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San Francisco

Album: "Mon frère" (1972)

En 1971, Catherine Le Forestier, accompagnée de son frère Maxime à la guitare, remporte le premier prix du festival de Spa. Avec l'argent ainsi gagné, ils décident de partir tous les deux pour San Francisco. Ils se rendent alors à l'adresse que leur a confié Luc Alexandre, un ami belge qui leur assure que la ville est faite pour eux. Ils y restent plusieurs semaines, au milieu d'une communauté hippie baptisée « Hunga Dunga » où se côtoient entre autres des déserteurs du Viêt Nam et des homosexuels.

De retour en France, Maxime reçoit une lettre accompagnée de dessins que lui ont envoyé les habitants de la maison bleue. Ne parlant que très peu l'anglais et pour les remercier de leur accueil, il décide de leur envoyer une chanson plutôt qu'un courrier et c'est ainsi qu'il écrit et compose rapidement San Francisco. Titre joué à la guitare, il évoque cette maison habitée par les hippies.
C'est une maison bleue
(Continues)
2013/10/16 - 23:23
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Nessuno è straniero

Questa canzone dell'enorme dramma dell'immigrazione, vuole essere un piccolo ricordo di tutte le persone che non ce l'hanno fatta e un a preghiera laica per tutte quelle persone scampate ai naufragi perché possano finalmente vivere con la dignità che meritano.
Sempre con le spalle al muro questa vita di passaggio,
(Continues)
Contributed by Stefano Crialesi 2013/10/16 - 23:10
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Places

Album: Places (2012)

Dal primo album di Lou Doillon, figlia di Jane Birkin e del regista Jacques Doillon. Un album di canzoni intimiste cantate in inglese tra cui spicca questa "Places" per la quale la cantante e modella è stata paragonata (con un pizzico di esagerazione) a Patti Smith.
We've named everything
(Continues)
2013/10/16 - 22:46
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Or che Mussolini

Anonymous
‎"Si Mussolini no era un asesino, me pregunto que hacían sus tropas en Etiopía y en mi propio país, España..." (Gustavo Sierra Fernández)

"... certi vecchi che continuano ad occupare posti di potere invece che seggiole al circolo e finiscono a dire sfondoni del tipo 'A parte le leggi razziali Mussolini è stato un buon capo di Stato'." (Fasciano)

Miguel Hernández, dalla raccolta “Viento del pueblo. Poesía en la guerra”, 1937.‎

CENICIENTO MUSSOLINI

Ven a Guadalajara, dictador de cadenas,
carcelaria mandíbula de canto:
verás la retirada miedosa de tu hienas,
verás el apogeo del espanto.‎

Rumorosa provincia de colmenas,
la patria del panal estremecido,
la dulce Alcarria, amarga como el llanto,
amarga te ha sabido.‎

Ven y verás, mortífero bandido,
ruedas de tus cañones,
banderas de tu ejército, carne de tus soldados,
huesos de tus legiones,
trajes y corazones... (Continues)
Bernart 2013/10/16 - 14:27
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Canción del antiavionista

‎[1937]‎
Poesia tratta dal IV volume di “Poemas sueltos” (1939)‎

La canzone dell’addetto alla batteria contraerea è una poesia importante perché descrive bene il ‎sentimento di civili e combattenti sottoposti ai primi bombardamenti a tappeto su obiettivi civili ‎della Storia, quelli attuati nella primavera del 1937 dalla Legione Condor della Luftwaffe nazista, ‎intervenuta a sostegno del bando franchista, sulle città di Durango e Guernica.‎
Que vienen, vienen, vienen
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/16 - 14:03

Las abarcas desiertas

‎[1937]‎
Poesia tratta dal IV volume di “Poemas sueltos” (1939)‎
Messa in musica da Francisco Curto nel suo “Miguel Hernández” del 1976 e più recentemente da ‎‎Joan Manuel Serrat nell’album “Hijo de la luz y de la sombra” del 2010.‎


Il grido di Miguel Hernández bambino contro la miseria e l’ingiustizia che soffocavano la sua terra.‎
Ogni 5 di gennaio in Spagna (dove sono un po’ più cattolici di noi, con la nostra Befana…) si ‎festeggia la “Cabalgata de Reyes Magos” ed il giorno seguente i bambini trovano nella calza il ‎carbone dolce portato dai re astronomi… Ma la calza del piccolo Miguel era un calzettone di lana di ‎capra messo sulla finestra fredda di una bergeria, e il bambino sognava che la mattina dopo il ‎mondo si fosse trasformato in un negozio di giocattoli… Ma nessun “re magio” si avvicinò mai alla ‎finestra ed alla calza di Miguel, sempre gelata e vuota così come le sue “abarcas”, i sandali di cuoio ‎crudo tipici delle zone rurali spagnole…‎
Por el cinco de enero,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/16 - 13:11

La senda está trazada

‎[anni 60]‎
Parole e musica di Jorge Salerno
Nel disco di Daniel Viglietti intitolato “Canto libre”, o “A una paloma”, del 1970.‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Canzone scritta da Jorge Salerno, studente universitario uruguayo e militante del Movimiento de ‎Liberación Nacional-Tupamaros. Jorge Salerno morì con altri due compagni l’8 ottobre 1969 in uno ‎scontro fuoco con la polizia ‎durante le fasi concitate della cosiddetta “Toma de Pando”, quando i ‎Tupamaros si produssero in ‎un’azione militare in grande stile occupando seppur brevemente una ‎cittadina a pochi chilometri da ‎Montevideo. Per l’organizzazione fu un successo solo dal punto di ‎vista dimostrativo perché, oltre ‎alle perdite subite, parecchi militanti furono catturati.‎
A lui è dedicata anche un'latra canzone di Viglietti già presente sul sito, Sin música.‎
España, Inglaterra, también Portugal,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/16 - 11:19
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Cantaliso en un bar

‎[1937]‎
Versi del poeta, giornalista ed attivista politico cubano ‎‎Nicolás Guillén, dalla raccolta ‎‎“Cantos para soldados y sones para turistas” del 1937.‎
Musica di Daniel Viglietti, dal disco intitolato “Canciones chuecas” del 1971. ‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Los turistas en el bar:
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/16 - 10:55
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Il miracolo

2012
Luna Park live

Colonna sonora del film "Ci vorrebbe un miracolO"
Ben arrivato nel paese dei balocchi
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/10/16 - 10:30

Campos de paz, y sin embargo

Poesia di Rafael Alberti, originariamente intitolata ‎‎“Canción XVII”, nella raccolta intitolata “Balada y canciones del Paraná” pubblicata nel 1954.‎
Musica di Niño Gema, dall’LP di Francisco Montaner del 1974 intitolato “El crimen fue en ‎Granada”‎
Campos de paz. Y, sin embargo,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/16 - 10:26
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María Coraje

‎[1970]‎
Parole e musica di Víctor Manuel.‎
Dall’album “Quiero abrazarte tanto” pubblicato nel 1970.‎
Testo trovato su Cancioneros.com
Tiene 106 años y tiene el pelo blanco de nieve.
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/15 - 15:59
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Cefalonia 8/9/1943

2012
E lo chiamano amore
8 settembre a Cefalonia il sole
(Continues)
Contributed by Dq82 2013/10/15 - 15:47
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Soldati

2012
E lo chiamano amore
Combattevano da ormai quaranta giorni
(Continues)
Contributed by Dq82 2013/10/15 - 15:45
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L'esercito dei morti

2009
Esterno buio
Stride nel vento freddo del mattino
(Continues)
Contributed by dq82 2013/10/15 - 15:43
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Il pazzo

2009
Esterno buio
Condannato a 100 anni di galera
(Continues)
Contributed by DoNQUijote82 2013/10/15 - 15:40
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Ai Martiri: Cumiana

2009
Album: Esterno buio

Gli autori della canzone sono Davide Grosso e Roberto Briscese, membri de La Bottega di Musica e Parole.

Cumiana, la strage del 1944

Da Wikipedia

La strage di Cumiana [paese nei pressi di Pinerolo, provincia di Torino, ndr] avvenne il 3 aprile 1944 ad opera di un reparto del 7º battaglione SS italiane (inquadrate qualche mese più tardi in quella che si chiamerà 29. Waffen-Grenadier-Division der SS). Il 7º battaglione, costituito da circa 500 militi, arrivò nella zona di Cumiana, non lontana dalla direttrice Avigliana-Orbassano-Pinerolo, per un ciclo di addestramento in vista di successivi impieghi sul fronte sud. Di fatto, esso fu utilizzato per fronteggiare forti gruppi di "ribelli" (così erano chiamati dalla propaganda nazifascista) appartenenti alla resistenza partigiana.

Antefatti

Il contatto con i partigiani avvenne la notte tra il 31 marzo ed il 1º aprile... (Continues)
Ho visto il sole tramontare nel cielo sui Tre Denti,
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2013/10/15 - 15:38
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Maquis

‎[1976]‎
Parole e musica di Pedro Faura, dal suo secondo e (credo) ultimo album, “Volver no es volver ‎atrás” del 1976.‎



Ignoro cosa faccia oggi lo spagnolo Bernardo Feuerriegel Fuster – questo il vero nome di Pedro ‎Faura (1947-), autore di questa canzone – ma in gioventù è stato un militante comunista ed un ‎membro della formazione guerrigliera antifranchista Frente Revolucionario Antifascista y Patriota ‎‎(FRAP), attiva tra il 1973 ed il 1978, quella cui appartenevano Xosé Humberto Baena, Ramón ‎García Sanz e José Luis Sánchez Bravo, tre dei cinque “terroristi” fucilati dal regime poche ‎settimane prima della definitiva partenza di Francisco Franco per l’Inferno.‎


Ma la canzone non è dedicata tanto ai giovani rivoluzionari comunisti che tra gli anni 60 e 70 ‎diedero qualche grattacapo alla dittatura, bensì ai loro padri, ai maquis, ai “Guerrilleros Españoles”, ‎repubblicani che... (Continues)
Fueron tiempos de dolor
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/15 - 15:10
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Italia libera

Da "Dolce Resistenza" [2006]
Italia libera da mille facce vuote
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/10/15 - 12:18
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Volver no es volver atrás

‎[1957]‎
Versi di José Bergamín (1895-‎‎1983) poeta spagnolo.‎
Musica di Pedro Faura, dal suo secondo e (credo) ultimo album, “Volver no es volver atrás” del ‎‎1976.‎


Poesia di esilio e di ritorno (ma mai un ritorno indietro), cosa che toccò più volte nella sua vita allo ‎scrittore José Bergamín. Già oppositore della dittatura del generale Miguel Primo Rivera (dal 1923 ‎al 1930), durante la Seconda repubblica diresse la rivista culturale “Cruz y Raya” e, allo scoppio ‎della Guerra Civile, divenne il presidente dell’Alianza de Intelectuales Antifascistas. Fu lui ad ‎incaricare ufficialmente Picasso affinchè realizzasse il suo ‎‎“Guernica” per l’Esposizione ‎Internazionale di Parigi. Alla vittoria dei fascisti, fuggì dalla Spagna portando con sé il manoscritto ‎di “Poeta en Nueva York” che l’autore, ‎‎Federico García Lorca, gli aveva ‎regalato poco prima di essere assassinato. Fu Bergamín... (Continues)
Volver no es volver atrás.
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/15 - 11:23
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Elegía a un poeta que no tuvo su muerte. Federico García Lorca

‎[1936]‎
Versi del poeta Rafael Alberti, dalla raccolta ‎intitolata “De un momento a otro (Poesía e historia)” pubblicata nel 1937.‎
Musica di Rosa León e Alberto Estébanez.‎
Nel disco di Rosa León intitolato “Paloma desesperada”‎

Una poesia in cui Rafael Alberti esprime il suo profondo dolore per la morte, la sua profonda rabbia ‎per l’assassinio dell’amico Federico ‎García Lorca, con il quale, nel 1927, aveva organizzato nell’Università di Siviglia il tributo al ‎poeta barocco Luis de Góngora y ‎Argote in occasione del terzo centenario dalla morte. ‎
E’ come se Alberti rivendichi qui a sé la morte toccata all’amico e negli ultimi versi gli promette ‎che cercherà di vivere una vita lunga, intensa e degna anche per lui, per restituirgli quella che i ‎fascisti gli strapparono a soli 38 anni…‎
No tuviste tu muerte, la que a tí te tocaba.‎
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/15 - 10:18
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L'estaca

CATALANO (VALENCIANO) [Jordi Forbes]
CATALAN (VALENCIAN) [Jordi Forbes]


Versione valenciana di Jordi Forbes
A translation into Valencia Catalan by Jordi Forbes.

"This version is for all of those in Valencia who also feel identified with this song.

Aquesta és una versió Valenciana més pròpia per a tots aquells que s'identifiquen amb la mateixa a València

Visca València! :) "
L'ESTACA
(Continues)
Contributed by Jordi Forbes 2013/10/15 - 10:10
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Il nemico avanza

‎[2013]‎
Testo di Emidio Clementi
Nell’album “Aspettando i barbari”‎





‎“E’ un pezzo pieno di figure inquietanti, avanzi di galera da cui è meglio tenersi alla larga. Ho ‎sempre provato un’insana attrazione nei confronti dell’Africa postcoloniale di ‎‎Denard e di ‎‎Steiner. Dentro, da qualche parte, con una sahariana ‎arrotolata sulle maniche e la sigaretta tra le dita, si intravede anche ‎‎Goffredo Parise. A dentri stretti confessa che il ‎sangue umano ha un non so che di eccitante su di lui.” (Emidio Clementi)

Una canzone dedicata ai “colpi di coda” del colonialismo d’antan - dall’Algeria al Vietnam, dalla ‎Nigeria al Congo – e ai suoi squallidi protagonisti, “soldati di ventura” come Jean Schramme, o Bob ‎Denard, o Marc Goosens (e tra di loro c’erano anche parecchi italiani, veterani della Folgare e dei ‎Lagunari). Oggi il colonialismo viene esercitato con metodi più raffinati... (Continues)
Il nemico avanza
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/14 - 14:19

Plague

A song about an unidentified plague - the war actions of evil people. This plague is killing people and ruining lives day by day. The chorus explains how to change the way of thinking into a brand new human condition of disbelief.
People from the world, listen what I say.
(Continues)
Contributed by Verdley Thyme 2013/10/14 - 14:03
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Compound

‎[2013]‎
Testo di Emidio Clementi
Nell’album “Aspettando i barbari”‎



‎“Osama Bin Laden. Abbottabad. L’erba incolta e le galline. Una villetta sgangherata, simile a quelle ‎che punteggiano il litorale calabrese. Quel misto di domestico e di sinistro che avvolge la scena. I ‎materassi insanguinati a fianco delle ciabatte.” (Emidio Clementi)

Gli uccelli
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/14 - 13:18
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Seguendo la flotta

[1960]
Testo di Alberto Arbasino
Musica di Fiorenzo Carpi
Nel disco “Laura Betti con l’orchestra di Piero Umiliani”

Una canzone dai primissimi anni 60, tempi lievi, ridanciani, di matto divertimento e di aperta sfida al pudore. Così Arbasino poteva tranquillamente scrivere e la Betti serenamente cantare della dura vita di un marinaretto gay sotto le armi, ridicolizzando le istituzioni militari.

Oltre tutto, la Taranto dei circoli degli ufficiali di marina, dell’arsenale militare e dei cantieri navali era all’epoca ancora una città “povera, certo, ma deliziosa”, come ebbe a dire un illustre suo cittadino, il giornalista Sandro Viola. Una delle città più curiose ed eleganti d’Italia “dalla vita stradale euforica, mossa e vivace, dove spira un’aria esilarante, stimolante, direi cantabile”, registrava un altro giornalista, il veneto Guido Piovene...

Ma nel 1965 entrò in funzione il mostro... (Continues)
Ossigenarsi a Taranto
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 21:55
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Madre proteggi

2013
Ali di libertà

“Scrissi MADRE PROTEGGI in termini di preghiera. Non necessariamente nella direzione che può venire immediatamente collegata ad un credente quale io sono, ma come una sorta di invocazione che qualsiasi uomo potrebbe fare in ginocchio, guardando l'orizzonte ed invocando aiuto per la parte debole del mondo. Un aiuto che chiedi al Cielo, che chiedi ad una Madre che viceversa potresti chiamare Terra o anche nel modo che tu senti più vicino al senso che ha il tuo stare al mondo. Non deve esistere alcuna discriminazione al riguardo che non sia nella necessità di giustizia verso chi è ai margini. Solo gli infami, i ladri, gli assassini e i buffoni di qualunque latitudine possono non pensare che il primo compito che un essere umano deve avere non debba essere quello di allungare la propria mano verso chi ti cammina a fianco e che magari proprio dalla tua mano può ricevere la... (Continues)
Madre dei cieli, sopra gli occhi miei
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/10/13 - 19:11
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Sempre in viaggio (Lombardia)

[2012]

Album : Caminante
Quando stavo nelle Puglie la facevo la bella vita
(Continues)
Contributed by adriana 2013/10/13 - 19:09
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Sleepwalk With Me

2013
Album: Ultramarine

The video, directed and animated by Fabricio Lima, tells the true story of two World War Two soldiers who were in love during their North African Campaign in 1943. The story was originally told by soldier Brian Keith in a 1961 published letter titled “Letter to a G.I.” The letter, addressed to his former lover, described the affair and what it meant to him, and revealed that the other soldier had died in combat. The video highlights parts of the letter in a beautiful, abstract way. And the pairing with Young Galaxy’s song works wonderfully together.
Can you hear me knockin'
(Continues)
Contributed by DoNQUijote82 2013/10/13 - 18:06
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Fiche cu le mendule

[2013]

Album : Muddhriche

mamma, sai che ti dico? io vado volontario
vai a rischio della vita sì, ma lì mangiano a orario
...
i soldati stanno partendo, salgono sul treno
sono tutti giovani cantano vinceremo
i signori si affacciano dal balcone
al sicuro canticchiano quella stessa canzone
...
i soldati stanno tornando, scendono dal treno
ma di quelli che son partiti sono molti di meno
quelli che sono tornati sono già alla stazione
quelli più sfortunati hanno sbagliato vagone
e comunque sia andato quest'ultimo conflitto
il soldato è normale che ritorna sconfitto
vai a dirglielo tu ora che la patria deve difendere
per una manciata di fiche e un pugno di mandorle
Suntu l'anni 40 e nc'è picca te fare
(Continues)
Contributed by Antonio P 2013/10/13 - 17:19
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El monte y el río

Con l'occasione segnalo che un'errore ed un'inversione negli ultimi versi. Quelli corretti sono i seguenti:

Oh tú, la que yo amo,
pequeña, grano rojo
de trigo,
será dura la lucha,
la vida será dura,
pero vendrás conmigo
IL MONTE ED IL FIUME
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 17:13
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Neno orfo con cabalos ao fondo

NIÑOS HUÉRFANOS CON CABALLOS AL FONDO
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 16:42
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Preguntas

Versi di José Manuel Caballero Bonald (1928-), scrittore e poeta spagnolo.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Ya se han puesto en camino
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 15:20
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Llévame antes el Dios de la guerra

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Llévame antes el Dios de la guerra,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 15:08
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Il massacro dei trecentoventi (Le Fosse Ardeatine)

Anonymous
Non mi pare che su questa pagina ci fosse una sola immagine del Erich Priebke, finalmente andato al Diavolo un paio di giorni fa... Meglio ricordarsi sempre la faccia dei boia...
Bernart 2013/10/13 - 14:43
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Trigo y agua

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Interpretata nel disco insieme ad Amparo Sánchez degli Amparanoia
Hay una lluvia de manos
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 14:29
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Llevo el dolor del mundo por sombrero

Versi di Dolors Alberola (1952-), poetessa spagnola.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Hoy llevo la tristeza entre los dedos
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 14:24
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Canción para los refugiados

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Es de noche
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 13:57
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Que a todas las balas se les haga de noche

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Dame un abrazo, hermano, si tú ya no matas.
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 13:54
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Paz

Versi di Federico Mayor Zaragoza (Barcellona, 1934-), alto funzionario internazionale spagnolo, per molti anni direttore dell’UNESCO.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Plantaremos olivos
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 13:48
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The Last Train to Clarksville

La versione de I Camaleonti, singolo del 1966 poi incluso nell’album “Portami tante rose” del 1967.
LA LIBERTA’
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/13 - 11:06
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Canta che ti passa la paura

Ha ragione Mauro, la canzone è di Herbert Pagani.
Strano che sul sito ufficiale di Giorgio Gaber non si faccia alcun cenno alla cosa.
Fra l'altro, sempre sulla pagina della Fondazione Gaber, la canzone viene datata al 1965, mentre l'album "L'asse di equilibrio" di cui fa parte fu pubblicato nel 1968.
Quindi, siccome Pagani la incise come singolo nel 1967, la canzone è sicuramente da attribuire a lui, anzi, testo di Herbert Pagani e musica di Tony De Vita (1932-1998), pianista, compositore e direttore d'orchestra, celebre per le sue conduzioni musicali di programmi RAI e Mediaset dagli anni 60 fino agli 80.
Bernart (già Bartleby) 2013/10/13 - 10:51
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Wielkie koło

[1983]
Testo: Elżbieta Mielczarek
Musica: Ruciński / Kreutz
Dall'album "Blues Koncert"
All'armonica Jan Skrzek + swing vocal

La canzone non è forse prettamente legata all'argomento antiguerresco (per modo di dire), ma già il titolo è tutto un programma. Si può tradurre come "La grande ruota" e non esiste la cosa più schiacciante della grande ruota del nostro destino comune, nel quale da secoli e in maniera permanente (a quanto pare) è iscritta la guerra, con tutte le sue conseguenze. Ci si riuscirà mai ad uscirne???
Azzarderei una tesi a riguardo. Non c'è la civiltà dove persiste la violenza. E con questa, vorrei condividere con tutti questo "solare" componimento :)
Kiedy masz już poza sobą
(Continues)
Contributed by Krzysztof Wrona 2013/10/12 - 00:58
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Daylight Again

sembra 'na richiesta raginevole :)
krzyś 2013/10/11 - 23:37




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