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Orta Nova 1948

[1975]
Testo e musica di Nadia Furlon e Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato
Lyrics and music by Nadia Furlon and Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato



"E' stato uno dei primi gruppi della Cooperativa L’Orchestra, l'etichetta musicale degli Stormy Six. Il loro disco, che prendeva il nome Quarto Stato, uscito nel 1975, ha avuto un certo ruolo nel campo della nuova musica politica, grazie alle numerose esibizioni, sostenute anche all’estero, soprattutto in Germania. Il disco era firmato dai due componenti del Quarto Stato, Nadia Furlon e Mario Acquaviva, che provenivano dalla Commissione Culturale del Movimento Studentesco, e si avvaleva del contributo di musicisti occasionalmente strappati al terreno jazzistico, Gaetano Liguori, Roberto Del Piano. C’erano alcuni pezzi che si elevavano sopra gli altri, Il brigante, Luca Marano (ripresi dalle tradizioni popolari del sud) e Non è tempo...... (Continues)
Dieci giorni alla bonifica e dodici all’azienda
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2014/5/29 - 18:51
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Ruanda

[1995]
Brano strumentale nell’album intitolato “Sanacore”

In Ruanda, dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente - a colpi di armi da fuoco, machete pangas e bastoni chiodati - almeno 500.000 persone (secondo le stime di Human Rights Watch), in stragrande maggioranza appartenenti all’etnia minoritaria dei Tutsi (ma anche Hutu moderati). I carnefici, organizzati in milizie finanziate, armate ed equipaggiate dal Governo, erano di etnia Hutu. La stima delle vittime salì in seguito fino a raggiungere una cifra pari a circa 800.000 o 1.000.000 di persone.

Un’immagine emblema del genocidio ruandese:

Durante un notiziario del 2000 il quotidiano britannico The Guardian rivelò che l’allora Segretario Generale dell'ONU, l’egiziano Boutros Boutros-Ghali [in carica tra il 1992 ed il 1996 e quindi anche durante il genocidio ruandese], giocò... (Continues)
[strumentale]
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/29 - 14:57
Song Itineraries: 1994: The Rwanda Genocide
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Tall el Zataar

[1976]
Atlantic Records, T 50324.
Ristampato in CD nel 2003
e nuovamente in vinile nel 2012 da BTF.

Si tratta di un brano strumentale jazz rock progressive che gli Agorà, storica band marchigiana ancora in attività (fondata nell'estate del 1974) dedicò al Massacro di Tell al-Zataar, avvenuto durante la guerra civile libanese il 12 agosto 1976. Tell al-Zaatar (in arabo تل الزعتر) era un campo di rifugiati palestinesi gestito dall'UNRWA, e ospitava circa 50000-60000 rifugiati nella zona nordorientale di Beirut; il suo nome significa "La collina del timo", ed è traslitterato in vari modi. Gli Agorà, scossi dal terribile massacro di profughi inermi perpetrato dalle milizie "cristiane" libanesi con il coinvolgimento diretto della Siria di Hafez al-Assad (il padre dell'attuale presidente siriano), provocò migliaia di vittime.
Contributed by Riccardo Venturi 2014/5/29 - 12:42
Song Itineraries: The Palestinian Holocaust
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Larimer Street

[1973]
Parole e musica di Utah Phillips.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.
Poi anche in dischi successivi come “El Capitan” del 1975.

Una canzone sulla trasformazione di Larimer Street, un tempo la “skid row” di Denver, Colorado, la strada più vecchia della città.
Piccoli negozi, barucci, bordelli e camere a buon mercato dove i diseredati potevano trovare un minimo di conforto furono spazzati via alla fine dei 60 per fare spazio al “progresso”, alle sedi di grosse compagnie, della camera di commercio, a ristoranti di lusso e boutiques… E i poveracci vennero cacciati e relegati ai margini della città… “Così ho capito”, dice Utah Phillips, “che c’è un solo genere di guerra, quella tra i ricchi e i poveri. Non so molto di classi sociali, ma so che quella alta e quella media possono anche baciarmi il culo…”
Your bulldozers rolling through my part of town
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/29 - 12:09
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La ballata del Pinelli


“L’IMPEGNO DI MIO PADRE E LA VIOLENZA DEL POTERE”. PARLA LA FIGLIA DI GIUSEPPE PINELLI

“Dalla lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere”. Claudia Pinelli ricorda il padre Giuseppe, volato da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.

di Laura Tussi, da peacelink.it, ripreso da MicroMega in data 29 maggio 2014.

Il ricordo di tuo padre è stato un punto fermo nella vita della famiglia Pinelli. Quali sono le parole più significative e gli ideali più alti che la sua memoria ti ha trasmesso?

Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello... (Continues)
Bernart Bartleby 2014/5/29 - 10:23
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The Two Bums

[1973]
Parole e musica di Utah Phillips.
Ispirata al volume di George Milburn (1906-1966, scrittore dell’Oklahoma) intitolato “The Hobo's Hornbook”, una raccolta di ballate di homeless vagabondi incontrati nei suoi viaggi.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.
Poi anche in dischi successivi come “We Have Fed You All for a Thousand Years” del 1983.

I due fannulloni scansafatiche parassiti della società sono, il primo, un homeless vagabondo, una piccola pulce che viaggia aggrappato agli assi dei merci, mentre il secondo è il “parassita di lusso”, la sanguisuga sociale che gozzoviglia alle spalle dei lavoratori, accumulando profitti e ricchezze. Quale dei due è il più fastidioso, il più pericoloso? Ancora oggi, come sempre, grazie ai benpensanti, ai fascisti,... (Continues)
The bum on the rod is hunted down
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/29 - 09:00
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Jungle Sermon & Dump the Bosses Off Your Back

[1973]
Parole di Utah Phillips.
Sulla melodia di inni religiosi come “Take It to the Lord in Prayer” o "What a Friend We Have in Jesus”.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.
Poi anche in dischi successivi come “All Used Up: A Scrapbook” (1979) e “We Have Fed You All for a Thousand Years” (1983)

Una “tirata” sulla necessità dell’organizzazione fatta da uno di quegli organizzatori/agitatori alla Joe Hill che anche il nostro Utah Phillips conobbe bene e che sono stati ormai, purtroppo, consegnati alla Storia. Gente che conosceva bene il lavoro, i lavoratori, i loro problemi e che naturalmente, non per investitura dall’alto, diveniva leader. Non come i sindacalisti di oggi, giacca e cravatta, indaffarati in continue riunioni nei palazzi del potere, con... (Continues)
I guess you think I'm gonna preach a sermon,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/28 - 17:49

The Pride of Northern Mexico

[1973]
Parole di Utah Phillips.
La melodia è quella di una “ranchera” composta da Hoyle Osborne, poliedrico pianista e compositore.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.

“Here's a different kind of bandit. Northern Mexico is that part of Mexico north of the Rio Grande: Texas, New Mexico, California, Utah, Nevada, and Colorado. That's the half of the infant republic of Mexico which we stole in 1847, during the first of our imperialist wars.
The people who were left behind became virtual slaves. They were disfranchised, they lost their wealth, they lost their land, they lost everything. It's their descendants who are living on the back sides of the cities in the slums, and who are working as migrants in the fields.
This song is about a wise-ass Mexican... (Continues)
You have heard them sing of Jesse and William Bonney, too.
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/28 - 15:40

Jesse James Farewell Blues

[1973]
Parole di Bruce 'Utah' Phillips.
Sulla melodia di “Farewell Blues”, un brano di Glenn Miller.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.

“Now we come to an occupation highly honored among people in the old and new West. At the end of the Civil War a lot of guys came home to the border states, Kansas and Missouri, found out their stock had been run off and their land had been expropriated, or the mortgage had been foreclosed, and they didn't have any home to come back to. They figured, ‘For this I went off and fought for the Union? Maybe got an eye or an arm shot off. I spent four years of my life to find out I don't have a home anymore.’
A lot of these angry young fellows decided to become outlaws, bank robbers and train robbers. I always did feel... (Continues)
Jesse James he lived in Arkansas,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/28 - 14:45
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Fratelli

1994
corrispondance

testo e musica di François Castiello
Siao tutti fratelli
(Continues)
Contributed by donquijote82 2014/5/28 - 13:22

All About Preachers

[1973]
Parole e musica di Utah Phillips.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.

“E’ tutto previsto nei piani di Dio. Saremo tutti insieme lassù in cielo”. Frasi simili, pronunciate brandendo la Bibbia di fronte alle vedove e agli orfani di minatori ed operai morti sul lavoro, hanno fatto spesso di preti e predicatori il braccio “celeste” di padroni e sfruttatori…
Here comes the preacher with his long black coat
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/28 - 10:07
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Mrs. McGrath

Anonymous
MME MCGRATH
(Continues)
Contributed by donquijote82 2014/5/28 - 09:20
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Różne rozmowy z życiem

Grazie a tutti, specialmente a Donquijote82, al grande Riccardo, a Lorenzo, Bart, Gian Piero e Flavio, lasciamo perde le femmine. Sto chiudendo 'na tappa nella mia vita e vi voglio augurare ogni bene, pace e prosperità. Questa qua vi tocca tradursela da soli, ma vale la pena. Poi, se le frontiere permangono, pazienza, fu sempre così. Un abbraccio forte... e a riscriverci, nel non più definito futuro.
Krzysiek
Krzysiek Wrona 2014/5/28 - 06:07
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Prośba o piosenkę

28.05.2014
E che Julian Tuwim mi perdoni...che non capì più un cazz
LA PREGHIERA PER UNA CANZONE
(Continues)
Contributed by krzyś³ 2014/5/28 - 03:23
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Płyń mój bluesie płyń

Rysiek nacque in Alta Slesia, una regione delle miniere di carbone nella Polonia meridionale. Allora procurarsi la morfina era quasi impossibile...se no, forse sarebbe ancora fra di noi...così va la vita :)
E questo blues parla di luogo dove nacque
krzyś 2014/5/28 - 00:47
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Back Home In Derry

POTESSI TORNARE A DERRY
(Continues)
Contributed by Flavio Poltronieri 2014/5/27 - 22:40

Secret, secret

Secret, secret

Canzone française – Secret, secret – Marco Valdo M.I. – 2014

Le Livre Blanc 3

Opéra-récit contemporain en multiples épisodes, tiré du roman de Pavel KOHOUT « WEISSBUCH » publié en langue allemande – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1970 et particulièrement de l'édition française de « L'HOMME QUI MARCHAIT AU PLAFOND », traduction de Dagmar et Georges Daillant, publiée chez Juillard à Paris en 1972.

Voici donc, Lucien l'âne mon ami, le troisième épisode de cette curieuse histoire d'Adam Juracek, l'homme qui vainquit la pesanteur. Il te souviendra – on le sait par la déposition du professeur de physique au commissariat, celle qui se termine par

« Pourquoi ? Ô pourquoi t'ai-je quittée Elisabeta ?
Pour ce merdeux de Newton ... »,

il te souviendra donc qu'Adam était monté au plafond en plein conseil de professeurs du lycée de K, où il enseigne la gymnastique et... (Continues)
De là-haut, hého, de là-haut
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2014/5/27 - 21:17
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Mutation

Translated by Steven Birkbeck
The Cavalryman’s Farewell
(Continues)
Contributed by Steven Birkbeck 2014/5/27 - 20:29
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L'Histoire du Soldat

Pare che anche qua il diavolo centri :)
krzyś 2014/5/27 - 20:25
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Dyktator

27.05.2014
IL DITTATORE
(Continues)
Contributed by Krzysiek Wrona 2014/5/27 - 20:08
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The Miner's Lullaby

[1973]
Parole e musica di Bruce 'Utah' Phillips.
Nel quadruplo disco compilativo intitolato “Starlight On The Rails: A Songbook” pubblicato nel 2005.

Lavorando per la società storica di Salt Lake City, ad Utah Phillips capitò di fare un sopraluogo in un villaggio di minatori abbondonato all’inizio del 900. Quasi tutto era rimasto fermo ad allora, intatto. In una drogheria, fra le mercanzie e gli oggetti ancora allineati sugli scaffali, Utah Phillips trovò alcune piccole scatole di metallo ermetiche da portarsi alla cintura. Scoprì che si trattava di contenitori per fiale di morfina che i minatori si portavano in galleria per potersi suicidare nel caso fossero rimasti intrappolati in galleria in seguito a frane, esplosioni ed incidenti. Una pratica consueta, di cui però non si poteva parlare, essendo molte famiglie cattoliche, religione che condanna come peccato imperdonabile alzare la mano su sé stessi…
Once, long ago, he was handsome and tall
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/27 - 17:10

Ride Away

[seconda metà dell’800]
Testo tradizionale del Sud degli USA
Arrangiamento e musica di Bruce “Utah” Phillips (1973)
Nel quadruplo disco compilativo intitolato “Starlight On The Rails: A Songbook” pubblicato nel 2005.

Una canzone che Utah Phillips ascoltò dalla voce di un’anziana donna in qualche Stato del Sud.
Una giovane donna, rimasta sola ad accudire un vecchio in una villa ormai decadente nel Sud degli USA, risponde ad una lettera del suo amato che è partito in cerca di fortuna all’Ovest…

In apparenza si tratta solo di una storia di amore e di abbandono ma in realtà racconta di quali furono le conseguenze della Guerra Civile americana (1861-1865), la cruenta guerra fratricida che causò più di 600.000 morti e 400.000 feriti. I reduci della Confederazione sconfitta spesso non avevano nemmeno più una casa o una proprietà dove tornare e ricostruirsi una vita: i reduci dell’Unione vittoriosa... (Continues)
Remember the morning got spurred your great stallion
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/27 - 16:27
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Катюша

Anche nel brano "Russian Reggae", tra le citazioni e vocalizzi della cantante Nina Hagen, dopo le note della canzone popolare russa, la "Kalinka", viene ripresa la melodia del "Эй, ухнем!", il canto dei battellieri del Volga.
Nonché la forza espressiva paragonabile ai lanciarazzi russi : D
krzyś 2014/5/27 - 14:36
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It Could Be a Wonderful World

[anni 50]
Parole di Lou Singer (Louis C. Singer, 1912-1966), songwriter newyorkese.
Musica di Hy Zaret (Hyman Harry Zaritsky, 1907–2007), liricista e compositore newyorkese.
Nel disco di Pete Seeger del 1963 intitolato “Children's Concert At Town Hall”
Incisa anche dalla folksinger Rosalie Sorrels nel suo disco intitolato “Somewhere Between” del 1964.
If we could consider each other
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/27 - 13:38
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Il gioco dei grandi

1999
Grazie di tutto
Giocano con te ma non ti vedono
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2014/5/27 - 12:57

U.S.A.

1999
Grazie di tutto
I fumi che si alzano da una terra bruciata
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2014/5/27 - 12:49

Coraggio amor mio

2009
Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto vol. III

Un lamento italiano contro la guerra composto probabilmente al tempo della prima coscrizione obbligatoria napoleonica intorno al 1800, frutto sempre della ricerca di Gastone Pietrucci.

Non serve una traduzione in quanto è assolutamente comprensibile.

si trova nel volume Canti popolari romani di Giggi Zanazzo Torino/Roma 1907 (pagina 107, numero 200)

L' informatrice di Gastone Pietrucci è stata Anna Maria Centi Teodosi (1944) che ha sentito questo canto dalla madre Giuseppina Centra Centi (1904-1995) originaria di Montelanico (Roma)
Sei bella nell'occhi
(Continues)
Contributed by Flavio Poltronieri 2014/5/27 - 12:46
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Goodbye Joe Hill

[1967?]
Parole e musica di Bruce “Utah” Phillips.
Trovo la canzone nel disco della folksinger Rosalie Sorrels intitolato “If I Could Be The Rain” del 1967.

Una canzone dedicata a Joe Hill, il grande agitatore sociale e cantautore ucciso dallo Stato dell’Utah nel 1915, Tom Joad, il protagonista di “The Grapes of Wrath” (“Furore”) di John Steinbeck e poi del film di John Ford, Gene Debs (1855-1926), storico leader dell’Industrial Workers of the World (IWW) ed Ammon Hennacy (1893-1970), cristiano pacifista ed anarchico che fu il fondatore della “Joe Hill House”, casa di accoglienza del Catholic Worker Movement a Salt Lake City presso cui Utah Phillips lavorò per 8 anni.
Goodbye, Joe Hill, we've had some good times here.
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/27 - 12:11
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Jesse’s Corrido

[1962]
Parole e musica di Utah Phillips (1935-2008), pubblicate nel 1973.
Trovo la canzone, in ordine temporale, nel disco della folksinger Rosalie Sorrels intitolato “If I Could Be The Rain” del 1967, nel disco di Utah Phillips intitolato “El Capitan” del 1975 e nel suo quadruplo disco compilativo intitolato “Starlight On The Rails: A Songbook”.
Anche nel disco collettivo intitolato “Long Gone”, tributo a Bruce “Utah” Phillips realizzato nel 2010.

Una canzone dedicata a Jesse Garcia, un giovane ispanico cresciuto da orfano e finito in galera a Salt Lake City a soli 16 anni per stupro ed omicidio. In prigione Jesse Garcia divenne uno strumento nelle mani dei più forti, che lo usavano come oggetto sessuale e per i lavori sporchi. Quando emerse uno scandalo per un grosso giro di droga all’interno della struttura penitenziaria, Jesse Garcia e un altro ragazzo, tal Rivenberg, furono incaricati... (Continues)
On the corners together you’ll find us,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/27 - 11:31
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Una vita normale

Insieme a lui è morto l’interprete e giornalista russo Andrej Mironov. Sono stati uccisi da colpi di mortaio vicino a Sloviansk, in Ucraina.
Krzysiek Wrona 2014/5/27 - 00:24
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La socialdemocrazia

Version française - LA SOCIAL-DÉMOCRATIE – Marco Valdo M.I. – 2014
Chanson italienne – La socialdemocrazia - Claudio Lolli – 1977

Texte et musique de Claudio Lolli
Album: Disoccupate le strade dai sogni

Social-démocratie est un mot-valise, un mot fourre-tout et le reste. Donc, Lucien l'âne mon ami, dans social-démocratie, il y a social et démocratie. Pour le social, passe encore, avec un peu de bonne volonté, on peut envisager la chose – et il y en a quand il faut apaiser les gens. Alors, on fait du social, on fait dans le social. C'est un genre, en politique ; il complète l'éventail. Mais le vrai problème, c'est la démocratie, le pire système qui soit...

Quoi ? Qu'est-ce que tu dis, Marco Valdo M.I. mon ami, tu renies la démocratie ? Je n'aurais jamais cru ça... Je te croyais opposé à toute forme de dictature, je te croyais libertaire et je croyais que tu ne méprisais pas les gens...

Mais... (Continues)
LA SOCIAL-DÉMOCRATIE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2014/5/26 - 23:03
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La mauvaise herbe

JERBATA
(Continues)
Contributed by Flavio Poltronieri 2014/5/26 - 22:43
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No TAV

donquijote82 2014/5/26 - 19:54




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