo, aprendizaje) componiendo un plato único en el mundo. Aprendizaje, sí, porque como nos recuerda el escritor Eduardo Galeano los miles de personas que se comprometen con este pueblo no le están dando una limosna; simplemente, piden justicia, una justicia clara y transparente. Sin fracturas ni dudas aunque, eso sí, llena de cicatrices, heridas marcadas por el tiempo y la arena. Pero, insisto, sin limosnas, porque la mano que pide siempre está por debajo de la que da y este no es el caso.

Tengo la sensación de que ha sido el concierto... (Continues)
No dejes que este mundo roto
(Continues)
2014/6/12 - 21:53
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Cara Casta

(O. Mannarini)

2010
Girano le pale

Con la solita ironia dei Folkabbestia si racconta l'Italia degli ultimi 60 anni
All'occasione giusta a questa situazione dico basta!
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2014/6/12 - 19:52
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Breaking the Silence

ROMPI IL SILENZIO
(Continues)
Contributed by Flavio Poltronieri 2014/6/12 - 17:52
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Alle fronde dei salici

Per chi legge questi versi di Salvatore Quasimodo, vorrei ricordare che sono ripresi dal Salmo 137 (136) "Lungo i fiumi di Babilonia", lamentazione degli ebrei esuli lungo i canali di Babilonia, dopo la distruzione di Gerusalemme del 586 a.C. e che sempre ad esso è riferita la canzone di Leonard Cohen "By the rivers dark".

Flavio Poltronieri
Flavio Poltronieri 2014/6/12 - 16:59
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Mater vam jebem

FUCK YOU, MOTHERFUCKERS!
(Continues)
2014/6/12 - 16:56
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Sinfonia n. 10 in mi minore (Op. 93)

[1953]
L’ “omaggio” del grande compositore a Iosif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin, il dittatore sovietico appena scomparso che aveva censurato, vessato, spaventato e torturato psicologicamente Šostakovič per due decenni, dalla “Lady Macbeth del distretto di Mcensk” del 1934 (subito censurata e bandita nonostante il grande apprezzamento internazionale), passando per la “Quarta Sinfonia” del 1936 (ritirata prima ancora dell’esordio e rappresentata solo 25 anni dopo), fino al Primo Concerto per Violino del 1947-48 (anch’esso accantonato dopo la nuova caccia alle streghe scatenata contro di lui e molti altri artisti da Andrej Aleksandrovič Ždanov, braccio destro di Stalin).

Con la Decima Sinfonia - composta tra il luglio e l’ottobre del 1953 ed eseguita per la prima volta dall'Orchestra Filarmonica di Leningrado, diretta da Evgenij Mravinskij, il 17 dicembre dello stesso anno - Dmitrij... (Continues)
[Strumentale]
Contributed by Bernart Bartleby 2014/6/12 - 15:51
Song Itineraries: Anti-war classical music
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Una historia real

Operación Palace di Jordi Évole

Interessante "falso documentario" (ma guardatelo come se fosse vero perché potrebbe esserlo) sul fallito colpo di stato del 23 febbraio 1981.

Lo scopo del documentario è di denunciare la mancanza di trasparenza del governo spagnolo che a distanza di più di trent'anni mantiene ancora il segreto di stato sui documenti che permetterebbero di svelare alcuni punti oscuri del 23F.
2014/6/12 - 13:57
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Le tombeau de Couperin

[1914-17]
Una suite per pianoforte che Ravel cominciò a scrivere prima della Grande Guerra per dedicarla al compositore, clavicembalista e organista parigino François Couperin (1668-1733), da lui profondamente ammirato. Ma lo scoppio della guerra – che Ravel fortunatamente visse solo di striscio – indusse il grande compositore a dedicare ognuno dei sei movimenti di cui si compone la suonata ada alcuni degli amici più cari scomparsi nel conflitto: Jacques Charlot (compositore), Jean Cruppi, Gabriel Deluc (pittore basco), Pierre e Pascal Gaudin (fratelli uccisi insime dalla stessa granata), Jean Dreyfus e Joseph de Marliave (musicologo). La prima della suite fu eseguita a Parigi, l'11 aprile 1919, per volere di Marguerite Long, pianista ed insegnante, vedova di de Marliave.
In seguito Ravel ne scrisse anche una versione orchestrata (1920).

"All'inizio del 1915 mi arruolai nell'esercito;... (Continues)
[strumentale]
Contributed by Bernart Bartleby 2014/6/12 - 13:53
Song Itineraries: Anti-war classical music
Downloadable! Video!

En berne

Finalement, on s'y retrouve dans ce labyrinthe où l'on se perd et le message d'Alessandro arrive enfin à bon port...
C'est vrai qu'ils sont plaisants ces Cowboys fringants et si Québec n'était si loin, on irait bien les voir et les entendre sur le vif...
Et puis, ils racontent bien aussi la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres au Québec comme partout dans l'humaine nation.

Mille mercis et cordial

Marco Valdo M.I.
Marco Valdo M.I. 2014/6/12 - 12:21
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Soldatenschicksal (O wunderbares Glück)

Anonymous
[XVIII° sec.]
“Destino di soldati”, canzone di anonimo autore settecentesco. Si trova pubblicata, per esempio, in un’edizione del 1800 per i tipi dell’editore Solbrigsche Buchdruckerey.
Interpretata dal duo folk Zupfgeigenhansel (Erich Schmeckenbecher e Thomas Friz) nel disco intitolato “Volkslieder 2” del 1977.

Anche questo brano – così come il cinquecentesco Ein neu Lied Herr Ulrichs von Hutten - compare ne “Il Gallo Rosso”, l’unico disco di un musicista, etnomusicologo e sociologo tedesco pressochè dimenticato, Uwe Hermann, prematuramente scomparso nel 1980 in uno scontro automobilistico con alcuni soldati americani ubriachi. “Il Gallo Rosso”, del 1979, è stato ripubblicato di recente, nel 2011, dalla Nota, casa editrice e discografica di Udine.

Originariamente pubblicata nel 1979, la raccolta di canti politici, di protesta e popolari raccolti e reinterpretati da Uwe Hermann, costituisce... (Continues)
O wunderbares Glück!
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/6/12 - 11:33

La Lettre de l'Oncle Hopner

La Lettre de l'Oncle Hopner

Canzone française – La Lettre de l'Oncle Hopner – Marco Valdo M.I. – 2014

Le Livre Blanc 4

Opéra-récit contemporain en multiples épisodes, tiré du roman de Pavel KOHOUT « WEISSBUCH » publié en langue allemande – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1970 et particulièrement de l'édition française de « L'HOMME QUI MARCHAIT AU PLAFOND », traduction de Dagmar et Georges Daillant, publiée chez Juillard à Paris en 1972.



Il faut se ressouvenir, Lucien l'âne mon ami, qu'il s'agit ici d'histoires, de raconter des histoires et que les histoires, toujours, s'insèrent dans l’Histoire.

Quelle histoire ! Que me contes-tu là ? Et de quelle histoire finalement me parles-tu ? C'est à n'y rien comprendre. On était – il y a quelques années, j'en conviens – dans une école du côté de Prague, il y avait un professeur qui marchait au plafond et des autorités en panique... (Continues)
Une loi transgressée une fois
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2014/6/12 - 10:42

Copa de Sangue

O GIGANTE voltou, mas não pra manifestação
(Continues)
Contributed by adriana 2014/6/12 - 09:37
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Evenu Shalom Alehem

Anonymous
Non è il saluto dei primi cristiani ma l'antichissimo saluto ebraico "la pace sia con voi", letteralmente "portiamo pace su di voi", in lingua aramaica. L'ultima parola "aleihem, alekhem, alekhe"… è di difficile trascrizione per l'aspirazione alla "calabrese" dopo la prima e molto chiusa: a-lei-kh-m , ed altro non è che il saluto in lingua araba salam aleikhum da cui deriva anche l'espressione figurata "fare un sacco di salamelecchi" ovvero sbracciarsi enormemente per un gran saluto formale anche un po' esagerato.
Davide Giamp 2014/6/11 - 19:20
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Sognando

Grazie a tutti, anche ai livornesi (diavoli accesi), che se non ci mettono almeno un tentativo di far ridere, non si sentono tali. Sì, Riccardo, le diatribe regionalistiche lasciano il tempo che trovano e sono - forse - divertenti soltanto al bar con gli amici. Qui parliamo di questa canzone che, pian piano, sta sorgendo dal dimenticatoio dove era stata relegata. Lo dimostra il fatto che nonh ho mai potuto toglierla dal repertorio fin dall'anno in cui l'ho scritta (1971) e vi assicuro che cantarla nei concerti non è stato sempre facile in quegli anni....
Don Backy 2014/6/11 - 18:09
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Un giorno di festa

2014
Un giorno di festa

La crisi si sente e colpisce tutti, soprattutto noi gente di strada. Era già difficile poter trovare lavoro per i figli appena usciti dalla loro esperienza scolastica, ma in questo ultimo periodo sono tanti..troppi anche i papà che sono stati licenziati e cercano un'occupazione che in età adulta è ancora più difficile da trovare. Ma le giornate obbligatoriamente "libere" di padri e figli disoccupati hanno l'aspetto positivo di far scoprire aspetti personali gli uni degli altri che mai sarebbero emersi in tempi "occupati". Complicità e solidarietà di padre e figlio possono portare anche speranza e ottimismo, così da vivere un giorno senza occupazione come "un giorno di festa"
Dai divertiamoci non disperiamoci adesso
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2014/6/11 - 15:35
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L'estaca

Affabulando di άμαξα e di αμάξι, mi accorgo solo adesso e per caso di essere finito in un fosso etimologico con tutti questi carri e carretti: altro che parola turca, è greca che di più non si può! Su di una ἄμαξα per es. andò Nausicaa al fiume (Od. VII, 37). Era il carro a quattro ruote. Mi consolo vedendo che il Babiniotis lo descrive con un solo asse, forse confondendo ἄμαξα (o anche ἀμᾶξα) con ἅρμα, il carro da guerra (e ancora oggi il carro armato viene così chiamato ufficialmente, al posto del più familiare τανκ). Ho fatto confusione con αραμπάς (dal turco "araba", a sua volta dal persiano): ma la Repubblica avrebbe il diritto di farsi restituire la mia maturità classica, che mi riconobbe nel lontano 1960.
Gian Piero Testa 2014/6/10 - 09:21
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Leaving On A Jet Plane

The song was repurposed with a new meaning that belied the literal lyrics. We looked forward to the "leaving on a jet plane" and the rest of the words were either ignored or reimagined to fit into the "going home" theme. We arrived and departed on civilian chartered commercial airliners flown by the contractor World Airways. The dream was the moment the plane taking us home would lift off the runway, which would be the gateway moment back to reality. Everything was surreal until then. You had to be there.
You Had to Be There to Get It 2014/6/10 - 01:31




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