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Before 2013-12-10

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Soweto Blues

Anche io vorrei vedere Napoli e morire...indimenticabile
krzyś 2013/12/10 - 23:08
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Le Camp de Judes

[2005]
Parole et musique de Michel Ronchi.
Nell’album intitolato "Entre Nous" con il gruppo Les Ostrogoths
Testo trovato su Musique dans les camps d'internement en France sul sito dedicato alla musica ebraica curato da Claude Torres di Montpellier.

Anche il campo di Judes-Septfonds in Tarn-et-Garonne, come quello di Gurs, nacque per ospitare i profughi della guerra di Spagna ma poi, con l’armistizio franco-tedesco e l’avvento del governo collaborazionista di Vichy, divenne un campo di concentramento, prima per prigionieri di guerra alleati, poi per «individui pericolosi», in gran parte ebrei non francesi che verranno quasi tutti (alcune centinaia) spediti a morire ad Auschwitz, via Drancy...
Ils étaient des milliers ruminant sur le sol
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/10 - 19:12

Wird es Nacht im Camp de Gurs (Das Lied von Gurs)

[1940?]
Parole e musica di Leonhard Karl Märker
Testo trovato su Musique dans les camps d'internement en France sul sito dedicato alla musica ebraica curato da Claude Torres di Montpellier.

“Là nei Bassi Pirenei c’è un posto dove ci sono baracche a perdita d’occhio e nemmeno più un albero. E’ lì, in quel campo, che rinchiudono chi non ha diritto di stare al mondo…”

Alla fine della guerra civile spagnola nella vicina Francia vennero costruiti parecchi campi di accoglienza per i repubblicani in fuga. Uno di questi sorse a Gurs, ai piedi dei Pirenei, nei pressi di Oloron-Sainte-Marie, a poca distanza dal confine con la Spagna.
Ma con l’occupazione nazista Gurs venne trasformato in campo di concentramento per ebrei (soprattutto sventurati ebrei tedeschi rifugiatisi in Francia dopo il 1933), comunisti ed oppositori del regime di Vichy, criminali abituali ed appartenenti a minoranze etniche.
Da... (Continues)
Schön ist die Welt für viele,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/10 - 16:26
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Avanti ragazzi di Budapest

Anonymous
COMPLIMENTI VIVISSIMI! Ho sempre disprezzato i "pacifinti", che straparlano dipace, diritti umani, addirittura di rivoluzione (!!!!), ok....
ma da qui a condividere una canzone fascista ce ne vuole.....
Komnenos 2013/12/10 - 15:52
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Beyazıt Meydanı’ndaki Ölü

[maggio 1960]
Versi di Nazim Hikmet.
Musica di Derya Köroğlu e Selim Atakan.
Da “Buğdayın Türküsü” (1979), album d’esordio del gruppo turco.
Testo trovato sul blog Türkü Sözleri

Credo che in questa sua poesia Hikmet si riferisse al colpo di Stato del 27 maggio 1960, quando il generale Cemal Gürsel depose il presidente Mahmut Celâleddin Bayar e fece impiccare il primo ministro Adnan Menderes, fondatore del Demokrat Parti.

Ma Derya Köroğlu ed i suoi Yeni Türkü, riproponendo in musica i versi del grande poeta, non potevano che riferirsi ai massacri avvenuti nelle piazze Taksim (1 maggio 1977) e Beyazıt (16 marzo 1978) e alle altre stragi che funestarono la Turchia in quell’anno.

A piazza Taksim, durante la festa dei lavoratori accadde più o meno quello che era già accaduto a Città del Messico nel 1968 e a Buenos Aires nel 1973: uomini dei servizi segreti e militanti ultranazionalisti... (Continues)
Bir ölü yatıyor
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/10 - 14:43
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A Thousand Years of War

2004
Andiamo
Throughout the generations flags of peace and treaties sworn
(Continues)
Contributed by donquijote82 2013/12/10 - 14:34
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Poor Paddy on the Railway

Anonymous
This song has been performed by numerous musicians and singers, including Ewan MacColl, Authority Zero, The Dubliners, The Tossers, The Kelly Family and The Pogues.

"Poor Paddy Works on the Railway" is a popular Irish folk and American folk song. Historically, it was often sung as a sea chanty. The song portrays an Irish worker working on a railroad.

There are numerous titles of the song including, "Pat Works on the Railway" and "Paddy on the Railway". "Paddy Works on the Erie" is another version of the song.

In The American Songbag, the writer Carl Sandburg claims that the song has been published in sheet music since the early 1850s. The earliest confirmed date of publication is from 1864 from a manuscript magazine. Ernest Bourne recorded the first version, released in 1941, by Alan Lomax for the Library of Congress in 1938.

"Paddy on the Railway" is attested as a chanty in the earliest... (Continues)
In eighteen hundred and forty one
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/12/10 - 12:37
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Giorgio Gaber: I reduci

Chanson italienne – I reduci – Giorgio Gaber – 1976

En voilà encore une fois, un de ces titres de chanson qui évoque mille choses, dit Lucien l'âne en râpant d'un sabot rugueux le sol de gravillons qui s'étale jaunâtre devant lui. Les anciens combattants... depuis le temps que je cours le monde, j'en ai rencontrés de toutes les sortes et revenant de toutes sortes de guerre. Je me souviens assez bien de ceux qui revenaient de la guerre de Troie, par exemple, de la guerre des Gaules ou des guerres d'Espagne. Ceux qui s'en étaient allés avec Roland et bien entendu étaient revenus... Don Quichotte et Sancho... Ceux qui avaient fait les campagnes de Russie... Là d'ailleurs, il y en eut bien des vagues et de toutes les couleurs. Sans compter ceux qui s'en étaient allés à la croisade ou au Tonkin ou même en Chine ; ceux de Carthage ou de Rome, ceux qui avaient été dans les bataillons d'Afrique... (Continues)
LES ANCIENS COMBATTANTS
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2013/12/9 - 23:04
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Many Young Men of Twenty

In the 1960s, a new generation of dramatists made emigration a central theme in their work. John B Keane's musical play, Many Young Men of Twenty, debuted in 1961 with its rousing chorus in the title song – "many young men of twenty said goodbye"– becoming an Irish hit for the Dubliners. The group articulated the often brutal urban experience of Irishmen abroad in songs such as McAlpine's Fusiliers and Poor Paddy on the Railway, both about Irish labourers in England.
Many young men of twenty said goodbye
(Continues)
Contributed by donquijote82 2013/12/9 - 22:39
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Camarade Chili

[1974]
Parole e musica di Jean-Max Brua
Orchestrazione e direzione musicale di Jean Musy.
Nell’album intitolato “Le visage de l’homme”




Il retro della copertina è una foto di David Burnett scattata durante i funerali di Pablo Neruda celebrati pochi giorni dopo il golpe militare in Cile…

Il fotografo ricorda che la folla, appena il feretro superò la porta del cimitero, cominciò ad intonare L’Internazionale a gola spiegata e a pugno chiuso, incurante dei soldati e degli agenti dei servizi che filmavano la scena… Chi fece l’orazione funebre con voce tonante fu lo scrittore Francisco Coloane (1910-2002)…
Camarades chantiers, camarades labours,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 15:15
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Les poètes aussi

[1967]
Parole di Yves Broussard.
Musica di Hélène Martin.
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”.
La Martin la incise sempre lo stesso anno in un disco con René Char che abbiamo già incontrato, “Terres mutilées”.
Pour Lorca tué à Grenade
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 13:57
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Sachez qu’on m’appelle Mary

[1968]
Parole di Michelle Senlis e Claude Delécluse
Musica di Jorge Milchberg.
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”.

Una canzone sull’ “Éirí Amach na Cásca”, l’ “Easter Rising”, l’insurrezione irlandese dell’aprile 1916 contro la dominazione britannica.
Donnez-moi des clefs pour les grilles
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 13:25
Song Itineraries: Conflicts in Ireland

Le paradis

[1969]
Parole di Jean Monnier
Musica di Philippe-Gérard
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”
N'allez pas croire, mes doux amis
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 13:08
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Soldier's Eyes

Album: Between The Minds (2007)
Lately I've been wondering what's been going on
(Continues)
2013/12/9 - 12:42

La Gloire

[1957]
Versi di Pierre Seghers (1906-1987), poeta, editore, combattente nella Resistenza francese.
Musica di Jean-François Gaël
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…” pubblicato nel 1968

Poesia scritta da Seghers nel pieno della guerra d’Algeria…
Mon beau dragon, mon lance-flammes
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 11:47
Song Itineraries: The Algerian War
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Thoughts about Sacco and Vanzetti

1977
House on the hill/Thoughts about Sacco and Vanzetti

Lyrics and Musica: Deborah Kooperman
Voice: Daniela Arveda

La canzone fino ad oggi era presentata solo in italiano, così come tradotta sulla copertina del disco. Oggi (27/12/2018) viene sbobinata all'ascolto, ovviamente con l'aiuto della versione italiana.
You must be proud when you say
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/12/9 - 11:27
Song Itineraries: Sacco and Vanzetti
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The House on the Hill

Versione italiana dei Mocogno Rovers da La repubblica del folk - 1998
(originariamente postata come canzone a parte per irreperibilità del testo originale di Deborah Kooperman)
C'era una casa, lassù sulla collina
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/12/9 - 11:24
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Morbihan

[1963]
Versi di Guillevic, poeta nato a Carnac, Morbihan, nel 1907 e morto a Parigi nel 1997.
Nella raccolta intitolata “Sphère”
Musica di Jean-François Gaël
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…” pubblicato nel 1968

Credo che in questa poesia Guillevic si riferisse a quanto subìto dalla gente bretone a partire dalla metà dell’800: la crisi economica e l’emigrazione di massa; la depressione delle campagne flagellate dalla miseria, dalle carenze alimentari, dalla mancanza d’igiene, dalle malattie endemiche; l’alto tributo di sangue pagato nella guerra del 1870 e poi nelle due guerre mondiali…
Sul Morbihan si vedano anche, per esempio, le canzoni Complainte de Marion du Faouët e An hini a garan
Sul tema si veda anche Crubelz di Gilles Servat.
Di Guillevic è già presente sul sito Les charniers
Ce qui fu fait à ceux des miens
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/9 - 11:13
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Icarus Generation

My name is Frank Cable and this is my song.

This song is a message to all dictators and oppressors within this world. It is a plea for these people to remember that they were once a child, a plea that the search for fame and power only leads to blindness and pain for millions, a plea to realize that there legacy can only be preserved by spreading love, not war across the countries that they rule.

Ultimately peace will prevail, but this song is a plea for compassion addressed to these rulers in Syria, North Korea and the USA.

Blessings,

Frank Cable

Icarus Generation Frank Cable Copyright 2008
Looking for love
(Continues)
Contributed by Frank Cable 2013/12/9 - 05:26
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Tallest Tree

My name is Frank Cable and I am the creator of this song.

The song was originally written with respect to the ongoing crisis in the Middle East, but applies to conflict in any part of our world. The song is about compassion, tolerance and the request of the victim to the oppressor to look past their weapons of power in hope of understanding that love is the only answer in this world.

I hope that you post this song. I will be back to submit others. Thanks to everyone within your organization for creating such a noble place for artists and listeners to keep the message alive.

This song will now and always be dedicated to Nelson Mandela.

Namaste,

Frank Cable
"Orionstar"

Massachusetts, USA

Tallest tree- Copyright 2011, Frank Cable
Brother, brother don't you know?
(Continues)
Contributed by Frank Cable 2013/12/9 - 04:58
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Cheshire Cat Cry

(2013)
Album: "Take Me To The Land Of Hell"

Dall'album che segna il ritorno dell'ottantenne vedova Lennon con la riformata Plastic Ono Band, in cui ora suona anche il figlio Sean Lennon, con la partecipazione di alcuni ospiti tra cui Lenny Kravitz in questa traccia disturbata e disturbante.

Dal vivo la canzone è stata eseguita con i Flaming Lips. Sicuramente bisogna riconoscere che Yoko Ono sa urlare oggi come quarant'anni fa... cantare non ha mai saputo. D'altronde la canzone si chiama appunto il "grido (o il pianto) dello Stregatto" (o Ghignagatto se vogliamo usare una traduzione meno disneyana) con riferimento ad "Alice nel paese delle Meraviglie". E' una canzone apertamente contro la guerra che contiene fra l'altro una divertente parodia della dichiarazione d'indipendenza (con un effetto simile a Self Evident di Ani DiFranco): "Noi, il popolo sacrificabile degli Stati Uniti riteniamo che questi sogni siano autolesionistici".

YOKO ONO – Vocals
Lenny Kravitz – Drums, Clavinet
Sean Ono Lennon – Bass, Electric Guitar, Synth
I’m rolling in your dreams
(Continues)
2013/12/8 - 23:03
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Give Peace A Chance


Intervista a Pete Seeger sull'uso di "Give Peace A Chance" durante la marcia contro la guerra nel Vietnam al Washington Monument, il 15 novembre 1969:

da Democracy Now

JON WIENER: Well, you know, Lennon wanted to — basically, Lennon is a musician, a songwriter, a performer. He wanted to write a song for the movement, and he did. It was "Give Peace a Chance." It did become the anthem of the anti-war movement. Half a million people sang "Give Peace a Chance" in a demonstration at the Washington Monument in the fall of 1969. Do we have time to listen to my interview with Pete Seeger, talking about what it was like that day?

PETE SEEGER: Well, in November 1969, I guess I faced the biggest audience I had ever faced in my entire life. Hundreds of thousands, how many, I don’t know, but it stretches as far as the eye can see, up the hillside and over the hill, past the Washington Monument.... (Continues)
2013/12/8 - 21:10
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Luoghi comuni (Una cantata irrisolta)

Dal blog Otra iglesia es imposible - Museo de poesía antigua y contemporánea, Buenos Aires, Primavera 2013. A dire il vero, la mia "famosa" identificazione coi Luoghi Comuni di Wilcock ha rischiato di avere, a suo tempo, anche una versione castigliana; ma, naturalmente, mi sono arenato per le evidenti difficoltà dell'impresa, del tutto al di là delle mie possibilità. Particolarmente contento sono, quindi, di aver trovato almeno tre strofe del poemetto tradotte da un argentino. Ai tempi in cui, ragazzo, iniziava la mia avventura in compagnia di Juan Rodolfo Wilcock, avrei pagato oro per trovare quel che oggi si trova in rete con un semplice "clic"; ma non c'era praticamente nulla. Nel bisunto volumetto Adelphi delle "Poesie" (che si apre proprio con "Luoghi Comuni") conservo gelosamente, ancora, il ritaglio di un vecchio articolo di "Repubblica" dedicato a Wilcock. Oggi, assieme alla traduzione... (Continues)
3. [Alma y cuerpo]

(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2013/12/8 - 19:38

Power To The People

Antiwar Songs Blog
Siamo andati in America varie volte con i Beatles e Brian Epstein cercava sempre di fare in modo che non dicessimo niente a proposito del Vietnam. Ad un certo punto io e George Harrison gli abbiamo detto. “Ascolta, la prossima volta che ce lo chiedono diciamo che non ci piace quella guerra e che dovrebbero […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-08 17:56:00
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Proletari senza culo

Quando la merda
(Continues)
Contributed by adriana 2013/12/8 - 13:37
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The Traitor's Kiss

2010

Partly inspired by the tragic story of Karen Woo and her nine colleagues who were bringing medical care to the poorest communities of the ravaged nation of Afghanistan which they had grown to love when they were ambushed and killed by gunmen. The song is a bitter reaction to how such a beautiful, gifted and selfless person could be murdered so mindlessly .

'It is such a powerful and emotional piece and not easily forgotten once heard. It seems to have some relevance to the conflicting relationships in Afghanistan at the moment.....'

Lynn Woo
Let me tell you what I’ve learned
(Continues)
Contributed by DonQuiojte82 2013/12/8 - 09:55
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Il Natale del naufrago

[2011]
Album : Acqua di Natale
Ehi ministro, che vuoi cacciarmi da dove sono venuto per alleviare il dolore.
(Continues)
Contributed by adriana 2013/12/8 - 08:19
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Mury

07.12.2013
I MURI
(Continues)
Contributed by Krzysiek Wrona 2013/12/8 - 00:52
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Giuda nella neve

[2013]
Album : Mat e famat

Canzone ispirata ad un fatto vero, l'eccidio da parte dei nazifascisti a Pontechianale accaduto il 28 marzo 1944, dove vennero uccisi 9 partigiani.
Una madre si presentò all'accampamento, forse per ammazzare chi gli aveva ucciso il figlio. Glielo impedirono, ma il prigioniero, colpevole spia si suicidò.

E' un bel brano con l’arpa di Vincenzo Zitello che ci riporta le vibrazioni dei ruscelli di montagna.
Partigiani e guerra su in montagna
(Continues)
Contributed by donquijote82 2013/12/7 - 23:55
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Let's Get Started

Album: Hey World (2013)

Music: Caroline Chevin / Philipp Schweidler
Lyrics: Caroline Chevin / Sékou Neblett
Bad news
(Continues)
2013/12/7 - 23:29
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Quando

[2013]
Album : Mat e famat

E’ un brano dal carattere quasi biblico, con immagini apocalittiche ma con una richiesta precisa: “Non piangete la pietra, sorridete nel vento”. La vita è sempre più forte della morte. La speranza travolge la disperazione.
Quando il mio corpo non avrà più un sorriso
(Continues)
Contributed by donquijote82 2013/12/7 - 23:07
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Vecchio lupo

[2013]
Album : Mat e famat

Il lupo ritorna padrone della scena. Le donne che corrono con i lupi devono faticare per volare, il lupo prende il volo grazie al sorriso di un bambino e il suo naturale battere il tempo con allegria.
Corre un vecchio lupo che non sa più dormire
(Continues)
Contributed by donquijote82 2013/12/7 - 22:38
Song Itineraries: AWV (AntiWar Wolves)
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Asimbonanga (Mandela)

bella molto bella
alessandro.montebaik 2013/12/7 - 19:23

Non abbiamo visto Mandela

Antiwar Songs Blog
Non lo abbiamo visto Non abbiamo visto Mandela Nel posto in cui è Nel posto in cui viene tenuto Oh, il mare è freddo e il cielo è grigio Guarda attraverso l’isola la Baia Siamo tutti isole finché non verrà il giorno In cui attraverseremo l’acqua bruciante Un gabbiano vola sul mare L’infrangersi del silenzio […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-07 19:01:00
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I mostri che abbiamo dentro

Chanson italienne – I mostri che abbiamo dentro – Giorgio Gaber – 2002
LES MONSTRES DU DEDANS
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2013/12/7 - 18:57
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Piazza Giuliani

2013
Album :7
Questa è una vecchia storia che adesso è anche la mia
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2013/12/7 - 14:41
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La guerra di Tore (burning fire)

2013
7
Tore ha scelto di andare
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/12/7 - 14:19
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Libera

2013
7
Dimmi cos'è che non ci unisce, che ci divide
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2013/12/7 - 14:05
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Lumumba, héros national

Si veda anche L’arbre Lumumba
(l)Bakakangi ngai , bandeko
(Continues)
Contributed by adriana 2013/12/7 - 11:17
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Thank You Madiba (TYM)

And I don't know how to say
(Continues)
Contributed by adriana 2013/12/7 - 10:56
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Nelson Mandela, Sus Dos Amores

[1988]

Album :Proposiciones
Nelson Mandela,
(Continues)
Contributed by adriana 2013/12/7 - 09:22
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Venger la vie

[1972]
Parole di Eugène Guillevic
Musica di Rongier Max
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Tout ce qu'on fait contre moi
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/6 - 23:00
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Le camp du drap d'or

[1972]
Parole di Serge Rezvani
Musica di Swingle Ward
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
En Iran, il y a des assassins
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/6 - 22:50

Mon bon plaisir

[1972]
Parole di Pierre Grosz
Musica di Alain Goldstein
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Achetez à la journée, à la semaine, au mois, à l'année
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/6 - 22:20
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La chanson d'Irlande

[1972]
Parole di Maurice Fanon
Musica di Jean-Paul Roseau
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Je me souviens de cette Irlande
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/6 - 22:13
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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Numance

[1964]
Parole di Luc Bérimont
Musica di Lise Médini
Nell’album intitolato Nuit et brouillard

Quando ho trovato il testo di questa canzone ho subito pensato che si riferisse alla guerra civile spagnola e che Numance fosse il nome di una delle tante città completamente distrutte nel corso di quel conflitto fratricida…

Scopro invece che è il nome di un’antico insediamento celtibero degli Arevaci situato nei pressi di Garray, nell’attuale provincia di Soria, in Castiglia e León. Fondato nel IV° secolo a.C., resistette prima ad ogni tentativo di conquista da parte dei cartaginesi, poi nel II° secolo divenne il baluardo della resistenza iberica contro i Romani. Per vent’anni gli Arevaci tennero testa alle armate imperiali ma nel 134-133 Scipione Emiliano, il distruttore di Cartagine, cinse d’assedio la cittadella celtibera sul Cerro de la Muela e, limitandosi a tagliare ogni via di approvvigionamento,... (Continues)
Quand je suis entrée dans Numance
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/6 - 15:24




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